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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence under the following heading

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14 04 167215:4543.93312.583b889202055.6!RimineseItaly

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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
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1672 04 14 15 45 -- 43.93 12.58 0.0 8.0 0 205 Riminese


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The Catalogue of Strong Italian Earthquakes describes this earthquake sequence
(under the following heading:
Date time lat long Io Imax sites ref Earthquake Location
CFT 1672 04 14 15:45 43.93 12.58 8.0 8.0 92 198 Riminese
PFG 1672 04 14 15:15 44.08 12.67 8.0 - - - Rimini


PFG = Catalogo dei terremoti italiani dall anno 1000 al 1980, PFG/CNR
ING = Catalogo dei terremoti italiani dal 1456 a.C. al 1980, ING

State of earthquakes review

È stata revisionata la bibliografia del Catalogo PFG (1985) basata sullo studio di Ferrari et al. (1985) (1) ed è stata sviluppata una ricerca, che ha potuto avvalersi di studi specifici (Guidoboni 1983 (2), 1986 (3); Ferrari 1984 (4), 1986 (5)), nei quali sono state accuratamente analizzate le fonti ed è stata compiuta una revisione generale dei dati disponibili sull’evento; i dati sono stati inoltre messi in relazione con la storia amministrativa della città e analizzati all’interno della sismicità storica di Rimini e della costa romagnola. È stata svolta una ricerca negli archivi e nelle biblioteche locali, nell’Archivio Segreto Vaticano e nell’Archivio di Stato di Roma, dove è conservata la documentazione amministrativa delle istituzioni pontificie, da cui Rimini e la zona interessata dall’evento dipendevano. La ricerca ha permesso di reperire numerose fonti dirette: atti amministrativi e corrispondenza ufficiale, relazioni, cronache e memorie coeve, epigrafi.
All’Archivio Segreto Vaticano è stata vagliata la documentazione della Segreteria di Stato, in particolare la serie "Legazione di Romagna" e la serie "Vescovi e prelati". Sono state reperite numerose fonti ufficiali prodotte dalle varie istituzioni coinvolte, relative ai danni causati dal terremoto a Rimini e in altri centri colpiti, all’organizzazione dei soccorsi alla città di Rimini e agli effetti sociali indotti. Si tratta delle lettere e dei rapporti inviati, tra il 14 aprile e il 2 novembre 1672, al cardinale nipote del papa Clemente X, Paluzzo Paluzzi Altieri, dal legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli (6), dal vicelegato Carlo Anguisciola (7), dal governatore di Rimini Nicolò Grimaldi (8), dai consoli riminesi (9), dal vescovo di Cervia (10) e dal governatore di Fano Giovanni Battista Spinola (11).
All’Archivio di Stato di Roma, che conserva la documentazione della Camera pontificia, sono stati analizzati i materiali del fondo della Congregazione del Buon Governo (serie II, Atti per luoghi) relativi alle città di Rimini e di Fano. Per quanto riguarda Rimini, sono state reperite le pratiche inerenti alle suppliche inoltrate dagli "abbondantieri" e dagli "archivisti", che chiedevano di essere parzialmente esentati dal pagamento dei canoni di appalto a causa dei danni subiti dai granai pubblici e dall’edificio dell’archivio (12). Sono stati inoltre reperiti documenti di notevole valore informativo sui danni subiti dai paesi del circondario di Rimini. Si tratta di una serie di perizie riguardanti 15 "castelli" e i loro territori: Agello, Albereto, Castelleale, Coriano, Croce, Gemmano, Marazzano, Monte Colombo, Monte Tauro, Mulazzano, Passano, San Clemente, San Savino, Sant’Andrea in Besanigo, Sant’Andrea in Patrignano (13). Le perizie furono effettuate da periti e maestri muratori e vennero attestate da notai e cancellieri; oltre alla stima economica, i documenti analizzati riportano spesso la descrizione dettagliata dei danni subiti dagli edifici pubblici e privati. È stato in questo modo possibile migliorare notevolmente la qualità delle informazioni sugli effetti in queste località, in precedenza ignorate o basate esclusivamente su valutazioni economiche dei danni. Per quanto riguarda Fano, sono state reperite due lettere del governatore G.A.Altemps al prefetto della Congregazione del Buon Governo, datate 17 settembre e 13 novembre 1673, nelle quali lamentava le difficoltà finanziarie dovute ai danni subiti dalla città (14). Nello stesso Archivio di Stato di Roma, sono stati reperiti due chirografi del papa Clemente X, datati 18 maggio e 13 luglio 1672, che forniscono dati relativi alle principali risoluzioni adottate per favorire la ricostruzione di Rimini e del suo circondario (Camerale I, Chirografi) (15).
