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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading

Date Time Lat Lon Rel Io Imax Sites Nref Me Rme Location Country
26 05 183110:3043.857.85b88.53300625.5!Liguria occidentaleItaly

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Space-time parameters

The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
1831 05 26 10 30 -- 43.85 7.85 0.0 8.5 0 62 Liguria occidentale


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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
CFT 1831 05 26 10:30 43.85 7.85 8.0 8.5 33 62 Liguria occidentale
PFG 1831 05 26 10:30 43.83 7.83 9.0 - - - Taggia


PFG = Catalogo dei terremoti italiani dall anno 1000 al 1980, PFG/CNR
ING = Catalogo dei terremoti italiani dal 1456 a.C. al 1980, ING

State of earthquakes review

È stata revisionata la bibliografia del Catalogo e sono state reperite fonti archivistiche e memorialistiche. Lo stato delle conoscenze si basa principalmente su fonti pubbliche amministrative, numerosi giornali (6 testate) e memorie locali. Il maggior numero di informazioni qualitativamente importanti sugli effetti si desume dalla corrispondenza fra Alberto Nota, intendente della provincia di San Remo, e i Ministeri delle Finanze e dell’Interno del regno sabaudo (Archivio di Stato di Torino). Questi rapporti sono il risultato dei sopralluoghi effettuati dallo stesso intendente nei centri maggiormente colpiti, delle testimonianze degli abitanti, dei resoconti trasmessi dai funzionari dei vari centri della provincia. Alberto Nota (1) pubblicò poi la sua relazione nel 1832, arricchita di particolari e riflessioni erudite. Presso l’Archivio di Stato di Torino (Sezioni Riunite) è stato reperito il carteggio fra il viceintendente e la Real Segreteria che riporta il rendiconto sulla stima dei danni e gli interventi di sussidio. Di rilievo informativo sono i giornali dell’epoca che pubblicarono resoconti di corrispondenti dai paesi colpiti dal terremoto. Vari testi scientifici e memorialistici fanno esplicito riferimento alla relazione dell’intendente Nota e ai giornali del tempo.

Note

(1)
Nota A.
Del tremuoto avvenuto nella città e provincia di San Remo l’anno 1831. Relazione dell’Intendente Alberto Nota.
Pinerolo 1832

Development of earthquakes review

La principale fonte coeva è il rapporto che l’Intendente della provincia di San Remo, Alberto Nota, inviò al Ministero delle Finanze del Regno di Sardegna (1). Questo rapporto è il risultato dei sopralluoghi effettuati dallo stesso Intendente nei centri maggiormente colpiti, delle testimonianze degli abitanti, dei resoconti trasmessigli dai funzionari dei vari centri della provincia (2). Alberto Nota pubblicò la sua relazione nel 1832, arricchita di particolari e riflessioni erudite (3). Alcune lettere conservate all’Archivio di Stato di Torino forniscono le indicazioni sulla risposta delle autorità al terremoto: richiesta del 18 giugno 1831 di un rapporto sul terremoto del Segretario delle Finanze all’Intendente Nota (4); rendiconto sui sussidi stanziati del Primo Segretario delle Finanze al Segretario di Stato degli Affari Interni, 23 giugno 1831 (5); lettera di Paolo Raby al Primo Segretario delle Finanze, 25 giugno 1831 (6); lettera di Nota al Segretario degli Affari Interni, 21 giugno 1831 (7); lettera di Nota all’Elemosiniere relativa ai fondi stanziati direttamente dal Sovrano, 8 luglio 1831 (8); supplica di Gazo Vincenzo, privato cittadino, alla Segreteria degli Interni, 30 agosto 1831 (9). Una lettera di T.Marsucco, ecclesiastico di Oneglia al Segretario di Stato Pontificio riporta la descrizione dei danni subiti nella sua città (10). Nel memoriale del marchese Borea d’Olmo si ritrovano la cronologia delle scosse, l’entità dei danni subiti e varie informazioni di carattere economico (11). Fra le cronache locali, quelle di Giacomo Martini risultano le più originali (12). Alcune cronache locali ottocentesche riportano le informazioni del Nota (13); altre si limitano a citare l’evento (14). In cronache di altre regioni si riscontrano le segnalazioni dei risentimenti (15). Sismologi e naturalisti del secolo scorso si sono attenuti alla relazione del Nota e ai giornali coevi (16). Fra i giornali, la Gazzetta di Genova riportò resoconti dettagliati degli eventi inviati da corrispondenti nei centri colpiti (17); numerosi altri giornali riportarono l’evento (18).

Note

(1)
Nota A.
Del tremuoto avvenuto nella città e provincia di San Remo l’anno 1831. Relazione dell’Intendente Alberto Nota.
Pinerolo 1832
(2)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.

