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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading

Date Time Lat Lon Rel Io Imax Sites Nref Me Rme Location Country
26 08 1542-43.93310.9174.54.5101084.1PistoiaItaly

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Space-time parameters

The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
1542 06 13 02 15 -- 44.00 11.38 0.0 9.0 0 108 Mugello
1542 08 26 -- -- -- 43.93 10.92 0.0 4.5 0 108 BORGO S.LORENZO
1542 08 26 -- -- -- 43.93 10.92 0.0 4.0 0 108 BORGO S.LORENZO


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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
CFT 1542 06 13 02:15 44.00 11.38 9.0 9.0 46 93 Mugello
PFG 1542 06 13 09:- 44.00 11.33 10.0 - - - Scarperia


PFG = Catalogo dei terremoti italiani dall anno 1000 al 1980, PFG/CNR
ING = Catalogo dei terremoti italiani dal 1456 a.C. al 1980, ING

State of earthquakes review

È stata revisionata la bibliografia del Catalogo PFG (1985) ed è stata condotta un’ampia ricerca bibliografica e archivistica che ha consentito di precisare notevolmente le informazioni precedentemente note.
All’Archivio di Stato di Firenze sono stati vagliati i fondi "Senato dei quarantotto", "Capitani di parte guelfa", "Compagnie soppresse", "Conventi soppressi" e "Carte strozziane". Nel fondo "Senato dei quarantotto" sono state reperite due richieste di riparazioni per la casa del podestà di Borgo San Lorenzo (1); il fondo "Capitani di parte guelfa" contiene 5 suppliche per l’esenzione dalle tasse sugli edifici rovinati dal terremoto del 1542, presentate da alcuni abitanti di Scarperia nel corso di più anni: nel 1552 (2), 1554 (3), 1559 (4), 1563 (5), 1597 (6); il volume "Debitori e creditori (1516-1552)", reperito nel fondo "Compagnie soppresse", serie "Santa Maria di Piazza (7), e l’elenco delle spese sostenute per riparare i danni causati dal terremoto del 13 giugno 1542, reperito nel fondo "Conventi soppressi", serie "S.Barnaba" (8), riportano le spese occorse riparare gli edifici della chiesa e del chiostro del convento di Scarperia nel periodo luglio-ottobre 1542 (9); infine nel fondo "Carte strozziane" è stata reperita la cronaca "Priorista" (10), che contiene dati precisi sugli effetti del terremooto (1.742 case distrutte e 113 morti), e una relazione coeva, senza indicazione di data, intitolata "Nota di un tremoto..." (11), che presenta sinteticamente i dati sui danni agli edifici e le perdite umane per singole località. Non se ne conoscono le fonti, ma dalla frequenza delle indicazioni di danni a edifici religiosi è possibile ipotizzare un ambito di produzione ecclesiastico.
All’Archivio di Stato di Pistoia, fondo "Corporazioni religiose", è stato reperito un resoconto redatto da un sacerdote di Cutigliano nel giugno 1542 che fornisce dati particolareggiati sugli effetti del terremoto nelle singole località (12). Un sintetico resoconto sui danni agli edifici e sui morti è conservato nell’Archivio Parrocchiale dei Ss.Jacopo e Antonio di Fivizzano (Primo libro della Compagnia del SS.Sacramento 1481-1583) (13).
Le fonti epistolari, memorialistiche e cronachistiche reperite all’Archivio di Stato di Firenze e nelle Biblioteche Nazionale e Riccardiana di Firenze contengono notizie importanti per la definizione degli effetti del terremoto. Di particolare importanza per il suo valore testimoniale e descrittivo è una lettera del granduca di Toscana Cosimo I a Giovanni Bandini. Il giorno successivo il terremoto il principe era già in grado di fornire i primi dati quantitativi sui danni causati dalla scossa, presentando un quadro complessivo del terremoto che venne ripreso nelle fonti posteriori. Testimonianze dirette della scossa del 13 giugno si hanno in altre due lettere di qualche giorno dopo: nella lettera di Campano al granduca del 20 giugno (14) e nella lettera di Guicciardini al duca di Ferrara del 24 giugno (15) in cui si menzionano i danni arrecati agli edifici e lo stato di emergenza della popolazione locale.
Le informazioni più complete per la ricostruzione del quadro degli effetti del terremoto sono contenute in due relazioni anonime a stampa. L’autore di "Una lettera de la discriptione..." datata 23 giugno 1542 (16), il documento più particolareggiato sul terremoto conservato nella Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, si definisce un testimone oculare e descrive gli effetti del terremoto nelle singole località, fornendo importanti dati quantitativi sul numero delle case distrutte e dei decessi per ciascun castello. Menziona inoltre alcuni fenomeni correlati, come la vampata di fuoco vista a Firenze subito dopo la scossa del 13 giugno e la fonte di acqua sulfurea sgorgata nei pressi di Borgo San Lorenzo, particolare ripreso da Georg Bauer, meglio noto come Agricola (1494-1555), in un breve trattato di carattere ‘geologico’ pubblicato nel 1546 (17).
Fonte memorialistica diretta è l’opuscolo "I particulari avisi..." (18) redatto da un anonimo testimone oculare che si trovava per caso a Firenze; la forma di missiva a un signore a Roma può essere un artificio letterario, visto che l’opuscolo fu stampato a Firenze nel 1542. L’opera ebbe una notevole diffusione, fu tradotta lo stesso anno in inglese e in tedesco; la copia italiana è conservata presso la sezione manoscritti rari della British Library, ed è stata ristampata nel 1987 da Bellandi e Rhodes (19). L’opuscolo insiste molto sui fenomeni naturali che accompagnarono il terremoto con menzione di lampi di luce, carri infuocati e altre visioni raccontate all’autore dai contadini del posto; contiene inoltre una ricca descrizione delle processioni al duomo di San Giovanni dell’Annuciata. Si tratta di un’opera con palesi intenti letterari ma non priva di informazioni particolareggiate sulla popolazione del Mugello.
