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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading

Date Time Lat Lon Rel Io Imax Sites Nref Me Rme Location Country
11 06 169502:2042.63312.1b10103700326.2!Lazio settentrionaleItaly

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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
1695 06 11 02 20 -- 42.63 12.10 0.0 10.0 0 32 Lazio settentrionale


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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
CFT 1695 06 11 02:20 42.62 12.10 9.0 9.0 34 26 Lazio settentrionale
PFG 1695 06 11 02:30 42.63 12.10 9.0 - - - Bagnoregio


PFG = Catalogo dei terremoti italiani dall anno 1000 al 1980, PFG/CNR
ING = Catalogo dei terremoti italiani dal 1456 a.C. al 1980, ING

State of earthquakes review

È stata revisionata la bibliografia del Catalogo PFG (1985) e sono stati reperiti nuovi materiali archivistici e memorialistici. Documentazione amministrativa di grande rilevanza per la definizione degli effetti del terremoto e dei successivi provvedimenti istituzionali è conservata presso l’Archivio Storico Comunale di Viterbo e l’Archivio di Stato di Roma. Il primo conserva nel "Registro di lettere ed informazioni scritto per affari e interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo", copia della relazione redatta il 22 giugno 1695 dal vescovo di Bagnarea, che contiene informazioni molto dettagliate e precise sui danni causati nella sua diocesi, sui livelli demografici della stessa e sui provvedimenti presi nella fase di prima emergenza (1). L’analisi di questa relazione ha in particolare permesso la distinzione degli effetti di danno tra i due insediamenti che componevano Bagnorea: Civita, l’insediamento originario, e Roda (Bagnoregio). Questa relazione è stata pubblicata nel 1983 con una breve introduzione critica (2).
Presso l’Archivio di Stato di Roma, nel fondo Camerale I, serie Chirografi, sono conservati i due chirografi, datati rispettivamente 15 giugno e 13 luglio, con i quali papa Innocenzo XII dispose lo stanziamento di complessivi 11.000 scudi e sgravi fiscali per ulteriori 12.000 scudi circa in favore delle località più danneggiate (3). Informazioni complementari per i provvedimenti finanzari accordati dal papa sono conservate presso l’Archivio di Stato di Roma, in una nota conservata nel fondo Congregazioni particolari deputate (4) e in una nota conservata nel fondo Congregazione del Buon Governo (5).
Gli effetti del terremoto sono attestati anche in alcune relazioni coeve inedite (6) e a stampa (7); in memoria del terremoto e delle processioni successivamente tenutesi nell’area dei danni fu inoltre composto un sonetto (Cancellotti, 1695) (8). Riportano notizia del terremoto anche due numeri coevi degli "Avvisi stampati di Foligno" (9).
Il terremoto è attestato nella produzione storiografica del Settecento (Muratori 1762-1764 (10)), Ottocento (Moroni 1840-1879 (11)) e Novecento (Meli 1903 (12), Santucci 1997 (13)).
Il terremoto è ricordato nella tradizione sismologica moderna (14) ed è stato oggetto di una revisione scientifica che ha preso in considerazione numerose fonti mai utilizzate in precedenza (Margottini et al. 1985) (15).

Note

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

(2)
Il terremoto del 1695 a Civita di Bagnoregio in una inedita relazione, in "Biblioteca e Società", vol.5 (1983), n.1-2, pp.9-13.
Viterbo 1983
(3)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, p.177, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 15 giugno 1695.

Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, pp.183-185, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 13 luglio 1695.

(4)
Archivio di Stato di Roma, Congregazioni particolari deputate, Cause diverse, tomo 38, n.8, Congregazione sopra le materie del terremoto (1707), Nota interna della Congregazione deputata per il terremoto sulle somme erogate dalla Camera Apostolica a favore delle popolazioni danneggiate dal terremoto del 1695, Roma giugno 1703.

(5)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie XI (Conti e tasse diverse), Terremoti e incasati, b.300, Terremoto del 1730 in Norcia, Cascia, Visso, Cerreto, Sellano di Spoleto e Montesanto, Nota delle esenzioni concesse a varie Comunità per i danni subiti a causa dei terremoti, 1750.

(6)
Biblioteca Comunale di Foligno, Misc. H-KI, n.12, Relazione del Teremoto seguito nella Città di Viterbo et altre Città circonvicine, p[er] l’aviso di lettere venute e di giente da d[et]ti Lochi, Roma 18 Giug[n]o 1695.

(7)
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
(8)
Cancellotti A.
Per i terremoti sentitisi in Viterbo, e suoi contorni, si portano in processione le gloriose teste de SS.Protettori Valentino, et Ilario e per essi si ottine la grazia, che cessino senza danno della sudetta Città.
Viterbo 1695
(9)
Avvisi stampati di Foligno, 1695.06.22, n.25.
Foligno 1695
Avvisi stampati di Foligno, 1695.07.19, n.29.
Foligno 1695
(10)
Muratori L.A.
Annali d’Italia dal principio dell’era volgare sino all’anno 1750, 12 voll.
Lucca 1762
(11)
Moroni G.
Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni specialmente intorno ai principali santi, beati, martiri, padri, ai sommi pontefici, cardinali e più celebri scrittori ecclesiastici, 103 voll. + 6 di indici.
Venezia 1840
(12)
Meli R.
Di una lapide esistente in Bagnorea nella quale si fa parola del terremoto ivi avvenuto nell’anno 1695, in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol.22.
Roma 1903
(13)
Santucci F.
Assisi: una storia di terremoti, in "Subasio", supplemento degli "Atti Accademia Properziana del Subasio", a.5, n.4, 30 dicembre 1997, pp.1-4.
Assisi 1997
(14)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901
Mercalli G.
Vulcani e fenomeni vulcanici in Italia (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1981).
Milano 1883
Galli I.
I terremoti nel Lazio.
Velletri 1906
Perrey A.
Mémoire sur les tremblements de terre de la péninsule italique, in "Mémoires Couronnés et Mémoires des Savants Étrangers de l’Académie Royale de Belgique", tomo 22 (1846-47).
Bruxelles 1848
De Rossi M.S.
Scosse di terremoto a Bagnorea nel 1695, in "Bullettino del Vulcanismo Italiano", a.17 (1890), pp.93-94.
Roma 1897
(15)
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

