Header CFTI

The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading

Date Time Lat Lon Rel Io Imax Sites Nref Me Rme Location Country
15 01 196801:33:0237.76713b881501265.6*Valle del BeliceItaly

Comments

Space-time parameters

The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
1968 01 15 01 33 02 37.77 13.00 0.0 8.0 0 126 Valle del Belice
1968 01 15 02 01 09 37.77 12.98 0.0 10.0 0 126 Valle del Belice


The revision was based on 126 accounts:
The results are summarized by 202 synoptic comments.

Previous catalogues and reasons of the corrections

The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
CFT 1968 01 15 01:33 37.77 13.00 8.0 8.0 15 123 Valle del Belice
PFG 1968 01 15 01:33 37.80 13.20 8.5 - - - Monte Bruca

CFT 1968 01 15 02:01 37.77 12.98 10.0 10.0 163 123 Valle del Belice
PFG 1968 01 15 02:01 37.70 13.10 9.0 - - - Valle del Belice


PFG = Catalogo dei terremoti italiani dall anno 1000 al 1980, PFG/CNR
ING = Catalogo dei terremoti italiani dal 1456 a.C. al 1980, ING

State of earthquakes review

È stata revisionata la bibliografia del Catalogo, costituita dallo studio di De Panfilis e Marcelli (1968) (1), dal "Bollettino sismico mensile" dell’ING (1968) e dal catalogo inedito curato da Peronaci per il Ministero dei Lavori Pubblici (1980) (2). A questi primi lavori scientifici si aggiunse, nell’ambito delle revisioni curate dal PFG-CNR, lo studio di Cosentino e Mulone (1985), basato per lo più sullo stesso genere di dati. La presente revisione ha allargato lo stato delle conoscenze sugli effetti, utilizzando le relazioni degli "Atti parlamentari", numerosi servizi giornalistici (afferenti a 6 testate) e alcuni studi a carattere socio-economico. Complessivamente risulta scarsa l’attenzione a questo disastro sismico nel settore della geografia antropica e dell’economia sociale. Fanno eccezione alcuni contributi, quali l’accurata analisi di Pacelli e Sbriziolo (1976), in cui il terremoto diviene occasione per evidenziare realtà storiche e problemi recenti dell’area colpita, l’acuta sintesi sui problemi della ricostruzione delineata da Giarrizzo (1987) e lo studio critico di Nicolosi (1983) sul modello di ricostruzione adottato, basato sul concetto di "città-territorio", volto quindi a favorire le grandi infrastrutture, un modello di ricostruzione ritenuto lontano dalle realtà territoriali coinvolte.

Note

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
Peronaci F.
Elenco cronologico dei terremoti verificatisi nel territorio nazionale dal 1700 al 1973, Ministero dei Lavori Pubblici (inedito).
1974

Effects in the social context

Il periodo sismico iniziato il 14 gennaio 1968 interessò, complessivamente, un’area di circa 5.500 kmq, popolata da oltre 1.300.000 persone, comprendente anche le aree urbane di Palermo, Trapani, Mazara del Vallo e Marsala. L’area più colpita si localizza nell’entroterra collinare e montuoso della Sicilia occidentale, che presentava in parte i caratteri tipici di una regione marginale nel quadro dell’economia e della vita sociale regionale e nazionale. La base produttiva di questa area, essenzialmente agricola (più della metà della popolazione attiva era impiegata nell’agricoltura), comprendeva zone caratterizzate da sistemi di conduzione e assetti premoderni, e aree dove prevaleva la viticoltura specializzata collegata alla presenza di infrastrutture agro-industriali. Notevoli risultarono i danni soprattutto a questo settore, che rappresentava un elemento trainante dello sviluppo economico dell’area e una notevole fonte di reddito (1). La legislazione adottata successivamente al terremoto consentì un miglioramento nelle condizioni generali dell’attività vitivinicola, ma non riuscì a far evolvere decisamente lo stato di arretratezza e di frammentazione delle aziende agricole operanti nelle aree più lontane dalla costa. Proprio nelle regioni montuose interne l’impatto degli effetti sismici sulla vita e le attività delle popolazioni fu paragonabile a una drammatica cesura, che interruppe modi consolidati di gestione della terra. Il terremoto distrusse, oltre alle abitazioni e agli edifici rurali di servizio, anche infrastrutture e bestiame (2). Le stime del governo, rese note prima della rovinosa replica del 25 gennaio, indicarono in 200 miliardi di lire le spese necessarie per riparare i danni (3). La stessa fonte governativa stimò in 5.200 gli alloggi completamente distrutti nella sola provincia di Trapani; in totale, per tutta l’area danneggiata, questa cifra saliva a 9.000 (4). Complessivamente la popolazione rimasta senza tetto fu di 100.000 unità, delle quali 20.000 nella provincia di Agrigento (5). Il terremoto causò gravi danni anche all’attività commerciale: 500 commercianti residenti nell’area danneggiata ebbero gli esercizi distrutti e 3.000 aziende commerciali siciliane videro diminuire notevolmente il loro giro d’affari (6). L’attività commerciale e industriale fu particolarmente colpita nell’agrigentino, dove non si era ancora ripresa dopo i disastrosi eventi franosi del 1966 (7). Secondo le cifre ufficiali, ci furono 231 vittime e 623 feriti. Le perdite umane furono, in realtà, assai più consistenti e alcuni autori riportarono le cifre di oltre 400 morti e più di 1.000 feriti (8). Il numero relativamente contenuto dei morti, in relazione all’entità dei danni, fu dovuto anche all’allertamento deciso dal generale Dalla Chiesa, all’epoca comandante dei Carabinieri di Palermo, che dopo le prime scosse raccomandò alle popolazioni di pernottare all’aperto.
L’impatto degli eventi sismici sulla dinamica demografica complessiva delle zone colpite si evidenziò attraverso una brusca accelerazione del già consistente fenomeno migratorio, soprattutto della popolazione maschile in età lavorativa, verso il nord Italia e i paesi dell’Europa settentrionale (9).

Note

(1)
Camera dei Deputati, IV Legislatura, Atti Parlamentari dell’Assemblea, Discussioni, vol.42, Seduta del 15 febbraio 1968, Discussione dei disegni di legge: Conversione in legge del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, concernente provvidenze a favore delle popolazioni dei comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968 (4797). Conversione in legge del decreto-legge 31 gennaio 1968, n.17, recante norme di interpretazione autentica dell’articolo 34 del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, concernente provvidenze a favore delle popolazioni dei Comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968 (4833).
Roma 1968
(2)
Valussi G.
La casa rurale nella Sicilia occidentale (Ricerche sulle dimore rurali in Italia, vol.24).
Firenze 1968
L’Ora, 1968.01.23/24, a.69, n.19.
Palermo 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.16, a.108, n.15.
Palermo 1968
L’Ora, 1968.01.16/17, a.69, n.13.
Palermo 1968
(3)
La Stampa, 1968.01.23.
Torino 1968
(4)
L’Ora, 1968.01.23/24, a.69, n.19.
Palermo 1968
Caldo C.
Sottosviluppo e terremoto. La valle del Belice.
Palermo 1975
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968
(5)
L’Ora, 1968.01.23/24, a.69, n.19.
Palermo 1968
La Stampa, 1968.02.11.
Torino 1968
Gazzetta di Ferrara, 1970.12.13, n.292.
Ferrara 1970
(6)
La Stampa, 1968.01.24.
Torino 1968
(7)
L’Ora, 1968.01.31/02.01, a.69, n.26.
Palermo 1968
(8)
Caldo C.
Sottosviluppo e terremoto. La valle del Belice.
Palermo 1975
(9)
Corriere della Sera, 1968.01.23, a.93, n.19.
Milano 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.18, a.108, n.17.
Palermo 1968
L’Ora, 1968.01.20/21, a.69, n.17.
Palermo 1968
L’Ora, 1968.01.22/23, a.69, n.18.
Palermo 1968
Corriere della Sera, 1968.01.24, a.93, n.20.
Milano 1968

Demography elements

L’impatto degli eventi sismici sulla dinamica demografica complessiva delle zone colpite si evidenziò attraverso una brusca accelerazione del già consistente fenomeno migratorio, soprattutto della popolazione maschile in età lavorativa, verso il nord Italia e i paesi dell’Europa settentrionale (1). Solo provvedimenti restrittivi dell’immigrazione adottati dalla Svizzera negli ultimi giorni di gennaio, la progressiva saturazione delle aree di accoglienza nel nord Italia, la rassegnazione e la volontà di ricostruire rallentarono momentaneamente il flusso migratorio, che era cresciuto notevolmente dopo la replica del 25 gennaio. Il 29 gennaio, secondo le dichiarazioni rilasciate alla stampa dai sindaci dei comuni maggiormente danneggiati, erano quasi 10.000 le persone che avevano lasciato i luoghi di residenza o avevano fatto richiesta in tal senso (2). Complessivamente si valutò in 12000 il numero delle persone che lasciarono le zone terremotate partendo dalla stazione ferroviaria di Palermo (3). A Milano, il 28 gennaio si stimavano in 1300 i profughi provenienti dalle località siciliane danneggiate dal terremoto, di questi 900 erano completamente a carico dell’assistenza pubblica (4). A Santa Margherita di Belice gli emigranti erano un migliaio (5), a fine gennaio nelle tendopoli allestite nei pressi dell’abitato distrutto erano rimaste 3.000 persone rispetto ai 7.841 abitanti costituenti la popolazione presente prima del terremoto (6). A Camporeale, in seguito al terremoto, abbandonarono il paese in direzione del Nord Italia o di altre località siciliane 2.600 abitanti su 6.093 (7). Solo 350 persone, alla fine del gennaio 1968, erano rimaste a popolare le tendopoli ed i ripari di fortuna prossimi a Montevago (8). Nei 14 comuni dell’area maggiormente danneggiata la popolazione presente scese dalle 96.417 unità del censimento 1961 alle 85.415 del rilevamento 1971. A circa un mese dall’inizio del periodo sismico circa 10.000 persone residenti nella provincia di Trapani si erano trasferite in altre provincie (9). Tra le conseguenze di medio termine vanno segnalate l’accentazione all’accentramento della popolazione ed allo spopolamento delle campagne e l’afflusso di manodopera nordafricana impiegata nei lavori agricoli stagionali, che colmò i vuoti causati dall’emigrazione nelle schiere del bracciantato agricolo (10).