All’Archivio di Stato di Forlì, Sezione di Rimini (Carte Tosi, b.1), è conservata una copia della perizia dei danni subiti dalla città di Rimini e dai paesi del circondario, che su incarico della Legazione di Romagna fu eseguita dall’architetto Angeloni (16). In questo documento, tuttavia, furono indicati solo i costi presunti degli interventi di ripristino senza descrizione dei danni.
Complessivamente, la documentazione reperita offre informazioni diverse, reciprocamente integrabili: infatti, alle ottimistiche lettere e relazioni che il vicelegato di Ravenna Anguisciola, distaccato per un lungo periodo a Rimini, inviava alla Segreteria di Stato, si può contrapporre la supplica che la comunità riminese inviò al pontefice per richiedere opere di primo intervento, quali lo sgombero delle strade dalle macerie, a più di nove mesi dal terremoto (26 gennaio 1673) (17).
Le istituzioni locali ordinarono speciali pratiche devozionali in molti dei centri colpiti, come testimoniato dai documenti ufficiali reperiti presso archivi di Stato e archivi comunali (18).
A Rimini l’evento è attestato da 6 epigrafi: nel 1687, a memoria della ricostruzione del Palazzo pubblico fu posta una lapide commemorativa delle sovvenzioni concesse da Clemente X e Innocenzo XI (19); un’epigrafe fu posta nella cappella di S.Antonio da Padova subito dopo i primi interventi finanziati dal cardinale Rospigliosi (20); nel 1683 fu sostituita da un’altra più estesa (21); una lapide a memoria del crollo e della successiva ricostruzione fu collocata anche nella chiesa della Colonnella nel 1686 (22); nel 1673 fu apposta un’epigrafe nel soffitto del coro della chiesa di S.Marino (ora S.Bartolomeo) attestante i lavori di restauro eseguiti (23); un’ultima iscrizione ricorda la ricostruzione dell’arco detto "dei Magnani", nell’omonima strada (24). A Fabriano, un’epigrafe collocata fra i due ingressi della chiesa di S.Venanzo in seguito al terremoto del 1703, ricorda anche l’evento del 14 aprile 1672 (25).
Sono state raccolte e utilizzate numerose relazioni a stampa (26). Essendo state redatte subito dopo la diffusione delle prime notizie, quando ancora non era possibile avere il quadro esatto dei danni, vi si trovano spesso notizie ripetute, talvolta inesatte o incomplete. In particolare, il numero delle vittime a Rimini risulta spesso sovrastimato. Ciò dipende dalle prime informazioni diffuse dalle autorità locali che, poiché le distruzioni furono estese e gravi, supposero un numero di morti e feriti più elevato di quello che fu accertato in seguito.
Memoria di questo evento è conservata in numerose cronache e opere memorialistiche manoscritte reperite nelle biblioteche e negli archivi di: Ancona (27), Bologna (28), Carpi (29), Cento (30), Cesena (31), Correggio (32), Fano (33), Faenza (34), Ferrara (35), Firenze (36), Guastalla (37), Modena (38), Parma (39), Ravenna (40), Reggio Emilia (41) e Rimini (42). Fra le fonti memorialistiche, si segnalano per il loro elevato contenuto informativo la cronaca di Giacomo Villani (Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, 174-177) (43), l’anonima "Storia della città di Rimini antichissima" (Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, 225) (44), la coeva "Distinta Narrazione" pubblicata da Tonini (1888) (45) e una relazione, redatta il 28 aprile 1672 da un anonimo testimone di Pesaro, conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana (Ottoboniani, 2481) (46).
Questo terremoto è ampiamente ricordato nelle storie locali (Baruffaldi 1700 (47); Amiani 1751 (48); Alberghetti 1810 (49); Cerchiari 1810 (50), 1847 (51); Leoni 1832 (52); Righi 1840-1841 (53); Tonini 1848-1888 (54), 1895-1896 (55); Uccellini 1855 (56); Ciavarini 1867 (57); Rosetti 1894 (58); Messeri e Calzi 1909 (59); Sassi 1948 (60); Dal Pozzo 1960 (61); Monti Guarnieri 1961 (62); Natalucci 1961 (63); Matteini 1977 (64); Potito 1979 (65); Corradini e Pratissoli 1984 (66)). Informazioni relative a effetti locali sono inoltre contenute in alcuni studi storiografici: Anselmi (1984) (67); Leonardi (1984) (68); Zedde (1984) (69); Deli (1989) (70).
Per quanto riguarda la tradizione sismologica, Serpieri (1878) (71) analizzò questo evento in occasione del suo studio sul terremoto del 17 marzo 1875; Baratta (1894) gli dedicò uno studio monografico (72). Il terremoto è inoltre elencato nei repertori e nei cataloghi sismici moderni (Magnati 1688 (73); Bonito 1691 (74); von Hoff 1840 (75); Perrey 1848 (76); Mercalli 1883 (77); Baratta 1901 (78); Caputo e Faita 1984 (79)).
Per quanto riguarda la letteratura scientifica contemporanea, sono stati utilizzati gli studi di Camassi et al. (1991) (80), che hanno approfondito l’esame degli effetti nel territorio della Repubblica di San Marino, e di Monachesi (1991) (81), relativo agli effetti in alcune località dell’entroterra marchigiano.

