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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading

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28 07 179922:0543.21713.15b99.57100756.2!Appennino marchigianoItaly

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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
1799 07 28 22 05 -- 43.22 13.15 0.0 9.5 0 75 Appennino marchigiano


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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
CFT 1799 07 28 22:05 43.22 13.15 9.0 9.5 71 74 Appennino marchigiano
PFG 1799 07 28 22:- 43.17 13.17 9.0 - - - Camerino


PFG = Catalogo dei terremoti italiani dall anno 1000 al 1980, PFG/CNR
ING = Catalogo dei terremoti italiani dal 1456 a.C. al 1980, ING

State of earthquakes review

È stata revisionata la bibliografia del Catalogo PFG (1985) e sono state rianalizzate alcune fonti, già utilizzate dalla bibliografia scientifica recente (Pergalani 1984; Pergalani et al. 1985) (1). Il particolare momento storico (insurrezione antifrancese, rioccupazione francese e nuova insurrezione dopo il terremoto) portò in secondo piano la risposta istituzionale e amministrativa pubblica in relazione al terremoto. Ciò spiega la relativa scarsità di documentazione rilevata in diversi studi, che pure hanno attinto a documentazione pubblica, in particolare Riformagioni (atti pubblici dei vari comuni) e registri parrocchiali (S.Gregorio di Caldarola, Cerreto, San Ginesio, S.Vittorino di Pioraco).
È stata quindi avviata una approfondita ricerca archivistica e bibliografica che ha portato al reperimento di diverse fonti dirette che hanno permesso di delineare con maggiore precisione rispetto al quadro precedente sia gli effetti sismici sia il complessivo impatto dell’evento nelle strutture sociali dell’area.
Per quanto riguarda gli effetti a Camerino nella sezione di Camerino dell’Archivio di Stato di Macerata sono stati reperiti 12 documenti fra cui 7 perizie riguardanti edifici pubblici e una relazione che testimoniano puntualmente sugli effetti nella città. Si tratta del memoriale della Municipalità di Camerino al comitato del governo provvisorio della Repubblica Romana; del promemoria della città al cardinale protettore Antonelli, in due successive versioni; di una lettera dell’agente Tommaso Lori ai priori e del promemoria della città sulla ricostruzione della chiesa Metropolitana e della chiesa Collegiata. Un contributo di particolare interesse per la stima dei danni a Camerino è stato fornito da 7 perizie riguardanti edifici pubblici, una redatta dall’architetto Amadio riguardante la Torre pubblica, le altre 6 dall’architetto Andrea Vici, allievo di Vanvitelli, riguardanti il Palazzo pubblico, la Torre pubblica, l’Università, le Porte del Carmine e di Baldo, la chiesa della Madonna delle Carceri. Inoltre, la relazione sui danni, redatta sempre dall’architetto Vici, su incarico del comune di Camerino, costituisce un documento importante sull’entità complessiva dei danni locali (2).
Sempre nella sezione di Camerino dell’Archivio di Stato di Macerata sono state esaminate le Riformanze dal 21 agosto al 30 dicembre 1799 e si sono individuati 6 documenti che hanno fornito elementi importanti sugli effetti a Camerino e sui provvedimenti presi dalla magistratura cittadina per fronteggiare l’emergenza del dopo terremoto (3).
All’Archivio di Stato di Roma nel fondo della Congregazione del Buon Governo (serie II, Atti per luoghi, Camerino XVI) sono stati reperiti 2 documenti: la supplica inviata nel 1801 dalle monache del Monastero di S.Chiara di Camerino al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo Cardinale Busca (4) e la Minuta dei decreti del prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo cardinale Busca in occasione della visita alla comunità di Camerino del 17 ottobre 1801 (5).
All’Archivio Segreto Vaticano nel fondo della Sacra Congregazione del Concilio sono state vagliate 6 relazioni inviate dagli arcivescovi di Camerino dal luglio 1800 al 31 dicembre 1897 che informano sugli effetti e sui provvedimenti adottati per i restauri di alcuni edifici (6).
Gli effetti a San Severino Marche sono attestati da documentazione conservata all’Archivio Segreto Vaticano nel fondo della Sacra Congregazione del Concilio: sono stati reperiti 6 documenti costituiti da: una relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi inviata al papa Pio VII il 27 novembre 1801 (7), 2 relazioni del vescovo Giacomo Ranghiaschi al papa Pio VII datate rispettivamente 16 aprile 1817 e 15 aprile 1822 (8) e 3 documenti contenenti le sintesi e le osservazioni della Sacra Congregazione (9).
La memoria dell’evento e delle avvenute ricostruzioni nella zona di San Severino è conservata in due iscrizioni poste una nell’interno della chiesa suburbana di S.Maria del Glorioso (10), l’altra sulla facciata della piccola chiesa di S.Francesco di Cusiano a Colleluce (11).
Gli effetti a Camerino e negli altri centri danneggiati sono testimoniati nella lunga relazione-trattato del medico di Camerino Moreschini (1802) (12), che pur non essendo stato testimone diretto del terremoto, raccolse due anni dopo il terremoto con notevole accuratezza molte testimonianze riguardanti gli effetti sulle costruzioni, sull’ambiente e sulle persone.
Menzioni di effetti locali sono conservate in alcune fonti memorialistiche; nel manoscritto (XVIII-XIX secolo) di Pasquale Ubaldo Benetti conservato alla Biblioteca "L.Benincasa" di Ancona (13); nelle memorie storiche di Perugia degli anni 1798 e 1799 conservate nell’Archivio Storico del Convento di San Pietro di Perugia (14) e nella cronaca del convento di S.Maria degli Angeli degli anni 1705-1834 conservato all’Archivio della Porziuncola di S.Maria degli Angeli (15) e nel Libro dei morti della parrocchia di S.Eustacchio di Belforte di Chienti (16).
Sono state consultate anche storie locali, che riprendono, senza ulteriori approfondimenti, le informazioni conservate nella prima storiografia ottocentesca (17).
Marcaccini (1968) nell’articolo sui terremoti a San Severino riporta passi di una cronaca manoscritta coeva che descrive l’evento (18). Paciaroni (1989) nella sue memorie basate su fonti memorialistiche dell’epoca, ha fornito dettagliati elementi sugli effetti dell’evento a San Severino Marche e nelle località circostanti (19). Bonifazi (1976) e Corradini (1979) contengono testimonianze e elementi di analisi sul restauro della chiesa di San Venanzio di Camerino (20); Montironi (1979) e Barbieri (1979) hanno analizzato l’opera di ricostruzione di Vici nel duomo di Camerino (21). Lo studio di Cartechini (1979), basato su documenti d’archivio, ha esaminato l’impatto dell’evento nel contesto sociale del tempo e le risposte da parte delle istituzioni di Camerino (22). Bittarelli (1996) nel suo studio storico sugli avvenimenti dell’età napoleonica a Camerino basato su alcuni diaristi coevi del camerinese (23) riporta la trascrizione della cronaca di Barlesi (24) in cui vi sono notizie di effetti a Caldarola e dintorni.

Note

(1)
Pergalani F.
Alcune note sul terremoto del 1799 nell’area camerte, in "Proposte e ricerche", fasc.13, pp.90-94.
Urbino 1984
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985
(2)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Memoriale della Municipalità di Camerino al Comitato del governo provvisorio della Repubblica Romana, Camerino 10 agosto 1799.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Francesco Angelo Amadio, Camerino 19 settembre 1799.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro del Palazzo pubblico di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 29 maggio 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 24 maggio 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro dell’edificio dell’Università di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 4 giugno 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro delle Porte del Carmine e di Baldo di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 8 giugno 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della chiesa della Madonna delle Carceri di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 5 giugno 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Relazione dell’architetto Andrea Vici sui danni causati agli edifici pubblici e alle abitazioni private della città di Camerino dal terremoto del 28 luglio 1799, Camerino 5 luglio 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Promemoria della città di Camerino al cardinale protettore Antonelli, Camerino agosto 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Lettera dell’agente Tommaso Lori ai priori di Camerino, Roma 27 agosto 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Promemoria della città di Camerino al cardinale protettore Antonelli, Camerino settembre 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Promemoria della città di Camerino sulla ricostruzione della chiesa Cattedrale e della chiesa Collegiata di S.Venanzio, Camerino novembre 1804.

(3)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 21 agosto 1799.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 9 ottobre 1799.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 9 novembre 1799.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 16 novembre 1799.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 16 dicembre 1799.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 30 dicembre 1799.

(4)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Camerino XVI, b.625 (1797-1802), Supplica delle monache del monastero di S.Chiara di Camerino al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo cardinale Busca, Camerino 1801.

(5)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Camerino XVI, b.625 (1797-1802), Minuta di decreti del prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo cardinale Busca in occasione della visita alla Comunità di Camerino, Camerino 17 ottobre 1801.

(6)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Camerino luglio 1800.

Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Camerino 29 dicembre 1803.

Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino Nicola Mattei alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Roma 17 dicembre 1831.

Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino Nicola Mattei alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Roma 14 dicembre 1834.

Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Camerino 31 dicembre 1897.

(7)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi al papa Pio VII, San Severino Marche 27 novembre 1801.

(8)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Relazione del vescovo Giacomo Ranghiaschi al papa Pio VII, San Severino Marche 16 aprile 1817.

Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Relazione del vescovo Giacomo Ranghiaschi al papa Pio VII, San Severino Marche 15 aprile 1822.

(9)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Sintesi e osservazioni della Sacra Congregazione del Concilio sulla relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi del 27 novembre 1801, Roma 1802.

Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Sintesi e osservazioni della Sacra Congregazione del Concilio sulla relazione del vescovo Giacomo Ranghiaschi del 16 aprile 1817, Roma 1817.

Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Sintesi e osservazioni della Sacra Congregazione del Concilio sulla relazione del vescovo Giacomo Ranghiaschi del 15 aprile 1822, Roma 1822.

(10)
Epigrafe posta sull’ultimo pilastro a sinistra dell’altare maggiore della chiesa di Santa Maria del Glorioso di Sanseverino in memoria del terremoto del 28 luglio 1799, in R.Paciaroni, "Memorie sismiche sanseverinati", pp.40, 51.
San Severino Marche 1989
(11)
Epigrafe posta nella facciata della chiesa di San Francesco di Cusiano in memoria della ricostruzione della chiesa crollata a causa del terremoto del 28 luglio 1799, 1800, in R.Paciaroni, "Memorie sismiche sanseverinati", pp.49, 51.
San Severino Marche 1989
(12)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802
(13)
Biblioteca Comunale "L.Benincasa" di Ancona, Manoscritti, 286, Pasquale Ubaldo Bedetti, Primo libro di annali e memorabili successi accaduti negl’anni scorsi per uso e ad uso di me Pasquale Ubaldo d’Ant[onio] Bedetti Anconitano, secc.XVIII-XIX.

(14)
Archivio Storico del Convento di San Pietro di Perugia, C.M. 347, Memorie storiche dei fatti occorsi in Perugia e suo territorio negli anni 1798 e 1799.

(15)
Archivio della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, sala B, scansia IX/b, vol.6, Cronaca del Convento 1705-1834.

(16)
Archivio Parrocchiale di Belforte del Chienti, Parrocchia di S.Eustachio, Libro IV dei Morti 1742-1830, c.392, Annotazione delle vittime causate dal terremoto del 28 luglio 1799.

(17)
Marcolini C.
Notizie storiche della provincia di Pesaro e Urbino dalle prime età fino al presente.
Pesaro 1883
Di Francesco G.
Il culto di Sant’Emidio fra il Tronto e Vomano nel territorio della provincia di Abruzzo Ultra I, in "I terremoti e il culto di Sant’Emidio", a cura di A.A.Varrasso, pp.21-51.
Chieti 1989
Castelli V., Mandrelli F.M. e Orienti I.
Sant’Emidio protettore dai terremoti. Cenni sulla diffusione del culto attraverso la documentazione marchigiana, in "I terremoti e il culto di Sant’Emidio", a cura di A.A.Varrasso, pp.191-202.
Chieti 1989
Boccanera G.
Camerino e i terremoti, in "L’Appennino Camerte", a.51, n.31, 31 luglio 1971, p.2.
Camerino 1971
Conti A.
Camerino e i suoi dintorni.
Camerino 1872
Salvi G.
Memorie storiche di Sanginesio (Marche) in relazione con le terre circonvicine.
Camerino 1889
(18)
Marcaccini O.
I terremoti a Sanseverino nel sec.XVIII, in "L’Appennino Camerte", a.48, n.5, 3 febbraio 1968, p.4; n.7, 17 febbraio 1968, p.4; n.8, 24 febbraio 1968, p.4.
Camerino 1968
(19)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989
(20)
Corradini S.
I danni del terremoto [del 1799] alla chiesa di San Venanzio e i primi tentativi della sua ricostruzione, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.43-62.
Ascoli Piceno 1979
Corradini S.
Le tappe della ricostruzione della chiesa di S.Venanzio (Regesto del carteggio Poletti e di altri documenti dell’archivio della basilica), in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.85-128.
Ascoli Piceno 1979
Bonifazi G.
Lettere del Poletti ad Amico Ricci, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.129-136.
Ascoli Piceno 1979
Montironi A.
Il duomo di Camerino e gli architetti Vici e Folchi, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.153-168.
Ascoli Piceno 1979
(21)
Montironi A.
Il duomo di Camerino e gli architetti Vici e Folchi, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.153-168.
Ascoli Piceno 1979
Barbieri F.
L’architettura neoclassica nel territorio di Macerata e Camerino; proposte per una revisione, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.7-16.
Ascoli Piceno 1979
(22)
Cartechini P.
Il terremoto del 1799 in alcuni documenti camerinesi, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.17-41.
Ascoli Piceno 1979
(23)
Bittarelli A.A.
Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.57-100.
Camerino, Pieve Torina 1996
(24)
Barlesi G.
L’insorgenza a Caldarola, in A.A.Bittarelli, Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.59-81.
Camerino, Pieve Torina 1996

Effects in the social context

I morti furono complessivamente 104, di cui 43 a Camerino, che all’epoca aveva circa 6.000 abitanti, 13 a Morico, 9 a Cessapalombo, 6 a Sarnano, 5 a San Ginesio, 3 a Caldarola, 2 a San Severino Marche, 2 a Belforte di Chienti. I feriti furono molti: 453 solo a Camerino (circa 7%). Tuttavia fu rilevato che, rispetto alla gravità dei danni causati, i morti e i feriti furono relativamente poco numerosi, perché gli abitanti erano stati allertati dalle scosse precedenti e si trovavano per lo più all’aperto. I danni furono gravi ed estesi: Andrea Vici, perito per il comune di Camerino, calcolò in 136.130 scudi le spese di ricostruzione per la città, preventivando una somma ulteriore di 200.000 scudi per i danni non considerati dalla sua analisi. Si trattava principalmente di speroni per ridare il piombo agli edifici, ricopertura dei tetti, inserimento di chiavi per rinforzare pareti e solai. Nella prima somma indicata da Vici non fu inoltre calcolato il costo per ripulire la città dalle macerie, né i danni incalcolabili apportati agli arredi interni.
Le lotte fra insorti e occupanti napoleonici, poco prima e dopo il terremoto, determinarono un contesto sociale caratterizzato da gravi tensioni, che non favorì la ricostruzione, e soprattutto rallentò la risposta istituzionale dell’autorità centrale all’emergenza delle zone colpite. Un consistente aumento dei costi della manodopera rese ancora più difficoltosa la ripresa. Secondo alcuni autori del tempo, la ricostruzione fu affrettata, sebbene sicuramente massiccia: un anno dopo l’evento, a Camerino lavoravano più di 300 muratori e artigiani venuti da fuori.
Il terremoto causò danni anche nel lungo periodo. Un grave danno subì anche l’industria della produzione dei tessuti in seta, per cui la città di Camerino era rinomata, a causa della fuga di numerose famiglie di lavoratori del settore dalla città, del crollo o del danneggiamento di alcuni degli edifici destinati alla lavorazione e della distruzione di numerosi macchinari. Ulteriore motivo di preoccupazione per le autorità municipali, fu l’interruzione delle attività didattiche nella rinomata Università. Occorre però sottolineare che in realtà le suddette attività erano state già compromesse dagli sconvolgimenti rivoluzionari, e soprattutto dalle loro ripercussioni sui fondi statali destinati all’istruzione.

Administrative historical affiliations

Il territorio di Camerino era parte dello Stato Pontificio. Nei mesi precedenti al terremoto il clima politico e sociale era caratterizzato da un’estrema agitazione e il popolo insorse contro i Francesi, cacciandoli da Camerino. In seguito la città fu nuovamente occupata dalle truppe napoleoniche, e nuove insurrezioni antifrancesi si verificarono circa un mese dopo il terremoto.