Note

(1)
Corriere della Sera, 1968.01.23, a.93, n.19.
Milano 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.18, a.108, n.17.
Palermo 1968
L’Ora, 1968.01.20/21, a.69, n.17.
Palermo 1968
L’Ora, 1968.01.22/23, a.69, n.18.
Palermo 1968
Corriere della Sera, 1968.01.24, a.93, n.20.
Milano 1968
(2)
L’Ora, 1968.01.29/30, a.69, n.24.
Palermo 1968
Corriere della Sera, 1968.01.28, a.93, n.24.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.02.04, a.93, n.30.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.01.31, a.93, n.26.
Milano 1968
(3)
Corriere della Sera, 1968.01.28, a.93, n.24.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.01.27, a.93, n.23.
Milano 1968
(4)
Corriere della Sera, 1968.01.28, a.93, n.24.
Milano 1968
(5)
La Stampa, 1968.01.27.
Torino 1968
(6)
Corriere della Sera, 1968.01.31, a.93, n.26.
Milano 1968
(7)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968
(8)
Corriere della Sera, 1968.01.31, a.93, n.26.
Milano 1968
(9)
La Stampa, 1968.02.11.
Torino 1968
(10)
Caldo C.
Sottosviluppo e terremoto. La valle del Belice.
Palermo 1975
Giarrizzo G.
Sicilia oggi (1950-86), in "Storia d’Italia. Le Regioni dall’unità ad oggi. La Sicilia", pp.603-696.
Torino 1987

Elements of the local buildings

Gli studi e le relazioni scientifiche relative agli effetti di questo terremoto scritte da ingegneri, geologi e sismologi, concordarono nell’assegnare alle scadenti tipologie edilizie un ruolo importante nella definizione qualitativa e quantitativa dei danni. La pessima esecuzione delle murature dei fabbricati, tenute assieme con malte scadenti, l’assenza o l’insufficienza delle fondazioni, la presenza di tetti spingenti mal raccordati con le pareti esterne, furono i fattori che contribuirono in larga misura ad amplificare gli effetti delle scosse sugli edifici. A questo quadro vanno aggiunte le risultanze delle prove di laboratorio relative al comportamento meccanico dei materiali da costruzione maggiormente impiegati nell’area danneggiata. I blocchi di tufo e le malte dimostrarono, in generale, una scarsissima resistenza alle sollecitazioni sismiche. Dalle indagini sul campo emerse che i pochi edifici correttamente costruiti con strutture di cemento armato superarono quasi indenni l’impatto delle scosse, senza subire crolli rovinosi, nella zona epicentrale, e risultando esenti da danni dove il terremoto ebbe intensità minore. In tutta l’area epicentrale, che non risultava tra le zone ad elevato rischio sismico, non erano state adottate misure di sicurezza e di prevenzione del rischio sismico. Le scadenti tipologie edilizie che caratterizzavano tutti i centri distrutti erano il risultato di una serie di fattori concomitanti: l’economia depressa e marginale, quasi di sussistenza, le forme arcaiche di conduzione dei fondi agricoli, costo elevato dei migliori materiali da costruzione (1).

Note

(1)
Bosi C., Cavallo R. e Francaviglia V.
Aspetti geologici e geologico-tecnici del terremoto della valle del Belice del 1968, in "Memorie della Società Geologica Italiana", vol.12 (1973), fasc.2, pp.81-130.
Pisa 1973
Bosi C., Cavallo R. e Manfredini M.
Il terremoto della Valle del Belice del gennaio 1968, in "Rassegna dei Lavori Pubblici", n.2, febbraio 1968.
Roma 1968
Cannata D., Costantino M., D’Amore A., Gragorio G., Irti M., Pasta A., Priolo D., Stura V. e Miglietti G.
Missione di studio nelle zone terremotate della Sicilia Occidentale, in "L’industria delle costruzioni. Rivista tecnica dell’ANCE", settembre-ottobre 1968.
Roma 1968
Valussi G.
La casa rurale nella Sicilia occidentale (Ricerche sulle dimore rurali in Italia, vol.24).
Firenze 1968
L’Ora, 1968.01.15/16, a.69, n.12.
Palermo 1968
L’Ora, 1968.01.22/23, a.69, n.18.
Palermo 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985

Administrative historical affiliations

La Sicilia da più di venti anni godeva di una speciale autonomia politico-amministrativa nei confronti del governo nazionale italiano. Tuttavia, in alcuni settori d’intervento le decisioni del governo centrale furono prevalenti. Furono infatti gli uffici del Genio Civile e il Provveditorato alle opere pubbliche della Sicilia, con sede a Palermo, posto alle dirette dipendenze del Ministero dei Lavori Pubblici, ad espletare gran parte delle operazioni di verifica dei danni e di programmazione degli interventi di ricostruzione.

Social and economic effects

La limitata mortalità, relativamente all’entità dei danni agli edifici arrecati dal terremoto, fu dovuta in gran parte all’allarme suscitato nelle popolazioni dalle scosse premonitrici del pomeriggio del 14 gennaio. Carlo Alberto Dalla Chiesa, all’epoca comandante della Legione dei Carabinieri di Palermo, visitando in quel giorno l’area colpita dalle prime scosse, raccomandò alle popolazioni di passare la notte all’aperto vista la gravità della situazione di alcuni centri abitati (1). A Montevago, dove le scosse del pomeriggio del 14 gennaio erano state di minore intensità, l’allontanamento dal centro abitato non fu generalizzato e questo fatto è da mettere in diretta relazione con l’alta mortalità verificatasi in questo centro. Al sopraggiungere delle due violente scosse delle prime ore del 15 gennaio, la popolazione di una vasta area della Sicilia occidentale abbandonò le abitazioni rifugiandosi nei luoghi aperti e pernottando all’addiaccio o nelle automobili. Scene di panico ed ingorghi stradali si verificarono nei maggiori centri urbani, soprattutto a Palermo ed a Trapani. Migliaia di persone, nelle più popolose città, abbandonarono le case ed i loro posti di lavoro causando la paralisi dei servizi e dell’attività economica. La scossa del 15 gennaio e la replica del 25 seguente causarono molto panico anche ad Agrigento dove la popolazione abbandonò le abitazioni per trascorrere diverse notti all’aperto nella Valle dei Templi (2).
Le condizioni delle popolazioni colpite si presentarono immediatamente estremamente precarie, aggravate anche dalla lentezza e della disorganizzazione dei primi soccorsi (3). In alcuni centri gravemente danneggiati, secondo la stampa siciliana, per tutta la giornata seguente alla scossa principale la popolazione non ricevette alcun soccorso organizzato; molti, fuggiti dai paesi, vagarono per ore nelle campagne circostanti (4). Molte famiglie rifugiatesi in piena campagna, nei pressi delle case coloniche, lontano dalle tendopoli non ricevettero per parecchie giornate che aiuti sporadici (5). Nelle tendopoli si fecero estremamente serie le condizioni igienico-sanitarie e gravi erano i problemi di sovraffollamento nelle tende, abitate in media da 28-30 persone a fronte di una capienza media di 10 unità. Molte furono le morti causate dall’insorgere di malattie polmonari (6); gli sfollati dai centri danneggiati preferivano alloggiare in condizioni di sovraffollamento piuttosto che dividere il nucleo familiare o abbandonare i propri averi trasferendosi negli alloggi requisiti in località distanti (7). A due settimane dalla scossa principale, secondo le dichiarazioni dei sindaci dei paesi danneggiati, mancavano viveri, tende, medicinali e poche erano le baracche costruite (8). La scossa principale danneggiò gravemente la rete di erogazione elettrica (9); in alcune località solo parzialmente danneggiate e nelle tendopoli pane e acqua scarseggiarono fin dai primi giorni (10). Mancavano anche i medicinali, le attrezzature, il sangue e persino le maschere per proteggere i soccorritori dalle esalazioni dei cadaveri e delle carogne in putrefazione (11). Le prime autocolonne di soccorsi partite da Agrigento e Sciacca furono ostacolate dalle interruzioni verificatesi in alcune strade e dovute a frane e crolli di ponti. Ponti aerei tra le località maggiormente danneggiate vennero istituiti con l’ausilio degli elicotteri dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Per ordine del Ministro dell’Interno, il Prefetto di Agrigento decretò la requisizione di tutti gli automezzi e autotrasporti disponibili (12). Unanimemente gli organi di stampa sottolinearono, nei giorni immediatamente successivi al terremoto, la mancanza di qualsiasi piano d’intervento; alcuni opinionisti evidenziarono le ricorrenti sovrapposizioni e le incomprensibili competizioni e conflitti tra autorità civili e militari e tra esponenti del governo regionale e funzionari del governo nazionale nell’organizzare l’opera di soccorso. Le disfunzioni ebbero conseguenze gravi, con quantità enormi di generi ed attrezzature di soccorso concentrate dove non vi erano particolari bisogni, mentre dalle località maggiormente danneggiate si levavano drammatiche richieste di invio di soccorsi e materiali. Denunce in tal senso vennero presentate anche nel corso delle discussioni parlamentari sui provvedimenti adottati dal governo in soccorso delle popolazioni danneggiate (13). Le disfunzioni e i ritardi ebbero tuttavia il merito di offrire lo spunto per un vasto dibattito sulla stampa nazionale sulla legge di riordino del settore della protezione civile, la cui discussione era bloccata in Parlamento dalla politica dei veti incrociati adottata dai diversi gruppi politici (14). A dieci giorni di distanza dalla scossa del 15 gennaio i profughi ospitati in tendopoli nella provincia di Trapani ammontavano a 9.500, nella provincia di Agrigento 4.000, in quella di Palermo 2.600. Gli sfollati ricoverati nei centri di raccolta (scuole, alberghi, edifici pubblici e case private) erano, alla stessa data, 10.650 in provincia di Trapani e 3.050 in quella di Palermo. Molti posti letto in edifici di muratura, messi a disposizione delle autorità, non potevano essere utilizzati perché mancavano i materassi (15). Testimonianze di abitanti di Santa Ninfa, riportate dalla stampa nazionale, e in particolare le dichiarazioni rilasciate da Don Riboldi, all’epoca parroco del paese, sostennero che i primi soccorsi erano giunti ad opera di militari statunitensi, nel pomeriggio del lunedì 15. Solo dopo cinque giorni dalla scossa del 15 gennaio giunsero i primi soccorsi organizzati portati dalla Marina militare italiana, che aveva ricevuto disposizioni in tal senso solo il giorno precedente (16). La situazione di disorganizzazione causò proteste in Sicilia e a Roma e vari episodi di intolleranza (17). A Palermo le scosse del 15 e del 25 gennaio resero drammatico il problema delle abitazioni per gli sfollati dai fatiscenti quartieri del centro storico che avevano largamente risentito degli effetti sismici. Il malcontento popolare sfociò in manifestazioni di protesta contro le autorità locali e i rappresentanti del governo nazionale e nell’occupazione di alloggi popolari non ancora assegnati (18). La paralisi economica causata dal succedersi delle scosse sollecitò alla mobilitazione le grandi organizzazioni di massa, quali i sindacati, che richiesero interventi urgenti del governo che affrontassero non solo l’emergenza seguita al terremoto, ma anche il problema complessivo dello sviluppo economico e sociale della Sicilia (19). Le comunicazioni ufficiali del governo, rese nella seduta parlamentare del 22 gennaio 1968, attribuirono le difficoltà incontrate nel portare soccorsi alle popolazioni ad avversità climatiche, all’interruzione delle strade o alla loro mancanza e all’atteggiamento non collaborativo delle popolazioni. Le dichiarazioni dei rappresentanti del governo sottolinearono che la predisposizione dell’apparato di soccorso si era manifestata, nonostante gli intoppi dovuti a cause esterne, inappuntabile (20). Da più parti si evidenziò l’uso strumentale del terremoto messo in atto sia dalle forze politiche di opposizione che da quelle di governo; la battaglia politica ebbe conseguenze negative sull’opera complessiva di soccorso e di ricostruzione, ad esempio: la quantità di aiuti e concessioni elargite dal governo fu in realtà notevole, ma mancò quasi completamente una sua razionale ed efficace ripartizione. A tutto ciò si aggiunse la strisciante polemica sull’entità dei danni causati dal terremoto intercorsa tra i rappresentanti del governo regionale siciliano e quelli del governo centrale (21).
A Palermo il panico generato dalla scossa principale fu enorme, processioni si svolsero nella serata del giorno 15 nelle strade dei rioni maggiormente danneggiati; cerimonie religiose si svolsero in altre località della Sicilia Occidentale nei giorni successivi alla scossa principale (22). Il succedersi delle scosse alimentò inoltre la costante paura nei confronti della permanenza in edifici in muratura. La scarsa organizzazione dei soccorsi e il proliferare di interventi di beneficienza non coordinati, costituirono un altro fattore di limitazione dei trasferimenti dalle tendopoli ed alimentarono episodi di speculazione ed accaparramento ad opera di individui provenienti da località non danneggiate (23). Non mancarono episodi di speculazione e strozzinaggio sugli averi delle popolazioni scampate che, viste le impellenti necessità, erano costrette a vendere sottocosto bestiame e beni vari, spesso per procurarsi il denaro necessario per abbandonare definitivamente il luogo d’origine (24). A dieci giorni di distanza dal terremoto le tendopoli impiantate erano 11 ed accoglievano 16.000 persone; 12.000 profughi erano ospitati nei centri di raccolta. I medici presenti nelle zone danneggiate dal terremoto dichiararono a più riprese sulla stampa nazionale che le tendopoli dovevano essere al più presto smontate per evitare che le precarie condizioni igieniche, unite all’inclemenza della stagione, causassero l’insorgere di epidemie e la morte degli individui più deboli (25). Se ai dati relativi alla popolazione ospitata sotto le tende si aggiungono quelli relativi a coloro che avevano lasciato i paesi danneggiati - 10.000 persone - si ha un totale di circa 40.000 individui che avevano perso la residenza su di un totale di 80.000 residenti nelle aree di maggior danno (26). A Vita, il giorno immediatamente successivo alla scossa principale, gli abitanti si accamparono in luoghi aperti costruendo capanne di frasche e di canne con tetti di paglia (27). A Santa Margherita di Belice, il 23 gennaio 1968, scarseggiavano ancora le tende e gran parte della popolazione trovava riparo in rifugi di fortuna (28). Il giorno precedente si era diffusa la notizia che il Provveditorato regionale alle Opere Pubbliche della Sicilia, su disposizione del Ministro dei Lavori Pubblici, aveva ordinato 5.235 baracche la cui fornitura era prevista nell’arco di 20-40 giorni (29). Il 2 marzo seguente le baracche impiantate, secondo i dati comparsi sulla stampa, erano 92. Il 30 gennaio la stampa nazionale sostenne che il problema più grave da risolvere era quello di dare ricovero alle persone fuggite dalle loro abitazioni (30). Contemporaneamente si diffuse un generale stato d’animo di sfiducia nei confronti delle autorità e della possibilità che i centri distrutti potessero essere ricostruiti in breve tempo (31). Fino al 24 gennaio 1968 i militari impiegati nelle operazioni di soccorso erano più di 2.600 (32); i dati ufficiali relativi alla partecipazione dell’esercito alle operazioni di soccorso attestarono l’invio, nelle aree danneggiate, di 2.872 uomini (33). Le autorità facilitarono in ogni modo il movimento migratorio concedendo biglietti ferroviari gratuiti e rilasciando, senza formalità od intralci burocratici, i passaporti (34). Con questa linea di condotta si accolsero richieste che giungevano dalla popolazione, ma soprattutto si volle percorrere la strada più semplice per attenuare la pressione sociale nei paesi devastati. Contro questa strategia si pronunciarono le organizzazioni degli agricoltori ed il movimento sindacale. Dopo la rovinosa replica del 25 gennaio 1968 le autorità proclamarono zone proibite all’ingresso i paesi di Gibellina, Montevago e Salaparuta (35).
Le perizie condotte dall’ufficio tecnico del Genio Civile di Agrigento negli ultimi giorni del gennaio 1968 riportarono le cifre di 750 famiglie senza tetto a Montevago, 2.100 a Santa Margherita di Belice e 200 a Sciacca (36); il presidente della Regione Sicilia dichiarò ufficialmente che i senza tetto erano circa 80.000. A Palermo, per evitare eventuali sommosse dei detenuti nel carcere dell’Ucciardone, si decise il trasferimento di questi ultimi (37); il Provveditorato agli Studi di Palermo decretò, in seguito alle scosse del 15 gennaio, la sospensione per alcuni giorni delle attività scolastiche (38).
A circa un mese di distanza dall’inizio del periodo sismico, nella provincia di Trapani 9.000 senza tetto erano ricoverati in edifici pubblici, 6.000 in tendopoli, 3.200 in tende sparse e 5.000 in carri ferroviari, mentre 10.000 persone erano emigrate in altre provincie (39).