Note

(1)
Ferrari G., Guidoboni E. e Postpischl D.
The Rimini earthquake of April 14, 1672, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.40-41.
Roma 1985
(2)
Guidoboni E.
Terremoti e politiche d’intervento per il recupero del patrimonio edilizio: Romagna toscana e pontificia fra XVII e XVIII secolo, in "Storia Urbana", a.7, n.24, pp.3-52.
Milano 1983
(3)
Guidoboni E.
La città debole. Quel terremoto di cent’anni prima, in "Il terremoto di Rimini e della costa romagnola: 25 dicembre 1786. Analisi e interpretazione", a cura di E.Guidoboni e G.Ferrari, pp.35-37.
Bologna 1986
(4)
Ferrari G.
Les séismes de la côte de l’Adriatique du nord du XVIIIe au XXe siècle: contribution des recherches historiques à un microzonage sismique de la ville de Rimini, in "Tremblements de terre histoire et archéologie". IVèmes Rencontres internationales d’archéologie et d’histoire d’Antibes, Actes du colloque 2.3.4 Novembre 1983, pp.141-154.
Valbonne 1984
(5)
Ferrari G.
I campi macrosismici dei terremoti della costa romagnola, in "Il terremoto di Rimini e della costa romagnola: 25 dicembre 1786. Analisi e interpretazione", a cura di E.Guidoboni e G.Ferrari, pp.127-142.
Bologna 1986
(6)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 15 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 19 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al papa Clemente X sui danni causati alla città di Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672, Ravenna 19 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 28 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 12 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 26 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 18 giugno 1672.

(7)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 16 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 21 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Relatione del terremoto seguito in Rimino alli 14 d’aprile 1672 tra l’hore 21, e 22" allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 28 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui provvedimenti a favore dei danneggiati dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 28 aprile 1672].

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 26 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 5 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 6 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 26 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 17 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 12 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 5 giugno 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 2 novembre 1672.