Di qualche anno posteriore è la "Relazione del convento..." di Giuliano dalla Cavallina, identificabile forse con il cronista Giuliano Ughi, conservata presso la sezione "Manoscritti" dell’Archivio di Stato di Firenze (20): nella prima parte presenta un elenco dei danni con notizie sullo stato degli edifici del convento; nella seconda contiene un breve racconto della reazione dei monaci, che vissero tre mesi all’aperto, e un consuntivo delle spese sostenute per riparare il convento. Lo stesso autore, Giuliano Ughi, compose una "Cronica di Firenze..." (21) che fornisce un quadro dettagliato dei danni desunti dai risultati di un’inchiesta del commissario inviato dal duca.
Il terremoto è menzionato in numerose cronache e diari anonimi, dei quali non è sempre facile stabilire uno stemma di derivazioni a causa dell’incertezza della datazione delle singole opere. È possibile tuttavia collegare alcune fonti cronachistiche in base ai dati quantitativi più o meno simili riportati nella descrizione dell’evento. Le "Istorie" di Adriani pubblicate nel 1583 (22) e le "Istorie..." di Scipione Ammirato (23) attingono dalla stessa fonte, riportando le medesime cifre relative ai morti ­ 150 ­ e alle case distrutte ­ 1.200 ­ oltre a presentare alcune concordanze testuali nella descrizione del terremoto. Da Ammirato dipendono invece il "Diario fiorentino" (24) e il "Diario istorico" (25), entrambi anonimi e di incerta datazione, redatti probabilmente tra XVI e XVII secolo.
Una seconda tradizione è invece riferibile ai prioristi fiorentini. La cronaca fiorentina "Priorista della città...", conservata presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze (26) e copiata successivamente in un manoscritto anonimo "La città di Firenze..." (27) conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, riporta la notizia di 1.700 case distrutte e 150 morti, informazioni che devono essere considerate meno precise rispetto al "Priorista" conservato nelle "Carte strozziane" dell"Archivio di Stato di Firenze (28). Informazioni simili al "Priorista" delle "Carte strozziane" sono inoltre contenute in Landucci (29).
Una terza tradizione riporta invece la notizia di 1.500 case distrutte e 500 morti, cifre riscontrate la prima volta nella citata "Una lettera de la discriptione..." del 1542 (30), riprese successivamente da Breventano, "Del Tremuoto" (31) che è a sua volta sicuramente la fonte delle "Istorie" di Tarcagnota (32).
Un collegamento potrebbe esistere tra i "Particulari avisi" e la "Cronica" di Tommasino de’ Bianchi, modenese (33) che riprende il paragone con gli zingari per le popolazioni del Mugello accampate all’aperto dopo il terremoto.
Menzioni sintetiche del terremoto del 13 giugno 1542 si trovano in numerose opere storiche del XVI secolo (34) e nella cronachistica locale di altre città (35).
Le cronache del XVII secolo (36) riportano soltanto brevi cenni, con la notevole eccezione di Bonito (37), che fu il primo a riunire le testimonianze relative al terremoto del 1542 riportando i passi relativi all’evento di ben 14 autori.
Il ricordo del terremoto si conservò anche nella storiografia del Settecento (38).
Nelle opere scientifiche del XIX secolo il terremoto del Mugello del 1542 fu ricostruito riprendendo le fonti dell’epoca, in particolare i passi di Ammirato e di Agricola, chiaramente presenti in Repetti (39) e in Chini (40), e della cronaca di Ughi, riportata alla lettera da Giovannozzi (41) che ripubblicò anche la "Nota" già edita da Baccini su un periodico locale. Baratta rifuse in un unico racconto le testimonianze precedenti, basandosi però soprattutto sulla "Nota" ora citata, dalla quale riprese l’elenco delle località colpite e dei danni (42).
L’evento è stato oggetto di una revisione scientifica da parte di Ferrari e Molin (1986) (43).
Hanno dato esito negativo le ricerche svolte presso l’Archivio di Stato di Bologna e presso l’Archivio di Stato di Modena; all’Archivio di Stato di Bologna sono stati consultati per Castiglione dei Pepoli il fondo "Interessi di Castiglione" (1541-1571) dell’archivio Pepoli; per Porretta l’archivio Ranuzzi che non conserva documenti per gli anni del terremoto; per Pian del Voglio i seguenti fondi dell’archivio Ranuzzi-Bianchi: "Lettere XVI-XVII sec.", b.112; "Scritti vari e memorie" 1435-1819, b.115; "Stampe e duplicati"1506-1772, b.117; "Registri per l’amministrazione di terre e case" 1533-1677 b.121; "Miscellanea XVI-XVIII sec." b. 125; "Memorie della chiesa di Piano"; "Libro de debitori", b.159; "Memorie sulla contra di Piano", XV-XX secolo, bb.163-165; "Registri di conti attinenti all’amministrazione della contra di Piano" (1540-1670), b.167; all’Archivio di Stato di Modena sono stati spogliati i fondi: "Minutario ducale", b.9 (1538-1548); "Carteggio con i principi esteri" b.1134 (Bologna), b.1139 (Carpi), b.1152 (Firenze); "Minute di lettere ducali a principi e signori" bb.1495 e 1496 (Firenze); "Carteggio degli ambasciatori" b.16 (Firenze); "Avvisi e notizie dall’estero", b.3 (1501-1550).