Note

(1)
Corriere della Sera, 1968.01.17, a.93, n.14.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.01.18, a.93, n.15.
Milano 1968
(2)
La Stampa, 1968.02.03.
Torino 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.16, a.108, n.15.
Palermo 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.17, a.108, n.16.
Palermo 1968
La Stampa, 1968.01.18.
Torino 1968
(3)
La Stampa, 1968.01.21.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.01.18, a.93, n.15.
Milano 1968
La Stampa, 1968.01.16.
Torino 1968
(4)
Giornale di Sicilia, 1968.01.16, a.108, n.15.
Palermo 1968
Corriere della Sera, 1968.01.24, a.93, n.20.
Milano 1968
(5)
L’Ora, 1968.01.19/20, a.69, n.16.
Palermo 1968
La Stampa, 1968.01.27.
Torino 1968
(6)
L’Ora, 1968.01.27/28, a.69, n.23.
Palermo 1968
La Stampa, 1968.01.20.
Torino 1968
(7)
Corriere della Sera, 1968.02.04, a.93, n.30.
Milano 1968
La Stampa, 1968.01.25.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.02.02, a.93, n.28.
Milano 1968
(8)
L’Ora, 1968.01.29/30, a.69, n.24.
Palermo 1968
(9)
Giornale di Sicilia, 1968.01.18, a.108, n.17.
Palermo 1968
(10)
Corriere della Sera, 1968.02.06.
Milano 1968
(11)
Corriere della Sera, 1968.01.23, a.93, n.19.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968
L’Ora, 1968.01.16/17, a.69, n.13.
Palermo 1968
L’Ora, 1968.01.20/21, a.69, n.17.
Palermo 1968
L’Ora, 1968.01.22/23, a.69, n.18.
Palermo 1968
(12)
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968
La Stampa, 1968.01.16.
Torino 1968
(13)
Camera dei Deputati, IV Legislatura, Atti Parlamentari dell’Assemblea, Discussioni, vol.42, Seduta del 15 febbraio 1968, Discussione dei disegni di legge: Conversione in legge del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, concernente provvidenze a favore delle popolazioni dei comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968 (4797). Conversione in legge del decreto-legge 31 gennaio 1968, n.17, recante norme di interpretazione autentica dell’articolo 34 del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, concernente provvidenze a favore delle popolazioni dei Comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968 (4833).
Roma 1968
La Stampa, 1968.01.21.
Torino 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.17, a.108, n.16.
Palermo 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.16, a.108, n.15.
Palermo 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.18, a.108, n.17.
Palermo 1968
La Stampa, 1968.01.23.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.01.23, a.93, n.19.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.01.20, a.93, n.17.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.01.19, a.93, n.16.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.01.18, a.93, n.15.
Milano 1968
La Stampa, 1968.01.19.
Torino 1968
La Stampa, 1968.01.18.
Torino 1968
La Stampa, 1968.01.17.
Torino 1968
L’Ora, 1968.01.29/30, a.69, n.24.
Palermo 1968
(14)
La Stampa, 1968.01.21.
Torino 1968
(15)
Corriere della Sera, 1968.01.24, a.93, n.20.
Milano 1968
(16)
Corriere della Sera, 1968.01.23, a.93, n.19.
Milano 1968
(17)
Giornale di Sicilia, 1968.01.18, a.108, n.17.
Palermo 1968
Corriere della Sera, 1968.03.03.
Milano 1968
(18)
L’Ora, 1968.02.3/4, a.69, n.29.
Palermo 1968
(19)
Corriere della Sera, 1968.02.15.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.02.11.
Milano 1968
(20)
Corriere della Sera, 1968.01.23, a.93, n.19.
Milano 1968
La Stampa, 1968.01.23.
Torino 1968
(21)
Corriere della Sera, 1968.01.25, a.93, n.21.
Milano 1968
(22)
Giornale di Sicilia, 1968.01.21, a.108, n.20.
Palermo 1968
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968
(23)
Corriere della Sera, 1968.02.03, a.93, n.29.
Milano 1968
La Stampa, 1968.01.24.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.02.02, a.93, n.28.
Milano 1968
L’Ora, 1968.01.31/02.01, a.69, n.26.
Palermo 1968
(24)
La Stampa, 1968.01.24.
Torino 1968
La Stampa, 1968.01.27.
Torino 1968
(25)
Corriere della Sera, 1968.01.25, a.93, n.21.
Milano 1968
(26)
La Stampa, 1968.01.24.
Torino 1968
(27)
Corriere della Sera, 1968.01.17, a.93, n.14.
Milano 1968
(28)
La Stampa, 1968.01.24.
Torino 1968
(29)
La Stampa, 1968.01.23.
Torino 1968
(30)
Corriere della Sera, 1968.01.30, a.93, n.25.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.03.02.
Milano 1968
(31)
La Stampa, 1968.01.24.
Torino 1968
(32)
La Stampa, 1968.01.25.
Torino 1968
(33)
Ministero della Difesa
L’esercito per il paese, 1861-1975.
Roma 1977
(34)
La Stampa, 1968.01.24.
Torino 1968
(35)
La Stampa, 1968.01.27.
Torino 1968
(36)
La Stampa, 1968.02.01.
Torino 1968
(37)
La Stampa, 1968.01.27.
Torino 1968
(38)
Giornale di Sicilia, 1968.01.18, a.108, n.17.
Palermo 1968
(39)
La Stampa, 1968.02.11.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968