Social and economic effects

I morti furono complessivamente 104, di cui 43 a Camerino, che all’epoca aveva circa 6.000 abitanti, 13 a Morico, 9 a Cessapalombo, 6 a Sarnano, 5 a San Ginesio, 3 a Caldarola, 2 a San Severino Marche, 2 a Belforte di Chienti. I feriti furono, solo a Camerino, 453. Tuttavia fu rilevato che, rispetto alla gravità dei danni causati, i morti e i feriti furono relativamente poco numerosi, perché gli abitanti erano stati allertati dalle scosse precedenti e si trovavano per lo più all’aperto. I danni furono gravi ed estesi.
L’evento sismico impose un’emergenza economica su una situazione politica e amministrativa già gravata da altri pesanti problemi. Nel promemoria redatto per il cardinale Antonelli, protettore di Camerino, vengono ricordati tre fondamentali oneri economici che si affiancavano in quel periodo alle spese di ricostruzione conseguenti al terremoto: la pubblica annona, l’approvvigionamento per le truppe in transito da un anno nel territorio di Camerino per un lungo tratto di 23 miglia, e le spese per il mantenimento dell’Università, in quel momento chiusa per mancanza degli assegnamenti, sospesi a causa dei moti rivoluzionari (1). Il primo problema venne in parte risolto con una tassa straordinaria sull’Estimo, sul Mercato e sul Bestiame, mentre per l’approvvigionamento delle truppe si auspicò che venisse richiesto di contribuire alle spese anche alle vicine città di Fabriano, Matelica, Nocera e Norcia. Fu "implorato" invece un sussidio per le riparazioni dei danni causati dal terremoto. Occorre considerare che la città di Camerino versava una sovvenzione annuale di 516.98 scudi alle città di Rimino e Città di Castello in seguito a un evento sismico precedente, definito in questo documento "di gran lunga inferiore" a quello in esame. Secondo le perizie dell’architetto Andrea Vici, nella sola città di Camerino il preventivo per le spese relative alla ricostruzione degli edifici pubblici risultava così articolato:
400 scudi e 74 baiocchi per le riparazioni del Palazzo Pubblico (2).
76 scudi e 80 baiocchi per le riparazioni alla Torre pubblica (3).
445 scudi per le riparazioni all’Università (di cui 391 scudi e 89 baiocchi da pagarsi a spese dell’Università, e 53 scudi e 11 baiocchi a spese della Tesoreria, i cui uffici furono in parte interessati dai crolli) (4).
164 scudi e 56 baiocchi per le riparazioni alle Porte del Carmine e di Baldo (178 scudi e 43 baiocchi per la Porta del Carmine, 164 scudi e 56 baiocchi per la Porta di Baldo), con un’ulteriore spesa di circa 300 scudi prevista per eventuali miglioramenti nella qualità dei materiali, dell’ornato e del disegno della Porta di Baldo (5).
132 scudi e 8 baiocchi per le riparazioni alla Chiesa della Madonna delle Carceri (6).
Nel documento redatto dallo stesso architetto Andrea Vici per riferire in generale circa i danni subiti dalla città di Camerino, i preventivi relativi alle spese di ricostruzione sono inoltre così dettagliati:
2.900 scudi per ricostruzioni relative alle case di privati proprietari e dei poveri della città e dei sobborghi.
48.730 scudi per ricostruzioni relative alle case abitate o locate dai possidenti benestanti.
4.500 scudi per ricostruzioni relative agli edifici pubblici della Cattedrale, della Collegiata di S. Venanzo, della Madonna delle Carceri, del Palazzo, della Torre pubblica, delle Porte della città, e dell’Università.
Per un totale di 136.130 scudi di spesa prevista nella sola città di Camerino. In questi preventivi non furono compresi i danni relativi alla pulizia e alle decorazioni interne, i lavori di falegnameria, i danni apportati agli edifici di proprietà o di competenza della Chiesa, e ai Benefici ecclesiastici. In questi documenti non furono ricordati nemmeno i danni alle abitazioni di villeggiatura appena fuori città, e a tutto il territorio circostante. Queste voci potevano ammontare, secondo Vici, ad altri 200.000 scudi circa (7).
Il terremoto suscitò risposte sociali di tipo devozionale, in particolare nei paesi di Sanseverino (8) e Sanginesio. Fu in seguito a questo evento, infatti, che la comunità di Sanseverino introdusse la devozione ad Emidio, ne commissionò un ritratto ed elaborò una teoria secondo cui la città era stata finora preservata dai terremoti grazie ad un leggendario legame di parentela tra Emidio e Severino (9). A Sanginesio, invece, venne eretta a spese municipali, nella navata destra della Collegiata, una cappella dedicata al martire S. Emidio. Inoltre da allora si instaurò la tradizione di un triduo seguito da una processione nella sera del 28 luglio. Ad Ancona nella chiesa di S.Maria del Popolo fu fatto a spese dei cittadini un triduo in onore di S.Emidio (10). Anche a Teramo la popolazione si rivolse per protezione a S. Berardo e a Sant’Emidio, celebrando poi una grande festa di ringraziamento in onore del secondo nei giorni dal 29 al 31 agosto (11).

Note

(1)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Promemoria della città di Camerino al cardinale protettore Antonelli, Camerino settembre 1800.

Cartechini P.
Il terremoto del 1799 in alcuni documenti camerinesi, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.17-41.
Ascoli Piceno 1979
(2)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro del Palazzo pubblico di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 29 maggio 1800.

(3)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 24 maggio 1800.

(4)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro dell’edificio dell’Università di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 4 giugno 1800.

(5)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro delle Porte del Carmine e di Baldo di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 8 giugno 1800.

(6)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della chiesa della Madonna delle Carceri di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 5 giugno 1800.

(7)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Relazione dell’architetto Andrea Vici sui danni causati agli edifici pubblici e alle abitazioni private della città di Camerino dal terremoto del 28 luglio 1799, Camerino 5 luglio 1800.

(8)
Marcaccini O.
I terremoti a Sanseverino nel sec.XVIII, in "L’Appennino Camerte", a.48, n.5, 3 febbraio 1968, p.4; n.7, 17 febbraio 1968, p.4; n.8, 24 febbraio 1968, p.4.
Camerino 1968
(9)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989
(10)
Biblioteca Comunale "L.Benincasa" di Ancona, Manoscritti, 286, Pasquale Ubaldo Bedetti, Primo libro di annali e memorabili successi accaduti negl’anni scorsi per uso e ad uso di me Pasquale Ubaldo d’Ant[onio] Bedetti Anconitano, secc.XVIII-XIX.

(11)
Di Francesco G.
Il culto di Sant’Emidio fra il Tronto e Vomano nel territorio della provincia di Abruzzo Ultra I, in "I terremoti e il culto di Sant’Emidio", a cura di A.A.Varrasso, pp.21-51.
Chieti 1989
Castelli V., Mandrelli F.M. e Orienti I.
Sant’Emidio protettore dai terremoti. Cenni sulla diffusione del culto attraverso la documentazione marchigiana, in "I terremoti e il culto di Sant’Emidio", a cura di A.A.Varrasso, pp.191-202.
Chieti 1989
Salvi G.
Memorie storiche di Sanginesio (Marche) in relazione con le terre circonvicine.
Camerino 1889