Effects in the social context

Nell’area dei massimi danni, corrispondente alla diocesi di Bagnoregio, complessivamente abitata da 11.000 persone, ci furono soltanto poche decine di morti. Infatti la maggior parte degli abitanti si mise in salvo perché, nonostante la scossa principale fosse avvenuta di notte, circa alle 2:20 GMT dell’11 giugno, tre ore prima una forte scossa aveva indotto quasi tutti ad abbandonare le proprie case. Dopo il terremoto i numerosi senzatetto di Bagnorea e del suo circondario si trasferirono in baracche allestite in aperta campagna; molte di queste crollarono però pochi giorni dopo a causa di un forte temporale accompagnato da una violenta grandinata che abbatté varie baracche.
Il ritorno alla normalità fu probabilmente abbastanza rapido: il papa Innocenzo XII e la sua amministrazione, tempestivamente informati degli eventi, procedettero con sollecitudine al reperimento di fondi da destinare ai lavori di prima emergenza e, in una fase successiva, di ricostruzione. Quanto alla fase di prima emergenza, al momento della scossa principale, nessuna delle autorità locali si trovava sul posto. Il vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti si trovava a Viterbo; avvisato 7 ore dopo dell’accaduto (circa alle 9 GMT dell’11 giugno), raggiunse la sua sede diocesana nel pomeriggio avanzato: come prima cosa fece raccogliere i sopravvissuti e provvide alla distribuzione di viveri e a far montare la guardia per evitare atti di sciacallaggio; provvide inoltre al trasferimento delle 22 monache di Roda a Viterbo, dopodiché si dedicò all’allestimento di ricoveri di fortuna. Monsignor Conti, governatore di Viterbo, si trovava invece a Roma; ricevuto da papa Innocenzo XII l’ordine di recarsi nell’area dei danni con 2.000 scudi da destinare alle popolazioni di Bagnorea, Celleno e Lubriano, Conti arrivò a Bagnorea martedì 14 giugno; il papa ordinò inoltre anche ai vescovi di Viterbo, Sacchetti, e di Montefiascone, Barbarigo (il quale al momento del terremoto si trovava a Roma), di provvedere ai primi soccorsi. Il coordinamento di questi lavori spettò al governatore Conti e al segretario di Stato, cardinale Spada, cui fu indirizzata la relazione completa sui danni causati dal terremoto redatta il 22 giugno 1695 dal vescovo di Bagnorea, Vincenzo degli Atti.
Papa Innocenzo XII provvide all’isituzione di una commissione, o "congregazione speciale", per individuare i provvedimenti finanziari necessari. Il primo stanziamento di 2.000 scudi, concesso già il 14 giugno, fu registrato con chirografo papale il giorno successivo. Il 22 luglio il papa emanò un secondo chirografo, con il quale furono concessi: a Bagnorea 6.000 scudi in contanti più l’esenzione triennale dai pesi camerali per 3.570,87 scudi complessivi; a Celleno 2.500 scudi in contanti più l’esenzione triennale dai pesi camerali per 1.752,06 scudi complessivi; a Lubriano 500 scudi in contanti più l’esenzione triennale dai pesi camerali per 255 scudi complessivi; a Orvieto l’esenzione per due anni dal "sussidio triennale", con un risparmio di 6.490 scudi, con l’obbligo di destinare questa cifra alle ricostruzioni (1). Complessivamente pertanto papa Innocenzo XII stanziò 11.000 scudi in contanti e oltre 12.000 scudi sotto forma di esenzioni fiscali. Questi provvedimenti furono giudicati "generosi" in tutte le fonti coeve; va comunque precisato che in una prima stima del vescovo Vincenzo degli Atti relativa alla completa ricostruzione di Bagnorea, il costo di questi lavori era stato valutato pari a circa 50.000 scudi.
Le principali informazioni sulle ricostruzioni sono relative ai due insediamenti che componevano Bagnorea: Civita, il sito originario, e Roda. Le autorità locali erano consapevoli delle difficoltà presentate dalla ricostruzione di Civita, costruita su uno sperone tufaceo soggetto a gravi fenomeni erosivi e all’attivazione di frane, tanto che il vescovo, monsignor Vincenzo degli Atti, propose di utilizzare i materiali di recupero del palazzo vescovile e di altri edifici crollati per l’allestimento di alloggi più sicuri per i senzatetto, e, in una fase successiva, di utilizzare per la ricostruzione di Roda i materiali edilizi recuperati a Civita. Inoltre il vescovo propose di non riedificare la cattedrale a Civita: nel 1699 la cattedra vescovile fu trasferita dalla chiesa di S.Donato di Civita, che fu comunque riedificata come semplice chiesa parrocchiale, alla ex-collegiata di S.Nicola di Roda, che aveva subito danni gravissimi. A parte il rifacimento della chiesa di S.Donato, non si ha notizia di altre ricostruzioni a Civita, ed è al contrario noto che il palazzo vescovile rimase in ruderi, mentre Roda fu completamente ricostruita e, probabilmente, si accrebbe anche la sua popolazione, accogliendo almeno una parte degli abitanti di Civita. Per accrescere gli edifici residenziali di Roda il vescovo degli Atti propose di utilizzare l’area disabitata situata posta tra i conventi di S.Francesco e di S.Agostino; quanto invece all’edilizia ecclesiastica e pubblica, dovevano essere ricostruiti il palazzo pretorio, il palazzo priorale, il tribunale, il monte di Pietà, la chiesa collegiata, il monastero delle monache e i conventi; dovevano invece essere costruiti il palazzo vescovile e il seminario, precedentemente situati a Civita, che il vescovo propose di collocare ai lati e di fronti la cattedrale assieme alla canonica e al Monte di Pietà.

Note

(1)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, pp.183-185, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 13 luglio 1695.

Archivio di Stato di Roma, Congregazioni particolari deputate, Cause diverse, tomo 38, n.8, Congregazione sopra le materie del terremoto (1707), Nota interna della Congregazione deputata per il terremoto sulle somme erogate dalla Camera Apostolica a favore delle popolazioni danneggiate dal terremoto del 1695, Roma giugno 1703.

Demography elements

Il vescovo di Bagnorea, Vincenzo degli Atti, in una relazione del 22 giugno inviata al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695 (1), riporta in dettaglio la consistenza demografica di Bagnorea e dei paesi e casali della sua diocesi, il cui territorio ricadeva per gran parte sotto la giurisdizione del governatore di Viterbo, all’epoca monsignor Conti:
Bagnorea, parte vecchia (Civita): 150 case e 600 abitanti.
Bagnorea, parte nuova (Roda): 300 case e 1.500 abitanti.
Bonmarzo: terra infeudata al duca Lanti: fuochi 262, anime 1529.
Castel Cellesi ("Castel Cellese"), infeudata al conte Cellese: fuochi 41, anime 186.
Castiglione in Teverina ("Castiglione"), sotto il governo d’Orvieto: fuochi 230, anime 930.
Civitella d’Agliano ("Civitella"), sotto la comunità di Orvieto: fuochi 155, anime 670.
Graffignano, infeudata alla duchessa Visconti Borromei: fuochi 71, anime 236.
Grotte Santo Stefano ("Grotte di S.Stefano o Mugnano"), terra spettante parte al governo di Viterbo e parte al principe Pamfilio: fuochi 184, anime 840.
La Magione ("Maggione"), terra spettante ai cavalieri dell’ordine di Malta: fuochi 12, anime 60.
Lubriano, sotto Orvieto: fuochi 81, anime 425.
Mognano, sotto Viterbo: fuochi 50, anime 200.
Montecalvello, infeudata a principe Pamfilio: fuochi 55, anime 230.
Roccalvecce ("Rocca del Veccio"), terra infeudata al Marchese Costaguti: fuochi 93, anime 360.
San Michele in Teverina ("Castel di Piero"), infeudata al conte Benedetti: fuochi 92, anime 383.
Santa Caterina, sotto Bagnorea: fuochi 16, anime 96.
Sermugnano, sotto Orvieto: fuochi 70, anime 300.
Spicciano, infeudata al marchese Costaguti: fuochi 55, anime 240.
Tordimonte, sotto Orvieto: fuochi 72, anime 173.
Vetriolo: fuochi 79, anime 400.
Viano, sotto Castiglione o Orvieto: fuochi 36, anime 217.
Vitorchiano, terra spettante ai Conservatori di Roma: fuochi 370, anime 1430, più un monastero con circa 30 monache.
Complessivamente nella diocesi di Bagnorea vivevano 2474 famiglie, o fuochi, per 11.035 persone.