(3)
Nota A.
Del tremuoto avvenuto nella città e provincia di San Remo l’anno 1831. Relazione dell’Intendente Alberto Nota.
Pinerolo 1832
(4)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Minuta di lettera al viceintendente di San Remo con richiesta di rapporto sul terremoto, Torino 18 giugno 1831.

(5)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Rendiconto dei sussidi erogati ai danneggiati dal terremoto del 1831 nella provincia di San Remo, Torino 23 giugno 1831.

(6)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Lettera di Paolo Luigi Raby ad alto responsabile politico, Torino 25 giugno 1831.

(7)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1683, Lettera dell’intendente di San Remo Alberto Nota alla Real Segreteria di Stato dell’Interno, San Remo 21 giugno 1831.

(8)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Lettera dell’intendente di San Remo Alberto Nota al ministro degli Interni, San Remo 8 luglio 1831.

(9)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Supplica di Vincenzo Gazo di Porto Maurizio al re Carlo Alberto, Porto Maurizio 30 agosto 1831.

(10)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, 1854, rubrica 287, fasc.2, Lettera di T.Marsucco al segretario di Stato cardinale Antonelli, Oneglia 31 dicembre 1854.

(11)
Il Manoscritto Borea. Cronache di Sanremo e della Liguria Occidentale, ed. G.O.Borea d’Olmo.
Bordighera 1970
(12)
Martini G.
Passeggiate nei dintorni di Taggia.
Sanremo 1884
Martini G.
Taggia e i suoi dintorni.
Oneglia 1872
(13)
Avogadro A.
Terremoto nella Provincia di San Remo, in "Memorie dell’Accademia delle Scienze", tomo 36 (1831).
Torino 1831
Nota A.
Annali universali di statistica, economia pubblica, storia, viaggi e commercio, anno VIII, 1831, vol.29.
Milano 1831
Capponi D.
Ricordo del terremoto in Liguria del 23 febbraio 1887, contenente la storia di Bussana, Taggia e Castellaro.
Genova 1887
(14)
Gallo I.R.
Storia della città di Alassio dalle origini al 1815. Cronaca dal 1815 a noi. Documenti, appunti, note e dissertazioni.
Chiavari 1890
Verzellino G.V.
Delle memorie particolari e specialmente degli uomini illustri della città di Savona, a cura di A.Astengo, 2 voll.
Savona 1885
(15)
Biblioteca Universitaria di Pavia, Manoscritti Ticinesi, 463, Giovanni Capsoni, Diarii, 2 voll., sec.XIX.

Chevallard C. e Frova P.
Cronaca di Torino: 2000 anni di date, avvenimenti e curiosità.
Torino 1972
Verzellino G.V.
Delle memorie particolari e specialmente degli uomini illustri della città di Savona, a cura di A.Astengo, 2 voll.
Savona 1885
Gallo I.R.
Storia della città di Alassio dalle origini al 1815. Cronaca dal 1815 a noi. Documenti, appunti, note e dissertazioni.
Chiavari 1890
Biblioteca Comunale "Passerini Landi" di Piacenza, Manoscritti, Pall.290, Lucini, Memorie e notizie diverse relative agli anni 1815 fino al 1854, sec.XIX.

Archivio di Stato di Savona, Noberasco, cart.X, fasc.5, Cronologia degli avvenimenti più importanti dall’origine del mondo sino al secolo XIX.

Hamilton F.F.
Bordighera et la Ligurie occidentale, description, conditions sanitaires, histoire locale, legislation, dialecte, climatologie, geologie, faune, flore, motifs artistiques.
Nice 1883
(16)
Baratta M.
Materiali per un catalogo dei fenomeni sismici avvenuti in Italia 1800-1872, in "Memorie della Società Geografica Italiana", vol.7, pp.81-164.
Roma 1897
Mercalli G.
I terremoti della Liguria e del Piemonte.
Napoli 1897
Hoff K.E.A. von
Chronik der Erdbeben und Vulcanausbrüche, zweiter Theil vom Jahre 1760 bis 1805, und von 1821 bis 1832 n. Chr. geb., in "Geschichte der durch Überlieferung nachgewiesenen natürlichen Veränderungen der Erdoberfläche", Theil 5.
Gotha 1841
Annali dell’Osservatorio Meteorologico di Porto Maurizio. Riassunto delle osservazioni meteorologiche eseguite negli anni 1886-87 e 1887-88.
Porto Maurizio 1890
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Osservazioni meteorologiche fatte dal Sig.r Gio[vanni] Batt[ist]a Giordano ed epoche de’ terremoti sentiti a San Remo dal 1564 al 1831.