Institutional and administrative response

I primi provvedimenti del governo nazionale furono adottati nel corso della seduta del Consiglio dei Ministri svoltasi il 20 gennaio 1968. Tra le misure d’emergenza adottate figurarono: la sospensione del pagamento delle imposte, nelle zone danneggiate dai terremoti, fino al 31 dicembre 1968, la moratoria sui debiti e le cambiali e la sospensione del pagamento dei canoni di locazione di immobili urbani e rurali. L’elargizione di un contributo di 500.000 lire una tantum a beneficio dei capifamiglia, previa presentazione di un certificato rilasciato dalla Prefettura o dal Genio Civile che attestasse la perdita di ogni avere, l’aumento dei sussidi di disoccupazione e l’avvio di una politica di investimenti in opere pubbliche per assorbire la disoccupazione. Contributi ed esenzioni dalle imposte furono adottate per i lavoratori autonomi; fu decisa l’erogazione di un finanziamento a fondo perduto dell’importo massimo di 500.000 lire per le riparazioni urgenti dei fabbricati rurali. Si stanziarono 6 miliardi per l’acquisto di baracche e 15 miliardi per la costruzione di case di edilizia economico-popolare nelle provincie di Trapani, Palermo ed Agrigento. Complessivamente l’impegno finanziario previsto ammontava a 45 miliardi e 360 milioni (1). Contemporaneamente anche l’Assemblea Regionale Siciliana approvò una legge di intervento nelle aree danneggiate.
Un censimento della popolazione dei centri maggiormente danneggiati fu condotto dai Carabinieri negli ultimi giorni di gennaio: all’atto della registrazione venivano richieste anche informazioni sull’entità delle perdite subite; a giudizio della stampa nazionale i dati raccolti erano in parte inattendibili visto il consistente flusso migratorio innescato dagli eventi sismici (2).
Gli uffici tecnici del Genio Civile delle provincie interessate dai risentimenti macrosismici e il Provveditorato alle Opere pubbliche della Regione siciliana operarono un primo sommario bilancio dei danni (3). L’opera di verifica sull’entità delle distruzioni conobbe anche notevoli intoppi, soprattutto nelle località esterne all’area dei maggiori danni: a Trapani i presidi delle scuole medie richiesero la sospensione a tempo indeterminato delle lezioni per il susseguirsi delle scosse e soprattutto per il mancato rilascio dei certificati di agibilità degli edifici (4). L’annullamento o la sospensione dei ruoli per il pagamento dell’imposta camerale di patente fu applicato dalla Camera di Commercio di Trapani per le località maggiormente danneggiate (5). Il 22 gennaio, nel corso di una seduta parlamentare che aveva all’ordine del giorno le comunicazioni del governo sull’opera svolta, il Sottosegretario ai Lavori Pubblici annunciò la nomina di una commissione di urbanisti ed architetti che, in seguito a sopralluoghi, avrebbe dovuto produrre uno studio complessivo sulle modalità della ricostruzione (6).
Il primo provvedimento legislativo organico, la legge n. 12 pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" del 22 gennaio 1968 e composta da 46 articoli, prevedeva interventi normativi in materia di agevolazioni fiscali da concedersi ai contribuenti delle zone danneggiate, provvedimenti a favore dell’edilizia pubblica residenziale, per la ripresa delle attività agricole, artigianali e in materia sanitaria (7).
Per ovviare in parte alle difficoltà delle attività commerciali furono concessi, su iniziativa della Camera di Commercio di Palermo e del Banco di Sicilia, prestiti a tasso d’interesse agevolato ai commercianti della provincia (8). Frequenti furono le richieste avanzate dai sindaci al governo e al Parlamento nazionali miranti a far includere i comuni esclusi, prossimi all’area epicentrale, negli elenchi ufficiali delle località danneggiate (9).

Note

(1)
La Stampa, 1968.01.21.
Torino 1968
La Stampa, 1968.01.20.
Torino 1968
Camera dei Deputati, IV Legislatura, Atti Parlamentari dell’Assemblea, Documenti, vol.102 (1963-68), Legge n.4797, Conversione in legge del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, concernente provvidenze a favore delle popolazioni dei Comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968.
Roma 1968
(2)
Corriere della Sera, 1968.01.24, a.93, n.20.
Milano 1968
(3)
La Stampa, 1968.02.01.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.01.17, a.93, n.14.
Milano 1968
(4)
Corriere della Sera, 1968.02.17.
Milano 1968
(5)
Giornale di Sicilia, 1968.01.17, a.108, n.16.
Palermo 1968
(6)
La Stampa, 1968.01.23.
Torino 1968
(7)
La Stampa, 1968.01.23.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.01.20, a.93, n.17.
Milano 1968
(8)
Corriere della Sera, 1968.02.17.
Milano 1968
(9)
L’Ora, 1968.01.29/30, a.69, n.24.
Palermo 1968

Reconstructions and relocations

Furono assegnate al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Palermo le competenze in materia di indennità di esproprio delle aree e di costruzione degli alloggi; questo Ente, per programmare la propria azione, adottò gli indici di danno calcolati per ciascuna località dal Genio Civile nei giorni immediatamente successivi alla scossa del 15 gennaio. Tali indicatori non tenevano conto dei danni anche notevoli apportati dalle repliche e furono giudicati ampiamente sottostimati (1). I Decreti Legge e la Legge quadro per la ricostruzione (n.241 del 18 marzo 1968) indicarono le località di Montevago, Gibellina, Poggioreale e Salaparuta come centri da trasferire completamente; furono classificati paesi soggetti a parziale trasferimento dell’abitato: S.Margherita Belice, S.Ninfa, Sambuca di Sicilia, Calatafimi, Salemi, Vita, Camporeale e Contessa Entellina (2).
La scelta delle aree dove costruire le baraccopoli suscitò notevoli polemiche, sopratutto a Gibellina dove, dopo lunghe discussioni, la scelta cadde sull’area di Rampinzieri, posta a 6 km dal vecchio centro abitato. Le commesse per la costruzione delle baracche furono affidate, in un primo momento, a 16 società, delle quali 11 siciliane, a prezzi che andavano dalle 32.000 alle 47.250 lire al metro quadro, giudicati in seguito ampiamente sovrastimati rispetto alle tipologie dei prodotti consegnati (3). Contrastanti si rivelarono i dati forniti dalle Prefetture delle provincie di Trapani, Palermo ed Agrigento sul numero di baracche e di baraccati; le baraccopoli che accolsero gli abitanti di Salaparuta, Poggioreale e Gibellina furono localizzate in siti distanti dai vecchi centri distrutti. Notevoli problemi si manifestarono nei mesi successivi alla scossa principale, quando le baraccopoli dovettero accogliere la quasi totalità degli abitanti dei centri maggiormente colpiti esorbitando dalle loro possibilità di accoglienza, stimate sulla base degli indici di danno ufficiali (4). Ostacoli di natura sociale e politica si incontrarono anche nella scelta dei terreni sui quali edificare i nuovi centri abitati. La nuova Gibellina venne localizzata in prossimità della stazione ferroviaria di Salemi e dello svincolo autostradale, nella convinzione che ciò facilitasse il decollo industriale dell’area e il risveglio della vita economica, ancora fortemente ancorata alle attività agricole. La scelta delle nuove localizzazioni per i centri di Salaparuta e Poggioreale fu dettata da motivi connessi alla disponibilità di terreni pianeggianti o in lieve pendenza, che permettessero l’ulteriore espansione dei centri, evitando i rischi di stabilità dell’incasato a causa dell’acclività. Non sempre le scelte operate si dimostrarono valide e svariati fattori contribuirono ad accentuare le difficoltà della ricostruzione. Molti furono gli operatori, pubblici e privati, ai quali vennero affidate competenze, causando sovrapposizioni e conflitti che ebbero l’effetto di rallentare le operazioni, svalutando di fatto l’entità dei finanziamenti concessi. Solo le società interessate ai lavori di costruzione delle baracche erano, nel 1970, 46, delle quali 38 siciliane (5). La precaria situazione economica delle zone danneggiate non favorì, venendo a mancare l’effetto volano dei capitali locali e dei consumi, il sorgere di un nuovo tessuto socio-economico integrato. La mancanza in loco dei materiali da costruzione fondamentali, ferro e cemento, ritardò ulteriormente l’opera di ricostruzione. Sul finire del 1973 solo il 10% degli alloggi necessari era stato edificato, ma non si poteva assegnare in quanto non erano state ultimate le necessarie opere di urbanizzazione primaria (strade, acquedotti, reti elettriche), ed erano completamente assenti i servizi amministrativi e commerciali. Secondo i dati del censimento del 1971, nell’area maggiormente danneggiata le abitazioni precarie ammontavano a 15.056. Nel 1973 i baraccati erano 48.182 e la percentuale di realizzazione delle nuove infrastrutture andava da un minimo del 26% a Camporeale ad un massimo del 79% a S.Ninfa (6).
Manifestazioni di protesta e interpellanze parlamentari si succedettero a partire dal 1970. Nel 1976, secondo i dati riportati da un’inchiesta conoscitiva promossa dalla Commissione Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, 47.000 cittadini delle zone terremotate risiedevano ancora nelle baraccopoli; solo 225 abitazioni erano state assegnate e molte opere infrastrutturali, sulle quali si erano concentrati gli interventi, giacevano inutilizzate e il loro destino di "cattedrali nel deserto" era irrimediabilmente segnato. Un coacervo di fattori fece di fatto fallire l’«utopia urbanistica» dei progettisti della ricostruzione (7). Alcune importanti analisi di questa ricostruzione mancata o incompleta si devono a Nicolosi e a Giarrizzo (8).