Institutional and administrative response

Non si hanno notizie di soccorsi immediati organizzati dalle autorità centrali. La gravità di questa carenza istituzionale si può misurare sul tono delle comunicazioni pubbliche inviate dalle autorità di Camerino alle istituzioni centrali dello Stato Pontificio, e anche sulla dissertazione del medico Moreschini, che fu molto eloquente nel sottolineare il ruolo della iniziativa privata e personale dei cittadini di Camerino nell’opera di ricostruzione (1). Tuttavia, in parte grazie alla pervicacia e alla intraprendenza della Comunità di Camerino nel proporre soluzioni economiche e nel richiedere provvedimenti, anche alternativi alla sovvenzione diretta, che permettessero di porre riparo ai danni causati dal terremoto, si ottennero infine alcune risposte dall’autorità centrale.
Nella seduta del consiglio cittadino del 21 agosto (2) il primo problema ad essere affrontato fu quello dei senza tetto e su proposta del consigliere Cucchiaroni fu deciso di dare aiuto ai poveri concedendo "a loro quelle porzioni di case, rimesse o altre camere che avanzano ai nostri bisogni". A tale scopo venne nominata una commissione composta di due nobili e due cittadini per sovrintendere alla requisizione ed assegnazione degli alloggi. Tale provvedimento ebbe però un’applicazione parziale e limitata nel tempo, infatti passato il primo momento i proprietari cominciarono a rivolgersi ai giudici per riavere le loro case (3). Nella seduta del 21 agosto il consiglio comunale dovette prendere provvedimenti contro il rialzo dei prezzi dei materiali edilizi; furono date disposizioni in merito allo sgombro delle strade (4); venne decisa la riparazione del forno pubblico, del palazzo pubblico e della chiesa della Madonna delle Carceri. Le spese per il restauro del palazzo pubblico furono anticipate da privati cittadini, la mancanza di fondi costrinse poi a sospendere i lavori (5). Accanto a questi problemi urgenti vi erano anche quelli relativi alla situazione politica: rifornimenti alle truppe austriache di passaggio lungo la via Flaminia (6), normalizzazione della vita amministrativa in tutti i suoi aspetti. Allo scopo di avere una visione dei danni più generale, indispensabile per avviare la ricostruzione, il consiglio comunale del 12 dicembre 1799 decise di affidare all’architetto Vici l’incarico di svolgere un accurato sopralluogo a Camerino per accertare i danni causati dal terremoto (7).
Le prime richieste della Municipalità di Camerino furono indirizzate al Comitato del governo provvisorio della Repubblica Romana, e riguardavano sospensione di aggravi fiscali, permessi di conio, permessi di utilizzo dei materiali preziosi ricuperabili fra le rovine, redirezione di parte delle tasse versate dalla Comunità di Camerino, e infine una sovvenzione di almeno 200.000 scudi. La risposta dell’autorità centrale fu in parte positiva, sebbene riguardasse di preferenza permessi ed esenzioni rinviando significativamente le sovvenzioni dirette (8).
Un anno dopo, vennero proposti da parte della città di Camerino nuovi provvedimenti. Una prevedeva l’abolizione di due conventi, quello dei PP. Olivetani e quello dei PP. Silvestrini, da lungo tempo estremamente ridotti nell’organico (un sacerdote ed un laico per ogni convento) al punto da non poter più espletare le più elementari funzioni della vita religiosa a beneficio della cittadinanza. Si richiedeva che le rendite dei due conventi, che ammontavano rispettivamente a 597,74 scudi e a 400 scudi circa, venissero redirette a favore delle ricostruzioni dovute al terremoto. Altre richieste riguardavano sgravi fiscali, come il condono della sovvenzione sopracitata in favore delle città di Rimino e Città di Castello e delle tasse riguardanti la Tenuta della Rancia (9).
La documentazione archivistica testimonia inoltre di alcuni, peraltro prevedibili, attriti e polemiche sorti fra i responsabili della ricostruzione, soprattutto per quanto riguardava le chiese Metropolitana e Collegiata (10). Se la situazione non era facile per le pubbliche istituzioni laiche, comunque, lo stesso si può dire dei centri religiosi. Le monache del monastero di Santa Chiara, raso al suolo quasi completamente dal terremoto, inviarono una supplica al cardinale Busca, prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo, affinché condonasse loro "l’imposta di paoli tre per cento", statale, e quella di uno scudo per cento stabilita dalla Comunità di Camerino per far fronte alle spese relative al terremoto stesso (11). In seguito a una visita ufficiale di sopralluogo alla Comunità di Camerino, il cardinale Busca decretò che si provvedesse all’elargizione di 1.200 scudi per il ripristino della rete viaria e del Palazzo Pubblico, e di un’altra somma, risoltasi in 900 scudi, per la ricostruzione della Chiesa Metropolitana e della Collegiata e per ulteriori spese di riedificazione relative ad edifici ecclesiastici (12).
A San Severino Marche in seguito alla caduta nel giugno del 1799 della Repubblica Romana ci fu un vuoto di potere fino al 14 agosto 1799. La magistratura cittadina di San Severino Marche cercò di affrontare e di risolvere i problemi più urgenti. Il consiglio cittadino decise di far periziare da 2 o 3 architetti e capimastri muratori tutte le case della città. Inoltre decise di prendere severe misure per porre un freno al forte rincaro dei materiali edilizi. Il 26 agosto il consiglio comunale inviò una deputazione alla Imperial Pontificia Reggenza di Stato in Macerata con richiesta di sgravi fiscali (13).

Note

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802
(2)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 21 agosto 1799.

(3)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 16 dicembre 1799.

(4)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 9 ottobre 1799.

(5)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 9 novembre 1799.

(6)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 30 dicembre 1799.

(7)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 30 dicembre 1799.

(8)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Memoriale della Municipalità di Camerino al Comitato del governo provvisorio della Repubblica Romana, Camerino 10 agosto 1799.

(9)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Promemoria della città di Camerino al cardinale protettore Antonelli, Camerino settembre 1800.

(10)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Promemoria della città di Camerino sulla ricostruzione della chiesa Cattedrale e della chiesa Collegiata di S.Venanzio, Camerino novembre 1804.

(11)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Camerino XVI, b.625 (1797-1802), Supplica delle monache del monastero di S.Chiara di Camerino al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo cardinale Busca, Camerino 1801.

(12)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Camerino XVI, b.625 (1797-1802), Minuta di decreti del prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo cardinale Busca in occasione della visita alla Comunità di Camerino, Camerino 17 ottobre 1801.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Promemoria della città di Camerino sulla ricostruzione della chiesa Cattedrale e della chiesa Collegiata di S.Venanzio, Camerino novembre 1804.

(13)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

Reconstructions and relocations

Nella sua dissertazione, il medico Moreschini fu molto eloquente nel sottolineare il ruolo della iniziativa privata e personale dei cittadini di Camerino nell’opera di ricostruzione. In effetti, i costi della ricostruzione gravarono pesantemente sulle spalle della cittadinanza, data la difficile situazione politica che fu in parte causa di una certa lentezza nella risposta istituzionale. I lavori furono in compenso accelerati grazie all’apporto massiccio di manodopera proveniente dall’esterno del territorio colpito, circa 300 "forestieri", gratificati di un aumento del salario consueto in ragione dell’urgenza con cui si richiedeva loro di effettuare i lavori. Nell’agosto del 1800, le ricostruzioni più urgenti erano state effettuate, e nel 1802 il Moreschini poteva dichiarare scomparse le tracce del terremoto (1).
Alcuni strascichi del terremoto risultano tuttavia da una parte della documentazione archivistica. Nel novembre del 1801 il vescovo di Sanseverino Angelo Antonio Anselmi inviava al papa Pio VII una relazione in cui, oltre a descrivere l’estrema povertà a cui il terremoto aveva ridotto lui e la sua comunità, per la necessità di raccogliere i fondi necessari alle riparazioni della chiesa, notificava il persistente stato di degrado delle chiese del Castello di Frontale e del Villaggio di Gagliannuovo. Il vescovo riferiva circa i provvedimenti legali adottati per costringere le popolazioni ad effettuare le operazioni di restauro, e chiedeva un intervento istituzionale nella sua opera di persuasione (2).
La ricostruzione della cattedrale di Camerino fu affidata all’architetto Andrea Vici, che dopo aver esaminato le parti superstiti dell’edificio, redasse tre progetti per la riedificazione. I lavori cominciarono nel 1806, alla morte di Vici furono portati avanti dall’ingegnere Clemente Folchi, nel 1823 fu messa in funzione una parte della chiesa che fu aperta al pubblico nel 1832 e ultimata nel 1834 (3).
La chiesa di S.Venanzio di Camerino ebbe una ricostruzione molto lunga e faticosa. Nel 1802 il prefetto della Congregazione del Buon Governo cardinale Busca affidò all’architetto Piernicoli l’incarico della riedificazione. La fase della ricostruzione della chiesa fu ritardata dall’urgente ricostruzione della chiesa cattedrale, da vicende politiche, dalla morte del cardinale Busca (4) e dell’architetto Piernicoli. Nel 1836 l’incarico della riedificazione fu affidato all’architetto modenese Poletti; la chiesa fu solennemente riaperta al culto nel 1875 (5).

Note

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802
Boccanera G.
Camerino e i terremoti, in "L’Appennino Camerte", a.51, n.31, 31 luglio 1971, p.2.
Camerino 1971
(2)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi al papa Pio VII, San Severino Marche 27 novembre 1801.

Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Sintesi e osservazioni della Sacra Congregazione del Concilio sulla relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi del 27 novembre 1801, Roma 1802.

(3)
Montironi A.
Il duomo di Camerino e gli architetti Vici e Folchi, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.153-168.
Ascoli Piceno 1979
(4)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Camerino 29 dicembre 1803.

(5)
Corradini S.
I danni del terremoto [del 1799] alla chiesa di San Venanzio e i primi tentativi della sua ricostruzione, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.43-62.
Ascoli Piceno 1979
Corradini S.
Le tappe della ricostruzione della chiesa di S.Venanzio (Regesto del carteggio Poletti e di altri documenti dell’archivio della basilica), in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.85-128.
Ascoli Piceno 1979
Bonifazi G.
Lettere del Poletti ad Amico Ricci, in "Camerino e la basilica di S.Venanzio nei secoli XVIII-XIX". Atti del convegno di studi storici su «Luigi Poletti e la ricostruzione della basilica di S.Venanzio nel quadro dell’architettura marchigiana dell’800», 22-23 maggio 1976, "I quaderni dell’Appennino Camerte", serie cinquantesimo, vol.15, pp.129-136.
Ascoli Piceno 1979
Biblioteca Comunale "Mozzi-Borgetti" di Macerata, Manoscritti, 1071, 1502/4, Lettera dell’architetto Luigi Poletti al marchese Amico Ricci, Roma 2 gennaio 1842.

Technical/scientific surveys

La ricerca archivistica ha portato alla luce sette accurate perizie realizzate dagli architetti Amadio e Vici in relazione ai danni subiti dagli edifici monumentali della città di Camerino in seguito al terremoto (1).

Note

(1)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Francesco Angelo Amadio, Camerino 19 settembre 1799.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro del Palazzo pubblico di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 29 maggio 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 24 maggio 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro dell’edificio dell’Università di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 4 giugno 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro delle Porte del Carmine e di Baldo di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 8 giugno 1800.

Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della chiesa della Madonna delle Carceri di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 5 giugno 1800.

Theories and observations

Il medico M.Moreschini interpretò il terremoto nel quadro della teoria elettricista, allora molto in voga, richiamandosi, in particolare alle tesi di Bertholon, che aveva progettato torri "paraterremoti", alla stregua di parafulmini rovesciati. Nello stesso testo, un capitolo è dedicato ai presunti effetti del terremoto su diverse patologie (1).

Note

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

Major earthquake effects

Tre furono le scosse più forti, percepite dalla popolazione con violenza crescente (le fonti hanno come punto di osservazione Camerino): la prima avvenne il 28 luglio alle ore 18 italiane (13:05 GMT ca.), non fece alcun danno, e fu sentita in una vasta area delle Marche e dell’Umbria. La seconda scossa alle ore 23 italiane (18:05 GMT ca.) più lunga e più forte, causò diversi danni agli edifici. La scossa principale, che causò le maggiori distruzioni avvenne alle ore 3 di notte (22:05 GMT ca.) e durò 6 secondi. Varie scosse si susseguirono per circa un mese. Interessanti fenomeni luminosi furono osservati in concomitanza con l’evento sismico: il più notevole consistette in una vampa di fuoco uscita dalla terra nella località Parolito, a 2 miglia e mezzo da Sanseverino. Gli effetti cumulativi risultarono particolarmente distruttivi a Cessapalombo, San Ginesio, Sarnano, Camerino e San Severino Marche. Cessapalombo fu completamente distrutta, le case crollarono dalle fondamenta. A Sanginesio gravi danni riportarono le abitazioni e le chiese. A Sarnano furono diffusamente danneggiate le abitazioni. A Camerino, per il quale si ha il maggior numero di informazioni, i danni maggiori riguardarono le abitazioni dei privati cittadini e fu osservato che le case di mattoni, ben costruite e di recente fattura, resistettero bene, mentre quelle più vecchie, che erano costruite con grosse pietre di cava irregolari, legate con pessime malte, subirono i danni più gravi: ribaltamenti delle pareti esterne o gravi lesioni. Fra gli edifici pubblici riportarono lesioni il campanile, il palazzo pubblico, le porte della città, l’ospedale e l’università; crollarono il tetto del duomo, la cupola della chiesa di S.Maria in Via e il catino della chiesa di S.Venanzio; subì alcuni danni la chiesa di S.Maria delle Carceri e fu distrutta la chiesa di S.Maria del Carmine. Alcune decine di paesi e villaggi dell’area collinare subirono danni gravi. A San Severino Marche la scossa causò danni notevolissimi a molti edifici; furono lesionati il palazzo vescovile, il pubblico forno e la porta del Peso; crollò la volta del coro della Cattedrale; riportarono danni gravi le chiese di S.Agostino, S.Rocco, S.Giuseppe, S.Giovanni, il monastero di S.Maria delle Grazie e le chiese suburbane di S.Maria del Glorioso e S.Domenico; la villa Collio fu gravemente danneggiata, crollarono le chiese di S.Michele e la porta S.Giovanni. Nella zona circonvicina crollarono molte case di campagna e molte chiese rurali; i paesi di Càgnore, Casolo, Fulconi, Gagliannuovo, Granali, Serrone e Stigliano furono quasi completamente distrutti. La scossa fu forte a Teramo dove furono lesionate parecchie case fuori della città e ad Assisi dove a Santa Maria degli Angeli il convento riportò lievissimi danni. La scossa fu avvertita molto forte senza causare danni ad Ancona e Perugia, debole a Roma.

Effects on the environment

Nel versante orientale del Monte d’Aria, a circa 3,5 km da San Severino Marche in direzione sud, si aprì una profonda voragine; il sito è ancora oggi noto con il toponimo di Buca del Terremoto ed è chiaramente indicato nella cartografia IGMI. In località I Ponti, nei pressi di Camerino, il terreno apparve smosso e sollevato; in un casino di caccia un muro della larghezza di circa 90 cm (4 palmi) fu spaccato profondamente e venne sollevato il pavimento che sosteneva.
Moreschini (1802) riferisce di alcuni fenomeni luminosi osservati in concomitanza con l’evento sismico: a Cessapalombo e a San Ginesio furono visti "globi di fuoco" alla sommità di due alte torri; a Parolito fu notata una "vampa di fuoco" che, secondo la descrizione di Moreschini, uscì dalla terra e vagò per la campagna incendiando un vecchio olmo e una capanna.

Full Chronology Of The Earthquake Sequence

28 luglio, alle ore 13:05 GMT ca. (intorno alle ore 18 italiane): prima scossa sentita fortemente, ma senza danni a Camerino;
alle ore 18:00 GMT ca. (prima delle ore 23 italiane): seconda scossa, causò alcuni danni a Camerino;
alle ore 22:05 GMT ca. (intorno alle ore 3 italiane della notte): scossa principale della durata di 6 secondi circa, con effetti distruttivi a Camerino e in tutto il territorio circostante.
Numerose altre repliche si susseguirono per circa un mese.

Bibliography

Author Title Text Value Text Date Place of publ.
*Archivio della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, sala B, scansia IX/b, vol.6, Cronaca del Convento 1705-1834.Direct source1705
*Archivio dell’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria, Vittorio Emanuele Aleandri, Notizie per la costruzione della carta sismica d’Italia raccolte in Sanseverino Marche, 8 novembre 1894.Catalogue1894
*Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Memoriale della Municipalità di Camerino al Comitato del governo provvisorio della Repubblica Romana, Camerino 10 agosto 1799.Direct source1799
*Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 24 maggio 1800.Direct source1800
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*Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 16 novembre 1799.Direct source1799
*Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 9 novembre 1799.Direct source1799
*Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 9 ottobre 1799.Direct source1799
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*Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Camerino luglio 1800.Direct source1800
*Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi al papa Pio VII, San Severino Marche 27 novembre 1801.Direct source1801
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Felt Localities (71)

Locality Province Lat Lon Intensity
CessapalomboMC43.108113.2578IX-X

Villaggio di circa 31 nuclei familiari, fu completamente distrutto; le case crollarono dalle fondamenta. Vi furono 9 morti, relativamente pochi rispetto agli effetti, perché la popolazione fu allertata da scosse precedenti. La torre campanaria della chiesa ebbe le mura squarciate (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802
Pergalani F.
Alcune note sul terremoto del 1799 nell’area camerte, in "Proposte e ricerche", fasc.13, pp.90-94.
Urbino 1984
Bittarelli A.A.
Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.57-100.
Camerino, Pieve Torina 1996
Barlesi G.
L’insorgenza a Caldarola, in A.A.Bittarelli, Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.59-81.
Camerino, Pieve Torina 1996

BarbiatoMC43.260313.2008A

Il terremoto causò il crollo dell’oratorio di S.Maria (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

CamporagliaMC43.267513.1056A

Il terremoto causò il crollo della chiesa di S.Lorenzo (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

CorscianoMC43.291913.1544A

Il terremoto causò il crollo della chiesa parrocchiale di S.Vito (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

FrontaleMC43.349213.1033A

Il terremoto causò il crollo della chiesa parrocchiale (1).

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi al papa Pio VII, San Severino Marche 27 novembre 1801.
1801

TabbianoMC43.238113.1503A

Il terremoto causò il crollo della chiesa di S.Lorenzo (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

CagnoreMC43.259413.1792IX

Da una parziale trascrizione del "Libro dei battesimi" della parrocchia di S.Giuseppe di San Severino, riportata in Paciaroni (1989), si evince che il villaggio fu quasi interamente distrutto; crollarono la chiesa parrocchiale di S.Giovanni, la canonica e la piccola chiesa di S.Maria delle Fontanelle (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