Note

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Elements of the local buildings

Le fonti attestano che le case di Montefiascone e quasi tutti gli edifici di Civita versavano in cattivo stato di conservazione già prima del terremoto (1). I caratteri edilizi e il particolare sito di fondazione di Civita contribuirono alla gravissima entità dei danni subiti da questa località: questa località era infatti fondata su un acrocoro tufaceo fortemente instabile e soggetto a fenoneni erosivi e all’attivazione di numerose frane; i suoi edifici erano per la maggior parte fatiscenti. Il vescovo di Bagnorea, Vincenzo degli Atti, ricorda che solo alcuni edifici di Civita erano in buono stato all’epoca del terremoto. Quanto invece al vicino insediamento di Roda (Bagnoregio), è attestata una diffusa buona qualità del costruito, in particolare per l’edilizia monumentale e i palazzi patrizi: i danni in questa località furono infatti, benché gravissimi, inferiori rispetto a quelli di Civita, e molti edifici, comprese anche varie case definite "ordinarie" nelle fonti, poterono essere riparate con costi limitati (2).

Note

(1)
Biblioteca Comunale di Foligno, Misc. H-KI, n.12, Relazione del Teremoto seguito nella Città di Viterbo et altre Città circonvicine, p[er] l’aviso di lettere venute e di giente da d[et]ti Lochi, Roma 18 Giug[n]o 1695.

Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

(2)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Administrative historical affiliations

La zona colpita faceva parte dello Stato Pontificio; l’area dei massimi danni, corrispondente alla diocesi di Bagnorea (Bagnoregio), faceva parte della provincia del Patrimonio di San Pietro. Quest’area era amministrativamente divisa tra i governatorati di Viterbo e Orvieto; molti casali e terre danneggiati erano infeudati (1).

Note

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Social and economic effects

I morti furono poche decine su una popolazione totale, per quanto riguarda la diocesi di Bagnorea, il territorio più danneggiato dal terremoto, di circa 11.000 persone. La maggior parte degli abitanti si mise in salvo perché, nonostante la scossa principale fosse avvenuta di notte, circa alle 2:20 GMT dell’11 giugno, tre ore prima una forte scossa li aveva indotti ad abbandonare le proprie case (1). Dopo il terremoto i numerosi senzatetto di Bagnorea e del suo circondario si trasferirono in baracche allestite in aperta campagna; molte di queste crollarono però pochi giorni dopo a causa di un forte temporale accompagnato da una violentissima grandinata. Il ritorno alla normalità fu comunque probabilmente abbastanza rapido: il papa Innocenzo XII e la sua amministrazione, tempestivamente informati degli eventi, procedettero con sollecitudine al reperimento di fondi da destinare ai lavori di prima emergenza e, in una fase successiva, di ricostruzione: martedì 14 giugno, cioè tre giorni dopo il terremoto, furono consegnati 2.000 scudi, destinati alle popolazioni danneggiate di Bagnorea, Celleno e Lubriano, al governatore di Viterbo, monsignor Conti, che in quei giorni si trovava a Roma; il 13 luglio furono stanziati 9.000 scudi in contanti per Bagnorea, Celleno e Lubriano e furono concesse esenzioni fiscali per complessivi 12.000 scudi circa a queste località e a Orvieto (2).
Dopo il terremoto si svolsero processioni e varie manifestazioni devozionali a Bagnorea, Orvieto e Montefiascone (3).

Note

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

(2)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Archivio di Stato di Roma, Congregazioni particolari deputate, Cause diverse, tomo 38, n.8, Congregazione sopra le materie del terremoto (1707), Nota interna della Congregazione deputata per il terremoto sulle somme erogate dalla Camera Apostolica a favore delle popolazioni danneggiate dal terremoto del 1695, Roma giugno 1703.

Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, p.177, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 15 giugno 1695.

Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, pp.183-185, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 13 luglio 1695.

(3)
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Institutional and administrative response

Dopo il terremoto, l’amministrazione pontificia provvide con sollecitudine ad assistere le popolazioni nella fase della prima emergenza, a pianificare gli interventi e a stanziare fondi ingenti, benché inferiori alle somme ritenute necessarie dal vescovo di Bagnorea, Vincenzo degli Atti. Al momento del terremoto nessuna delle principali autorità locali si trovava sul posto. Il vescovo Vincenzo degli Atti si trovava a Viterbo; fu avvisato 7 ore dopo dell’accaduto (circa alle 9 GMT dell’11 giugno) e a sua volta mandò un primo dispaccio al segretario di Stato, cardinale Spada, alle 10 circa; il vescovo raggiunse la sua sede diocesana nel pomeriggio avanzato: come prima cosa fece raccogliere i sopravvissuti e provvide alla distribuzione di viveri e a far montare la guardia per evitare atti di sciacallaggio; provvide inoltre al trasferimento delle 22 monache di Roda a Viterbo, dopodiché si dedicò all’allestimento di ricoveri di fortuna. Monsignor Conti, governatore di Viterbo, si trovava invece a Roma; ricevuto da papa Innocenzo XII l’ordine di recarsi nell’area dei danni con 2.000 scudi da destinare alle popolazioni di Bagnorea, Celleno e Lubriano, Conti arrivò a Bagnorea martedì 14 giugno; il papa ordinò inoltre anche ai vescovi di Viterbo, Sacchetti, e di Montefiascone, Barbarigo (il quale al momento del terremoto si trovava a Roma), di provvedere ai primi soccorsi. Il coordinamento di questi lavori spettò al governatore Conti e al segretario di Stato, cardinale Spada, cui fu indirizzata la relazione completa sui danni causati dal terremoto redatta il 22 giugno 1695 dal vescovo di Bagnorea, Vincenzo degli Atti (1).
Papa Innocenzo XII provvide all’isituzione di una commissione, o "congregazione speciale", per individuare i provvedimenti finanziari necessari. Il primo stanziamento di 2.000 scudi, concesso già il 14 giugno, fu registrato con chirografo papale il giorno successivo (2). Il 22 luglio il papa emanò un secondo chirografo, con il quale furono concessi: a Bagnorea 6.000 scudi in contanti più l’esenzione triennale dai pesi camerali per 3.570,87 scudi complessivi; a Celleno 2.500 scudi in contanti più l’esenzione triennale dai pesi camerali per 1.752,06 scudi complessivi; a Lubriano 500 scudi in contanti più l’esenzione triennale dai pesi camerali per 255 scudi complessivi; a Orvieto l’esenzione per due anni dal "sussidio triennale", con un risparmio di 6.490 scudi, con l’obbligo di destinare questa cifra alle ricostruzioni (3). Complessivamente pertanto papa Innocenzo XII stanziò 11.000 scudi in contanti e oltre 12.000 scudi sotto forma di esenzioni fiscali. Questi provvedimenti sono giudicati "generosi" in tutte le fonti coeve; va comunque precisato che in una prima stima del vescovo Vincenzo degli Atti relativa alla completa ricostruzione di Bagnorea, il costo di questi lavori era stato valutato pari a circa 50.000 scudi (4).

