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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading

Date Time Lat Lon Rel Io Imax Sites Nref Me Rme Location Country
25 02 150922:2038.115.683b89400535.6ICalabria meridionaleItaly

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Space-time parameters

The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
1509 02 25 22 20 -- 38.10 15.68 0.0 9.0 0 53 Calabria meridionale


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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
CFT 1509 02 25 22:20 38.10 15.68 8.0 9.0 4 51 Calabria meridionale
PFG 1509 02 25 18:- 38.08 15.58 9.0 - - - Reggio Calabria


PFG = Catalogo dei terremoti italiani dall anno 1000 al 1980, PFG/CNR
ING = Catalogo dei terremoti italiani dal 1456 a.C. al 1980, ING

State of earthquakes review

È stata revisionata la bibliografia del Catalogo ed è stata sviluppata una ricerca bibliografica ed archivistica. L’Archivio di Stato di Napoli presenta per questi anni ampie lacune, che non sono integrabili con documentazione equivalente. L’Archivio Segreto Vaticano prima della riforma del 1563, che strutturò l’archivio, conserva materiali sparsi e disarticolati che non hanno finora messo in luce documentazione d’interesse, nonostante la selezione operata da Russo (1974) (1).
Le fonti memorialistiche conservano invece un preciso ricordo di questo evento. La ricerca si è perciò concentrata sull’analisi critica dei testi cronachistici e del loro uso nella tradizione sismologica. L’analisi si è rivelata piuttosto complessa per due ragioni: da un lato la mancanza di studi storiografici recenti sulla memorialistica cinquecentesca di area meridionale; dall’altro, l’intricata serie di rimandi entro testi non sempre precisi, per cui è stato necessario identificare le opere non solo attraverso gli autori, ma anche sulla base di elementi testuali.
Particolare attenzione dedicò all’evento Mercalli (1891 (2), 1897 (3)), che cercò di fare una raccolta critica delle fonti disponibili. Uno dei testi principali utilizzati da Mercalli è il repertorio sui terremoti dell’erudito napoletano Colanello Pacca, scritto fra il 1563 e il 1580 (4). Il manoscritto è conservato attualmente presso la Biblioteca Napoletana di Storia Patria: il testo è stato analizzato nella sua versione originale. Pacca fa uso, a sua volta, di un testo citato come "libro del Duca d’Atri": tuttavia tale autore, pur individuabile storiograficamente, non è però la fonte reale di Pacca, che lo confuse con l’autore di un’altra cronaca cinquecentesca, i "Giornali" di Giuliano Passaro, testo che si presenta come una compilazione di diversi cronisti. I "Giornali" cominciano nel 1187 e proseguono fino al 1442 con annotazioni non contemporanee; a partire da questo anno le notizie diventano più ampie nelle descrizioni e le note sembrano immediate e quasi giornaliere. Alcuni manoscritti si arrestano al 1516, altri continuano la descrizione fino al 1526. I "Giornali" furono poi stampati dal libraio Vincenzo Altobelli a Napoli nel 1785 (5). Fonte di complicata e ancora oscura tradizione manoscritta, i "Giornali" erano molto diffusi tra i letterati e gli eruditi del tempo, ed è molto probabile che anche il duca d’Atri, appassionato bibliografo, ne avesse una copia manoscritta, che giunse più tardi nelle mani di Pacca, il quale affermò, appunto, di possederla. Il confronto fra il testo di Pacca e quello della sua fonte, Passaro, ha evidenziato per il terremoto del 1509 alcune imprecisioni descrittive riportate da Pacca, relative a Messina e a Reggio Calabria, riprese poi dalla storiografia successiva a Pacca.
Mercalli interpretò in modo molto soggettivo la descrizione di Pacca, preferendo un cronista reggino ritenuto più attendibile, Marcantonio Politi (1617) (6), fonte remota di Bonito (1691) (7). Politi ricorda sommariamente la distruzione di case e mura della città di Reggio. La revisione ha utilizzato anche una cronaca cinquecentesca di ambito reggino, edita da De Lorenzo (1873): si tratta del testo del canonico Antonio Tegani (1521-1596), che conferma succintamente i danni a Reggio. Per Messina il terremoto è ricordato da Maurolico (1562) (8), erudito siciliano vissuto nella prima metà del Cinquecento, che fornisce alcuni elementi di datazione oraria. Buonfiglio (1604) (9) e Samperi (1644) (10) derivarono da Maurolico; altre menzioni sono in Goltzio, fonte di Bonito e Caraffa (1670). Ripresero il testo di Politi alcune cronache del XVII e XVIII secolo (11). Nelle altre opere storiografiche del XIX secolo questo terremoto ebbe menzioni assai scarse e imprecise (12).