Note

(1)
Caldo C.
Sottosviluppo e terremoto. La valle del Belice.
Palermo 1975
(2)
Caldo C.
L’insediamento nella valle del Belice (Sicilia) in relazione al terremoto del 1968, in "Rivista Geografica Italiana", vol.80 (1973), pp.294-312.
Firenze 1973
(3)
Corriere della Sera, 1968.03.02.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.01.29, a.7, n.4 (edizione del lunedì).
Milano 1968
L’Ora, 1968.01.31/02.01, a.69, n.26.
Palermo 1968
(4)
Caldo C.
L’insediamento nella valle del Belice (Sicilia) in relazione al terremoto del 1968, in "Rivista Geografica Italiana", vol.80 (1973), pp.294-312.
Firenze 1973
(5)
Gazzetta di Ferrara, 1970.12.13, n.292.
Ferrara 1970
(6)
Caldo C.
L’insediamento nella valle del Belice (Sicilia) in relazione al terremoto del 1968, in "Rivista Geografica Italiana", vol.80 (1973), pp.294-312.
Firenze 1973
(7)
Gazzetta di Ferrara, 1976.04.18, n.91.
Ferrara 1976
Gazzetta di Ferrara, 1970.12.13, n.292.
Ferrara 1970
Gazzetta di Ferrara, 1970.11.19, n.271.
Ferrara 1970
Gazzetta di Ferrara, 1970.11.18, n.270.
Ferrara 1970
Gazzetta di Ferrara, 1976.01.24, n.20.
Ferrara 1976
Gazzetta di Ferrara, 1976.01.25, n.21.
Ferrara 1976
Gazzetta di Ferrara, 1976.01.08, n.6.
Ferrara 1976
(8)
Nicolosi P.
Dopo il terremoto.
Milano 1983
Giarrizzo G.
Sicilia oggi (1950-86), in "Storia d’Italia. Le Regioni dall’unità ad oggi. La Sicilia", pp.603-696.
Torino 1987

Theories and observations

La sismologia italiana ebbe occasione di applicare, per la prima volta ad un evento di grande importanza, nuove metodologie di studio ed interpretazione basate sull’analisi dei dati strumentali (1). Il terremoto della valle del Belice rappresentò anche un momento di riflessione sull’importanza che assumevano le ricerche sulla sismicità storica e, estese a tutto il territorio nazionale, incluse quelle aree che fino a quel momento, sulla scorta di studi condotti da Mario Baratta nei primi anni del secolo, erano ritenute a sismicità leggerissima o mediocre. Fu considerato necessario approfondire le indagini sulla storia sismica della regione. Numerosi furono gli studi di sismologia riguardanti elaborazioni di dati strumentali.

Note

(1)
Valle P.E.
Tentativo di controllo del periodo sismico siciliano iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.22 (1969), pp.57-84.
Roma 1969

Associated natural phenomena

In seguito alla scossa principale si verificò un aumento nella portata di alcune sorgenti delle Terme di Segeste. Alcune testimonianze riportate dalla stampa segnalarono che nel pomeriggio del 14 gennaio, a Montevago, alcuni cani diedero segni di anomala irrequietezza (1).

Note

(1)
Corriere della Sera, 1968.01.17, a.93, n.14.
Milano 1968

Major earthquake effects

Quasi tutta la zona altimetrica di collina della Sicilia occidentale ­ 6.200 kmq secondo la classificazione ISTAT ­ fu interessata dal terremoto. L’area dei massimi effetti delle scosse più intense si localizzò nel medio e basso bacino del fiume Belice e comprese 14 centri abitati, per una superficie di 1.100 kmq e una popolazione residente ­ al 31 gennaio 1967 ­ di 96.951 abitanti. La successione ravvicinata di numerose scosse di portata distruttiva rende quasi impossibile la valutazione degli effetti dei singoli eventi, difficoltà accentuata dall’assenza di una indagine macrosismica, precedente la rovinosa replica del 25 gennaio (1). Le osservazioni scientifiche condotte nelle località interessate dal terremoto e i dati ufficiali comunicati dall’"Ispettorato generale per le zone colpite dai terremoti del gennaio 1968" evidenziano che il quadro delle distruzioni rappresentò la somma degli effetti di varie scosse distruttive. A Gibellina e Salaparuta (2), le scosse che precedettero quella principale produssero lesioni e compromisero la stabilità degli edifici, la cui completa distruzione avvenne in seguito al succedersi delle scosse del pomeriggio del 14 gennaio, e soprattutto di quelle delle prime ore del 15. Diverso il quadro relativo a Montevago, dove le scosse del 14 gennaio ebbero intensità minore, tale da non spingere la popolazione ad abbandonare il centro abitato e quindi maggiore fu il numero dei morti.
La scossa delle ore 1:33 GMT del 15 gennaio causò il crollo di alcuni edifici a Poggioreale, Gibellina, Salaparuta, Montevago, Santa Margherita di Belice; fu avvertita in tutta la Sicilia occidentale e centrale e anche nell’isola di Pantelleria.
La scossa delle ore 2:01 GMT e le frequentissime, violente repliche successive, oltre alla quasi totale distruzione delle località di Gibellina, Montevago e Salaparuta, causarono danni, dissesti e crolli nelle costruzioni rurali e negli edifici di Alcamo, Campobello di Mazara, Campofiorito, Castelvetrano, Contessa Entellina, Corleone, Menfi, Partanna, Poggioreale, Salemi, Sambuca di Sicilia, San Giuseppe Jato, Santa Margherita di Belice, Santa Ninfa e Vita. Interruzioni delle linee ferroviarie furono rilevate tra Castelvetrano e Alcamo, e tra Castelvetrano e Salaparuta, dove al km 29 crollò parzialmente una galleria (3). All’epoca del terremoto, le regioni colpite non figuravano, sulla scorta dei parametri di regionalizzazione sismica allora adottati, tra quelle a elevato rischio sismico.
Secondo i dati ufficiali resi noti dalla stampa nazionale, il periodo sismico causò la distruzione completa di 2.960 case rurali con la perdita di 1.156 tonnellate di sementi, mangimi e foraggi. Nell’area epicentrale e in vaste zone della Sicilia occidentale fu distrutto il 90% dei fabbricati rurali; analoga percentuale di distruzione riguardò i fabbricati sociali, mentre fu distrutto l’85% delle strutture fondiarie (4). Nella campagna palermitana crollarono, secondo le stime fornite dalla Prefettura, 400 case coloniche; in conseguenza di ciò l’economia agricola fu travagliata da una grave crisi (5). Altrettanto accadde nella provincia di Trapani (6).

Note

(1)
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(3)
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968
(4)
La Stampa, 1968.01.19.
Torino 1968
(5)
Corriere della Sera, 1968.01.31, a.93, n.26.
Milano 1968
(6)
Corriere della Sera, 1968.01.30, a.93, n.25.
Milano 1968

Effects on the environment

In tutta la zona interessata dalle scosse, gli effetti osservati sui suoli furono di limitata estensione. In generale le scosse succedutesi dal 14 gennaio 1968 attivarono movimenti franosi, aperture di fenditure accompagnate da fuoriuscita di fango e, in taluni casi, esalazioni gassose e variazioni nel regime delle acque sotterranee. La maggioranza degli effetti fu osservata nei paesi di Gibellina, Montevago, Partanna, Camporeale, Contessa Entellina e Bisacquino. Le frane per crollo direttamente innescate dagli eventi sismici, tutte di portata limitata, si verificarono in corrispondenza di superfici di discordanza; altri modesti movimenti franosi si manifestarono, in forma di scoscendimenti, in aree già interessate da eventi analoghi o in versanti caratterizzati da un precario equilibrio statico preesistente. Nei terreni circostanti le Terme Segestiane, nuove sorgenti calde scaturirono in seguito alle scosse. La forte replica delle ore 16:43 GMT del 16 gennaio fu avvertita anche in mare da un peschereccio di Sciacca, in navigazione nel Canale di Sicilia a 10 km dalla costa. I pescatori dichiararono che nel momento della scossa, per un movimento vorticoso delle acque del mare, era stato loro impossibile governare la barca (1).

Note

(1)
Bosi C., Cavallo R. e Francaviglia V.
Aspetti geologici e geologico-tecnici del terremoto della valle del Belice del 1968, in "Memorie della Società Geologica Italiana", vol.12 (1973), fasc.2, pp.81-130.
Pisa 1973
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968
Corriere della Sera, 1968.01.17, a.93, n.14.
Milano 1968