CamerinoMC43.135313.0681IX

I danni maggiori causati dal terremoto riguardarono le abitazioni dei privati cittadini, che in non pochi casi crollarono o furono dichiarate inabitabili. Le case sono descritte come "squarciate"; cumuli di macerie ingombravano le strade. Solo i piani terreni risultarono meno danneggiati. Fu osservato che le case di mattoni, ben costruite e di recente fattura, resistettero bene, mentre quelle più vecchie, che erano costruite con grosse pietre di cava irregolari, legate con pessime malte, subirono i danni più gravi.
Tuttavia la documentazione reperita riguarda, come è ovvio trattandosi di documenti ufficiali, nello specifico gli edifici pubblici della città. La torre pubblica, situata sopra la porta della chiesa dei padri Conventuali di S. Francesco, riportò notevoli lesioni che tuttavia non interessarono l’intero edificio, essendo intatte sia le fondamenta sia il cornicione e la corona sopra i quattro archi delle campane. I danni si ridussero quindi a una dilatazione a circa metà altezza della torre, e a lesioni che, correndo circolarmente tutto intorno all’edificio dal piano dell’orchestra al piano dei finestroni, lasciarono però intatti i pilastri angolari. Per quanto non tanto grave da rendere necessaria la demolizione, fu inoltre rilevato uno spostamento della struttura che portò la torre a pendere da un lato verso la casa dei marchesi Savini di circa 11 centimetri (circa mezzo palmo), e dall’altro di circa 4 centimetri (due buone once) (1).
Il palazzo pubblico presentò un distacco delle mostre delle finestre di pietra di peperino non collegate al muro, e un simile distacco del pilastro di peperino nell’angolo della facciata verso la piazza del duomo. Si staccò inoltre dal muro tutta la cortina ornamentale di mattoni nel cortile di prospetto all’ingresso: non essendo ben collegati in origine al muro di pietra in fondo al cortile, infatti, tutti gli elementi sia portanti, pilastri e archi, sia ornamentali, cornici, ornati di finestre e fondi di mattoni, si erano staccati dal muro. Altri muri del palazzo pubblico subirono danni simili: il muro della sala "della Famiglia" verso il cortile e il relativo muro laterale presentarono due strapiombi di circa 18 centimetri (circa dieci once), mentre una pendenza di circa 25 centimetri (quattordici once) fu notata nel muro in fondo al palco del teatro, verso la stanza del vestiario. Molto pericolanti risultarono il muro del palazzo pubblico verso il seminario, largo solo circa 67 centimetri (tre palmi), staccato per circa 7 centimetri (quattro once) dalle mura divisorie di fianco al forno, e un muro divisorio scollegato e in pericolo di crollo. Altre lesioni e piccoli distacchi presenti nell’edificio non minacciavano ulteriori movimenti o aggravamenti, ma richiedevano urgente riparazione (2).
I danni all’edificio dell’Università interessarono soprattutto le due estremità: risultarono infatti scollati dall’edificio e pericolanti il muro di facciata sopra il quartiere della piazza e quello sopra la Cancelleria nell’ultima scuola. Cadde la volta sopra la rampa di scale che portava alla Tesoreria, volta che sorreggeva il pavimento della prima scuola, di cui collassò in parte anche il soffitto. Nella stanza di passaggio contenente il camino il terremoto aggravò in maniera definitiva crepe preesistenti nelle mura laterali, e si determinò un abbassamento della volta di copertura delle scuole in un corridoio laterale, a causa dell’allontanamento dal muro che la sorreggeva (3).
Due delle porte della città furono danneggiate: della porta del Carmine rimase illeso l’ornato, ma cadde tutta la volta interna insieme a una parte delle mura laterali che la sorreggevano, mentre nella porta di Baldo, oltre alla volta e a parte di un muro laterale, crollò quasi interamente anche l’ornato esterno. Per quanto riguarda quest’ultima porta le riparazioni richiedevano inoltre, per poter garantire una maggiore resistenza dell’edificio, l’impiego di materiali migliori di quelli usati in precedenza, giudicati dall’architetto Vici assai scadenti (4).
La chiesa della Madonna delle Carceri, definita "assai robusta" dall’architetto Vici, subì comunque anch’essa alcuni danni. Cadde un pezzo di pietra dal cornicione superiore, rompendo una porzione del mattonato sottostante, e furono lesionati seppure in maniera non grave gli architravi di pietra delle finestre del primo ordine. La stanza posta sopra al portico minacciò il crollo e le volte di quattro coretti caddero o risultarono gravemente pericolanti; scomposti o mancanti alcuni tratti di grondaia. Nella casa del cappellano furono danneggiati la volta di una stanza, un muro divisorio in mattoni e un angolo (5).
Crollò il tetto del duomo, quattro gugliette in pietra della facciata caddero a notevole distanza nell’antistante piazzale; caddero parte della volta e il catino della chiesa di S.Venanzio (6); nella chiesa di S.Maria in Via cadde la cupola e si ebbero lesioni al tetto, alla volta e alle pareti (7); le chiese e i due monasteri del Carmine e di S.Chiara furono molto danneggiati e divennero inagibili (8). La chiesa di S.Maria del Carmine fu distrutta; ricostruita di minori dimensioni, fu riaperta nel 1854 (9). Dalla sommità della chiesa dei padri dell’Oratorio fu scagliato a terra il sostegno di una croce (10). Riportò danni anche l’ospedale (11).
L’architetto Andrea Vici, allievo di Vanvitelli, perito per il comune di Camerino, calcolò in 136.130 scudi la spesa per restaurare la città. Le perizie e la relazione circa i danni del terremoto indicano che si trattava principalmente di speroni per ridare il piombo agli edifici, di rifacimento dei tetti, inserimento di chiavi per rinforzare pareti e solai (12). In questi preventivi non furono compresi i danni relativi alla pulizia e alle decorazioni interne, i lavori di falegnameria, i danni subiti dagli edifici di proprietà o di competenza della Chiesa, e dei Benefici ecclesiastici. Non furono ricordati nemmeno i danni alle abitazioni di villeggiatura appena fuori città, e a tutto il territorio circostante. Queste voci potevano ammontare, secondo Vici, ad altri 200.000 scudi circa (13).

(1)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Francesco Angelo Amadio, Camerino 19 settembre 1799.
1799
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 24 maggio 1800.
1800
(2)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro del Palazzo pubblico di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 29 maggio 1800.
1800
(3)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro dell’edificio dell’Università di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 4 giugno 1800.
1800
(4)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro delle Porte del Carmine e di Baldo di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 8 giugno 1800.
1800
(5)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Relazione dell’architetto Andrea Vici sui danni causati agli edifici pubblici e alle abitazioni private della città di Camerino dal terremoto del 28 luglio 1799, Camerino 5 luglio 1800.
1800
(6)
Bittarelli A.A.
Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.57-100.
Camerino, Pieve Torina 1996
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Promemoria della città di Camerino al cardinale protettore Antonelli, Camerino agosto 1800.
1800
(7)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Camerino luglio 1800.
1800
(8)
Boccanera G.
Camerino e i terremoti, in "L’Appennino Camerte", a.51, n.31, 31 luglio 1971, p.2.
Camerino 1971
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Camerino 29 dicembre 1803.
1803
(9)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Promemoria della città di Camerino al cardinale protettore Antonelli, Camerino agosto 1800.
1800
(10)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802
(11)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Camerino 29 dicembre 1803.
1803
(12)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Francesco Angelo Amadio, Camerino 19 settembre 1799.
1799
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro del Palazzo pubblico di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 29 maggio 1800.
1800
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della Torre pubblica di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 24 maggio 1800.
1800
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro dell’edificio dell’Università di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 4 giugno 1800.
1800
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro delle Porte del Carmine e di Baldo di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 8 giugno 1800.
1800
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Perizia dei lavori necessari per il restauro della chiesa della Madonna delle Carceri di Camerino redatta dall’architetto Andrea Vici, Camerino 5 giugno 1800.
1800
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Relazione dell’architetto Andrea Vici sui danni causati agli edifici pubblici e alle abitazioni private della città di Camerino dal terremoto del 28 luglio 1799, Camerino 5 luglio 1800.
1800
(13)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, b.4, fasc.21, Terremoti (1789-1799), Relazione dell’architetto Andrea Vici sui danni causati agli edifici pubblici e alle abitazioni private della città di Camerino dal terremoto del 28 luglio 1799, Camerino 5 luglio 1800.
1800

CesoloMC43.258613.1931IX

Da una parziale trascrizione del "Libro dei battesimi" della parrocchia di S.Giuseppe di San Severino, riportata in Paciaroni (1989), si evince che il villaggio fu quasi interamente distrutto; subì gravi danni la chiesa parrocchiale di S.Maria (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

ElcitoMC43.321713.1061IX

Secondo Paciaroni (1989), che utilizza fonti manoscritte coeve, il terremoto causò il crollo di molte case di contadini e l’abitato subì notevolissimi danni (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

GagliannuovoMC43.263313.1869IX

Da una parziale trascrizione del "Libro dei battesimi" della parrocchia di S.Giuseppe di San Severino, riportata in Paciaroni (1989), si evince che il villaggio fu quasi interamente distrutto; le 52 famiglie (270 persone) che componevano il villaggio si accamparono in capanne (1). La chiesa di S.Croce e l’annessa canonica subirono danni gravissimi (2).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989
(2)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi al papa Pio VII, San Severino Marche 27 novembre 1801.
1801

GranaliMC43.247813.1994IX

Da una parziale trascrizione del "Libro dei battesimi" della parrocchia di S.Giuseppe di San Severino, riportata in Paciaroni (1989), si evince che il villaggio fu quasi interamente distrutto (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

LeteggeMC43.158313.1228IX

Secondo quanto asserisce nella sua dissertazione il medico Moreschini (1802), il paese fu quasi interamente distrutto (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