Rezzadore P.
Il mondo ne’ suoi fulgori e tremori.
Firenze 1914
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901
(17)
Gazzetta di Genova, 1831.05.28, n.43.
Genova 1831
Gazzetta di Genova, 1831.06.01, n.44.
Genova 1831
Gazzetta di Genova, 1831.06.08, n.46.
Genova 1831
Gazzetta di Genova, 1831.06.22, n.50.
Genova 1831
(18)
Gazzetta Piemontese, 1831.05.31, n.65.
Torino 1831
Gazzetta Piemontese, 1831.06.01, n.66.
Torino 1831
Gazzetta Piemontese, 1831.06.11, n.70.
Torino 1831
Gazzetta Piemontese, 1831.06.23, n.75.
Torino 1831
Gazzetta Piemontese, 1831.06.25, n.76.
Torino 1831
Gazzetta Piemontese, 1831.07.09, n.82.
Torino 1831
Diario di Roma, 1831.06.04.
Roma 1831
Giornale del Regno delle Due Sicilie, 1831.06.08, n.127.
Napoli 1831
Giornale del Regno delle Due Sicilie, 1831.06.10, n.129.
Napoli 1831
Giornale del Regno delle Due Sicilie, 1831.06.14, n.131.
Napoli 1831
Giornale del Regno delle Due Sicilie, 1831.06.28, n.142.
Napoli 1831
Giornale del Regno delle Due Sicilie, 1831.07.16, n.157.
Napoli 1831
Gazzetta Privilegiata di Milano, 1831.06.02/03, n.153-154.
Milano 1831
Gazzetta Privilegiata di Milano, 1831.05.31, n.151.
Milano 1831
Gazzetta Privilegiata di Venezia, 1831.06.03, n.121.
Venezia 1831
Gazzetta Privilegiata di Venezia, 1831.06.04, n.122.
Venezia 1831
Gazzetta Privilegiata di Venezia, 1831.06.13, n.129.
Venezia 1831
Gazzetta Privilegiata di Venezia, 1831.07.01, n.143.
Venezia 1831
Gazzetta Privilegiata di Venezia, 1831.07.13, n.153.
Venezia 1831

Effects in the social context

Furono coinvolti tutti i centri della Riviera ligure di ponente fra Imperia e Ventimiglia, nonché i retrostanti paesi arroccati sui contrafforti delle Alpi Marittime. L’area dei maggiori effetti comprese un territorio assai popolato, dove l’insediamento era accentrato sui rilievi. L’economia di questi territori era principalmente fondata sull’agricoltura. Nel triennio precedente il terremoto, la siccità aveva compromesso due raccolti di olive. Gli effetti distruttivi ebbero un forte impatto sull’economia locale, già compromessa dalle cattive rese agricole. Vi furono complessivamente 7 vittime e numerosi feriti: 5 morti e 16 feriti a Castellaro, 1 morto e vari feriti a Taggia, 1 morto e 1 ferito a Bussana (1). Secondo i giornali dell’epoca, il numero delle vittime fu contenuto perché il terremoto avvenne quando gran parte della popolazione si trovava nei campi a lavorare (2).
Dalla perizia eseguita dall’ingegnere provinciale (Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite) risultò che i danni alle costruzioni nel loro complesso ammontavano a 66.220 lire. Di questi, circa l’80%, corrispondenti a 52.930 lire, risultarono subiti dai ceti meno abbienti (3). Secondo Borea d’Olmo (1970) i danni riportati dagli edifici religiosi di San Remo ammontavano a 8.000 lire (4); il governo stanziò 38.810 lire a cui si aggiunsero 4.000 lire donate da Carlo Alberto.

Note

(1)
Gazzetta Privilegiata di Venezia, 1831.06.03, n.121.
Venezia 1831
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.

(2)
Gazzetta Privilegiata di Venezia, 1831.06.13, n.129.
Venezia 1831
(3)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Rendiconto dei sussidi erogati ai danneggiati dal terremoto del 1831 nella provincia di San Remo, Torino 23 giugno 1831.

(4)
Il Manoscritto Borea. Cronache di Sanremo e della Liguria Occidentale, ed. G.O.Borea d’Olmo.
Bordighera 1970

Demography elements

Nel 1831 Taggia aveva 4000 abitanti (1).

Note

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.

Concurrent natural and man-induced destructive events

La siccità colpì la Liguria occidentale nel triennio precedente l’evento sismico del 26 maggio 1831. Due raccolti consecutivi di olive andarono perduti (1).

Note

(1)
Il Manoscritto Borea. Cronache di Sanremo e della Liguria Occidentale, ed. G.O.Borea d’Olmo.
Bordighera 1970

Administrative historical affiliations

Le località della Liguria occidentale colpite da questo terremoto rientravano nell’amministrazione dell’Intendenza di San Remo dipendente dalla Divisione di Nizza, del Regno di Sardegna.