(8)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 14 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 17 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 21 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui danni causati a Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Nota de morti, e sepolti in varie chiese della città di Rimini, per causa del terremoto succeduto li 14 aprile prossimo passato, sino al giorno corrente primo maggio 1672, cavata dalli libri de parochi, e de sagrestani delle chiese de regolari, et altre" allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 23 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 18 agosto 1672.

(9)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera dei consoli di Rimini al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 4 dicembre 1672.

(10)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vescovo di Cervia al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Migliarino Ferrarese 20 aprile 1672.

(11)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Fano Giovanni Battista Spinola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Fano 15 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Fano Giovanni Battista Spinola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Fano 23 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Fano Giovanni Battista Spinola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Fano 1º luglio 1672.

(12)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo, Rimini 6 ottobre 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Supplica degli abbondantieri di Rimini al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo, Rimini ottobre 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo, Rimini 27 novembre 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Supplica degli abbondantieri di Rimini alla Sacra Congregazione del Buon Governo, Rimini novembre 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola alla Sacra Congregazione del Buon Governo, Ravenna 6 aprile 1673.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo, Ravenna 28 febbraio 1673.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo, Ravenna 7 marzo 1673.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Copia di lettera del governatore di Rimini Bonifacio Martinelli al legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli, Rimini 22 febbraio 1673.

(13)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Gemmano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Luca Bedassi e Francesco Manenti redatta dal notaio Fabrizio Sensolini, Gemmano 13 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Monte Colombo e suo territorio effettuata dal maestro muratore Nicolò Casaccia redatta dal notaio Giorgio Cortellini, Monte Colombo 4 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella corte di Albareto redatta da Domenico Scambietti, Albareto 1 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Monte Tauro e suo territorio effettuata dal maestro muratore Ascanio Banzi, Monte Tauro 9 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di San Savino e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, San Savino 4 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Marazzano effettuata dai priori della comunità Gaudenzo Zannoni e Pier Giovanni Sabbatini, Marazzano maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Mulazzano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Mulazzano 3 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Passano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Passano 8 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli di San Clemente, Castelleale, Agello, Croce e rispettivi territori redatta dal notaio Valentino Corputario, San Clemente 3 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Sant’Andrea in Patrignano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Sant’Andrea in Patrignano 9 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Sant’Andrea in Besanico e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Sant’Andrea in Besanico 9 maggio 1672.

(14)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Fano III, b.1502 (1663-1678), Lettera del governatore di Fano Giovanni Angelo Altemps al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo cardinale Altieri, Fano 13 novembre 1673.

Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Fano III, b.1502 (1663-1678), Lettera del governatore di Fano Giovanni Angelo Altemps al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo cardinale Altieri, Fano 17 settembre 1673.

(15)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.168, pp.208-209, Chirografo del papa Clemente X al tesoriere generale monsignor Girolamo Gastaldi, Roma 18 maggio 1672.

Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.168, pp.270-271, Chirografo del papa Clemente X al tesoriere generale monsignor Girolamo Gastaldi, Roma 13 luglio 1672.

(16)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.

(17)
Lettera della Comunità di Rimini al Pontefice per poter utilizzare i soldati nei lavori di sgombero delle macerie, Rimini 26 gennaio 1673, in A.Potito, "Rimini dal secolo XV al XIX nei documenti del tempo", vol.2, pp.15.
Rimini 1979
(18)
Archivio di Stato di Bologna, Demaniale, San Guglielmo, 80/814, Ricordi per il monastero di San Guglielmo (dal 1599 al 1696), sec.XVII.

Archivio di Stato di Parma, Antico Comune, Minute delle Ordinazioni, b.352, Minuta di lettera del Consiglio degli Anziani al duca di Parma Panuccio II Farnese, Parma 4 maggio 1672.

Archivio di Stato di Reggio Emilia, Antico Comune, Carteggio Anziani 1671-1672, Minuta di lettera di Ferrante Ruggieri da Sabioneta ai consoli di Rimini, Reggio Emilia 6 maggio 1672.