Note

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, p.177, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 15 giugno 1695.

(2)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, p.177, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 15 giugno 1695.

(3)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, pp.183-185, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 13 luglio 1695.

Archivio di Stato di Roma, Congregazioni particolari deputate, Cause diverse, tomo 38, n.8, Congregazione sopra le materie del terremoto (1707), Nota interna della Congregazione deputata per il terremoto sulle somme erogate dalla Camera Apostolica a favore delle popolazioni danneggiate dal terremoto del 1695, Roma giugno 1703.

(4)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Reconstructions and relocations

Le principali informazioni sulle ricostruzioni sono relative ai due insediamenti che componevano Bagnorea: Civita, il sito originario, e Roda. Le autorità locali erano consapevoli delle difficoltà presentate dalla ricostruzione di Civita, costruita su uno sperone tufaceo soggetto a gravi fenomeni erosivi e all’attivazione di frane, tanto che il vescovo, monsignor Vincenzo degli Atti, propose di utilizzare i materiali di recupero del palazzo vescovile e di altri edifici crollati per l’allestimento di alloggi più sicuri per i senzatetto, e, in una fase successiva, di utilizzare per la ricostruzione di Roda i materiali edilizi recuperati a Civita. Inoltre il vescovo propose di non riedificare la cattedrale a Civita: nel 1699 la cattedra vescovile fu trasferita dalla chiesa di S.Donato di Civita, che fu comunque riedificata come semplice chiesa parrocchiale, alla ex-collegiata di S.Nicola di Roda, che aveva subito danni gravissimi. A parte il rifacimento della chiesa di S.Donato, non si ha notizia di altre ricostruzioni a Civita, ed è al contrario noto che il palazzo vescovile rimase in ruderi, mentre Roda fu completamente ricostruita e, probabilmente, si accrebbe anche la sua popolazione, accogliendo almeno una parte degli abitanti di Civita. Per accrescere gli edifici residenziali di Roda il vescovo degli Atti propose di utilizzare l’area disabitata situata posta tra i conventi di S.Francesco e di S.Agostino; quanto invece all’edilizia ecclesiastica e pubblica, dovevano essere ricostruiti il palazzo pretorio, il palazzo priorale, il tribunale, il monte di Pietà, la chiesa collegiata, il monastero delle monache e i conventi; dovevano invece essere costruiti il palazzo vescovile e il seminario, precedentemente situati a Civita, che il vescovo propose di collocare ai lati e di fronti la cattedrale assieme alla canonica e al Monte di Pietà (1).

Note

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Associated natural phenomena

Il 15 giugno, 4 giorni dopo la scossa principale e durante il protrarsi della sequenza sismica, avvenne un forte temporale con una violentissima grandinata: caddero molte delle baracche in cui avevano trovato alloggio le popolazioni colpite. Nei giorni successivi continuò il maltempo, acuendo i disagi della popolazione e facendo temere la diffusione di malattie (1).

Note

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Major earthquake effects

Il terremoto colpì il territorio vulsino, nella Tuscia laziale al confine con l’Umbria. La scossa principale, avvenuta il giorno 11 giugno 1695 alle ore 2:20 GMT, causò la distruzione totale di Civita, l’originario insediamento di Bagnoregio, e crolli totali estesi alla maggior parte degli edifici a Roda, l’attuale Bagnoregio, insediamento posto circa 1 km a ovest di Civita. A Civita crollarono, tra l’altro, la cattedrale, il palazzo vescovile e il seminario, a Roda crollarono o subirono comunque danni gravissimi la chiesa collegiata e la maggior parte dell’edilizia ecclesiastica; anche gli edifici pubblici subirono danni gravissimi: è attestata la necessità di ricostruire il Monte di Pietà, il palazzo pretorio e quello priorale e il tribunale. Subì estese distruzioni anche la maggior parte dei casali e dei centri demici minori della diocesi di Bagnoregio e dell’area circostante, all’epoca amministrativamente divisa tra il governatorato di Viterbo e quello di Orvieto, e in gran parte infeudata a signori locali: gli edifici di Celleno e Lubriano crollarono completamente o quasi interamente; Ponzano subì distruzioni simili; ci furono crolli estesi a circa la metà degli edifici a Civitella d’Agliano, Grotte Santo Stefano e Roccalvecce; crollò circa un quarto del costruito a La Magione, San Michele in Teverina e Vetriolo; ci furono crolli e gravi danni a Bolsena, Graffignano, Castel Rubello, Porano, Rocca Ripensa, Sugano e Torre San Severo. La località di Montefiascone subì il crollo di alcune case e molti suoi edifici, tra cui anche alcune chiese, divennero pericolanti; a Orvieto fu danneggiata la maggior parte delle case, subì danni notevoli la cattedrale e alcune chiese divennero pericolanti. Ci furono infine danni non gravi a Viterbo e in alcuni altri insediamenti sia laziali sia umbri: Acquapendente, Assisi, Capodimonte, Caprarola, Castiglione in Teverina, Civita Castellana, Gradoli, Latera, Perugia, Ronciglione e Toscanella. Nononostante le estese distruzioni nel territorio della diocesi di Bagnoregio, ci furono pochi morti: ciò fu dovuto al fatto che tre ore prima della scossa principale una forte scossa aveva indotto le popolazioni locali ad abbandonare le proprie case. La scossa principale fu sentita in una vasta area, compresa tra l’area perugina a nord, Tivoli a est, Roma e Frascati a sud e l’intera provincia di Viterbo a ovest-nordovest.
Le nuove e frequenti scosse avvenute nei giorni successivi aggravarono i danni a Civita e a Roda. Una forte scossa fu percepita a Montefiascone il 5 luglio 1695.