Note

(1)
Archivio di Stato di Firenze, Senato dei quarantotto, filza 6, Richiesta al Granduca di Toscana di fondi per poter restaurare la casa del podestà di Borgo San Lorenzo danneggiata dal terremoto del 13 giugno 1542, 19 gennaio 1542 e 18 marzo 1543 [secondo lo stile dell’incarnazione al modo fiorentino, rispettivamente 19 gennaio 1543 e 18 marzo 1544 secondo lo stile moderno].

(2)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 700, nn.100 e 101 (1552-1553), Supplica di Dianora di Geremia al Granduca di Toscana per la cessione di una torre del castello di Scarperia danneggiata dal terremoto del 13 giugno 1542, Scarperia, 26 maggio 1552.

(3)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 702, n.176, Supplica di Girolamo di Cherubino Fortini al Granduca di Toscana per ottenere il rinnovo di un’esenzione fiscale per i danni causati al mulino di suo padre dal terremoto del 13 giugno 1542, Firenze 17 novembre 1554.

(4)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 707, n.23, Supplica di Antonio di Lorenzo d’Alexio al Granduca di Toscana per ottenere un’esenzione fiscale per i danni ad una torre del castello di Scarperia causati dal terremoto del 13 giugno 1542, Firenze, 1559.

(5)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 715, n.109, Supplica di Iacopo di Michele Mellai al Granduca di Toscana per ottenere un’esenzione fiscale per i danni ad una torre delle mura di Scarperia causati dal terremoto del 13 giugno 1542, Firenze, 9 ottobre 1563.

(6)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 767, n.25, Perizia di Amerigo Medici sui danni ad una torre di Scarperia causati dal terremoto del 13 giugno 1542, 23 aprile 1597.

(7)
Archivio di Stato di Firenze, Compagnie soppresse, Santa Maria di Piazza, 1389, Debitori e creditori (1516-1552).

(8)
Archivio di Stato di Firenze, Conventi soppressi, S.Barnaba, filza 252, n.24, Elenco di spese sostenute per riparare i danni causati dal terremoto del 13 giugno 1542.

(9)
Archivio di Stato di Firenze, Conventi soppressi, S.Barnaba, filza 252, n.24, Elenco di spese sostenute per riparare i danni causati dal terremoto del 13 giugno 1542.

(10)
Archivio di Stato di Firenze, Carte Strozziane, serie II, 107, Priorista (1512-1542), sec.XVI.

(11)
Archivio di Stato di Firenze, Carte Strozziane, serie I, 353, cc.104-105, Nota d’un Tremoto venuto nel Mugello sotto dì 12 di giugno lo anno 1542, e le rovine da quello fatte.

(12)
Archivio di Stato di Pistoia, Corporazioni Religiose (Patrimonio Ecclesiastico), vol.270 F, cc.98-99, Resoconto del padre S.Vongeschi di Cutigliano sul terremoto del Mugello del 13 giugno 1542, giugno 1542.

(13)
Archivio Parrocchiale dei Santi Jacopo e Antonio di Fivizzano, Primo libro della Compagnia del SS.Sacramento (1481-1583), Resoconto del terremoto del Mugello del 13 giugno 1542.

(14)
Archivio di Stato di Firenze, Mediceo del principato, filza 357, Lettera di N.Campano al Granduca di Toscana, Bologna 20 giugno 1542.

(15)
Archivio di Stato di Modena, Archivio Segreto Estense, Cancelleria ducale, Estero, Ambasciatori, Italia, Firenze, b.16, Lettera di Lorenzo Guicciardini al duca Ercole II d’Este, Firenze, 24 giugno 1542.

(16)
Una lettera de la discriptione del Terremotto che è stato in Toscana, la qual narra particolarmente tutte le terre che son ruinate & le persone morte, & li fuochi apparsi in aere, & la terra ap[er]ta, & de un Lago fatto di acqua spuzolente di Solfere, la quantità, e il numero delle Case ruinate le qualcose furno a dì III Luio MDXXXXII.
Venezia 1542
(17)
Agricola Georgius [Georg Bauer]
De natura eorum quae effluunt ex terra lib. IIII., in "De ortu & causis subterraneorum lib.V. De natura eorum quae effluunt ex terra lib. IIII. De natura fossilium lib. X. De veteribus & novis metallis lib. II. Bermannus, sive De re metallica dialogus", pp.93-164.
Basilea 1546
(18)
I particulari avisi delle ruine della Scarperia, et di tutta la Valle del Musello, territorio di Fiorenza, con la dechiaratione delli terramoti occorsi.
Firenze 1542
(19)
Bellandi F. e Rhodes D.E.
Il terremoto del Mugello del 1542 in un raro opuscolo dell’epoca.
Firenze 1987
(20)
Archivio di Stato di Firenze, Manoscritti, 167, Giuliano dalla Cavallina, Relazione sui danni al Convento del Bosco ai Frati causati dal terremoto del 13 giugno 1542, sec.XVI, copia sec.XVIII.

(21)
Ughi G.
Cronica di Firenze dal 1501 al 1546, in "Archivio Storico Italiano", ed. P.Frediani, vol.7.
Firenze 1849
(22)
Adriani G.
Istoria de’ suoi tempi, divisa in libri ventidue con li sommari e tavola delle cose più notabili.
Firenze 1583
(23)
Ammirato S.
Dell’istorie fiorentine libri venti dal principio della città infino all’anno 1434, parte seconda dal 1435 al 1573, 2 voll.
Firenze 1600
(24)
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Manoscritti, Fondo conventi soppressi, C.7.2614, Diario di tutti i casi seguiti in Firenze. Edifici di fabbriche, morte di grandi, feste ed altre cose, che alla giornata succedono tanto tragiche, che allegre. Raccolte dall’anno 1500 all’anno 1591, siegue sino al 1600 inclusive, sec.XVII.

(25)
Biblioteca Riccardiana e Moreniana di Firenze, Manoscritti Riccardiani, 1851-1852, Diario istorico fiorentino dall’anno 393 al 1754, copia sec.XVIII.

(26)
Biblioteca Riccardiana e Moreniana di Firenze, Manoscritti Moreniani, 269, Priorista della città di Firenze a tratte, sec.XVII.

(27)
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Manoscritti, Fondo Nazionale, II I 313, La città di Firenze (254-1598).

(28)
Archivio di Stato di Firenze, Carte Strozziane, serie II, 107, Priorista (1512-1542), sec.XVI.

(29)
Landucci Luca
Diario fiorentino dal 1450 al 1516 continuato da un anonimo fino al 1542, ed. I.Del Badia.
Firenze 1883
(30)
Una lettera de la discriptione del Terremotto che è stato in Toscana, la qual narra particolarmente tutte le terre che son ruinate & le persone morte, & li fuochi apparsi in aere, & la terra ap[er]ta, & de un Lago fatto di acqua spuzolente di Solfere, la quantità, e il numero delle Case ruinate le qualcose furno a dì III Luio MDXXXXII.
Venezia 1542
(31)
Biblioteca Ambrosiana di Milano, Manoscritti, H 113 inf., Stefano Breventano, Del terremoto, 1576.