Note

(1)
Russo F.
Regesto vaticano per la Calabria.
Roma 1974
(2)
Mercalli G.
I terremoti napoletani del XVI secolo ed un manoscritto inedito di Cola Anello Pacca, in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol.10, fasc.2, pp.179-195.
Roma 1891
(3)
Mercalli G.
I terremoti della Calabria meridionale e del messinese, in "Memorie della Società Italiana delle Scienze (detta dei XL)", s.III, tomo 11, pp.117-266.
Roma 1897
(4)
Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, Fondo sismico, 7/A3, Colanello Pacca, Discorso del terremoto, 1563-1580.

(5)
Passaro Giuliano
Giuliano Passero cittadino napoletano o sia prima pubblicazione in istampa, che delle Storie in forma di Giornali, le quali sotto nome di questo Autore sinora erano andate manoscritte, ora si fa a sue proprie spese da Vincenzo Maria Altobelli libraro napoletano.
Napoli 1785
(6)
Politi M.A.
Cronica della nobil’e fedelissima città di Reggio.
Messina 1617
(7)
Bonito M.
Terra tremante, o vero continuatione de’ terremoti dalla Creatione del Mondo sino al tempo presente (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1980).
Napoli 1691
(8)
Maurolico F.
Sicanicarum rerum compendium Maurolyco abbate Siculo authore.
Messina 1562
(9)
Buonfiglio Costanzo G.
Dell’historia siciliana.
Venezia 1604
(10)
Samperi P.
Iconologia della gloriosa vergine madre di Dio Maria protettrice di Messina, divisa in cinque libri (ristampa anastatica, Messina 1991).
Messina 1644
(11)
Salfi F.S.
Saggio di fenomeni antropologici relativi al terremoto ovvero riflessioni sopra alcune opinioni pregiudiziali alla pubblica o privata felicità fatte per occasione de tremuoti avvenuti nelle Calabrie l’anno 1783 e seguenti.
Napoli 1787
Gallo A.
Lettere scritte da Andrea Gallo e dirizzate al signor Cavaliere N.N. delle Reali Accademie di Londra, Bordò e Upsal pelli terremoti del 1783 con un giornale meteorologico de’ medemi.
Messina 1784
Zappia C. e Catizzone A.
Cronaca di Cristoforo Zappia e del decano Antonio Catizzone seniore (438-1718), in "Memorie da servire alla storia sacra e civile di Reggio e delle Calabrie", a cura di A.M.De Lorenzo, vol.1, parte 1, fasc.3, pp.66-108, parte 2, fasc.4, pp.109-152.
Reggio Calabria 1874
(12)
Colosimo V.
Sul terremoto della Calabria avvenuto nella sera del dì 8 marzo 1832, con alcune riflessioni geologiche per lo suolo calabro, ed un prospetto cronologico de’ terremoti che hanno nelle diverse epoche scossa l’Europa ed altri luoghi lontani.
Napoli 1832
Parisi A.
Cronologia compendiata delle due Sicilie dai tempi antichi conosciuti sino a tutto l’anno 1830.
Palermo 1842
Arcovito S.
Memoria de’ fenomeni meteorologici, che ebbero luogo in Reggio nel corso dell’anno 1841, con un’appendice de tremuoti, in "Atti della Società Economica della Prima Calabria Ulteriore", vol.3, fasc.5, pp.17-37.
Reggio Calabria 1843
Spanò Bolani D.
Storia di Reggio Calabria da’ tempi primitivi sino all’anno di Cristo 1797, 2 voll.
Napoli 1857
Capocci E.
Catalogo de’ tremuoti avvenuti nella parte continentale del Regno delle Due Sicilie posti in raffronto con le eruzioni vulcaniche ed altri fenomeni cosmici, tellurici e meteorici, in "Atti del Reale Istituto d’Incoraggiamento alle Scienze Naturali di Napoli", tomo 9, pp.337-421; tomo 10, pp.293-327.
Napoli 1861
Gagliardi F.
Storia di San Pietro in Amantea. Origine, storia, leggende, vita, personaggi noti e meno noti di un piccolo paese di provincia.
Cosenza 1983
Alizio F.
Un paese distrutto (Faro Superiore).
Messina 1932
Gemmellaro C.
La vulcanologia dell’Etna che comprende la topografia, la geologia, la storia delle sue eruzioni, non che la descrizione e lo esame de’ fenomeni vulcanici (ristampa anastatica, Catania 1989).
Catania 1858
Baratta M.
I terremoti di Calabria, in "Rivista Geografica Italiana", a.2, pp.4-20.
Roma 1895
Bollettino bimensuale del Comitato direttivo della Società Meteorologica Italiana, s.III, vol.28 (1909).
Torino 1909
Alfano G.B.
Alcune osservazioni sugli epicentri sismici della Calabria e del Messinese, in "Rivista di Fisica, Matematica e Scienze Naturali", a.10, n.110 (febbraio 1909).
Pavia 1909
Almagià R.
Studi geografici sulle frane in Italia, vol.2 (L’Appennino centrale e meridionale. Conclusioni generali), in "Memorie della Società Geografica Italiana", vol.14.
Roma 1910
Rezzadore P.
Il mondo ne’ suoi fulgori e tremori.
Firenze 1914