Full Chronology Of The Earthquake Sequence

Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato nel pomeriggio del 14 gennaio 1968 fu caratterizzato da una serie di scosse molto violente che causarono estesi effetti macrosismici: 800 abitazioni danneggiate nelle località interessate, nella notte tra il 14 ed il 15 gennaio, dall’evento sismico di maggiore intensità (1). Tra la prima scossa e quella principale intercorsero circa 13 ore.
La scossa principale fu seguita da una serie di repliche, alcune delle quali rovinose, che si protrassero sino al febbraio del 1969 (2). Il periodo sismico, complessivamente, dopo la rapida successione delle scosse rovinose e dell’evento distruttivo, fu caratterizzato da periodi di diminuzione nella frequenza e nella intensità delle scosse (17 gennaio-24 gennaio; 13 febbraio-29 marzo) interrotti da repliche rovinose o molto forti. Si verificò anche un periodo di continua attività sismica di modesta intensità (25 gennaio- 11 febbraio) conclusosi con la forte replica del 12 febbraio; dal 7 al 22 maggio non si registrarono eventi sismici, le scosse ripresero il 29 maggio e il giorno 31 dello stesso mese si ebbe una forte replica.
In seguito si verificarono solo rare scosse di lieve intensità (3).
Complessivamente, a partire dal 14 gennaio 1968 sino al 10 giugno successivo, si registrarono strumentalmente 345 scosse. Nel periodo 14 gennaio 1968-1 settembre 1968 le scosse di magnitudo pari o superiore a 3 furono 81 (4).
14 gennaio 1968:
ore 12.28 (GMT), scossa molto forte che causò danni sensibili a Montevago, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale, lesioni in alcuni edifici a Santa Margherita di Belice, Menfi, Roccamena e Camporeale.
La scossa fu abbastanza forte a Castellammare del Golfo e Castelvetrano, mediocre ad Agrigento, Palermo, Sciacca e Alcamo, leggera a Salemi (5);
ore 13.15 (GMT), scossa molto forte a Gibellina, Montevago, Salaparuta, Poggioreale e Santa Margherita di Belice, forte a Menfi e abbastanza forte ad Alcamo; fu avvertita a Palermo, Trapani e Sciacca (6);
ore 15.48 (GMT), scossa molto forte che causò le prime estese rovine ad Alcamo, Gibellina, Menfi, Montevago, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Margherita di Belice, Santa Ninfa. Lesioni di varia intensità si aprirono in molti edifici di Calatafimi, Camporeale, Corleone e Roccamena; a Palermo si riscontrarono danni in edifici di vecchia costruzione. Il terremoto fu avvertito, senza causare danni, a Misilmeri, Castellammare del Golfo e Castelvetrano (7).
15 gennaio 1968:
ore 1.33 (GMT), terremoto avvertito in tutta la Sicilia occidentale e a Pantelleria; causò il crollo di alcuni edifici a Poggioreale, Gibellina, Salaparuta, Montevago e Santa Margherita di Belice. La scossa fu molto forte a Corleone, Contessa Entellina, Termini Imerese, Trapani e Palermo (8);
ore 2.01 (GMT), scossa principale preceduta da forti boati; distrugge quasi completamente i centri abitati di Montevago, Salaparuta e Gibellina, già danneggiati dalle scosse precedenti; crolli totali e parziali di edifici si verificano a Santa Margherita Belice, Partanna, Santa Ninfa, Menfi, Poggioreale, Salemi e Vita. Lesioni più o meno gravi si verificano nei fabbricati di numerose località delle provincie di Trapani, Agrigento e Palermo (9);
ore 3.18 (GMT), replica molto forte registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (10);
ore 18.22 (GMT), replica forte registrata dagli strumenti dell’ING a Roma e avvertita a Montevago e Gibellina (11);
ore 22.19 (GMT), replica forte registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (12).
16 gennaio 1968:
ore 13.10 (GMT), forte replica registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (13).
ore 16.42 (GMT), scossa rovinosa che fece crollare i pochi edifici rimasti in piedi nei centri di Gibellina, Montevago e Salaparuta; crolli parziali e gravi lesioni si verificarono a Poggioreale, Santa Margherita di Belice, Partanna, Menfi, Santa Ninfa e Roccamena. Il terremoto fu molto forte a Sciacca, Sambuca di Sicilia, Camporeale, Alcamo, San Giuseppe Jato, San Cipiriello, Castelvetrano e Palermo dove produsse alcuni danni e fu avvertito lievemente anche a Catania (14).
19 gennaio 1968:
ore 12.21 circa (GMT), forte replica avvertita a Calatafimi e Bisacquino, in entrambe le località lesionò alcuni edifici e causò qualche crollo (15).
21 gennaio 1968:
ore 2.39 (GMT), replica abbastanza forte registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (16).
23 gennaio 1968:
ore 16.30 (GMT), replica registrata dagli strumenti dell’Istituto di Geofisica dell’Università di Messina (17).
25 gennaio 1968:
ore 9.56 (GMT), scossa rovinosa che fece crollare i ruderi di Gibellina, Montevago e Salaparuta causando 4 morti nella prima località (18); crolli in molti fabbricati si registrarono a Poggioreale, Partanna, Menfi, Santa Margherita di Belice e Santa Ninfa; nuove gravi lesioni si aprirono in molti edifici di Alcamo, Sambuca di Sicilia, Salemi, Vita e Sciacca; danni di notevole intensità si registrarono a Calatafimi, Camporeale, Chiusa Sclafani, Corleone, Giuliana, Palazzo Adriano, Roccamena, Campobello di Mazara, Campofiorito, Castelvetrano, Contessa Entellina, Marsala, Mazara del Vallo, Palermo, Partinico, Ribera, San Cipiriello, San Giuseppe Jato e Trapani. Il terremoto fu avvertito ad Agrigento e in numerose località delle provincie di Caltanissetta, Enna e Messina (19);
ore 10.04 (GMT), scossa leggera (20);
ore 14.35 (GMT), forte scossa avvertita nella Sicilia occidentale (21);
ore 20 circa (GMT), lieve scossa di replica avvertita da pochi nell’area epicentrale (22).
26 gennaio 1968:
ore 5.29 (GMT), replica avvertita a Palermo nei piani alti delle case (23);
ore 8.02 (GMT), forte replica registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (24).
27 gennaio 1968:
ore 17.45 (GMT), replica abbastanza forte registrata dagli strumenti dell’Istituto di Geofisica dell’Università di Messina (25).
28 gennaio 1968:
ore 22.22 (GMT), leggera scossa di replica avvertita a Palermo (26).
1 febbraio 1968:
ore 5.20 (GMT), leggera scossa sentita distintamente nella zona di Trapani e avvertita da pochi a Palermo (27);
ore 23.33 (GMT), replica avvertita con panico a Contessa Entellina e registrata dagli strumenti dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Messina (28).
2 febbraio 1968:
ore 14.27 (GMT), replica registrata dagli strumenti dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Messina, classificata di IV grado MCS (29);
ore 17.21 (GMT), replica registrata dagli strumenti dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Messina, classificata di V grado MCS (30).
5 febbraio 1968:
ore 11.17 (GMT), replica abbastanza forte avvertita a Poggioreale, Salaparuta e Sciacca, registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (31).
8 febbraio 1968:
ore 12.17 (GMT), replica di mediocre intensità registrata dagli strumenti dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Messina (32);
ore 14.43 (GMT), replica abbastanza forte registrata dagli strumenti dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Messina (33).
10 febbraio 1968:
ore 12.21 (GMT), replica abbastanza forte registrata dagli strumenti dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Messina (34);
ore 18.58 (GMT), leggera replica avvertita a Contessa Entellina, Bisacquino e Castelvetrano (35).
12 febbraio 1968:
ore 2.10 (GMT), replica avvertita nella zona epicentrale (36);
ore 7.46 (GMT), replica avvertita nella zona epicentrale (37);
ore 10.29 (GMT), replica avvertita nella zona epicentrale (38);
ore 11.26 (GMT), replica avvertita nella zona epicentrale (39);
ore 16.26 (GMT), forte scossa avvertita a Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Santa Ninfa; fu abbastanza forte a Castelvetrano, Contessa Entellina, Marsala, Mazara del Vallo, Menfi, Salemi, Sciacca e Palermo, mediocre nel resto della Sicilia occidentale (40).
16 febbraio 1968:
ore 5.53 (GMT), replica abbastanza forte avvertita nell’area epicentrale e registrata dagli strumenti dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Messina (41).
17 febbraio 1968:
ore 21.04 (GMT), leggera scossa avvertita a Palermo e in altre località della Sicilia occidentale (42).
4 marzo 1968:
ore 9.34 (GMT), scossa avvertita dalla popolazione a Sciacca (43);
ore 23.38 (GMT), replica abbastanza forte registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (44).
8 marzo 1968:
ore 22.00 (GMT), replica avvertita a Roccamena (45);
ore 22.30 (GMT), replica avvertita a Roccamena (46).
22 marzo 1968:
ore 7.19 (GMT), replica di mediocre intensità registrata dagli strumenti dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Messina (47).
30 marzo 1968:
ore 9.35 (GMT), replica di mediocre intensità registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (48);
ore 13.31 (GMT), replica di mediocre intensità registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (49);
ore 13.38 (GMT), replica molto forte che produsse danni a Roccamena; la scossa fu forte ad Alcamo e Castellammare del Golfo, di mediocre intensità a Trapani, Castelvetrano, Contessa Entellina e Menfi, leggera a Palermo (50);
ore 16.17 (GMT), replica di mediocre intensità registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (51).
1 aprile 1968:
ore 0.52 (GMT), replica abbastanza forte registrata dagli strumenti dell’ING a Roma (52);
ore 16.15 (GMT), forte replica avvertita ad Alcamo, Trapani e in numerosi centri limitrofi (53).
6 aprile 1968:
ore 2.20 (GMT), replica abbastanza forte che causò panico nella popolazione di Alcamo e Roccamena; venne registrata dagli strumenti dell’Istituto di Geofisica dell’Università di Messina (54).
30 maggio 1968:
ore 23.20 (GMT), forte replica avvertita a Contessa Entellina, Menfi, Sambuca di Sicilia e, con minore intensità, a Campobello di Mazara, Castelvetrano, Corleone, Salemi e Sciacca (55).

Note

(1)
Corriere della Sera, 1968.01.15, a.7, n.2 (edizione del lunedì).
Milano 1968
(2)
Valle P.E.
Tentativo di controllo del periodo sismico siciliano iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.22 (1969), pp.57-84.
Roma 1969
(3)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(4)
Caldo C.
Sottosviluppo e terremoto. La valle del Belice.
Palermo 1975
(5)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(6)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(7)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Corriere della Sera, 1968.01.15, a.7, n.2 (edizione del lunedì).
Milano 1968
(8)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.16, a.108, n.15.
Palermo 1968
(9)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(10)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(11)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968
(12)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(13)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(14)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
La Stampa, 1968.01.17.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.01.17, a.93, n.14.
Milano 1968
(15)
L’Ora, 1968.01.20/21, a.69, n.17.
Palermo 1968
La Stampa, 1968.01.20.
Torino 1968
(16)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(17)
La Stampa, 1968.01.24.
Torino 1968
(18)
La Stampa, 1968.01.27.
Torino 1968
(19)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
L’Ora, 1968.01.25/26, a.69, n.21.
Palermo 1968
(20)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968
(21)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(22)
La Stampa, 1968.01.27.
Torino 1968
(23)
La Stampa, 1968.01.27.
Torino 1968
(24)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(25)
Corriere della Sera, 1968.01.28, a.93, n.24.
Milano 1968
(26)
Corriere della Sera, 1968.01.29, a.7, n.4 (edizione del lunedì).
Milano 1968
(27)
La Stampa, 1968.02.02.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.02.02, a.93, n.28.
Milano 1968
(28)
La Stampa, 1968.02.03.
Torino 1968
Corriere della Sera, 1968.02.03, a.93, n.29.
Milano 1968
(29)
La Stampa, 1968.02.03.
Torino 1968
(30)
La Stampa, 1968.02.03.
Torino 1968
(31)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Corriere della Sera, 1968.02.06.
Milano 1968
(32)
La Stampa, 1968.02.06.
Torino 1968
(33)
La Stampa, 1968.02.06.
Torino 1968
(34)
Corriere della Sera, 1968.02.11.
Milano 1968
(35)
Corriere della Sera, 1968.02.11.
Milano 1968
(36)
La Stampa, 1968.02.13.
Torino 1968
(37)
La Stampa, 1968.02.13.
Torino 1968
(38)
La Stampa, 1968.02.13.
Torino 1968
(39)
La Stampa, 1968.02.13.
Torino 1968
(40)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Corriere della Sera, 1968.02.13.
Milano 1968
(41)
La Stampa, 1968.02.17.
Torino 1968
(42)
Corriere della Sera, 1968.02.19.
Milano 1968
(43)
Corriere della Sera, 1968.03.06.
Milano 1968
(44)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(45)
Corriere della Sera, 1968.03.09.
Milano 1968
(46)
Corriere della Sera, 1968.03.09.
Milano 1968
(47)
La Stampa, 1968.03.23.
Torino 1968
(48)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(49)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(50)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(51)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(52)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(53)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(54)
La Stampa, 1968.04.07.
Torino 1968
(55)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968