Archivio di Stato di Reggio Emilia, Antico Comune, Carteggio Anziani 1671-1672, Lettera circolare dei consoli di Rimini al Consiglio degli Anziani di Reggio Emilia, Rimini 30 aprile 1672.

Archivio Storico Comunale di Imola, Campioni del Comune, vol.42 (1671-1685), cc.41v-42, Verbale di riunione del Consiglio comunale del 22 aprile 1672.

Archivio Storico Comunale di Nonantola, Partiti del Consiglio, vol.102 (1672), cc.23v-24r, Verbale di seduta del 9 maggio 1672.

(19)
Epigrafe posta sotto la loggia del Palazzo pubblico di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1687, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.1, p.517.
Rimini 1887
(20)
Epigrafe posta nella cappella di S.Antonio da Padova di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1672, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.580.
Rimini 1888
(21)
Epigrafe posta nella cappella di S.Antonio da Padova di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1683, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.580.
Rimini 1888
(22)
Epigrafe posta nella chiesa di S.Maria della Colonnella di Rimini a ricordo dei lavori di riparazione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1686, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.597.
Rimini 1888
(23)
Epigrafe posta nel soffitto del coro della chiesa di S.Marino (ora S.Bartolomeo) di Rimini a ricordo dei lavori di riparazione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1673, in A.Serpieri, "Il terremoto di Rimini della notte 17-18 marzo 1875 e considerazioni generali sopra varie teorie sismologiche", p.77.
Urbino 1878
(24)
Epigrafe posta nell’arco dei Magnani a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, in A.Serpieri, "Il terremoto di Rimini della notte 17-18 marzo 1875 e considerazioni generali sopra varie teorie sismologiche", p.77.
Urbino 1878
(25)
Epigrafe posta fra i due ingressi della chiesa di S.Venanzo di Fabriano a ricordo della liberazione della città dai terremoti del 14 aprile 1672 e del 2 febbraio 1703 e da altre calamità naturali, 1703, in R.Sassi, "Il culto della Madonna del Buon Gesù a Fabriano", pp.33-35.
Fabriano 1948
(26)
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna e Marca il Giovedì Santo, à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22 con l’haggiunta dei nomi delle Chiese, Palazzi e Case cadute per detto tremuoto.
Ronciglione 1672
Distinta, e veridica Relatione del terribbile e spaventevole Terremoto seguito alli 14 di Aprile nel giorno del Giovedì Santo ad hore 22 incirca del presente Anno 1672 nelle Città di Rimini, Pesaro, e Fano, con l’eccidio della prima Città, e d’altri luoghi circonvicini.
Pesaro-Assisi 1672
Nova, e vera relatione del Spaventoso, & horribile Terremoto che sù l’hora 21 delli 14 Aprile 1672 si fé sentire per tutta Romagna, e Marca, ma particolarmente nella Città di Rimini con atterramento di Chiese, Palazzi, Torri, e Case con mortalità considerabile di persone, come leggendo intenderete.
Forlì 1672
Relatione più d’ogn’altra in qual si sia sua parte Veridica sopra il terremoto accaduto il dì 14 Aprile 1672 nella Città di Rimino, e sopra gl’effetti da quello in essa caggionati.
Ravenna 1672
Vera Relatione dello spaventoso Tremuoto seguito nella Città di Rimini il Giovedì Santo 14 Aprile del presente Anno 1672.
Bologna 1672
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca il Giovedì Santo à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22.
Bracciano 1672
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672
Veridica Relatione di quanto è successo nella Città di Rimini et altre Città in congiontura del Terremoto seguito il Giovedì Santo 14 Aprile 1672.
Venezia 1672
Deplorabile Raguaglio dell’horribile, e spaventoso Terremoto sentitosi per tutta Romagna, e Marca, ma principalmente nella Città di Rimino sul’hore 22 incirca delli 14 Aprile 1672.
Rimini 1672
Relatione del tremendo e spaventoso terremoto occorso il Giovedì Santo in tutta la riviera di Mare della Marca d’Ancona, e stato della Romagna, con la morte d’infinite persone, e distruttione di molte Terre, e Città.
Napoli 1672
(27)
Biblioteca Comunale "L.Benincasa" di Ancona, Manoscritti, 254-275, Camillo Albertini, Storia di Ancona, 22 voll., secc.XVIII-XIX.