Social and economic effects

Dopo la scossa alle ore 1 e alle ore 5 (italiane) della notte (circa 18,20 e 22,20 GMT) i cittadini di Messina scapparono nelle campagne sotto rifugi di fortuna; il giorno dopo si fece una processione a S.Maria della Scala (1). Fuga sotto le tende anche per la popolazione di Reggio Calabria (2).

Note

(1)
Maurolico F.
Sicanicarum rerum compendium Maurolyco abbate Siculo authore.
Messina 1562
Buonfiglio Costanzo G.
Dell’historia siciliana.
Venezia 1604
Samperi P.
Iconologia della gloriosa vergine madre di Dio Maria protettrice di Messina, divisa in cinque libri (ristampa anastatica, Messina 1991).
Messina 1644
(2)
Bonito M.
Terra tremante, o vero continuatione de’ terremoti dalla Creatione del Mondo sino al tempo presente (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1980).
Napoli 1691
Tegani A.
Cronaca del cantore Antonio Tegani [e suoi continuatori, 1480-1625], in "Memorie da servire alla storia sacra e civile di Reggio e delle Calabrie", a cura di A.M.De Lorenzo, vol.1, parte 1, fasc.3, pp.9-60.
Reggio Calabria 1873

Major earthquake effects

A Messina sono ricordate due scosse il giorno 25 febbraio: la prima avvenne alle ore 18:20 GMT ca. e la seconda, molto più violenta, alle 22:20 GMT ca. Per l’area calabrese il terremoto è ricordato genericamente nel mese di marzo. Nell’arco di 10 giorni avvennero 24 scosse molto forti: le fonti non consentono di distinguerne gli effetti, per cui il quadro complessivo è cumulativo. Il sito più danneggiato fu il centro fortificato di Sant’Agata, dove ai crolli si aggiunsero rilevanti spaccature del terreno, che aggravarono le distruzioni e forse innescarono qualche effetto di frana. A Reggio Calabria crollarono case e parti delle mura cittadine e la città rimase spopolata per la durata del periodo sismico, che fu di alcuni mesi; a Messina caddero molti merli della cinta muraria urbana.