Effects on the environment

Il lago di Bolsena si alzò di circa 4 metri (2 "picche") e allagò i terreni circostanti per una estensione di oltre 4 km ("3 miglia") (1). Presso Bagnorea furono osservate profonde fessurazioni, che; secondo alcune fonti, furono invase dalle acque fuoriuscite dal vicino lago di Bolsena (2).

Note

(1)
Muratori L.A.
Annali d’Italia dal principio dell’era volgare sino all’anno 1750, 12 voll.
Lucca 1762
Mercalli G.
Vulcani e fenomeni vulcanici in Italia (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1981).
Milano 1883
(2)
Mercalli G.
Vulcani e fenomeni vulcanici in Italia (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1981).
Milano 1883
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Biblioteca Comunale di Foligno, Misc. H-KI, n.12, Relazione del Teremoto seguito nella Città di Viterbo et altre Città circonvicine, p[er] l’aviso di lettere venute e di giente da d[et]ti Lochi, Roma 18 Giug[n]o 1695.

Sequence of the earthquake

La sequenza sismica ebbe inizio la mattina del 7 giugno, con due forti scosse, che indussero la popolazione di Bagnorea a lasciare le abitazioni, la seconda scossa causò un leggero danno a Orvieto; seguirono varie nuove scosse che si protrassero fino a tutto il giorno successivo. I giorni 9 e 10 giugno non furono percepite scosse, e le popolazioni rientrarono nelle proprie case. Alle ore 23:20 GMT del 10 giugno un fortissimo foreshock indusse la popolazione di Bagnorea a lasciare le case. Tre ore dopo, alle ore 2:20 GMT avvenne la scossa principale, seguita di circa un quarto d’ora da una nuova forte scossa. Nei giorni successivi la sequenza sismica si protrasse con frequenti nuove scosse leggere, che aggravararono comunque i danni facendo crollare parti già pericolanti di case a Bagnorea. Sono attestate nuove scosse fino al 15 luglio successivo.

Full Chronology Of The Earthquake Sequence

7 giugno 1695, mattina, ore 10 "italiane": inizio della sequenza sismica (1).
7 giugno, mattina, ore 11 "italiane": forte scossa percepita a Bagnorea, Orvieto, Montefiascone e area circostante; abbandono delle case a Bagnorea; un danno isolato ad Orvieto; a Montefiascone furono percepite due scosse in rapida successione (2).
8 giugno: frequenti scosse leggere (3).
9 giugno: nessuna scossa percepita (4): la popolazione fa ritorno nelle proprie case.
10 giugno: nessuna scossa percepita fino alla tarda notte (5)
10 giugno, ore 23:20 GMT circa (ore 4 della notte italiane): scossa fortissima a Bagnorea, Orvieto, Montefiascone: la popolazione di Bagnorea abbandona le case (6).
10-11 giugno, tra le ore 23:20 GMT e le ore 2:20 GMT circa: a Montefiascone percepite 7 forti scosse (7).
11 giugno, ore 02:20 GMT circa (ore 7 della notte italiane): scossa principale (8). Durata di un "miserere" a Bagnorea (60 secondi circa), un "credo" ad Orvieto (40 secondi circa) (9).
11 giugno, ore 02:35 GMT circa (ore 7 e un quarto italiane): forte scossa sentita a Bagnorea (12 secondi circa = 1 "pater") e Orvieto (10).
11 giugno, dopo le ore 02:35 GMT circa: avvertite numerose nuove scosse fino alle 9:20 GMT circa (14 italiane), di cui molto forte a Montefiascone la scossa delle ore 8:20 GMT circa (ore 13 italiane) (11).
Fino al 22 giugno: frequenti nuove scosse a Bagnorea con ulteriori danni (12).
5 luglio: forte scossa a Montefiascone (13).
7 luglio, ore 4 della notte italiane: scossa molto forte.
15 luglio, ore 20 italiane: forte scossa (14).

Note

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

(2)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Biblioteca Comunale di Foligno, Misc. H-KI, n.12, Relazione del Teremoto seguito nella Città di Viterbo et altre Città circonvicine, p[er] l’aviso di lettere venute e di giente da d[et]ti Lochi, Roma 18 Giug[n]o 1695.

Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
(3)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

(4)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

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Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

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Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
(7)
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
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Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
Biblioteca Comunale di Foligno, Misc. H-KI, n.12, Relazione del Teremoto seguito nella Città di Viterbo et altre Città circonvicine, p[er] l’aviso di lettere venute e di giente da d[et]ti Lochi, Roma 18 Giug[n]o 1695.

(9)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
(10)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
(11)
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
(12)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.

(13)
Avvisi stampati di Foligno, 1695.07.19, n.29.
Foligno 1695
(14)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901

Bibliography

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Felt Localities (37)

Locality Province Lat Lon Intensity
CivitaVT42.627212.1136X

Civita costituiva l’originario insediamento di Bagnorea (Bagnoregio); la parte nuova della città, chiamata Roda, era distante meno di 1 km, e i due insediamenti erano collegati da un ponte. All’epoca del terremoto a Civita c’erano 150 case e 600 abitanti, mentre a Roda si trovavano 450 case e 1.500 abitanti. Civita era fondata su un acrocoro tufaceo fortemente instabile e soggetto a fenomeni erosivi e all’attivazione di frane, i suoi edifici erano inoltre per la maggior parte in cattivo stato di conservazione e fatiscenti. All’epoca del terremoto a Civita si trovavano ancora la cattedrale, intitolata a S.Donato, il palazzo vescovile, il seminario, 2 confraternite religiose e una piccola chiesa nel luogo in cui originariamente si trovava l’abitazione di S.Bonaventura di Bagnoregio. A Roda erano invece situati gli altri palazzi pubblici di Bagnorea e la maggior parte dei palazzi patrizi; i conventi si trovavano o nell’incasato di Roda o sulla strada per Roda. Il vescovo di Bagnorea, Vincenzo degli Atti, ricorda che solo alcuni edifici di Civita erano in buono stato all’epoca del terremoto (1).
La scossa principale, avvenuta il giorno 11 giugno 1695 alle ore 2:20 GMT circa (ore 7 "italiane"), causò il crollo pressoché totale del costruito a Civita e il crollo del ponte che collegava i due insediamenti. I pochi edifici che non erano completamente crollati divennero pericolanti, e il vescovo di Bagnorea li ritenne irreparabili; inoltre, in una relazione al segretario di Stato, cardinale Spada, Vincenzo degli Atti precisò che, date le caratteristiche del terreno di fondazione di Civita, era consigliabile non procedere alla ricostruzione del suo abitato, spostando l’intera popolazione a Roda, dove sarebbero stati inoltre ricostruiti il duomo, il palazzo vescovile e il seminario. La distruzione di Civita fu completata dalle numerose scosse che avvennero nei giorni successivi: queste, benché leggere, fecero cadere muri e parti di case già fortemente vulnerati. Tra Civita e Roda ci furono complesivamente soltanto 31 morti, 11 feriti gravi e 50 feriti leggeri, su 2.100 abitanti: la popolazione locale aveva infatti abbandonato in gran parte le due città dopo una forte scossa che aveva preceduto di circa 3 ore la scossa principale (2). I casali e i palazzetti situati nei circondario di Civita e Roda crollarono in gran parte (3).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
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(2)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
(3)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695

