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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading

Date Time Lat Lon Rel Io Imax Sites Nref Me Rme Location Country
09 11 1046-45.8333311.067b99100066Media valle dell’AdigeItaly

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Space-time parameters

The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
1046 11 09 -- -- -- 45.08 11.07 0.0 9.0 0 6 Media valle dell'Adige


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Previous catalogues and reasons of the corrections

The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
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PFG = Catalogo dei terremoti italiani dall anno 1000 al 1980, PFG/CNR
ING = Catalogo dei terremoti italiani dal 1456 a.C. al 1980, ING

State of earthquakes review

Questo terremoto è sconosciuto ai cataloghi sismici in uso, ma era segnalato nello studio di Leydecker e Brüning (1988) (1) e nel catalogo di Alexandre (1990) (2), con una stima d’intensità incerta fra il IX e il X grado della scala MSK. È analizzato in Guidoboni e Comastri (2005) (3), da cui è tratta questa scheda.
Le informazioni su questo evento sono contenute in tre annali benedettini di area germanica dei secoli XI-XII. La fonte principale è costituita dagli "Annales Corbeienses" (ed. 1864) (4), che furono redatti nel monastero benedettino di S.Pietro di Corvey (diocesi di Paderborn, nell’odierna Germania), e coprono l’arco cronologico dal 658 al 1148.
Le altre due fonti, provenienti entrambe da Ratisbona (Regensburg, in Germania), si limitano a segnalare la data del terremoto: si tratta degli "Annales Sancti Emmerammi" (ed. 1861) (5), brevi annali della prima metà dell’XI secolo, che coprono l’arco cronologico 1036-1046, e degli "Annales Ratisponenses" (ed. 1861) (6), la cui narrazione si estende fino all’anno 1167 e, almeno fino al 1130, derivano in parte da annali più antichi perduti. Questi ultimi annali datano erroneamente il terremoto all’anno 1045.
Sulla base di questi ultimi due annali Alexandre (1990) (7) ritiene, sia pure in forma dubitativa, che l’area di risentimento di questo terremoto si sia estesa fino a Ratisbona. Invece, Guidoboni e Comastri (2005) (8) ritengono assai più probabile che i monaci di Ratisbona abbiano recepito la notizia di un evento distruttivo entro la "rete" degli scambi che avvenivano tra i monasteri benedettini, e ne abbiano conservato memoria nei loro annali, sulla base di quel sentimento religioso che li portava a interpretare come "segni dei tempi" i fenomeni naturali distruttivi avvenuti anche in luoghi lontani.
Questo terremoto è importante perché è l’unico noto per l’area dell’Adige a nord di Verona. La fonte principale, gli "Annales Corbeienses" (9), fa riferimento alla distruzione di 30 castelli: erano rocche, talvolta di piccole dimensioni, rette dai "ministeriales" del vescovo di Trento, che aveva giurisdizione su tutta l’area.
La fonte ricorda inoltre che il corso del fiume "Tar" risultò ostruito per più di 10 giorni. Il fiume "Tar" non era identificato da Leydecker e Brüning (1988) (10); Alexandre (1990) (11) suggeriva che potrebbe trattarsi dell’Isarco, affluente di sinistra dell’Adige. Guidoboni e Comastri (2005) (12) ritengono invece che si tratti dello stesso fiume Adige. Infatti, il testo latino "Tar insuper fluvius montibus cadentibus interclusus" ("per il crollo dei monti il fiume ‘Tar’ restò sbarrato") può essere meglio interpretato se si tiene conto che il termine tedesco "Tal" significa "valle". È perciò ragionevole ritenere che l’autore della notizia, che probabilmente padroneggiava assai meglio il volgare germanico del latino, intendesse dire semplicemente il "fiume della valle", ossia l’Adige.