(32)
Tarcagnota G.
Delle istorie del mondo, le quali contengono quanto dal principio del mondo è successo, fino all’anno 1513. Aggiunte di Mambrino Roseo da Fabriano, 3 tomi.
Venezia 1585
(33)
De’ Bianchi Tommasino detto de’ Lancellotti
Cronaca Modenese (1506-1554), ed. C.Borghi e L.Lodi, in "Monumenti di Storia Patria delle Provincie Modenesi", Cronache, tomo 2, 12 voll.
Parma 1862
(34)
Buoni G.A.
Del terremoto, dialogo di I.A.Buoni medico ferrarese distinto in quattro giornate.
Modena 1571
Dolce L.
Giornale delle historie del mondo delle cose degne di memoria di giorno in giorno dal principio del mondo sino a suoi tempi.
Venezia 1572
Bardi G.
Sommario overo età del mondo Chronologiche [da Adamo fino al 1581], 4 voll.
Venezia 1581
Lapini A.
Diario fiorentino dal 252 al 1596.
Firenze 1900
(35)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Chigiani, I.I.6, Cronica di Ferrara (1101-1570), sec.XVI.

Cavitelli L.
Annales. Quibus res ubique gestas memorabiles a patriae suae origine usque ad annum Salutis 1583 breviter ille complexus est (ristampa anastatica, Bologna 1968).
Cremona 1588
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, Manoscritti Gozzadini, 152, Tommaso Pasi, Cronica di Bologna [1512-1585], sec.XVI, copia sec.XVIII.

Collenuccio P., Roseo M., Pacca C. e Costo T.
Compendio dell’istoria del Regno di Napoli diviso in tre parti, 3 voll., in "Raccolta di tutti i più rinomati scrittori dell’istoria generale del Regno di Napoli", tomi 17-19.
Napoli 1771
(36)
Morigia P.
Sommario cronologico diviso in sette libri ne’ quali con ordinata serie de tempi si ha notitia delli più gravi, & importanti avvenimenti da che principiò il mondo, sino al presente.
Bergamo 1614
Biblioteca Civica Berio di Genova, Sezione conservazione, M.R.3.1.5, A.Schiaffino, Annali Ecclesiastici della Liguria (origini-sec.XVII), 5 voll.

Salvi M.A.
Delle historie di Pistoia e fazioni d’Italia, 3 tomi.
Roma, Pistoia e Venezia 1656
Biblioteca Statale di Cremona, Manoscritti Albertoni, 112, Giuseppe Bresciani, Le miserie d’Italia per tutto l’anno di nostra salute 1649.

Lancellotti S.
Lo hoggidì ovvero il mondo non peggiore né più calamitoso del passato.
Venezia 1673
(37)
Bonito M.
Terra tremante, o vero continuatione de’ terremoti dalla Creatione del Mondo sino al tempo presente (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1980).
Napoli 1691
(38)
Archivio Provinciale dell’ordine dei Frati Minori Cappuccini di Firenze, Filippo Bernardi, Annui avvenimenti temporali occorsi la maggior parte in Toscana dall’anno 1530 fino al 1739 inclusive, 2 voll., sec.XVIII.

Farulli P.
Annali, overo notizie istoriche dell’antica, nobile e valorosa Città di Arezzo in Toscana dal suo principio fino al presente anno 1717 (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1968).
Foligno 1717
Bottari G.G.
Sopra il tremoto lezioni tre dedicate all’eminentissimo, e reverendiss. sig. cardinale Alamanno Salviati, in "Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici", ed. A.Calogerà, tomo 8, pp.1-102.
Venezia 1733
Biblioteca Universitaria di Bologna, Manoscritti, 770, Antonio Francesco Ghiselli, Memorie antiche manuscritte di Bologna, raccolte, et accresciute sino à tempi presenti [origini-1729], 93 voll. + 2 di indici, sec.XVIII.

Mecatti G.M.
Storia cronologica della città di Firenze, 2 voll.
Napoli 1755
Fioravanti J.M.
Memorie storiche della Città di Pistoja (ristampa anastatica, Bologna 1968).
Lucca 1758
Muratori L.A.
Annali d’Italia dal principio dell’era volgare sino all’anno 1750, 12 voll.
Lucca 1762
(39)
Repetti E.
Dizionario geografico fisico storico della Toscana, 6 voll. (ristampa anastatica, Firenze 1972).
Firenze 1833
(40)
Chini L.
Storia antica e moderna del Mugello, 4 voll. (ristampa anastatica, Roma 1969).
Firenze 1875
(41)
Giovannozzi G.
I terremoti storici mugellani, in "Le Serate Italiane", a.2, fasc.15, 4 agosto 1895.
Firenze 1895
(42)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901
(43)
Ferrari G. e Molin D.
Campo macrosismico del terremoto del 13 giugno 1542, in "Atti del 4.o Convegno", Roma 29-31 ottobre 1985, CNR-GNGTS, vol.1, pp.373-386.
Roma 1986

Effects in the social context

I centri maggiori dell’area colpita erano Scarperia, che contava 400 fuochi (unità fiscali a base familiare) ed era sede del Vicariato di Mugello con castello e cinta muraria, e Borgo San Lorenzo, sede di podesteria. Le altre località danneggiate erano centri montani di non grande rilievo demografico, eccetto Sant’Agata, che aveva 100 fuochi. Complessivamente gli abitanti del Mugello erano circa 12.000. Il numero dei morti varia molto secondo le fonti: da 500 a 120-150.
Il terremoto ebbe effetti rilevanti sulle popolazioni dei centri colpiti, costrette a vivere in rifugi di fortuna all’aperto, per l’inagibilità di molte abitazioni e per la paura di nuovi crolli. La risposta delle autorità centrali al disastro fu veloce, come dimostra l’invio immediato, da parte di Cosimo I, di una commissione per accertare i danni e le vittime, attestata in alcuni documenti coevi; non altrettanto celere fu il sostegno all’opera di ricostruzione. I danni del terremoto pesarono per decenni sulle popolazioni locali, che continuarono a sollecitare interventi economici ed esenzioni fiscali.