LubrianoVT42.635612.1136X

Località della diocesi di Bagnorea dipendente dal governo di Orvieto; contava 81 fuochi per 425 abitanti. Il terremoto causò la distruzione pressoché totale dell’abitato; ci furono 2 morti e 3 feriti (1). Il papa Innocenzo XII concesse 500 scudi in contanti e sgravi fiscali per 255 scudi da destinare alle ricostruzioni (2).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
De Rossi M.S.
Scosse di terremoto a Bagnorea nel 1695, in "Bullettino del Vulcanismo Italiano", a.17 (1890), pp.93-94.
Roma 1897
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
(2)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, pp.183-185, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 13 luglio 1695.
1695
Archivio di Stato di Roma, Congregazioni particolari deputate, Cause diverse, tomo 38, n.8, Congregazione sopra le materie del terremoto (1707), Nota interna della Congregazione deputata per il terremoto sulle somme erogate dalla Camera Apostolica a favore delle popolazioni danneggiate dal terremoto del 1695, Roma giugno 1703.
1703

BagnoreaVT42.626112.095IX

Bagnorea, l’attuale Bagnoregio, era costituita dall’insediamento di Roda, località posta meno di 1 km a ovest dall’originario insediamento di Bagnorea, chiamato Civita, cui era collegato da un ponte; già all’epoca del terremoto la maggior parte della popolazione viveva a Roda, mentre Civita era ancora la sede della diocesi di Bagnoregio. Complessivamente Roda e Civita contavano 450 case per 2.100 abitanti, di cui 300 case e 1.500 abitanti a Roda. Nell’abitato di Roda si trovavano vari edifici pubblici, come il Monte di Pietà, il palazzo pretorio, il palazzo dei priori e il tribunale, nonché la chiesa collegiata di S.Nicolò di Bari, 5 chiese, intitolate a S.Martino, a S.Andrea, a S.Bonaventura, alla Madonna del Carmine e alla Madonna di Loreto, delle quali le prime tre erano sede di confraternite laiche, e un convento femminile. Sulla strada per Civita si trovavano la chiesa e convento di S.Francesco, e i conventi degli Agostiniani e dei Cappuccini. A Civita si trovavano invece la cattedrale di S.Donato, il palazzo vescovile e il seminario (1).
La scossa principale, avvenuta alle 2:20 GMT circa (ore 7 "italiane") dell’11 giugno 1695, causò il crollo totale di gran parte degli edifici e gravi danni a tutti i rimanenti. In particolare crollarono il convento di S.Francesco e furono distrutti molti palazzi nobiliari, considerati dal vescovo di Bagnorea, Vincenzo degli Atti, di solida costruzione. Subirono crolli e gravissimi danni la chiesa collegiata, da cui fu comunque possibile recuperare una reliquia di S.Bonaventura di Bagnoregio, il convento di S.Agostino e un monastero femminile, che divenne inagibile, rendendo necessario il trasferimento delle monache a Viterbo. Il convento dei Cappuccini non fu invece danneggiato. Il vescovo degli Atti ricorda la necessità di ricostruire il Monte di Pietà, il palazzo pretorio e quello priorale e di trovare una nuova sistemazione per il tribunale: questi edifici erano pertanto crollati o avevano comunque subito danni gravissimi. Crollarono inoltre il ponte che collegava i due insediamenti e furono distrutti totalmente o pressoché interamente i casali e i palazzetti situati nel circondario di Bagnorea. Il vescovo di Bagnorea precisò infine che circa 80 case di Roda, sebbene gravemente danneggiate, avrebbero potuto essere riparate, e che, in generale, rispetto a Civita, l’incasato di Roda, costruito su un terreno più stabile e costituito da edifici in migliore stato di conservazione, aveva subito distruzioni inferiori (2).
Le frequenti nuove scosse succedutesi nei giorni successivi aggravarono ulteriormente i danni, causando il crollo di muri e case già pericolanti. Nonostante la gravissima entità dei danni, tra Civita e Roda ci furono comunque soltanto 31 morti, 11 feriti gravi e 50 feriti leggeri, su 2.100 abitanti: la popolazione locale aveva infatti abbandonato in gran parte le due città dopo una forte scossa che aveva preceduto di circa 3 ore la scossa principale (3). Vincenzo degli Atti stimò in 50.000 scudi i costi necessari per ricostruire le case di Bagnorea; il papa Innocenzo XII ne concesse quasi 10.000, dei quali 6.000 in contanti e 3.570,87 sotto forma di sgravi fiscali della durata di tre anni (4).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
(2)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Biblioteca Comunale di Foligno, Misc. H-KI, n.12, Relazione del Teremoto seguito nella Città di Viterbo et altre Città circonvicine, p[er] l’aviso di lettere venute e di giente da d[et]ti Lochi, Roma 18 Giug[n]o 1695.
1695
(3)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
(4)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, pp.183-185, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 13 luglio 1695.
1695
Archivio di Stato di Roma, Congregazioni particolari deputate, Cause diverse, tomo 38, n.8, Congregazione sopra le materie del terremoto (1707), Nota interna della Congregazione deputata per il terremoto sulle somme erogate dalla Camera Apostolica a favore delle popolazioni danneggiate dal terremoto del 1695, Roma giugno 1703.
1703

CellenoVT42.557812.1339IX

Il terremoto causò crolli totali estesi a gran parte dell’abitato (1). Il papa Innocenzo XII concesse 2500 scudi in contanti e sgravi fiscali per 1752,06 scudi da destinare alle ricostruzioni (2).

(1)
De Rossi M.S.
Scosse di terremoto a Bagnorea nel 1695, in "Bullettino del Vulcanismo Italiano", a.17 (1890), pp.93-94.
Roma 1897
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
(2)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, pp.183-185, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 13 luglio 1695.
1695
Archivio di Stato di Roma, Congregazioni particolari deputate, Cause diverse, tomo 38, n.8, Congregazione sopra le materie del terremoto (1707), Nota interna della Congregazione deputata per il terremoto sulle somme erogate dalla Camera Apostolica a favore delle popolazioni danneggiate dal terremoto del 1695, Roma giugno 1703.
1703

PonzanoVT42.620612.0789IX

Non sono note descrizioni degli effetti. Margottini et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di IX grado MCS (1).