Social and economic effects

La popolazione di San Remo impaurita si rifugiò in campagna e sul litorale. Molti trovarono riparo nelle capanne, nelle barche tirate in secco sulla spiaggia, altri si costruirono dei ripari di fortuna. Il mattino seguente la scossa principale, molte persone tornarono in città alle loro occupazioni. Ma la forte replica delle 11.45 GMT del 28 maggio 1831 fece fuggire coloro che erano rientrati. San Remo rimase deserta nei due giorni successivi. I rumori di acque sotterranee avvertiti da più persone, in diverse località, generarono grande panico. Ad alimentare i timori della popolazione si diffuse la credenza che il Monte Nero, a pochi chilometri ad ovest di San Remo, fosse un vulcano in procinto di eruttare. Gli abitanti di Taggia si attendarono in parte sulla spiaggia e in parte in campagna.
A Castellaro, dove le scosse successive a quella del 26 maggio 1831 causarono maggiori effetti, la popolazione rifugiatasi in campagna vi rimase sino ai primi di ottobre, riparata sotto tende e in baracche (1). Una sorta di guardia urbana, formata a turno dai cittadini, sorvegliava di notte la città per impedire furti e disordini (2). Il parroco, accompagnato da molti abitanti, incontrò l’Intendente per chiedere soccorso e sussidio a tale disastro, in quanto le persone più colpite erano costrette a elemosinare alimenti nei paesi vicini (3). Una richiesta di sovvenzione per riparare i danni del terremoto pervenne direttamente al Ministero degli Interni da Gazo Vincenzo, un privato cittadino di Porto Maurizio (4).

Note

(1)
Nota A.
Del tremuoto avvenuto nella città e provincia di San Remo l’anno 1831. Relazione dell’Intendente Alberto Nota.
Pinerolo 1832
(2)
Martini G.
Taggia e i suoi dintorni.
Oneglia 1872
(3)
Nota A.
Del tremuoto avvenuto nella città e provincia di San Remo l’anno 1831. Relazione dell’Intendente Alberto Nota.
Pinerolo 1832
(4)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Supplica di Vincenzo Gazo di Porto Maurizio al re Carlo Alberto, Porto Maurizio 30 agosto 1831.

Institutional and administrative response

Alberto Nota, Intendente della provincia di San Remo, accompagnato dall’ingegnere provinciale Clerico, dal sindaco di San Remo Carli, e dal chimico farmacista Panizzi, il giorno 28 maggio si recò a Castellaro, Arma e Taggia. Venne ordinata la demolizione delle case pericolanti; quelle di proprietà di indigenti furono atterrate a spese della pubblica amministrazione. Un altro sopralluogo venne effettuato dall’Intendente l’8 giugno (1). Il 18 giugno pervenne all’Intendente di San Remo la richiesta del Segretario delle Finanze di Torino di redigere un rapporto sugli effetti del terremoto (2). Il rapporto venne immediatamente inoltrato e la narrazione dei fatti (3) fu accompagnata da una dettagliata perizia dei danni compilata dall’ingegnere Luigi Clerico. Il 23 giugno il Primo Segretario di Finanze ne comunicò il rendiconto al Segretario di Stato agli Interni. Da tale perizia risultò che l’ammontare dei danni, esclusi gli edifici pubblici, ammontava a lire 66.220 (4). Il governo ne stanziò 38.810 lire in sussidio alle popolazioni colpite, a cui si aggiunsero lire 4.000 concesse personalmente da Carlo Alberto di Savoia. La somma stanziata era composta da lire 20.810 provenienti dal fondo del Regio Erario per fare fronte a disastri improvvisi e da lire 10.000 tratte dai fondi di riserva (5). Le autorità si posero il problema se comunicare alla stampa solo la somma complessiva, omettendo l’esistenza dei fondi della cassa di riserva per non ingenerare una massiccia richiesta di aiuti (6). La Gazzetta Piemontese del 25 giugno riportò comunque la notizia dettagliata del sussidio (7). Il Ministero dell’Interno mandò nei territori colpiti dal terremoto l’ingegnere minerario Candido Baldracco per verificare se il Monte Nero, sovrastante San Remo, fosse veramente un vulcano come credeva la popolazione locale, che temeva un’imminente eruzione. L’ingegnere Baldracco eseguì un sopralluogo il 28 giugno comprovando l’infondatezza del pregiudizio popolare (8).

Note

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.

(2)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Minuta di lettera al viceintendente di San Remo con richiesta di rapporto sul terremoto, Torino 18 giugno 1831.

(3)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.

(4)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Rendiconto dei sussidi erogati ai danneggiati dal terremoto del 1831 nella provincia di San Remo, Torino 23 giugno 1831.

(5)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Rendiconto dei sussidi erogati ai danneggiati dal terremoto del 1831 nella provincia di San Remo, Torino 23 giugno 1831.

(6)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Lettera di Paolo Luigi Raby ad alto responsabile politico, Torino 25 giugno 1831.