Demography elements

Scarperia aveva 400 fuochi; Sant’Agata aveva più di 100 fuochi (1).
Il Vicariato del Mugello comprendeva 12 terre e contava 12000 (2).

Note

(1)
Una lettera de la discriptione del Terremotto che è stato in Toscana, la qual narra particolarmente tutte le terre che son ruinate & le persone morte, & li fuochi apparsi in aere, & la terra ap[er]ta, & de un Lago fatto di acqua spuzolente di Solfere, la quantità, e il numero delle Case ruinate le qualcose furno a dì III Luio MDXXXXII.
Venezia 1542
(2)
I particulari avisi delle ruine della Scarperia, et di tutta la Valle del Musello, territorio di Fiorenza, con la dechiaratione delli terramoti occorsi.
Firenze 1542

Concurrent natural and man-induced destructive events

Il principale evento distruttivo collaterale al terremoto, anzi per alcuni presagio di questo, fu l’invasione di cavallette provenienti dalla Turchia, narrata tuttavia da fonti non toscane (1). Gli autori più vicini alla zona ricordano piuttosto un andamento metereologico anomalo: nella Lettera di Cosimo I si notava l’inverno particolarmente secco e l’estate piovosa, che avrebbe dovuto essere, secondo teorie del tempo, un indizio del futuro terremoto (2). Ughi (3) ricorda violenti temporali nei mesi di agosto e settembre e piogge fino a novembre, con forti tempeste di vento che arrecarono gravi danni alle case. Nella "Cronaca" di Tommasino de’ Bianchi (4) si confermano anche per il modenese le piogge intense e il freddo nei mesi di aprile e di maggio che ritardarono la maturazione del frumento. Solo Buoni (5) riporta la notizia contraria di una grande siccità e del raccolto fatto già a maggio. In Pasi cronaca bolognese del 1588 (6) si trova menzione della congiunzione della luna e di un forte vento la sera prima del terremoto avvertito a Bologna. Adriani (7) menziona tra i danni contestuali al terremoto la carestia che due anni prima aveva afflitto la Toscana. Fioravanti, cronista settecentesco, ricorda per Pistoia oltre il terremoto, anche le ingenti piogge che distrussero case e mulini e l’invasione delle cavallette che offuscando i raggi del sole rovinarono il raccolto delle viti e degli alberi da frutta (8).

Note

(1)
Collenuccio P., Roseo M., Pacca C. e Costo T.
Compendio dell’istoria del Regno di Napoli diviso in tre parti, 3 voll., in "Raccolta di tutti i più rinomati scrittori dell’istoria generale del Regno di Napoli", tomi 17-19.
Napoli 1771
Tarcagnota G.
Delle istorie del mondo, le quali contengono quanto dal principio del mondo è successo, fino all’anno 1513. Aggiunte di Mambrino Roseo da Fabriano, 3 tomi.
Venezia 1585
Bonito M.
Terra tremante, o vero continuatione de’ terremoti dalla Creatione del Mondo sino al tempo presente (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1980).
Napoli 1691
(2)
Archivio di Stato di Firenze, Mediceo del principato, filza 4299, Lettera di Cosimo I de’ Medici a Giovanni Bandini, Firenze 13 giugno 1542.

(3)
Ughi G.
Cronica di Firenze dal 1501 al 1546, in "Archivio Storico Italiano", ed. P.Frediani, vol.7.
Firenze 1849
(4)
De’ Bianchi Tommasino detto de’ Lancellotti
Cronaca Modenese (1506-1554), ed. C.Borghi e L.Lodi, in "Monumenti di Storia Patria delle Provincie Modenesi", Cronache, tomo 2, 12 voll.
Parma 1862
(5)
Buoni G.A.
Del terremoto, dialogo di I.A.Buoni medico ferrarese distinto in quattro giornate.
Modena 1571
(6)
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, Manoscritti Gozzadini, 152, Tommaso Pasi, Cronica di Bologna [1512-1585], sec.XVI, copia sec.XVIII.

(7)
Adriani G.
Istoria de’ suoi tempi, divisa in libri ventidue con li sommari e tavola delle cose più notabili.
Firenze 1583
(8)
Fioravanti J.M.
Memorie storiche della Città di Pistoja (ristampa anastatica, Bologna 1968).
Lucca 1758

Administrative historical affiliations

Il Mugello era un vicariato del principato mediceo di Toscana, dipendente da Firenze. Il vicario, di provenienza fiorentina, amministrava la giustizia civile e penale e rappresentava l’autorità centrale.Il Vicariato era diviso in Podesterie rette da podestà locali con competenze limitate alla giurisdizione civile. Le singole comunità facevano poi riferimento a tre magistrature cittadine: i "Cinque Conservatori del dominio fiorentino", affiancati dal 1532 dagli "Otto di Pratica", incaricati di risolvere le controversie riguardanti le comunità; e i "Capitani di Parte Guelfa" che sotto il principato mediceo si occupavano prevalentemente di lavori pubblici e della manutenzione delle strade e delle fortezze del dominio. Tutti gli ufficiali erano eletti dal "Senato dei quarantotto" un consiglio ristretto con competenze finanziarie. Dal punto di vista ecclesiastico il Mugello faceva parte della diocesi di Firenze.

Social and economic effects

Nel Mugello gli abitanti abbondonarono le case e dormirono per 2 mesi all’aperto costruendo capanne e tende di fortuna (1) e nella lettera di Guicciardini al duca di Ferrara del 20 giugno (2). I monaci di Boscafrati rimasero all’aperto tre mesi (3). Accenno alla miserevole condizione della popolazione sfollata in alloggi di fortuna in Adriani (4). Nei "Particulari avisi" si fornisce anche una particolereggiata descrizione delle processioni che si tennero a Firenze, con la partecipazione anche degli abitanti del Mugello.
Gli abitanti di Borgo San Lorenzo chiesero a più riprese il 19 gennaio 1542 e il 18 marzo 1543 di riparare la casa del locale podestà rovinata dal terremoto (5). A Scarperia la torre del Mirabello rimase inagibile fino al 1597 come attestano le suppliche presentato da alcuni abitanti del castello ai Capitani di Parte Guelfa nel 1552 (6), 1554 (7), 1559 (8), 1563 (9), 1597 (10). In Ughi (11) si ricorda anche una richiesta presentata dagli abitanti del Mugello di essere esentati dalle tasse per l’anno 1542; l’esenzione non venne concessa dal principe.