(1)
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

BolsenaVT42.644211.9869VIII

Il terremoto causò il crollo di diverse case; ci furono 7 morti (1).

(1)
De Rossi M.S.
Scosse di terremoto a Bagnorea nel 1695, in "Bullettino del Vulcanismo Italiano", a.17 (1890), pp.93-94.
Roma 1897

Castel di PieroVT42.597512.17VIII

Località della diocesi di Bagnorea infeudata al conte Benedetti; contava 92 fuochi per 383 abitanti (1). Il terremoto causò, secondo la relazione del vescovo di Vincenzo degli Atti, il crollo di un quarto delle case; secondo Baratta (1901) (2), che attinse le proprie informazioni da un esperto locale, crollarono 12 case e ne furono gravemente lesionate altre 20, con danni stimati 5000 scudi; fu inoltre gravemente danneggiato il palazzo baronale, di cui crollò una volta, con danni per 1000 scudi e crollò il granaio di proprietà del barone, con danni per 100 scudi. Ci furono 3 morti e un ferito grave; una ventina di persone fu ferita più leggermente.

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
(2)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901

Castel RubelloTR42.686412.0967VIII

Il terremoto causò danni gravi (1).

(1)
Meli R.
Di una lapide esistente in Bagnorea nella quale si fa parola del terremoto ivi avvenuto nell’anno 1695, in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol.22.
Roma 1903
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

Civitella d’AglianoVT42.60512.1878VIII

Località della diocesi di Bagnorea dipendente dal governo di Orvieto; contava 155 fuochi per 670 persone. Il terremoto causò danni gravi e il crollo di numerose abitazioni (1).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695

Grotte Santo StefanoVT42.51512.1769VIII

Località della diocesi di Bagnorea dipendente dal governo di Viterbo e in parte infeudata al principe Pamphilj; contava 184 fuochi per 840 abitanti (1). Il terremoto causò il crollo di numerose abitazioni (2).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
(2)
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695

La MagioneVT42.592512.0892VIII

Località della diocesi di Bagnorea infeudata ai cavalieri dell’ordine di Malta; contava 12 fuochi per 60 abitanti. Il terremoto causò il crollo di un quarto delle case; morirono o furono ferite poche persone (1).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695

PoranoTR42.686112.1022VIII

Il terremoto causò danni gravi (1).

(1)
Meli R.
Di una lapide esistente in Bagnorea nella quale si fa parola del terremoto ivi avvenuto nell’anno 1695, in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol.22.
Roma 1903
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

RoccalvecceVT42.565312.1625VIII

Località della diocesi di Bagnorea infeudata al marchese Costaguti; contava 93 fuochi per 360 abitanti (1). Il terremoto causò danni gravi e il crollo di numerose abitazioni (2).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
(2)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695

Rocca RipesenaTR42.722212.0692VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Margottini et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS (1).

(1)
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

SuganoTR42.711712.0581VIII

Il terremoto causò danni gravi (1).

(1)
Meli R.
Di una lapide esistente in Bagnorea nella quale si fa parola del terremoto ivi avvenuto nell’anno 1695, in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol.22.
Roma 1903
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

Torre San SeveroTR42.671412.0628VIII

Non sono note descrizioni degli effetti. Margottini et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VIII grado MCS (1).

(1)
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

VetrioloVT42.605312.1167VIII

Località della diocesi di Bagnorea dipendente dalla comunità di Bagnorea; contava 79 fuochi per 400 abitanti. Il terremoto causò il crollo di un quarto delle case; morirono o furono ferite poche persone (1).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695

Castiglione in TeverinaVT42.645812.2036VII-VIII

Località della diocesi di Bagnorea dipendente dal governo di Orvieto; contava 230 fuochi per 930 abitanti (1). Il terremoto causò vari danni e alcuni crolli (2).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695
(2)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901
Mercalli G.
Vulcani e fenomeni vulcanici in Italia (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1981).
Milano 1883

MontefiasconeVT42.537212.0303VII-VIII

La scossa principale, avvenuta l’11 giugno alle ore 2:20 GMT (ore 7 "italiane"), danneggiò quasi tutte le case: alcune crollarono, molte altre furono rese pericolanti. Le fonti coeve precisano peraltro che la maggior parte degli edifici versava in cattivo stato di conservazione già prima del terremoto. Nel duomo, intitolato a S.Margherita, di costruzione recente, si allargarono alcune lesioni preesistenti nella cupola e si aprirono varie spaccature nelle cappelle; il vicino seminario subì molto danni (1).
Il 5 luglio successivo fu sentita una nuova forte scossa; le fonti non precisano però eventuali nuovi danni (2).

(1)
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
Biblioteca Comunale di Foligno, Misc. H-KI, n.12, Relazione del Teremoto seguito nella Città di Viterbo et altre Città circonvicine, p[er] l’aviso di lettere venute e di giente da d[et]ti Lochi, Roma 18 Giug[n]o 1695.
1695
Avvisi stampati di Foligno, 1695.06.22, n.25.
Foligno 1695
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Meli R.
Di una lapide esistente in Bagnorea nella quale si fa parola del terremoto ivi avvenuto nell’anno 1695, in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol.22.
Roma 1903
(2)
Avvisi stampati di Foligno, 1695.07.19, n.29.
Foligno 1695

OrvietoTR42.718312.1131VII-VIII

Il 7 giugno alle ore 11 "italiane" una forte scossa fece cadere parte di un muro del convento dei Francescani, già in cattivo stato e pericolante prima del terremoto (1).
La scossa principale, avvenuta l’11 giugno alle ore 2:20 GMT circa (ore 7 "italiane"), danneggiò la maggior parte delle case. Il celebre duomo subì vari danni: una statua cadde verso sud, sfondando il tetto, che precipitò sulla volta soprastante l’organo grande; varie voltine della facciata risultarono inoltre lesionate. Nella chiesa dei Gesuiti cadde un grosso trave sopra l’altare maggiore e la navata divenne pericolante a causa dell’apertura di una profonda lesione larga 5-6 cm ("oltre due dita"); fu danneggiato anche il convento dei Gesuiti. La chiesa conventuale dei Carmelitani fu lesionata in più parti e divenne pericolante; la chiesa dei Rocchettini intitolata a S.Giovanni subì danni molto gravi e fu ritenuta in pericolo di crollo imminente; fuori le mura cittadine, la chiesa di S.Lorenzo subì estese lesioni alla cupola e danni al tetto; fu danneggiato il tetto del convento dei Francescani (2). Il papa Innocenzo XII concesse alla città sgravi fiscali per 6490 scudi da destinare alle ricostruzioni (3).