(7)
Gazzetta Piemontese, 1831.06.25, n.76.
Torino 1831
(8)
Nota A.
Del tremuoto avvenuto nella città e provincia di San Remo l’anno 1831. Relazione dell’Intendente Alberto Nota.
Pinerolo 1832

Reconstructions and relocations

In molti paesi della Liguria occidentale in seguito all’evento sismico del 26 maggio 1831 furono costruiti degli archi di sostegno fra le case, posti di traverso alle vie a frequenti intervalli fra loro. Secondo storici locali questi archi avevano lo scopo di contenere gli effetti dei terremoti (1). A Castellaro, con le macerie della guardiola e delle case annesse alla rocca, che rovinarono, fu costruita negli anni successivi una piazza detta Nuova (2).

Note

(1)
Jervis G.
Delle cause dei movimenti tellurici e dei possibili ripari con riguardo speciale al terremoto alpino dell’inverno dell’anno 1887.
Torino 1887
Hamilton F.F.
Bordighera et la Ligurie occidentale, description, conditions sanitaires, histoire locale, legislation, dialecte, climatologie, geologie, faune, flore, motifs artistiques.
Nice 1883
(2)
Martini G.
Passeggiate nei dintorni di Taggia.
Sanremo 1884

Technical/scientific surveys

La seconda parte del volume, che l’Intendente Alberto Nota ricavò dalla relazione sul terremoto del 26 maggio 1831, è corredata da osservazioni sul carattere del territorio colpito (1). L’ingegnere provinciale compilò la perizia dei danni sulla cui base il ministero delle Finanze formulò lo stanziamento del sussidio. Da tale perizia risultava che i danni nel loro complesso ammontavano a L. 66.220. Di questi circa 80%, corrispondenti a L. 52.930, risultarono subiti dai ceti meno abbienti. Il restante 20% si riscontrò a carico di ceti più abbienti (2). Secondo il marchese Borea d’Olmo i danni riportati dagli edifici religiosi di San Remo ammontavano a L.8.000 (3).

Note

(1)
Nota A.
Del tremuoto avvenuto nella città e provincia di San Remo l’anno 1831. Relazione dell’Intendente Alberto Nota.
Pinerolo 1832
(2)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Rendiconto dei sussidi erogati ai danneggiati dal terremoto del 1831 nella provincia di San Remo, Torino 23 giugno 1831.

(3)
Il Manoscritto Borea. Cronache di Sanremo e della Liguria Occidentale, ed. G.O.Borea d’Olmo.
Bordighera 1970

Associated natural phenomena

Alcuni testimoni dichiararono che poco prima della scossa principale del 26 maggio 1831 si videro i volatili, domestici e selvatici, scuotere le ali a più riprese, cavalli e muli sollevarsi sulle zampe di dietro ed emettere forti nitriti.
I marinai che veleggiavano sotto costa affermarono di aver sentito un urto come se le imbarcazioni avessero battuto sul fondo con la chiglia (1).

Note

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.

Major earthquake effects

Il terremoto colpì in modo distruttivo una quindicina di paesi della Liguria occidentale e interessò anche la provincia di Genova, il Piemonte e la Provenza. L’area dei massimi effetti è localizzata nella parte prossima al mare della valle Argentina, in particolare nei territori dei comuni di Castellaro, Taggia e Bussana, che furono i centri maggiormente danneggiati. Si verificarono danni anche a Ventimiglia, Castel Vittorio (all’epoca Castelfranco), Badalucco e Porto Maurizio, che rappresentano i limiti dell’area colpita.

Effects on the environment

Nell’area dei maggiori effetti si verificarono frane e cadute di grandi massi che rotolarono a valle. A Castellaro in diversi punti si aprirono fenditure nel suolo. A Cipressa e a San Remo si osservarono variazioni temporanee nel regime delle acque sotterranee. Le sorgenti intorbidirono e in alcuni casi aumentarono di temperatura. Furono osservate consistenti variazioni nella portata dei pozzi. Vari testimoni affermarono di avere udito distintamente il "gorgogliare" di acque sotterranee. Nel laghetto presso Taggia si riscontrarono innalzamenti di colonne d’acqua. Il mare, poco prima della scossa, si ritirò dalla linea di battigia nel tratto vicino a San Remo e i marinai che navigavano sottocosta dissero di aver sentito l’onda d’urto.