Bibliography

Author Title Text Value Text Date Place of publ.
*1968. Terremoto in Sicilia, a cura di Marino G.C.Direct source1968Palermo
Barbano M.S., Cosentino M., Lombardo G. e Patané G.Isoseismal maps of Calabria and Sicily earthquakes (Southern Italy).Scientific bibliography1980Catania
Boschi E., Ferrari G., Gasperini P., Guidoboni E., Smriglio G. e Valensise G.Catalogo dei forti terremoti in Italia dal 461 a.C. al 1980, ING-SGA.Catalogue1995Bologna
Bosi C., Cavallo R. e Francaviglia V.Aspetti geologici e geologico-tecnici del terremoto della valle del Belice del 1968, in "Memorie della Società Geologica Italiana", vol.12 (1973), fasc.2, pp.81-130.Scientific bibliography1973Pisa
Bosi C., Cavallo R. e Manfredini M.Il terremoto della Valle del Belice del gennaio 1968, in "Rassegna dei Lavori Pubblici", n.2, febbraio 1968.Scientific bibliography1968Roma
Bottari A.Attività sismica e neotettonica nella Valle del Belice, in "Annali di Geofisica", a.26, fasc.1.Scientific bibliography1973Roma
Cagnoni F.Valle del Belice terremoto di stato.Historiographical study1976Milano
Cailleaux A.Anatomia della terra.Scientific bibliography1968Milano
Caldo C.L’insediamento nella valle del Belice (Sicilia) in relazione al terremoto del 1968, in "Rivista Geografica Italiana", vol.80 (1973), pp.294-312.Scientific bibliography1973Firenze
Caldo C.Sottosviluppo e terremoto. La valle del Belice.Historiographical study1975Palermo
*Camera dei Deputati, IV Legislatura, Atti Parlamentari dell’Assemblea, Discussioni, vol.42, Seduta del 15 febbraio 1968, Discussione dei disegni di legge: Conversione in legge del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, concernente provvidenze a favore delle popolazioni dei comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968 (4797). Conversione in legge del decreto-legge 31 gennaio 1968, n.17, recante norme di interpretazione autentica dell’articolo 34 del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, concernente provvidenze a favore delle popolazioni dei Comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968 (4833).Direct source1968Roma
*Camera dei Deputati, IV Legislatura, Atti Parlamentari dell’Assemblea, Documenti, vol.102 (1963-68), Legge n.4797, Conversione in legge del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, concernente provvidenze a favore delle popolazioni dei Comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968.Direct source1968Roma
Cannata D., Costantino M., D’Amore A., Gragorio G., Irti M., Pasta A., Priolo D., Stura V. e Miglietti G.Missione di studio nelle zone terremotate della Sicilia Occidentale, in "L’industria delle costruzioni. Rivista tecnica dell’ANCE", settembre-ottobre 1968.Scientific bibliography1968Roma
Carrozzo M.T., Cosentino M., Ferlito A., Giorgetti F., Patané G. e Riuscetti M.Earthquakes catalogue of Calabria and Sicily (1783-1973), CNR, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», vol.93.Catalogue1975Roma
Cassinis R., Finetti I., Giese P., Morelli C., Syeinwetz L. e Vecchia O.Deep seismic Refraction Research on Sicily, in "Bollettino di Geofisica Teorica ed Applicata", vol.11.Scientific bibliography1969Trieste
*Corriere della Sera, 1968.01.15, a.7, n.2 (edizione del lunedì).Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.17, a.93, n.14.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.18, a.93, n.15.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.19, a.93, n.16.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.20, a.93, n.17.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.23, a.93, n.19.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.24, a.93, n.20.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.25, a.93, n.21.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.26, a.93, n.22.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.27, a.93, n.23.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.28, a.93, n.24.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.29, a.7, n.4 (edizione del lunedì).Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.30, a.93, n.25.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.01.31, a.93, n.26.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.02, a.93, n.28.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.03, a.93, n.29.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.04, a.93, n.30.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.05, a.7, n.5 (edizione del lunedì).Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.06.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.11.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.13.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.15.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.17.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.02.19.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.03.02.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.03.03.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.03.06.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.03.09.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.03.31.Indirect source1968Milano
*Corriere della Sera, 1968.04.07.Indirect source1968Milano
Cosentino P. e Mulone A.The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.Scientific bibliography1985Roma
Delle Chiaje M.Il problema degli acquedotti nelle zone della Sicilia Occidentale colpite dai terremoti, in "Rivista Antincendio e Protezione Civile", n.2.Scientific bibliography1968Roma
De Panfilis M. e Marcelli L.Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.Scientific bibliography1968Roma
*Gazzetta di Ferrara, 1970.11.18, n.270.Indirect source1970Ferrara
*Gazzetta di Ferrara, 1970.11.19, n.271.Indirect source1970Ferrara
*Gazzetta di Ferrara, 1970.12.13, n.292.Indirect source1970Ferrara
*Gazzetta di Ferrara, 1972.07.25, n.172.Indirect source1972Ferrara
*Gazzetta di Ferrara, 1976.01.08, n.6.Indirect source1976Ferrara
*Gazzetta di Ferrara, 1976.01.24, n.20.Indirect source1976Ferrara
*Gazzetta di Ferrara, 1976.01.25, n.21.Indirect source1976Ferrara
*Gazzetta di Ferrara, 1976.04.18, n.91.Indirect source1976Ferrara
*Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, a.109, n.41 (15 febbraio 1968), Decreto legge 15 febbraio 1968, n.45, Norme integrative del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, recante provvidenze a favore delle popolazioni dei comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968.Direct source1968Roma
*Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, a.109, n.81 (28 marzo 1968), Legge 18 marzo 1968, n.241, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 febbraio 1968, n.79, concernente ulteriori interventi e provvidenze per la ricostruzione e per la ripresa economica dei comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968.Direct source1968Roma
*Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, a.109, n.81 (28 marzo 1968), Legge 18 marzo 1968, n.240, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 febbraio 1968, n.45: Norme integrative del decreto-legge 22 gennaio 1968, n.12, recante provvidenze a favore delle popolazioni dei comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio 1968.Direct source1968Roma
*Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, a.117, n.120 (7 maggio 1976), Legge 29 aprile 1976, n.178, Ulteriori norme per la ricostruzione delle zone del Belice distrutte dal terremoto del gennaio 1968.Direct source1976Roma
*Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, a.89, n.177 (2 agosto 1948), Decreto legislativo 12 aprile 1948, n.1010, Autorizzazione al Ministero dei lavori pubblici a provvedere a sua cura e spese, ai lavori di carattere urgente ed inderogabile dipendenti da necessità di pubblico interesse determinate da eventi calamitosi.Indirect source1948Roma
Giarrizzo G.Sicilia oggi (1950-86), in "Storia d’Italia. Le Regioni dall’unità ad oggi. La Sicilia", pp.603-696.Historiographical study1987Torino
*Giornale di Sicilia, 1968.01.15, a.108, n.14.Indirect source1968Palermo
*Giornale di Sicilia, 1968.01.16, a.108, n.15.Indirect source1968Palermo
*Giornale di Sicilia, 1968.01.17, a.108, n.16.Indirect source1968Palermo
*Giornale di Sicilia, 1968.01.18, a.108, n.17.Indirect source1968Palermo
*Giornale di Sicilia, 1968.01.20, a.108, n.19.Indirect source1968Palermo
*Giornale di Sicilia, 1968.01.21, a.108, n.20.Indirect source1968Palermo
*Giornale di Sicilia, 1968.01.22, a.108, n.21.Indirect source1968Palermo
Giuffrè M.Miti e realtà dell’urbanistica siciliana.Scientific bibliography1969Palermo
Graffagnino B.Salaparuta ieri e oggi.Indirect source1968Palermo
Guarrasi V. e La Monica A.M.Il Belice: trama urbana e ordito territoriale in una transizione catastrofica, in "La Sicilia dei terremoti. Lunga durata e dinamiche sociali", Atti del Convegno, Catania 11-13 dicembre 1995, a cura di G.Giarrizzo, pp.423-438.Historiographical study1996Catania
Guidoboni E. e Mariotti D.Gli effetti dei terremoti a Palermo, in "Codice di pratica per la sicurezza e la conservazione del centro storico di Palermo", a cura di A.Giuffrè e C.Carocci, pp.69-97.Scientific bibliography1999Roma-Bari
*Il terremoto del gennaio 1968 nella Sicilia occidentale, in "Bollettino della Società Geografica Italiana", s.IX, vol.9 (1968), pp.123-124.Scientific bibliography1968Roma
Infranca G.C.Le città senza ombre, in Il restauro di necessità (Il caso del Belice), a cura di S.Boscarino e R.Prescia, "Quaderni del Dipartimento di conservazione delle risorse architettoniche e ambientali del Politecnico di Milano", n.16, pp.25-34.Historiographical study1992Milano
*La Stampa, 1968.01.16.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.17.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.18.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.19.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.20.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.21.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.23.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.24.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.25.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.26.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.01.27.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.02.01.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.02.02.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.02.03.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.02.06.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.02.09.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.02.11.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.02.13.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.02.17.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.03.23.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.04.02.Indirect source1968Torino
*La Stampa, 1968.04.07.Indirect source1968Torino
*L’Ora, 1968.01.15/16, a.69, n.12.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.16/17, a.69, n.13.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.18/19, a.69, n.15.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.19/20, a.69, n.16.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.20/21, a.69, n.17.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.22/23, a.69, n.18.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.23/24, a.69, n.19.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.25/26, a.69, n.21.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.26/27, a.69, n.22.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.27/28, a.69, n.23.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.29/30, a.69, n.24.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.30/31, a.69, n.25.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.01.31/02.01, a.69, n.26.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.02.1/2, a.69, n.27.Indirect source1968Palermo
*L’Ora, 1968.02.3/4, a.69, n.29.Indirect source1968Palermo
Marcelli L.Breve relazione sull’attività svolta dall’Istituto Nazionale di Geofisica di Roma in occasione degli eventi sismici della Sicilia Occidentale. Relazione presentata al XVII Convegno dell’Associazione Geofisica Italiana, 7-8-9 marzo 1968.Scientific bibliography
Marcelli L. e De Panfilis M.Relazione sismologica sui terremoti di Sicilia iniziatisi il 14 gennaio 1968.Scientific bibliography1968Roma
Marcelli L. e De Panfilis M.Relazione redatta per la Commissione Relatrice incaricata del riesame di alcune classificazioni sismiche dei Comuni della Sicilia colpiti dai terremoti del gennaio-febbraio 1968, ed in particolare di quella riguardante la città di Palermo.Scientific bibliography1968Roma
Ministero della DifesaL’esercito per il paese, 1861-1975.Historiographical study1977Roma
Neglia M.Fonti per la storia dei terremoti in Sicilia (1693-1968): risultati di un’indagine orientativa, in "La Sicilia dei terremoti. Lunga durata e dinamiche sociali", Atti del Convegno, Catania 11-13 dicembre 1995, a cura di G.Giarrizzo, pp.361-373.Historiographical study1996Catania
Nicolosi P.Dopo il terremoto.Historiographical study1983Milano
Peronaci F.Elenco cronologico dei terremoti verificatisi nel territorio nazionale dal 1700 al 1973, Ministero dei Lavori Pubblici (inedito).Catalogue1974
Petrucci G.Alcuni terremoti della Sicilia in rapporto alle anomalie magnetiche regionali, in "Bollettino della Società Geografica Italiana", a.87.Scientific bibliography1968Roma
Prescia R.I temi della ricostruzione, in Il restauro di necessità (Il caso del Belice), a cura di S.Boscarino e R.Prescia, "Quaderni del Dipartimento di conservazione delle risorse architettoniche e ambientali del Politecnico di Milano", n.16, pp.35-53.Historiographical study1992Milano
Rinaldi G.Il terremoto in Sicilia del Gennaio 1968, in "Rassegna dei Lavori Pubblici", pp.159-172.Scientific bibliography1968Roma
Sorrentino R.Le operazioni in Sicilia di protezione civile, in "Rivista Antincendio e Protezione Civile", numero speciale.Generic information1968Roma
Valle P.E.Tentativo di controllo del periodo sismico siciliano iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.22 (1969), pp.57-84.Scientific bibliography1969Roma
Valussi G.La casa rurale nella Sicilia occidentale (Ricerche sulle dimore rurali in Italia, vol.24).Scientific bibliography1968Firenze