PozzuoloMC43.1513.1336IX

Secondo quanto asserisce nella sua dissertazione il medico Moreschini (1802), il paese fu quasi interamente distrutto (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

Santa LuciaMC43.115613.0858IX

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di IX grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

SerroneMC43.127813.3053IX

Da una parziale trascrizione del "Libro dei battesimi" della parrocchia di S.Giuseppe di San Severino, riportata in Paciaroni (1989), si evince che il villaggio fu quasi interamente distrutto; crollò la chiesa di S.Lucia (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

StatteMC43.145613.1492IX

Secondo quanto asserisce nella sua dissertazione il medico Moreschini (1802), il paese fu quasi interamente distrutto (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

StiglianoMC43.253613.1392IX

Da una parziale trascrizione del "Libro dei battesimi" della parrocchia di S.Giuseppe di San Severino, riportata in Paciaroni (1989), si evince che il villaggio fu quasi interamente distrutto; crollarono la chiesa parrocchiale di S.Giovanni Battista, l’annessa canonica e la chiesa di S.Damiano (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

TorricellaMC43.198913.0711IX

Secondo quanto asserisce nella sua dissertazione il medico Moreschini (1802), il paese fu quasi interamente distrutto (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

Villa d’AriaMC43.183913.1469IX

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di IX grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

Belforte del ChientiMC43.163113.2378VIII-IX

Secondo la testimonianza tratta dal libro dei morti della parrocchia di S.Eustachio il terremoto causò 2 morti (1).

(1)
Archivio Parrocchiale di Belforte del Chienti, Parrocchia di S.Eustachio, Libro IV dei Morti 1742-1830, c.392, Annotazione delle vittime causate dal terremoto del 28 luglio 1799.
1799

MoricoMC43.113.2642VIII-IX

Secondo la trascrizione del manoscritto del coevo diarista Barlesi, il terremoto causò gravi danni alle abitazioni; in una sola casa morirono 13 persone (1).

(1)
Barlesi G.
L’insorgenza a Caldarola, in A.A.Bittarelli, Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.59-81.
Camerino, Pieve Torina 1996

PortoloMC43.281113.1606VIII-IX

Il terremoto causò il crollo della chiesa di S.Anna (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

San CascianoMC43.052813.2672VIII-IX

Da una parziale trascrizione del "Libro dei defunti" della parrocchia di Cerreto di San Ginesio, riportata in Bittarelli (1996), risulta che terremoto causò la morte di poche persone (1).

(1)
Bittarelli A.A.
Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.57-100.
Camerino, Pieve Torina 1996

San CostanzoMC43.058913.3131VIII-IX

Da una parziale trascrizione del "Libro dei defunti" della parrocchia di Cerreto di San Ginesio, riportata in Bittarelli (1996), risulta che terremoto causò la morte di poche persone (1).

(1)
Bittarelli A.A.
Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.57-100.
Camerino, Pieve Torina 1996

ChigianoMC43.300813.1364B

Il terremoto causò la distruzione della vecchia chiesa parrocchiale di S.Savino (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

CusianoMC43.210813.2206B

Il terremoto causò la distruzione della chiesetta di S.Francesco (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989
Epigrafe posta nella facciata della chiesa di San Francesco di Cusiano in memoria della ricostruzione della chiesa crollata a causa del terremoto del 28 luglio 1799, 1800, in R.Paciaroni, "Memorie sismiche sanseverinati", pp.49, 51.
San Severino Marche 1989

Colle AmatoMC43.275613.1797C

Il terremoto causò l’apertura di lesioni nella chiesa di S.Michele Arcangelo (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

PalazzataMC43.289713.1678C

Il terremoto causò l’apertura di numerose fenditure nella chiesa di S.Palazia (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

ParolitoMC43.226413.2156C

Il terremoto causò l’apertura di crepe nella chiesa (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

SerraltaMC43.3113.1831C

Il terremoto causò gravissimi danni alle chiese di S.Stefano e S.Apollinare che risultarono fatiscenti e coi tetti sfondati (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

AgnanoMC43.173913.0633VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

BolognolaMC43.266913.1822VIII

Il terremoto causò l’apertura di molte crepe nella chiesa di S.Benedetto (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

CaldarolaMC43.137213.2258VIII

Il terremoto causò gravi danni alle abitazioni; in particolare furono fortemente danneggiate le facciate delle case, caddero tutti i comignoli e i pavimenti delle camere; crollò parzialmente il monastero di S.Caterina; morirono 3 persone (1).

(1)
Pergalani F.
Alcune note sul terremoto del 1799 nell’area camerte, in "Proposte e ricerche", fasc.13, pp.90-94.
Urbino 1984
Barlesi G.
L’insorgenza a Caldarola, in A.A.Bittarelli, Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.59-81.
Camerino, Pieve Torina 1996
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.176 B, Camerinensis et Fabrianensis II, Relazione dell’arcivescovo di Camerino alla Congregazione del Concilio sullo stato della diocesi, Camerino 29 dicembre 1803.
1803

CastelraimondoMC43.208613.0569VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

CerretoMC43.071913.3042VIII

Il terremoto causò il crollo di alcune case e la morte di alcune persone (1).

(1)
Bittarelli A.A.
Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.57-100.
Camerino, Pieve Torina 1996

FiungoMC43.126413.1436VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

GualdoMC43.066413.3383VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

Mergnano San SavinoMC43.163313.0522VIII

Il terremoto causò il crollo di una casa (1).

(1)
Archivio di Stato di Macerata, Sezione di Camerino, Comune di Camerino, Riformanze, reg.A80 (1799-1800), Verbale della seduta del Consiglio della Comunità di Camerino del 21 agosto 1799.
1799

PiecaMC43.080613.2817VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

PioracoMC43.178112.9858VIII

Le fonti coeve non menzionano questa località. Baratta (1901) riporta la comunicazione di un corrispondente locale, tale Ludovico Ludovici, che avrebbe estratto notizie sugli effetti di questo terremoto da memorie manoscritte del tempo. Il quadro dei danni che emerge è il seguente: alcune case furono rese inabitabili e le altre subirono varie lesioni, caduta di comignoli e di qualche parte dei muri più vecchi; nelle volte, nella facciata e nel pavimento della chiesa parrocchiale si aprirono leggerissime lesioni, la canonica divenne inabitabile; subirono gravi danni la chiesa e il convento di S.Francesco (1).

(1)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901

PolverinaMC43.091113.1172VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

San GinesioMC43.107513.3189VIII

Vi furono gravi danni alle chiese e alle abitazioni; morirono 5 persone. Il terremoto causò il crollo parziale della torre pubblica, alta circa 30 m (100 piedi romani), che cadendo danneggiò la volta dell’attigua chiesa collegiata; la parte alta della torre, con le campane e il cupolino, del peso di oltre 430 kg (circa 1.300 libbre), per la violenza della scossa fu scagliata sulla piazza a circa 6 m (20 piedi) di distanza dalla sua base (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802
Pergalani F.
Alcune note sul terremoto del 1799 nell’area camerte, in "Proposte e ricerche", fasc.13, pp.90-94.
Urbino 1984
Bittarelli A.A.
Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.57-100.
Camerino, Pieve Torina 1996

San Severino MarcheMC43.228613.1772VIII

Il terremoto causò danni notevolissimi in molti edifici (1); crollò la volta del coro della Cattedrale; si staccarono parti delle volte nelle chiese di S.Agostino e di S.Rocco; rovinò l’oratorio di S.Filippo; subirono danni gravi le chiese di S.Giuseppe e di S.Giovanni e le chiese suburbane di S.Domenico e di S.Maria del Glorioso; la chiesa di S.Michele fu distrutta e rifabbricata nel 1830; danni gravi si ebbero alla villa Collio (2). La statua di Cristo collocata sopra la cappella della Madonna nella chiesa di S.Maria del Glorioso cambiò direzione (3). Il convento di S.Maria delle Grazie, noto anche col nome di S.Pacifico, fu uno degli edifici più colpiti. Fu danneggiato il palazzo vescovile (4), e la perizia dell’architetto Monghini valutò il costo della ricostruzione 1.800 scudi. Si dovettero demolire i muri del forno pubblico; il ponte "delle Capre" necessitò di riparazioni; subì gravi danni la porta del Peso; la porta di S.Giovanni, crollando, mandò fuori piombo la contigua facciata della casa di P.Marantoni (5). Vi furono 2 feriti; la popolazione si accampò fuori dalle mura cittadine per vari mesi (6).