Full Chronology Of The Earthquake Sequence

Il periodo sismico iniziato con la scossa del 26 maggio 1831 delle ore 10:30 GMT continuò almeno fino alla fine di gennaio dell’anno successivo (1). Dopo la scossa principale, avvertita anche a Torino e Genova, nell’area maggiormente colpita si sentirono frequenti repliche. Gli osservatori coevi rilevarono la frequenza giornaliera delle scosse che per parecchio tempo indussero timore nella popolazione e incrementarono i danni ai fabbricati. Solo le maggiori repliche furono registrate, le fonti documentarie del tempo riportano le scosse seguenti.
26 maggio 1831: nell’area epicentrale dell’evento sismico replicarono tre scosse, una leggera alle ore 20 GMT, un’altra forte alle 21:30 GMT e la terza più debole alle 22:32 GMT;
27 maggio 1831: a Taggia dalle ore 7 GMT del mattino replicarono 8-9 scosse leggere, avvertite anche a San Remo;
28 maggio 1831: una forte scossa alle ore 11:45 GMT fece nuovamente sussultare l’area epicentrale causando ulteriori danni a Pompeiana e Arma di Taggia; intesa molto forte a Taggia, Ventimiglia e San Remo dove fece fuggire coloro che erano rientrati in città;
29 maggio 1831: alle ore 17:30 GMT una replica a San Remo;
9 giugno 1831: forte scossa avvertita a San Remo e Taggia alle ore 3:30 GMT;
11 giugno 1831: replica a San Remo e Taggia alle ore 13:58 GMT;
13 giugno 1831: replica percepita a San Remo e Taggia alle ore 9 GMT;
16 giugno 1831: avvertite a San Remo e a Taggia due scosse di replica, una alle 20:20 e l’altra alle 22:45 GMT;
17 giugno 1831: replica alle ore 00:30 GMT antimeridiane a San Remo e Taggia;
29 giugno 1831: forte scossa avvertita alle ore 1 GMT del mattino a Taggia e San Remo;
30 giugno 1831: replica a San Remo e a Taggia alle ore 17:30 GMT;
10 luglio 1831: forte scossa avvertita a Taggia alle ore 18:30 GMT;
22 luglio 1831: replica a Taggia alle ore 22:30 GMT;
20 agosto 1831: forte scossa a Taggia (2);
25 novembre 1831: forte replica avvertita a San Remo alle ore 0:45 GMT antimeridiane;
1 dicembre 1831: leggera scossa avvertita alle 19:30 GMT a Taggia e Castellaro;
4 dicembre 1831: replica alle ore 2:30 uso italiano a Taggia e Castellaro;
29 gennaio 1832: leggere scosse avvertite a San Remo (3);
30 gennaio 1832: due scosse leggere a San Remo, la prima alle ore 0:15 e la seconda alle ore 4:45 GMT (4).

Note

(1)
Il Manoscritto Borea. Cronache di Sanremo e della Liguria Occidentale, ed. G.O.Borea d’Olmo.
Bordighera 1970
(2)
Capponi D.
Ricordo del terremoto in Liguria del 23 febbraio 1887, contenente la storia di Bussana, Taggia e Castellaro.
Genova 1887
(3)
Il Manoscritto Borea. Cronache di Sanremo e della Liguria Occidentale, ed. G.O.Borea d’Olmo.
Bordighera 1970
(4)
Il Manoscritto Borea. Cronache di Sanremo e della Liguria Occidentale, ed. G.O.Borea d’Olmo.
Bordighera 1970

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Felt Localities (33)

Locality Province Lat Lon Intensity
CastellaroIM43.86427.8675VIII-IX

Crollarono 52 case e altre 49 risultarono pericolanti. Vi furono 5 vittime e 16 feriti gravi. Nella chiesa parrocchiale il tetto venne sfondato da una pesante "voluta" staccatasi dal campanile; nei muri dell’edificio si aprirono delle fenditure; quattro chiavi di volta si spezzarono, una delle quali uscì fuori dal muro. Nella chiesa dell’Assunta oltre alle spaccature nei muri che resero inagibile la struttura crollò la sacrestia. L’oratorio di Lampodosa subì sconnessioni ai muri e la rottura di molte chiavi murarie che lo resero inagibile. L’unica struttura ecclesiale agibile per le funzioni religiose rimase la cappella di S.Bernardo. Le abitazioni del preposto Siffredi, del sindaco Anselmi, del segretario comunale Arnaldi, e del marchese Gentile di Genova risultarono pericolanti per le fenditure riportate.
Nella parte occidentale del colle su cui sorge il paese si aprirono delle crepe nel terreno, i muretti di confine e di sostegno rovinarono per la scarpata (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831
Nota A.
Del tremuoto avvenuto nella città e provincia di San Remo l’anno 1831. Relazione dell’Intendente Alberto Nota.
Pinerolo 1832

Bussana VecchiaIM43.83947.82972VIII

Crollarono 24 case e una cappella campestre; altre 49 case, rese pericolanti dalla scossa, furono demolite. Nella chiesa parrocchiale si aprirono delle fenditure sulle pareti presso la volta. La casa del sindaco Antonio Natta Soleri riportò danni alle pareti e al tetto che la resero inabitabile. In seguito a un crollo vi fu una vittima e un ferito grave (1). Alcune famiglie povere che continuavano a vivere nelle loro case divenute pericolanti, furono sgomberate dai carabinieri su ordine dell’Intendente. Fu accertato che tutti i fabbricati avevano subito qualche danno (2).