Felt Localities (15)

Locality Province Lat Lon Intensity
Gibellina VecchiaTP37.787812.9719VIII

La scossa delle ore 1.33.02 causò il crollo di alcuni edifici (1). La scossa delle ore 2.01.09 e le successive repliche distrussero il 100% delle unità immobiliari che, prima del terremoto, assommavano a 1980 edifici (2). La replica del 25 gennaio fece crollare completamente i pochi muri ancora rimasti in piedi causando la morte di 5 persone (3).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(3)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

MontevagoAG37.703112.9833VIII

La scossa delle ore 1.33.02 causò il crollo di alcuni edifici (1). La scossa delle ore 2.01.09 e le successive repliche distrussero il 99% delle unità immobiliari e danneggiarono gravemente l’1% rimanente, su un totale che, prima del terremoto, assommava a 1393 edifici (2). Un dato discordante fu reso noto dall’ufficio tecnico del Genio civile di Agrigento, secondo il quale gli edifici completamente distrutti furono 600 (3).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
La Stampa, 1968.02.01.
Torino 1968

Poggioreale VecchioTP37.788313.015VIII

La scossa delle ore 1.33.02 causò il crollo di alcuni edifici (1). La scossa delle ore 2.01.09 e le successive repliche distrussero il 100% delle unità immobiliari che, prima del terremoto, assommavano a 993 edifici (2). La replica del 25 gennaio causò danni molto gravi ai pochi edifici rimasti in piedi dopo le scosse del 15 gennaio (3).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

Salaparuta VecchiaTP37.787813.005VIII

La scossa delle ore 1.33.02 causò il crollo di alcuni edifici (1). La scossa delle ore 2.01.09 e le successive repliche distrussero il 100% delle unità immobiliari che, prima del terremoto, assommavano a 1001 edifici (2). La replica del 25 gennaio fece crollare alcuni muri ancora in piedi, causando il ferimento di tre persone (3).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

Santa Margherita di BeliceAG37.692213.0225VIII

La scossa delle ore 1.33.02 causò il crollo di alcuni edifici (1). La scossa delle ore 2.01.09 e le successive repliche distrussero o danneggiarono gravemente il 70-80% delle unità immobiliari e lesionarono lievemente il 20%, su un totale che, prima del terremoto, assommava a 3646 edifici (2). Secondo i dati resi noti dall’ufficio tecnico del Genio civile di Agrigento, gli edifici completamente distrutti furono 280, quelli gravemente danneggiati 470, quelli danneggiati più leggermente 480 (3). Gravi lesioni subirono palazzo Filangeri di Cutò e la chiesa Madre (4). La replica del 25 gennaio fece crollare altre 10 case (5).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
La Stampa, 1968.02.01.
Torino 1968
(4)
Giornale di Sicilia, 1968.01.16, a.108, n.15.
Palermo 1968
(5)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

Contessa EntellinaPA37.728613.185VI-VII

La scossa delle ore 1.33.02 fu violentissima (1). La scossa delle ore 2.01.09 distrusse l’1,67% delle unità immobiliari, danneggiò gravemente il 34,92% e lesionò lievemente il 43,42%, su di un totale di 1200 edifici (2). Secondo notizie apparse sulla stampa siciliana, a tutto il 22 gennaio gli edifici distrutti o danneggiati dalle scosse erano circa 80; il giorno successivo la commissione tecnica comunale dichiarò inabitabili 150 case (3). La replica del 25 gennaio fece crollare 25 abitazioni (4).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
L’Ora, 1968.01.23/24, a.69, n.19.
Palermo 1968
L’Ora, 1968.01.22/23, a.69, n.18.
Palermo 1968
(4)
L’Ora, 1968.01.26/27, a.69, n.22.
Palermo 1968
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

CorleonePA37.811913.3014VI-VII

La scossa delle ore 1.33.02 fu violentissima (1). La scossa delle ore 2.01.09 distrusse lo 0,12% delle unità immobiliari, danneggiò gravemente il 2,42% e lesionò lievemente il 28,71%, su un totale di 4179 edifici (2). Lesioni estese a tutto l’edificio si aprirono nella chiesa Madre; furono gravemente danneggiati anche la chiesa della Madonna delle Grazie e il vicino convento dove crollò il tetto di un locale; lesioni notevoli si aprirono nelle chiese del Collegio e di San Leoluca, che divennero pericolanti (3). I dati pubblicati dalla stampa prima della replica del 25 gennaio segnalavano il crollo completo di 7 case, 30 edifici pericolanti e 1000 lesionati (4).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
Giornale di Sicilia, 1968.01.16, a.108, n.15.
Palermo 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.17, a.108, n.16.
Palermo 1968
(4)
La Stampa, 1968.01.23.
Torino 1968

RiberaAG37.501713.2689VI

La scossa delle ore 1.33.02 causò lievi danni (1). La scossa delle ore 2.01.09 e le repliche successive danneggiarono gravemente lo 0,50% delle unità immobiliari e lesionarono lievemente il 10%, su un totale di 7765 edifici (2). Secondo i dati pubblicati dalla stampa siciliana, furono danneggiati 50 edifici compresa la Cattedrale (3). La replica del 25 gennaio causò alcuni crolli e danneggiò la caserma dei carabinieri (4).

(1)
L’Ora, 1968.01.15/16, a.69, n.12.
Palermo 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
L’Ora, 1968.01.22/23, a.69, n.18.
Palermo 1968
(4)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

CastelvetranoTP37.678612.7925V-VI

La scossa delle ore 1.33.02 fu avvertita molto violentemente (1). La scossa delle ore 2.01.09 distrusse il 2,01% delle unità immobiliari, danneggiandò gravemente l’8,90% e lesionanò lievemente l’11,97%, su di un totale di 8479 edifici (2). Fu segnalata la caduta di cornicioni dalle chiese di San Giuseppe, Sant’Antonio e del Purgatorio (3). La replica del 25 gennaio causò nuovi gravi danni all’abitato (4).

(1)
L’Ora, 1968.01.15/16, a.69, n.12.
Palermo 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
Giornale di Sicilia, 1968.01.16, a.108, n.15.
Palermo 1968
(4)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

PalermoPA38.120813.3528V-VI

La scossa delle ore 1.33.02 fu molto forte (1). La scossa delle ore 2.01.09 e le successive repliche danneggiarono gravemente lo 0,53% delle unità immobiliari e lesionarono lievemente il 5,36%, su un totale di 139997 edifici (2). Gravi fenditure si produssero nei vecchi edifici del rione Castello-San Pietro che attendeva ancora il completamento dei lavori di risanamento previsti da una norma di legge adottata nel 1962. Gli altri isolati della città dove si verificarono lesioni e crolli di cornicioni erano caratterizzati da scadenti tipologie edilizie (3). Secondo i dati resi noti dai tecnici del comune, dopo la replica del 25 gennaio 1968 gli edifici lesionati in città ammontavano complessivamente a 1300, nessuno dei quali si presentava in condizioni di stabilità precarie (4).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
Giornale di Sicilia, 1968.01.20, a.108, n.19.
Palermo 1968
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968
L’Ora, 1968.01.15/16, a.69, n.12.
Palermo 1968
Giornale di Sicilia, 1968.01.17, a.108, n.16.
Palermo 1968
(4)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

SciaccaAG37.507813.0828V-VI

Le scosse succedutesi nel corso del periodo sismico e soprattutto quella principale del 15 gennaio danneggiarono gravemente lo 0,50% delle unità immobiliari e lesionarono lievemente il 5% su di un totale di 9958 (1). Gli edifici gravemente danneggiati, secondo i dati resi noti dall’ufficio tecnico del Genio civile di Agrigento, furono 120, quelli semplicemente danneggiati 320 (2). Fu danneggiata anche la chiesa del Collegio dei Gesuiti (3). La replica del 25 gennaio lesionò diversi edifici; la caserma dei carabinieri e l’ospedale furono evacuati in seguito ai danni riportati (4).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(2)
La Stampa, 1968.02.01.
Torino 1968
(3)
L’Ora, 1968.01.15/16, a.69, n.12.
Palermo 1968
(4)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

Castellammare del GolfoTP38.024412.8817V

La scossa delle ore 1.33.02 causò scene di panico; tutti gli abitanti si riversarono in strada, ma non si verificarono danni (1). La scossa delle ore 2.01.09 distrusse lo 0,20% delle unità immobiliari, danneggiò gravemente lo 0,50% e lesionò lievemente il 5,05%, su di un totale di 5942 edifici (2). Furono danneggiati anche la chiesa Madre, quella del SS.mo Crocifisso, il palazzo comunale e il castello adibito a carcere, che fu dichiarato inabitabile (3).

(1)
L’Ora, 1968.01.15/16, a.69, n.12.
Palermo 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
(3)
L’Ora, 1968.01.22/23, a.69, n.18.
Palermo 1968

Termini ImeresePA37.984413.6978V

La scossa delle ore 1.33.02 fu avvertita fortemente (1). La scossa delle ore 2.01.09 e le repliche successive danneggiarono gravemente lo 0,48% delle unità immobiliari e lesionarono lievemente l’1,42%, su di un totale di 5839 edifici (2).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985

TrapaniTP38.017512.5367V

La scossa delle ore 1.33.02 fu molto forte (1). La scossa delle ore 2.01.09 e le successive repliche danneggiarono gravemente lo 0,08% delle unità immobiliari e lesionarono lievemente il 2%, su di un totale di 21311 edifici; furono danneggiate le condutture idriche della città (2). La replica del 25 gennaio causò nuove lesioni in alcuni edifici (3).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
(2)
Cosentino P. e Mulone A.
The Belice earthquake of January 15, 1968, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.150-151.
Roma 1985
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968
Corriere della Sera, 1968.01.16, a.93, n.13.
Milano 1968
(3)
La Stampa, 1968.01.26.
Torino 1968

PantelleriaTP36.829411.9431F

La scossa delle ore 1.33.02 fu avvertita. Non si hanno altre informazioni (1).

(1)
De Panfilis M. e Marcelli L.
Il periodo sismico della Sicilia occidentale iniziato il 14 Gennaio 1968, in "Annali di Geofisica", vol.21 (1968), pp.343-422.
Roma 1968