Note

(1)
Una lettera de la discriptione del Terremotto che è stato in Toscana, la qual narra particolarmente tutte le terre che son ruinate & le persone morte, & li fuochi apparsi in aere, & la terra ap[er]ta, & de un Lago fatto di acqua spuzolente di Solfere, la quantità, e il numero delle Case ruinate le qualcose furno a dì III Luio MDXXXXII.
Venezia 1542
(2)
Archivio di Stato di Modena, Archivio Segreto Estense, Cancelleria ducale, Estero, Ambasciatori, Italia, Firenze, b.16, Lettera di Lorenzo Guicciardini al duca Ercole II d’Este, Firenze, 24 giugno 1542.

I particulari avisi delle ruine della Scarperia, et di tutta la Valle del Musello, territorio di Fiorenza, con la dechiaratione delli terramoti occorsi.
Firenze 1542
De’ Bianchi Tommasino detto de’ Lancellotti
Cronaca Modenese (1506-1554), ed. C.Borghi e L.Lodi, in "Monumenti di Storia Patria delle Provincie Modenesi", Cronache, tomo 2, 12 voll.
Parma 1862
Ughi G.
Cronica di Firenze dal 1501 al 1546, in "Archivio Storico Italiano", ed. P.Frediani, vol.7.
Firenze 1849
(3)
Archivio di Stato di Firenze, Manoscritti, 167, Giuliano dalla Cavallina, Relazione sui danni al Convento del Bosco ai Frati causati dal terremoto del 13 giugno 1542, sec.XVI, copia sec.XVIII.

(4)
Adriani G.
Istoria de’ suoi tempi, divisa in libri ventidue con li sommari e tavola delle cose più notabili.
Firenze 1583
(5)
Archivio di Stato di Firenze, Senato dei quarantotto, filza 6, Richiesta al Granduca di Toscana di fondi per poter restaurare la casa del podestà di Borgo San Lorenzo danneggiata dal terremoto del 13 giugno 1542, 19 gennaio 1542 e 18 marzo 1543 [secondo lo stile dell’incarnazione al modo fiorentino, rispettivamente 19 gennaio 1543 e 18 marzo 1544 secondo lo stile moderno].

(6)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 700, nn.100 e 101 (1552-1553), Supplica di Dianora di Geremia al Granduca di Toscana per la cessione di una torre del castello di Scarperia danneggiata dal terremoto del 13 giugno 1542, Scarperia, 26 maggio 1552.

(7)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 702, n.176, Supplica di Girolamo di Cherubino Fortini al Granduca di Toscana per ottenere il rinnovo di un’esenzione fiscale per i danni causati al mulino di suo padre dal terremoto del 13 giugno 1542, Firenze 17 novembre 1554.

(8)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 707, n.23, Supplica di Antonio di Lorenzo d’Alexio al Granduca di Toscana per ottenere un’esenzione fiscale per i danni ad una torre del castello di Scarperia causati dal terremoto del 13 giugno 1542, Firenze, 1559.

(9)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 715, n.109, Supplica di Iacopo di Michele Mellai al Granduca di Toscana per ottenere un’esenzione fiscale per i danni ad una torre delle mura di Scarperia causati dal terremoto del 13 giugno 1542, Firenze, 9 ottobre 1563.

(10)
Archivio di Stato di Firenze, Capitani di parte guelfa, Numeri neri, filza 767, n.25, Perizia di Amerigo Medici sui danni ad una torre di Scarperia causati dal terremoto del 13 giugno 1542, 23 aprile 1597.

(11)
Ughi G.
Cronica di Firenze dal 1501 al 1546, in "Archivio Storico Italiano", ed. P.Frediani, vol.7.
Firenze 1849

Institutional and administrative response

Menzioni di perizie e di inchieste ordinate dal Duca si hanno in "Una lettera..." (1), che riporta un conteggio dei danni fatto dal vicario; in Ughi "Cronica" (2), che cita una diligente inquisizione redatta da commissari inviati da Firenze; e infine nei "Particulari avisi" (3).

Note

(1)
Una lettera de la discriptione del Terremotto che è stato in Toscana, la qual narra particolarmente tutte le terre che son ruinate & le persone morte, & li fuochi apparsi in aere, & la terra ap[er]ta, & de un Lago fatto di acqua spuzolente di Solfere, la quantità, e il numero delle Case ruinate le qualcose furno a dì III Luio MDXXXXII.
Venezia 1542
(2)
Ughi G.
Cronica di Firenze dal 1501 al 1546, in "Archivio Storico Italiano", ed. P.Frediani, vol.7.
Firenze 1849
(3)
I particulari avisi delle ruine della Scarperia, et di tutta la Valle del Musello, territorio di Fiorenza, con la dechiaratione delli terramoti occorsi.
Firenze 1542

Reconstructions and relocations

A Scarperia, il centro maggiormente danneggiato, una torre della vecchia cinta era ancora rovinata nel 1597, come attestano le lettere di supplica indirizzate ai "Capitani di parte guelfa" dagli abitanti della zona che chiedevano l’esenzione dalle tasse per l’inagibilità del luogo (documenti del 1552, 1554, 1559, 1563, 1597). Anche il Palazzo del Podestà di Borgo San Lorenzo risultava ancora in rovina nei due anni successivi al terremoto, secondo le richieste di fondi avanzate al "Senato dei quarantotto" di Firenze dalla popolazione.
Ricostruzioni sono, invece, accertate a opera di enti ecclesiastici. Per il convento di Boscafrati, la "Relazione" di Frà Giuliano (1), attesta una spesa totale di 120 scudi; la volta della chiesa del convento, che si era aperta senza crollare, venne riparata riempendo le fenditure; in tutti gli edifici del convento rimasero visibili le crepe causate dal sisma. Per il convento di Scarperia nelle note di debito del convento di S.Barnaba (2) si ha notizia di opere di muratura e di ricopertura dei tetti del chiostro.