(1)
Gazzetta Privilegiata di Venezia, 1831.06.03, n.121.
Venezia 1831
(2)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

TaggiaIM43.86087.85VIII

Più di 70 case risultarono inabitabili, 13 di queste, pericolanti, dovettero essere demolite. Le autorità rilevarono che tutti i fabbricati avevano subito danni. Due archi del ponte sulla fiumara di Taggia crollarono con la prima scossa. Nella parte antica della città molte case vennero distrutte e molte altre risultarono cadenti. Vi fu una vittima e molti feriti. Nella parte nuova di Taggia gli edifici ai lati di via S.Dalmazzo riportarono pericolose fenditure e dovettero essere puntellati. Nella chiesa della Collegiata si formò una spaccatura in un grande arco sovrastante l’altare maggiore. Danni non specificati subirono il monastero di Santa Caterina, il palazzo comunale, la caserma dei Carabinieri, l’ospedale e il convento dei Domenicani (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

BadaluccoIM43.91477.84583VII-VIII

Crollarono 2 case, altre, in numero non definito, risultarono pericolanti. Nella chiesa parrocchiale si formarono delle crepe sulle pareti (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

PompeianaIM43.85397.88722VII-VIII

Un numero imprecisato di tetti crollò, caddero muri e soffitti. Nella chiesa maggiore si ruppero due chiavi di volta, le arcate riportarono numerose spaccature; nella navata centrale si aprì una pericolosa fessura. Nell’oratorio si ruppe una chiave di volta e nei muri si aprirono numerose crepe. In tutti i fabbricati si riscontrarono danni tali da rendere necessarie opere di riattamento (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

VillatallaIM43.94037.90861VII-VIII

Fu il paese che risentì maggiormente del terremoto nel circondario di Imperia (1).

(1)
Mercalli G.
I terremoti della Liguria e del Piemonte.
Napoli 1897

Arma di TaggiaIM43.83697.85306VII

La scossa del 26 maggio 1831 fece crollare una vecchia casa del marchese Dongo di Genova. Le case del borgo di Arma riportarono molte crepe e spaccature. La scossa del 28 maggio 1831 procurò l’ulteriore spaccatura di alcune arcate. Lungo la strada che collega Arma a Taggia, la casa detta la Morena (di proprietà di Curli Pietro) riportò molte rotture e sconnessioni agli angoli che la resero inabitabile (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

CastelfrancoIM43.92817.67361VII

Il terremoto del 26 maggio 1831 danneggiò la volta sovrastante l’altare maggiore della chiesa parrocchiale; la chiesa di Santa Caterina e molte case riportarono fenditure alle pareti (1).

(1)
Mercalli G.
I terremoti della Liguria e del Piemonte.
Napoli 1897
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

CerianaIM43.88087.77333VII

Rovinò il tetto in una casa, caddero dei muretti e molte abitazioni vennero lesionate da fenditure (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

CipressaIM43.85067.92889VII

Rimasero lesionati edifici pubblici e privati; si segnalò la caduta di qualche tetto (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

PerinaldoIM43.86727.66694VII

Nella parte alta del paese un numero imprecisato di case riportò fenditure ai muri, crollarono due scale di una casa (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

Riva LigureIM43.83757.88083VII

Una casa sulla via principale fu abbattuta perché pericolante, una altra dovette essere puntellata. Si aprirono delle crepe nelle pareti della chiesa parrocchiale (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

San RemoIM43.81837.77389VII

A San Remo la scossa principale fu sentita alle ore 10.25 GMT del mattino, preceduta da forti rumori, causò molte rovine, caddero innumerevoli camini. Fra gli edifici maggiormente danneggiati il Palazzo di Giustizia e il palazzo dei marchesi Borea D’Olmo, in quest’ultimo una parte del tetto, un terrazzo e un cornicione dovettero essere demoliti perché pericolanti. Per lo stesso motivo fu demolita una palazzina in riva al mare (di proprietà di Francesco Gismondi). Danni non specificati si verificarono ai monasteri della Nunziata e della Visitazione, alle chiese di S.Stefano e di Nostra Signora degli Angeli, al convento dei Cappuccini. Al santuario dell’Assunta, detto della Madonna della Costa, collocato su un poggio fuori città, l’estremità superiore della cupola sconnessa e pericolante, venne smantellata (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831
Il Manoscritto Borea. Cronache di Sanremo e della Liguria Occidentale, ed. G.O.Borea d’Olmo.
Bordighera 1970