(28)
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, Manoscritti, B.324, n.42, Relatione del Terremoto sucesso nella Città di Rimini, Rimini 17 aprile 1672, copia sec.XVIII.

Biblioteca Universitaria di Bologna, Manoscritti, 770, Antonio Francesco Ghiselli, Memorie antiche manuscritte di Bologna, raccolte, et accresciute sino à tempi presenti [origini-1729], 93 voll. + 2 di indici, sec.XVIII.

(29)
Archivio Storico Comunale di Carpi, Archivio Guaitoli, n.181, Alfonso Piccioli, Diario delle cose avvenute in Carpi dal giorno 14 ottobre dell’anno 1658 fino al giorno 6 maggio 1724 di Alfonso Piccioli Carpigiano, continuato fino all’anno 1737 dal dottore fisico Giulio Cesare Benetti pure Carpigiano, secc.XVII-XVIII

(30)
Archivio Storico Comunale di Cento, Manoscritti, 3.3.160, Biagio Bagni, Cronache di Cento del canonico generale D.Biagio Bagni dal 1156 perfino al 1621, seguitate da N.N. perfino a l’anno 1687, sec.XVII.

Archivio Storico Comunale di Cento, Manoscritti, 1.3.27, Jacopo Gatti, Storia di Cento dall’origine al 1795, sec.XVIII.

Archivio Storico Comunale di Cento, Manoscritti, 1.3.39-42, Giovanni Filippo Monteforti, Storia della città di Cento [origini-1782], 4 voll., sec.XVIII.

(31)
Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.14, Domenico Pulazzini, Raccolta di memorie varie concernenti la città e territorio di Cesena, sec.XVIII.

Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.16, Mauro Verdoni, Mario Antonio Fabbri e Eduardo Fabbri, Memorie di Cesena, 2 voll., secc.XVIII-XIX.

Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.46, Ettore Bucci, Libro in cui si scriveranno da me Ettore Bucci diverse memorie antiche della città di Cesena mia patria, secondo che mi perverranno alle mani, o mi saranno suggerite da altri, sec.XVIII.

Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.39, Mauro Verdoni, Cronache di Cesena, con aggiunte di vari autori e con note di Ettore Bucci, copia S.Zanotti 1821-1822.

Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.37, Mauro Verdoni, Delle cose memorabili della città di Cesena dalla sua prima origine sino a nostri tempi, raccolte da varj autori da me d. M.V. cioè don Mauro Verdoni, sec.XVII, copia sec.XVIII.

(32)
Biblioteca Comunale di Correggio, Manoscritti, Sezione microfilm, Sebastiano Carletti, Cronaca [1641-1693], sec.XVII.

(33)
Biblioteca Comunale Federiciana di Fano, Manoscritti Amiani, 23, Pietro Maria Amiani, Appunti presi per la compilazione delle "Memorie istoriche di Fano", sec.XVIII.

(34)
Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza, Manoscritti, 48/I, Mario Baggioni, Memorie istoriche della città di Faenza dall’anno 1669 sino all’anno 1702 estratte dalle vacchette [...] di Mario di Camillo Baggioni, in cui le lasciò scritte, in "Annali della città di Faenza, tratti per lo più da croniche contemporanee. Raccolta fatta da me Giovanni Battista Borsieri nel 1767", vol.2.

Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza, Manoscritti, 48/I, Giulio Cesare Parini, Raccolta delle cose generali successe nella città di Faenza e nel convento di Sant’Agostino, come altresì qualche notizia generale del mondo fatta da frà Giulio Cesare Parini agostiniano, in "Annali della città di Faenza, tratti per lo più da croniche contemporanee. Raccolta fatta da me Giovanni Battista Borsieri nel 1767", vol.2.