(1)
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
(2)
Racconto delli spaventosi Terremoti, che si sono fatti sentire, & hanno causato ruvine nelle Città di Bagnarea, & Orvieto, come ancora in altre Città, e luoghi circonvicini, nel mese di Giugno 1695 con mortalità, diroccamenti, e gran spavento di quei Popoli secondo le Relationi, e notitie havute da persone degne di fede di quelle parti, che si sono trovate presenti.
Todi-Foligno 1695
De Rossi M.S.
Scosse di terremoto a Bagnorea nel 1695, in "Bullettino del Vulcanismo Italiano", a.17 (1890), pp.93-94.
Roma 1897
Avvisi stampati di Foligno, 1695.06.22, n.25.
Foligno 1695
(3)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.170, pp.183-185, Chirografo del papa Innocenzo XII al tesoriere generale monsignor Giuseppe Paravicini, Roma 13 luglio 1695.
1695
Archivio di Stato di Roma, Congregazioni particolari deputate, Cause diverse, tomo 38, n.8, Congregazione sopra le materie del terremoto (1707), Nota interna della Congregazione deputata per il terremoto sulle somme erogate dalla Camera Apostolica a favore delle popolazioni danneggiate dal terremoto del 1695, Roma giugno 1703.
1703

GraffignanoVT42.574412.2047VII

Località della diocesi di Bagnorea infeudata alla duchessa Visconti Borromeo; contava 71 fuochi per 236 abitanti. Il terremoto causò forti danni anche se i crolli furono meno estesi che nei paesi vicini (1).

(1)
Archivio Storico Comunale di Viterbo, II.E.1.20, Registro di lettere ed informazioni scritto per affari ed interessi dell’Ill.ma Città di Viterbo, Relazione del vescovo di Bagnorea Vincenzo degli Atti al segretario di Stato cardinale Spada sui danni causati dal terremoto dell’11 giugno 1695, Bagnorea 22 giugno 1695.
1695

AcquapendenteVT42.742211.8678VI-VII

Il terremoto causò danni non precisati (1).

(1)
Biblioteca Comunale "M.A.Maldotti" di Guastalla, Manoscritti Galvani, 85, Giovanni Battista Benamati, Memorie del convento de Servi, e città di Guastalla (dalle origini al 1703, con aggiunta di altro autore sino al 1734), sec.XVIII.
0018

CaprarolaVT42.326712.2381VI-VII

Il terremoto causò danni non precisati (1).

(1)
Biblioteca Comunale "M.A.Maldotti" di Guastalla, Manoscritti Galvani, 85, Giovanni Battista Benamati, Memorie del convento de Servi, e città di Guastalla (dalle origini al 1703, con aggiunta di altro autore sino al 1734), sec.XVIII.
0018

Civita CastellanaVT42.292812.4125VI-VII

Il terremoto causò danni non precisati (1).

(1)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901

GradoliVT42.643111.8553VI-VII

Il terremoto causò danni non precisati (1).

(1)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901

LateraVT42.626411.8283VI-VII

Il terremoto causò danni non precisati (1).

(1)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901

RonciglioneVT42.290612.2172VI-VII

Il terremoto causò danni non precisati (1).

(1)
Biblioteca Comunale "M.A.Maldotti" di Guastalla, Manoscritti Galvani, 85, Giovanni Battista Benamati, Memorie del convento de Servi, e città di Guastalla (dalle origini al 1703, con aggiunta di altro autore sino al 1734), sec.XVIII.
0018

ToscanellaVT42.4211.8694VI-VII

Il terremoto causò danni non precisati (1).

(1)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901

AssisiPG43.0712.6161VI

Il terremoto causò danni leggeri (1).

(1)
Meli R.
Di una lapide esistente in Bagnorea nella quale si fa parola del terremoto ivi avvenuto nell’anno 1695, in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol.22.
Roma 1903
Santucci F.
Assisi: una storia di terremoti, in "Subasio", supplemento degli "Atti Accademia Properziana del Subasio", a.5, n.4, 30 dicembre 1997, pp.1-4.
Assisi 1997

CapodimonteVT42.549711.9122VI

Non sono note descrizioni degli effetti. Margottini et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VI grado MCS (1).

(1)
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

PerugiaPG43.106112.3864VI

Non sono note descrizioni degli effetti. Margottini et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VI grado MCS (1).

(1)
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

ViterboVT42.420612.1094VI

Il terremoto causò danni non gravi (1).

(1)
Biblioteca Comunale di Foligno, Misc. H-KI, n.12, Relazione del Teremoto seguito nella Città di Viterbo et altre Città circonvicine, p[er] l’aviso di lettere venute e di giente da d[et]ti Lochi, Roma 18 Giug[n]o 1695.
1695
Relatione del danno cagionato dal Terremoto successo à dì 7 Giugno 1695 nelle Città di Bagnarea, Orvieto, e Luoghi convicini.
Roma 1695
Avvisi stampati di Foligno, 1695.06.22, n.25.
Foligno 1695

AmeliaTR42.557812.4125V

Il terremoto fu sentito fortemente, ma non causò danni (1).

(1)
Crispino G.
Epistola pastorale scritta in occasione del Terremoto successo nella Città di Bagnarea.
Roma 1695

FrascatiRM41.807512.6808V

La scossa principale, avvenuta l’11 giugno alle ore 2:20 GMT (ore 7 "italiane"), fu sentita fortemente (1).

(1)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901
Mercalli G.
Vulcani e fenomeni vulcanici in Italia (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1981).
Milano 1883

TivoliRM41.963312.7978V

La scossa principale, avvenuta l’11 giugno alle ore 2:20 GMT (ore 7 "italiane") fu sentita fortemente (1).

(1)
Baratta M.
I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979).
Torino 1901
Mercalli G.
Vulcani e fenomeni vulcanici in Italia (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1981).
Milano 1883

VetrallaVT42.319712.0553V

Non sono note descrizioni degli effetti. Margottini et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di V grado MCS (1).

(1)
Margottini C., Molin D. e Ramacci E.
The Bagnoregio earthquake of June 11, 1695, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.52-53.
Roma 1985

RomaRM41.895312.4822IV

La scossa principale, avvenuta l’11 giugno alle ore 2:20 GMT (ore 7 "italiane"), fu sentita soprattutto da coloro che abitavano nei luoghi più alti della città come il Quirinale o Trinità de’ Monti, e soprattutto nella zona di S.Pietro in Vincoli (1).

(1)
Biblioteca Comunale di Foligno, Misc. H-KI, n.12, Relazione del Teremoto seguito nella Città di Viterbo et altre Città circonvicine, p[er] l’aviso di lettere venute e di giente da d[et]ti Lochi, Roma 18 Giug[n]o 1695.
1695
Meli R.
Di una lapide esistente in Bagnorea nella quale si fa parola del terremoto ivi avvenuto nell’anno 1695, in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol.22.
Roma 1903