Santo Stefano al MareIM43.83817.89472VII

Si segnalarono crepe nei muri degli edifici, crolli di muri di cinta, di sostegno e di tetti (1); nella chiesa parrocchiale due lampadari caddero a terra (2).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831
(2)
Gazzetta di Genova, 1831.06.01, n.44.
Genova 1831

TerzorioIM43.85227.89694VII

Due case crollarono, altre otto riportarono pericolose fenditure.
Danni di minor entità, ma non definiti dalle fonti, subirono la chiesa parrocchiale, l’oratorio, una cappella pubblica e la torre. Due persone rimasero ferite dalla caduta di macerie (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

San LorenzoIM43.81947.74361VI-VII

La scossa del 26 maggio 1831 procurò qualche danno alle chiese (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

VentimigliaIM43.797.60778VI-VII

In seguito al terremoto del 26 maggio 1831 si riscontrarono crepe nel palazzo comunale, nella cattedrale, nel palazzo vescovile, nel collegio delle scuole, nella caserma dei carabinieri, nell’ospedale e nel convento dei frati minori posto fuori città (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

BaiardoIM43.90287.72028VI

La scossa del 26 maggio 1831 causò danni di lieve entità (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

CostaraineraIM43.85477.93917VI

Il terremoto causò fenditure nei fabbricati (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Relazione dell’intendente della provincia di San Remo Alberto Nota sul terremoto del 26 maggio 1831, San Remo 19 giugno 1831.
1831

Porto MaurizioIM43.87448.01472VI

Il terremoto del 26 maggio 1831 danneggiò i muri di una casa isolata; il proprietario chiese un sussidio alla pubblica amministrazione per riparare i danni (1).

(1)
Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Ministero di finanze, Archivio sistemato, Sanità, mazzo 1684, Supplica di Vincenzo Gazo di Porto Maurizio al re Carlo Alberto, Porto Maurizio 30 agosto 1831.
1831

AlbengaSV44.04898.21278V-VI

Le scosse del periodo sismico iniziato il 26 maggio 1831 furono avvertite molto forti; non si segnalarono danni (1).

(1)
Mercalli G.
I terremoti della Liguria e del Piemonte.
Napoli 1897

Diano MarinaIM43.90898.08139V

Il terremoto fu sentito molto forte e non causò danni (1).

(1)
Mercalli G.
I terremoti della Liguria e del Piemonte.
Napoli 1897

Montalto LigureIM43.92727.84306V

L’effetto di risentimento avvertito molto forte non causò danni (1).

(1)
Gazzetta di Genova, 1831.06.08, n.46.
Genova 1831

OnegliaIM43.88788.05167V

La scossa fu avvertita fortemente; non furono segnalati danni (1).

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, 1854, rubrica 287, fasc.2, Lettera di T.Marsucco al segretario di Stato cardinale Antonelli, Oneglia 31 dicembre 1854.
1854

AlessandriaAL44.91258.61444F

Effetto di risentimento (1).

(1)
Mercalli G.
I terremoti della Liguria e del Piemonte.
Napoli 1897

AstiAT44.89898.20556F

Effetto di risentimento (1).

(1)
Biblioteca del Seminario Vescovile di Asti, s.s., M.Arri, Cronaca astigiana (-1848), ms. sec.XIX.
0019

BordigheraIM43.78177.66111F

Effetto di risentimento senza danni (1).

(1)
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SavonaSV44.30698.48028F

Effetto di solo risentimento (1).

(1)
Archivio di Stato di Savona, Noberasco, cart.X, fasc.5, Cronologia degli avvenimenti più importanti dall’origine del mondo sino al secolo XIX.
0019

TorinoTO45.07037.67389F

Effetto di risentimento (1).

(1)
Chevallard C. e Frova P.
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Biblioteca Comunale "Passerini Landi" di Piacenza, Manoscritti, Pall.290, Lucini, Memorie e notizie diverse relative agli anni 1815 fino al 1854, sec.XIX.
0019

TrioraIM43.99197.76556F

Effetto di risentimento (1).

(1)
Gazzetta di Genova, 1831.06.08, n.46.
Genova 1831

GenovaGE44.41928.8975IV

Il terremoto fu avvertito distintamente, così pure la replica del 28 maggio 1831 (1).

(1)
Biblioteca Comunale "Passerini Landi" di Piacenza, Manoscritti, Pall.290, Lucini, Memorie e notizie diverse relative agli anni 1815 fino al 1854, sec.XIX.
0019

Nice43.69087.25194IV

Fu avvertita una leggera scossa, non si segnalarono danni (1).

(1)
Gazzetta di Genova, 1831.06.01, n.44.
Genova 1831
Giornale del Regno delle Due Sicilie, 1831.06.10, n.129.
Napoli 1831

Marseille43.27975.37667III

L’effetto di risentimento fu avvertito molto debole (1).

(1)
Mercalli G.
I terremoti della Liguria e del Piemonte.
Napoli 1897