Note

(1)
Archivio di Stato di Firenze, Manoscritti, 167, Giuliano dalla Cavallina, Relazione sui danni al Convento del Bosco ai Frati causati dal terremoto del 13 giugno 1542, sec.XVI, copia sec.XVIII.

(2)
Archivio di Stato di Firenze, Conventi soppressi, S.Barnaba, filza 252, n.24, Elenco di spese sostenute per riparare i danni causati dal terremoto del 13 giugno 1542.

Theories and observations

Nella lettera di Cosimo I (1) si riporta come opinione diffusa la teoria che Firenze venne risparmiata dal terremoto del 13 giugno 1542 per la presenza dell’Arno e dei numerosi pozzi che offrirono uno sfogo alla violenza del terremoto. La spiegazione venne ripresa da Ammirato (2) che attribuisce l’opinione ai periti, sostenendo che i pozzi favorivano l’uscita del vento proveniente dall’interno della terra. Tale interpretazione si ritrova anche in Adriani (3).

Note

(1)
Archivio di Stato di Firenze, Mediceo del principato, filza 4299, Lettera di Cosimo I de’ Medici a Giovanni Bandini, Firenze 13 giugno 1542.

(2)
Ammirato S.
Dell’istorie fiorentine libri venti dal principio della città infino all’anno 1434, parte seconda dal 1435 al 1573, 2 voll.
Firenze 1600
(3)
Adriani G.
Istoria de’ suoi tempi, divisa in libri ventidue con li sommari e tavola delle cose più notabili.
Firenze 1583

Associated natural phenomena

Fu vista a Firenze una vampa di fuoco subito dopo la scossa del 13 giugno (1). Una vampata di fuoco che illuminò l’aria è menzionata anche da Breventano (2) e nel "Diario di memorie" del XVIII secolo (3). Nella "Nota" (4) si citano dei lampi prima del terremoto e un oscuramento dopo. Ampia descrizione dei segni che accompagnarono la scossa del 13 giugno nei "Particulari avisi..." (5), che menziona nell’ordine un lampo di luce da occidente verso le 6 di notte (circa ore 1:40 GMT) visto da un contadino di Vernio; un fuoco grandissimo nell’aria. Sono ricordati vari fenomeni acustici accompagnati da fantasie varie.

Note

(1)
Una lettera de la discriptione del Terremotto che è stato in Toscana, la qual narra particolarmente tutte le terre che son ruinate & le persone morte, & li fuochi apparsi in aere, & la terra ap[er]ta, & de un Lago fatto di acqua spuzolente di Solfere, la quantità, e il numero delle Case ruinate le qualcose furno a dì III Luio MDXXXXII.
Venezia 1542
(2)
Biblioteca Ambrosiana di Milano, Manoscritti, H 113 inf., Stefano Breventano, Del terremoto, 1576.

(3)
Biblioteca Riccardiana e Moreniana di Firenze, Manoscritti Riccardiani, 3628-3698, Diario di memorie attinenti alla città di Firenze, sec.XVIII.

(4)
Archivio di Stato di Firenze, Carte Strozziane, serie I, 353, cc.104-105, Nota d’un Tremoto venuto nel Mugello sotto dì 12 di giugno lo anno 1542, e le rovine da quello fatte.

(5)
I particulari avisi delle ruine della Scarperia, et di tutta la Valle del Musello, territorio di Fiorenza, con la dechiaratione delli terramoti occorsi.
Firenze 1542

Major earthquake effects

La scossa principale avvenne intorno alle ore 6:40 italiane (2:15 GMT ca.). Fu preceduta a breve distanza da una o forse due scosse leggere e seguita nello stesso giorno e nei giorni successivi da numerose repliche di minore intensità, che non causarono ulteriori danni. Il terremoto causò crolli diffusi e inagibilità di gran parte del patrimonio edilizio in circa 20 località del Mugello: a parte qualche centro maggiore come Barberino, Borgo San Lorenzo, Scarperia e Vicchio, si trattava di piccoli villaggi rurali sparsi in un’area abbastanza ristretta a nord del fiume Sieve. Il numero complessivo delle case distrutte o rese inabitabili varia notevolmente, secondo le fonti, da 3.000 a 1.200. La scossa ebbe effetti distruttivi oltre che sulle abitazioni private (spesso in area appenninica si trattava di strutture precarie, quasi sempre in legno o in muratura, povere di calce) anche su edifici più curati come le chiese, i conventi, gli edifici pubblici. Le informazioni per le zone esterne all’area maggiormente colpita sono scarse; si può tuttavia ritenere che l’area dei danni a nord si arresti a Firenzuola. A sud i danni sono documentati fino a Firenze, dove si ebbe la caduta di comignoli e di parti di tetti. Il terremoto ebbe un’ampia area di risentimento, comprendente Arezzo, Pistoia, Pisa, Lucca, Bologna, Modena.

Effects on the environment

A Borgo San Lorenzo, immediatamente dopo il terremoto, scaturirono acque sulfuree, che formarono un piccolo lago prosciugatosi in pochi giorni (1).

Note

(1)
Una lettera de la discriptione del Terremotto che è stato in Toscana, la qual narra particolarmente tutte le terre che son ruinate & le persone morte, & li fuochi apparsi in aere, & la terra ap[er]ta, & de un Lago fatto di acqua spuzolente di Solfere, la quantità, e il numero delle Case ruinate le qualcose furno a dì III Luio MDXXXXII.
Venezia 1542

Full Chronology Of The Earthquake Sequence

13 giugno 1542: vi furono sette scosse nella giornata e la seconda fu la più intensa (1). La scossa principale avvenne intorno alle ore 6:40 italiane (2:15 GMT ca.) (2) ed ebbe la durata di un "Padre nostro" (3). Si ricordano altre 12 scosse nella notte del 13 giugno (4); una fonte ne ricorda complessivamente 100 (5).
Le scosse replicarono per oltre 40 giorni (6).

Note

(1)
Archivio di Stato di Firenze, Mediceo del principato, filza 4299, Lettera di Cosimo I de’ Medici a Giovanni Bandini, Firenze 13 giugno 1542.