Effects on the environment

Franamento dell’altura su cui si sorgeva l’abitato di Sant’Agata; spaccature nel terreno.

Full Chronology Of The Earthquake Sequence

Le scosse del 25 febbraio a Messina si verificarono alle ore 1 e alle ore 5 della notte, secondo l’uso italiano (rispettivamente 18:20 e 22:20 GMT); le repliche continuarono per tutta la prima settimana di aprile.

Bibliography

Author Title Text Value Text Date Place of publ.
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Alizio F.Un paese distrutto (Faro Superiore).Generic information1932Messina
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Felt Localities (4)

Locality Province Lat Lon Intensity
Sant’AgataRC38.091415.7214IX

La rovina completa dell’antico centro fortificato è ricordata dal cronista napoletano Passaro (1) che fu fonte di Pacca (2), a sua volta ripreso da Parisi e da Spanò (3). Tuttavia, la rovina non dovette essere totale se ancora nel 1571 Barrio nel "De antiquitate" poteva ricordare Sant’Agata come un importante centro fortificato. Almagià riporta un’errata identificazione di Sant’Agata con Sant’Agata del Bianco (4).

(1)
Passaro Giuliano
Giuliano Passero cittadino napoletano o sia prima pubblicazione in istampa, che delle Storie in forma di Giornali, le quali sotto nome di questo Autore sinora erano andate manoscritte, ora si fa a sue proprie spese da Vincenzo Maria Altobelli libraro napoletano.
Napoli 1785
(2)
Mercalli G.
I terremoti della Calabria meridionale e del messinese, in "Memorie della Società Italiana delle Scienze (detta dei XL)", s.III, tomo 11, pp.117-266.
Roma 1897
(3)
Parisi A.
Cronologia compendiata delle due Sicilie dai tempi antichi conosciuti sino a tutto l’anno 1830.
Palermo 1842
Spanò Bolani D.
Storia di Reggio Calabria da’ tempi primitivi sino all’anno di Cristo 1797, 2 voll.
Napoli 1857
(4)
Almagià R.
Studi geografici sulle frane in Italia, vol.2 (L’Appennino centrale e meridionale. Conclusioni generali), in "Memorie della Società Geografica Italiana", vol.14.
Roma 1910

Reggio di CalabriaRC38.108115.6469VIII

Politi (1) ricorda la distruzione di buona parte delle case e delle mura della città in seguito alle scosse di terremoto che durarono due mesi. Bonito riprese alla lettera questa informazione (2). La popolazione impaurita si rifugiò in campagna sotto le tende. La scossa a Reggio Calabria è ricordata anche da Tegani (3) e Laboccetta (4). Riprendono il racconto di Politi alcune cronache del XVII e XVIII secolo (5).