(1)
Marcaccini O.
I terremoti a Sanseverino nel sec.XVIII, in "L’Appennino Camerte", a.48, n.5, 3 febbraio 1968, p.4; n.7, 17 febbraio 1968, p.4; n.8, 24 febbraio 1968, p.4.
Camerino 1968
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi al papa Pio VII, San Severino Marche 27 novembre 1801.
1801
(2)
Archivio dell’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria, Vittorio Emanuele Aleandri, Notizie per la costruzione della carta sismica d’Italia raccolte in Sanseverino Marche, 8 novembre 1894.
1894
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989
(3)
Epigrafe posta sull’ultimo pilastro a sinistra dell’altare maggiore della chiesa di Santa Maria del Glorioso di Sanseverino in memoria del terremoto del 28 luglio 1799, in R.Paciaroni, "Memorie sismiche sanseverinati", pp.40, 51.
San Severino Marche 1989
(4)
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi al papa Pio VII, San Severino Marche 27 novembre 1801.
1801
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Sintesi e osservazioni della Sacra Congregazione del Concilio sulla relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi del 27 novembre 1801, Roma 1802.
1802
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Sintesi e osservazioni della Sacra Congregazione del Concilio sulla relazione del vescovo Giacomo Ranghiaschi del 16 aprile 1817, Roma 1817.
1817
(5)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989
(6)
Marcaccini O.
I terremoti a Sanseverino nel sec.XVIII, in "L’Appennino Camerte", a.48, n.5, 3 febbraio 1968, p.4; n.7, 17 febbraio 1968, p.4; n.8, 24 febbraio 1968, p.4.
Camerino 1968
Archivio Segreto Vaticano, Sacra Congregatio Concilii, Relationes dioecesium, b.745 B, Sancti Severini II, Sintesi e osservazioni della Sacra Congregazione del Concilio sulla relazione del vescovo Angelo Antonio Anselmi del 27 novembre 1801, Roma 1802.
1802

SarnanoMC43.035313.3014VIII

Il terremoto causò gravi danni diffusi alle abitazioni, e vi furono 6 vittime; alcune persone morirono nella parrocchia di S.Agostino (1).

(1)
Pergalani F.
Alcune note sul terremoto del 1799 nell’area camerte, in "Proposte e ricerche", fasc.13, pp.90-94.
Urbino 1984
Bittarelli A.A.
Gli avvenimenti dell’età napoleonica in alcuni diaristi del camerinese, ristampato in Id. "Camerinum", pp.57-100.
Camerino, Pieve Torina 1996

TuseggiaMC43.164713.08VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

VallicchioMC43.081913.0581VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

Varano di SottoMC43.111413.1208VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

CostaMC43.188613.0036VII-VIII

Le fonti coeve non menzionano questa località. Baratta (1901) riporta la comunicazione di un corrispondente locale di Pioraco, tale Ludovico Ludovici, che avrebbe estratto notizie sugli effetti di questo terremoto da memorie manoscritte del tempo. Il quadro dei danni che emerge è il seguente: tutte le abitazioni furono danneggiate più o meno gravemente, ma nessuna crollò ad eccezione di una piccola casa, che crollò parzialmente; la chiesa di S.Paolo subì lesioni così gravi che dovette essere demolita (1).

(1)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901

ParadisoMC43.1813.0119VII-VIII

Le fonti coeve non menzionano questa località. Baratta (1901) riporta la comunicazione di un corrispondente locale di Pioraco, tale Ludovico Ludovici, che avrebbe estratto notizie sugli effetti di questo terremoto da memorie manoscritte del tempo. Il quadro dei danni che emerge è il seguente: furono gravemente danneggiati un casino signorile e una casa colonica; crollò parzialmente una piccola chiesa (1).

(1)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901

Rocca d’AielloMC43.188113.0639VII-VIII

Il terremoto causò il crollo di due torrioni, uno di cinque e l’altro di sette piani (1).

(1)
Conti A.
Camerino e i suoi dintorni.
Camerino 1872

AmandolaAP42.979713.3569VII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

EsanatogliaMC43.251112.9478VII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

LeteggioleMC43.156413.13VII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1). Secondo la relazione del medico Moreschini il paese non subì alcun danno (2).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985
(2)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

MatelicaMC43.255613.0092VII

Non sono note descrizioni degli effetti. Pergalani et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VII grado MCS sulla base di ricerche d’archivio di cui tuttavia non forniscono il dettaglio (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

PieveboviglianaMC43.061913.0847VII

Secondo una recente revisione basata su ricerche d’archivio, ma che tuttavia non fornisce il dettaglio macrosismico, gli effetti sono valutati del VII grado MCS (1).

(1)
Pergalani F., Monachesi G. e Stucchi M.
The Camerino earthquake of July 28, 1799, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.70-71.
Roma 1985

TeramoTE42.658613.7039VII

Secondo la cronaca coeva del sacerdote Angelo De Iacobis, parzialmente trascritta in Di Francesco (1989), il 28 luglio fu avvertita una prima scossa senza danni alle ore 18:05 GMT ca. (ore 23 italiane); una seconda scossa, segnalata alle ore 22:50 GMT ca. (3 e tre quarti della notte in orario all’italiana) causò grande spavento in città e fece danni in parecchie case dei dintorni; alle ore 2:05 GMT ca. del 29 luglio (7 italiane) si sentì una forte replica (1).

(1)
Di Francesco G.
Il culto di Sant’Emidio fra il Tronto e Vomano nel territorio della provincia di Abruzzo Ultra I, in "I terremoti e il culto di Sant’Emidio", a cura di A.A.Varrasso, pp.21-51.
Chieti 1989

FontecupaMC43.248913.1733E

Il terremoto causò danni alla chiesa parrocchiale di S.Biagio (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

CollicelliMC43.303613.1664D

Il terremoto causò l’apertura di numerose fenditure nella chiesa di S.Michele Arcangelo (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

ColmoneMC43.272813.1953D

Il terremoto causò l’apertura di lesioni nella chiesa di S.Bartolomeo (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

FiastraMC43.035313.1564VI

Secondo quanto asserisce nella sua dissertazione il medico Moreschini (1802), il paese fu danneggiato in modo non grave (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

MucciaMC43.081113.0428VI

Secondo quanto asserisce nella sua dissertazione il medico Moreschini (1802), il paese fu danneggiato in modo non grave (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

Santa Maria degli AngeliPG43.058312.5792VI

La scossa del 28 luglio (ore 22:05 GMT ca.) causò qualche lieve danno al convento; durante la notte furono avvertite 2 o 3 repliche.
Dieci giorni prima, il 18 luglio 1799 alle ore 7:45 GMT ca. (12 e mezza in orario all’italiana), fu avvertita una forte scossa che causò spavento, ma nessun danno; alle ore 20:45 GMT ca. (una e mezza italiane della notte) una scossa più forte della precedente causò qualche danno in alcune celle, nella biblioteca e nella chiesa. Una nuova replica fu avvertita il 24 luglio, alle ore 22:10 GMT ca. (ore 3 italiane della notte) (1).

(1)
Archivio della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, sala B, scansia IX/b, vol.6, Cronaca del Convento 1705-1834.
1705

Serravalle di ChientiMC43.072512.955VI

Secondo quanto asserisce nella sua dissertazione il medico Moreschini (1802), il paese fu danneggiato in modo non grave (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

GaglianvecchioMC43.288313.1989V

Secondo Paciaroni (1989), che utilizza fonti manoscritte coeve, il terremoto non causò danni (1).

(1)
Paciaroni R.
Memorie sismiche sanseverinati.
San Severino Marche 1989

PerugiaPG43.106112.3864V

Il terremoto avvenne durante la battaglia tra gli austriaci ed aretini contro i repubblicani francesi e fu avvertito molto fortemente dentro la città e dai soldati che si trovavano nel campo di Massiano (1).

(1)
Archivio Storico del Convento di San Pietro di Perugia, C.M. 347, Memorie storiche dei fatti occorsi in Perugia e suo territorio negli anni 1798 e 1799.
1798

AnconaAN43.603113.5072F

Furono avvertite 5 scosse, fra cui le più violente furono quelle delle ore 18:05 GMT circa e delle 22:05 GMT (1).

(1)
Biblioteca Comunale "L.Benincasa" di Ancona, Manoscritti, 286, Pasquale Ubaldo Bedetti, Primo libro di annali e memorabili successi accaduti negl’anni scorsi per uso e ad uso di me Pasquale Ubaldo d’Ant[onio] Bedetti Anconitano, secc.XVIII-XIX.
0018

FanoPU43.836713.0175F

La scossa fu avvertita (1).

(1)
Marcolini C.
Notizie storiche della provincia di Pesaro e Urbino dalle prime età fino al presente.
Pesaro 1883

RomaRM41.895312.4822III

La scossa fu avvertita debolmente (1).

(1)
Moreschini M.
Ragionamento storico-filosofico sul tremuoto accaduto in Camerino il dì 28 luglio 1799.
Camerino 1802

SerrapetronaMC43.175613.1886NC

Si trova in un’area di danni gravi, ma non sono state reperite fonti specifiche (1).

(1)
Pergalani F.
Alcune note sul terremoto del 1799 nell’area camerte, in "Proposte e ricerche", fasc.13, pp.90-94.
Urbino 1984

Buca del Terremoto43.199713.1692EE