Note

(1)
Leydecker G. e Brüning H.J.
Ein vermeintliches Schadenbeben im Jahre 1046 im Raum Höxter und Holzminden in Norddeutschland – Über die Notwendigkeit des Studiums der Quellen historischer Erdbeben, in "Geologisches Jahrbuch. Reihe E: Geophysik", vol.E42, pp.119-125.
Hannover 1988
(2)
Alexandre P.
Les séismes en Europe occidentale de 394 à 1259. Nouveau catalogue critique.
Brussels 1990
(3)
Guidoboni E. e Comastri A.
Catalogue of earthquakes and tsunamis in the Mediterranean area from the 11th to the 15th century.
Roma-Bologna 2005
(4)
Annales Corbeienses [658-1148], ed. Ph.Jaffé, in "Bibliotheca Rerum Germanicarum", tomo 1, pp.33-43.
Berlin 1864
(5)
Annales Sancti Emmerammi [1036-1046], ed. P.Jaffé, in "Monumenta Germaniae Historica", SS., tomo 17, p.571.
Hannover 1861
(6)
Annales Ratisponenses [1-1167], ed. W.Wattenbach, in "Monumenta Germaniae Historica", SS., tomo 17, pp.579-588.
Hannover 1861
(7)
Alexandre P.
Les séismes en Europe occidentale de 394 à 1259. Nouveau catalogue critique.
Brussels 1990
(8)
Guidoboni E. e Comastri A.
Catalogue of earthquakes and tsunamis in the Mediterranean area from the 11th to the 15th century.
Roma-Bologna 2005
(9)
Annales Corbeienses [658-1148], ed. Ph.Jaffé, in "Bibliotheca Rerum Germanicarum", tomo 1, pp.33-43.
Berlin 1864
(10)
Leydecker G. e Brüning H.J.
Ein vermeintliches Schadenbeben im Jahre 1046 im Raum Höxter und Holzminden in Norddeutschland – Über die Notwendigkeit des Studiums der Quellen historischer Erdbeben, in "Geologisches Jahrbuch. Reihe E: Geophysik", vol.E42, pp.119-125.
Hannover 1988
(11)
Alexandre P.
Les séismes en Europe occidentale de 394 à 1259. Nouveau catalogue critique.
Brussels 1990
(12)
Guidoboni E. e Comastri A.
Catalogue of earthquakes and tsunamis in the Mediterranean area from the 11th to the 15th century.
Roma-Bologna 2005

Major earthquake effects

Il 9 novembre 1046 un fortissimo terremoto colpì la "valle Tridentina". Con questi termini nell’XI secolo era indicata non l’area di Trento, ma una parte ben precisa della media valle dell’Adige: quella compresa fra Salorno, posto circa 20 km a nord di Trento, e la famosa chiusa di Ceraino, circa 30 km a nord-ovest di Verona. Le fonti ricordano che in questa vallata crollarono oltre 30 castelli (insediamenti fortificati), causando in qualche caso la morte dei loro abitanti. In questa parte della valle dell’Adige vi erano effettivamente numerosi castelli costruiti per scopi militari sulle sommità di alture, con funzione di controllo dell’accesso alle valli minori.

Effects on the environment

Il terremoto innescò il distacco e il crollo di massi rocciosi dai versanti montuosi che ostruirono il corso dell’Adige per più di 10 giorni.

Bibliography

Author Title Text Value Text Date Place of publ.
Alexandre P.Les séismes en Europe occidentale de 394 à 1259. Nouveau catalogue critique.Catalogue1990Brussels
*Annales Corbeienses [658-1148], ed. Ph.Jaffé, in "Bibliotheca Rerum Germanicarum", tomo 1, pp.33-43.Direct source1864Berlin
*Annales Ratisponenses [1-1167], ed. W.Wattenbach, in "Monumenta Germaniae Historica", SS., tomo 17, pp.579-588.Indirect source1861Hannover
*Annales Sancti Emmerammi [1036-1046], ed. P.Jaffé, in "Monumenta Germaniae Historica", SS., tomo 17, p.571.Direct source1861Hannover
Guidoboni E. e Comastri A.Catalogue of earthquakes and tsunamis in the Mediterranean area from the 11th to the 15th century.Catalogue-source2005Roma-Bologna
Leydecker G. e Brüning H.J.Ein vermeintliches Schadenbeben im Jahre 1046 im Raum Höxter und Holzminden in Norddeutschland – Über die Notwendigkeit des Studiums der Quellen historischer Erdbeben, in "Geologisches Jahrbuch. Reihe E: Geophysik", vol.E42, pp.119-125.Scientific bibliography1988Hannover

Felt Localities (1)

Locality Province Lat Lon Intensity
Media valle dell’Adige45.833311.0667IX

Il 9 novembre 1046 un fortissimo terremoto colpì l’area della valle dell’Adige compresa fra Salorno, posto circa 20 km a nord di Trento, e Ceraino, circa 30 km a nord-ovest di Verona. Crollarono oltre 30 castelli (insediamenti fortificati), causando in qualche caso la morte dei loro abitanti (1).

(1)
Annales Corbeienses [658-1148], ed. Ph.Jaffé, in "Bibliotheca Rerum Germanicarum", tomo 1, pp.33-43.
Berlin 1864
Annales Sancti Emmerammi [1036-1046], ed. P.Jaffé, in "Monumenta Germaniae Historica", SS., tomo 17, p.571.
Hannover 1861