(1)
Politi M.A.
Cronica della nobil’e fedelissima città di Reggio.
Messina 1617
(2)
Bonito M.
Terra tremante, o vero continuatione de’ terremoti dalla Creatione del Mondo sino al tempo presente (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1980).
Napoli 1691
(3)
Tegani A.
Cronaca del cantore Antonio Tegani [e suoi continuatori, 1480-1625], in "Memorie da servire alla storia sacra e civile di Reggio e delle Calabrie", a cura di A.M.De Lorenzo, vol.1, parte 1, fasc.3, pp.9-60.
Reggio Calabria 1873
(4)
Laboccetta G.
Appunti di Giovanni Laboccetta (1187-1574), in "Memorie da servire alla storia sacra e civile di Reggio e delle Calabrie", a cura di A.M.De Lorenzo, vol.1, parte 1, fasc.3, pp. 61-65.
Reggio Calabria 1873
(5)
Salfi F.S.
Saggio di fenomeni antropologici relativi al terremoto ovvero riflessioni sopra alcune opinioni pregiudiziali alla pubblica o privata felicità fatte per occasione de tremuoti avvenuti nelle Calabrie l’anno 1783 e seguenti.
Napoli 1787
Gallo A.
Lettere scritte da Andrea Gallo e dirizzate al signor Cavaliere N.N. delle Reali Accademie di Londra, Bordò e Upsal pelli terremoti del 1783 con un giornale meteorologico de’ medemi.
Messina 1784
Zappia C. e Catizzone A.
Cronaca di Cristoforo Zappia e del decano Antonio Catizzone seniore (438-1718), in "Memorie da servire alla storia sacra e civile di Reggio e delle Calabrie", a cura di A.M.De Lorenzo, vol.1, parte 1, fasc.3, pp.66-108, parte 2, fasc.4, pp.109-152.
Reggio Calabria 1874
Colosimo V.
Sul terremoto della Calabria avvenuto nella sera del dì 8 marzo 1832, con alcune riflessioni geologiche per lo suolo calabro, ed un prospetto cronologico de’ terremoti che hanno nelle diverse epoche scossa l’Europa ed altri luoghi lontani.
Napoli 1832
Parisi A.
Cronologia compendiata delle due Sicilie dai tempi antichi conosciuti sino a tutto l’anno 1830.
Palermo 1842
Arcovito S.
Memoria de’ fenomeni meteorologici, che ebbero luogo in Reggio nel corso dell’anno 1841, con un’appendice de tremuoti, in "Atti della Società Economica della Prima Calabria Ulteriore", vol.3, fasc.5, pp.17-37.
Reggio Calabria 1843
Spanò Bolani D.
Storia di Reggio Calabria da’ tempi primitivi sino all’anno di Cristo 1797, 2 voll.
Napoli 1857
Capocci E.
Catalogo de’ tremuoti avvenuti nella parte continentale del Regno delle Due Sicilie posti in raffronto con le eruzioni vulcaniche ed altri fenomeni cosmici, tellurici e meteorici, in "Atti del Reale Istituto d’Incoraggiamento alle Scienze Naturali di Napoli", tomo 9, pp.337-421; tomo 10, pp.293-327.
Napoli 1861

MessinaME38.186915.5492VII

Maurolico, vissuto nella prima metà del Cinquecento, ricorda due scosse avvenute il 25 febbraio: la prima alle ore 1 (18:20 GMT ca.), e la seconda, molto più violenta, alle ore 5 della notte (22:20 GMT ca.). Gli abitanti scapparono nelle campagne sotto rifugi di fortuna e il giorno dopo fecero una processione a S.Maria della Scala (1). La menzione del crollo del castello riportata da Pacca (2) è da riferirsi a Reggio Calabria; Passaro, fonte di Pacca, ricorda solo caduta di merli dalle mura della città (3). Samperi riporta un’indicazione generica di danni agli edifici (4).

(1)
Maurolico F.
Sicanicarum rerum compendium Maurolyco abbate Siculo authore.
Messina 1562
(2)
Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, Fondo sismico, 7/A3, Colanello Pacca, Discorso del terremoto, 1563-1580.
1563
(3)
Passaro Giuliano
Giuliano Passero cittadino napoletano o sia prima pubblicazione in istampa, che delle Storie in forma di Giornali, le quali sotto nome di questo Autore sinora erano andate manoscritte, ora si fa a sue proprie spese da Vincenzo Maria Altobelli libraro napoletano.
Napoli 1785
(4)
Samperi P.
Iconologia della gloriosa vergine madre di Dio Maria protettrice di Messina, divisa in cinque libri (ristampa anastatica, Messina 1991).
Messina 1644

Faro SuperioreME38.264715.5825V-VI

L’accenno a Faro nelle fonti coeve lascia intendere che la scossa fu sentita molto sensibilmente dalla popolazione (1); secondo Alizio le scosse furono fortissime e durarono fino alla fine della quaresima (7 aprile 1509) (2).

(1)
Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, Fondo sismico, 7/A3, Colanello Pacca, Discorso del terremoto, 1563-1580.
1563
Politi M.A.
Cronica della nobil’e fedelissima città di Reggio.
Messina 1617
(2)
Alizio F.
Un paese distrutto (Faro Superiore).
Messina 1932