Ammirato S.
Dell’istorie fiorentine libri venti dal principio della città infino all’anno 1434, parte seconda dal 1435 al 1573, 2 voll.
Firenze 1600
Biblioteca Riccardiana e Moreniana di Firenze, Manoscritti Riccardiani, 1851-1852, Diario istorico fiorentino dall’anno 393 al 1754, copia sec.XVIII.

Adriani G.
Istoria de’ suoi tempi, divisa in libri ventidue con li sommari e tavola delle cose più notabili.
Firenze 1583
(2)
Una lettera de la discriptione del Terremotto che è stato in Toscana, la qual narra particolarmente tutte le terre che son ruinate & le persone morte, & li fuochi apparsi in aere, & la terra ap[er]ta, & de un Lago fatto di acqua spuzolente di Solfere, la quantità, e il numero delle Case ruinate le qualcose furno a dì III Luio MDXXXXII.
Venezia 1542
(3)
Landucci Luca
Diario fiorentino dal 1450 al 1516 continuato da un anonimo fino al 1542, ed. I.Del Badia.
Firenze 1883
(4)
Una lettera de la discriptione del Terremotto che è stato in Toscana, la qual narra particolarmente tutte le terre che son ruinate & le persone morte, & li fuochi apparsi in aere, & la terra ap[er]ta, & de un Lago fatto di acqua spuzolente di Solfere, la quantità, e il numero delle Case ruinate le qualcose furno a dì III Luio MDXXXXII.
Venezia 1542
(5)
Archivio di Stato di Modena, Archivio Segreto Estense, Cancelleria ducale, Estero, Ambasciatori, Italia, Firenze, b.16, Lettera di Lorenzo Guicciardini al duca Ercole II d’Este, Firenze, 24 giugno 1542.

(6)
Ammirato S.
Dell’istorie fiorentine libri venti dal principio della città infino all’anno 1434, parte seconda dal 1435 al 1573, 2 voll.
Firenze 1600
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Manoscritti, Fondo conventi soppressi, C.7.2614, Diario di tutti i casi seguiti in Firenze. Edifici di fabbriche, morte di grandi, feste ed altre cose, che alla giornata succedono tanto tragiche, che allegre. Raccolte dall’anno 1500 all’anno 1591, siegue sino al 1600 inclusive, sec.XVII.

Biblioteca Riccardiana e Moreniana di Firenze, Manoscritti Riccardiani, 1851-1852, Diario istorico fiorentino dall’anno 393 al 1754, copia sec.XVIII.

Adriani G.
Istoria de’ suoi tempi, divisa in libri ventidue con li sommari e tavola delle cose più notabili.
Firenze 1583
Biblioteca Riccardiana e Moreniana di Firenze, Manoscritti Moreniani, 200/2, Diario dal 1532 al 1600, in Miscellanea fiorentina di F.Baldinucci e figli.

Bibliography

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Ammirato S.Dell’istorie fiorentine libri venti dal principio della città infino all’anno 1434, parte seconda dal 1435 al 1573, 2 voll.Indirect source1600Firenze
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*Ein erschrockenliche Newe Zeytung, so geschehen ist den 12 tag Iunij, in dem 1542 jar, in einem Stetlein Schgarbaria genent, 16 Welsch meyl wegs von Florenz gelegen. Da haben sich grausamer Erdbidem siben in einer stundt erhaben. Wie es da zu ist gangen, wirdt man hyrin begriffen finden [...].Indirect source1542[Augsburg]
*Ein erschröckenliche Newe zeytung, so geschehen ist den 12 tag Iunij, jnn dem 1542 jar, jnn einem Stetlein Schgarbaria genent, 16 Welsch meyl wegs von Florentz gelegen. Da haben sich grausamer Erdbidem sieben jnn einer stundt erhaben. Wie es da zu ist gangen, wirdt man hierinn begriffen finden [...].Indirect source1542[Strassburg]
*Ein warhafftiger und erschroecklicher Sendbrieff, darinnen gemeldet wird, von dem grausamen Erdtpidem, der sich am xiij tag Iunij zu Florentz, erhoben hat, Darzu auch was er fürschaden an Stetten, Flecken, Heusern, und den menschen hat gethan. Dergleichen von erscheinenden Fewer flammen, die in dem Lufft gesehen worden sein. Und von eim stinckenden Regen, als ob es ein Schweffel wasser wer, geschehen in Tuschania in der Florentiner landen, Anno 1542 ausz dem Welschen, in Hochteutsch gebracht.Indirect source1542[Augsburg]
*Eynerschrockenliche Newe Zeitung, So geschehen ist den xij tag Iunij, In dem 1542 Iar, Inn einem Stättlin heyszt Schgarbaria, leyt xvj Waelsch Meyl wegs von Florentz, Da haben sich grausammer Erdtbidem syben inn einer stundt erhöbt, wie es da zú ist gangen, werd jr hieinn begriffen finden [...].Indirect source1542[Strassburg]
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*Heuy newes of an horryble earthquake whiche was in the cytie of Scharbaria in this present yeare of xlij the xiij day of Iune [...].Indirect source1542London
*Heuy Newes of an horryble earthquake, which was in the Citie of Scarbaria in this present yere of xlii the xiii day of Iune [...].Indirect source1542London
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*Vander verschrickelijcker aertbbeuinghen, in de stadt van Scarbarien geschiet, in dit teghenwoordich iaer van xlij den xij Iunij [...].Indirect source1542Antwerpen

Felt Localities (1)

Locality Province Lat Lon Intensity
PistoiaPT43.931910.9128IV-V

La scossa è definita "terribilissima" (1). Molto probabilmente sono sovrastimati gli effetti della scossa riferiti da Fioravanti (1758), che riferisce di molti edifici crollati (2).

(1)
Salvi M.A.
Delle historie di Pistoia e fazioni d’Italia, 3 tomi.
Roma, Pistoia e Venezia 1656
(2)
Fioravanti J.M.
Memorie storiche della Città di Pistoja (ristampa anastatica, Bologna 1968).
Lucca 1758