(35)
Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Manoscritti, cl.I, 105, Carlo Olivi, Annali della città di Ferrara dalla sua prima origine fino al dominio degli ultimi duchi Estensi, 2 voll., 1790.

Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Manoscritti, cl.I, 241, Giuseppe Antenore Scalabrini, Memorie sacre e profane della S[anta] Chiesa di Ferrara, nelle qualli si contiene la vita di S.Maurelio M[artire] Re di Mesopotamia e Vescovo della stessa Città, sec.XVII.

Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Manoscritti, cl.I, 704, Giacinto Bonatti, Memorie di Bondeno libro primo, sec.XVIII.

Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Manoscritti, cl.I, 596, Guido Pozzati, Memorie patrie ferraresi dal 1007 a tutto il 1835, sec.XIX.

Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Manoscritti, cl.I, 671, Francesco Ferrazi Monici, Cronologia della città di Ferrara estratta da diversi scrittori e cronologia aggiunta della città di Ferrara (dalle origini al 1799), 19 voll., sec.XVIII.

(36)
Archivio di Stato di Firenze, Manoscritti, 160, Giovanni Battista Ricci, Ricordi (1607-1678), sec.XVII.

Archivio Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Firenze, Filippo Bernardi, Relazione dello stato di tutti li conventi dei frati Cappuccini d’Italia, sec.XVIII.

(37)
Biblioteca Comunale "M.A.Maldotti" di Guastalla, Manoscritti Galvani, 88, Filippo Malcisi, Annali di Brescello dalle origini al 1840, sec.XIX.

Biblioteca Comunale "M.A.Maldotti" di Guastalla, Manoscritti Galvani, 85, Giovanni Battista Benamati, Memorie del convento de Servi, e città di Guastalla (dalle origini al 1703, con aggiunta di altro autore sino al 1734), sec.XVIII.

(38)
Archivio di Stato di Modena, Biblioteca, Manoscritti, 179, Felice Bertiolo, Accidenti diversi oc[c]orsi in Parma et altri luog[h]i scritti da me Felice Bertiolo [1600-1682], sec.XVII.

Archivio di Stato di Modena, Biblioteca, Manoscritti, 199, Demetrio Degni, Compendio universale historico o sia istorico intreccio delle cose più memorabili occorse nel mondo dal principio dell’anno 1600 in sin al 1699, sec.XVII.

(39)
Biblioteca Palatina di Parma, Manoscritti Parmensi, 978 (13), Patroni Civitate Parmae, sec.XVIII.

(40)
Biblioteca Comunale Classense di Ravenna, Manoscritti, 3.4.C, Benedetto Fiandrini, Annali ravennati dalla fondazione della città sino alla fine del secolo XVIII [...] compilati da don Benedetto Fiandrini monaco casinense di San Vitale di Ravenna, 4 voll., sec.XVIII.

Biblioteca Comunale Classense di Ravenna, Manoscritti, 3.4.E, Cristoforo Abbocconi, Pezzo di cronaca ravennate dal 1651 al 1691, sec.XVII.

(41)
Biblioteca Municipale "A.Panizzi" di Reggio Emilia, Manoscritti Turri, C.40, Bernardino Rosati, Diario, sec.XVII, copia sec.XIX.

(42)
Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, Manoscritti, 1136, Federico Cosimo Sartoni, Copia di uno zibaldone manoscritto che era in casa Sartoni, ed ora posseduto dal nobil uomo signor Domenico Mattioli, contenente memorie ed avvertimenti per la storia di Rimini, in "Cronache riminesi trascritte dal dottor Luigi Tonini 1840-1842".

Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, Manoscritti, 225, Storia della città di Rimini antichissima, sec.XVIII.

Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, Manoscritti, 156, Relazione del terremoto venuto a Rimino li 14 aprile 1672, sec.XVII.

(43)
Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, Manoscritti, 174-177, Giacomo Villani, De vetusta Arimini urbe et eius Episcopis, 4 voll., sec.XVII.

(44)
Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, Manoscritti, 225, Storia della città di Rimini antichissima, sec.XVIII.

(45)
Distinta Narrazione del Terremoto seguito nella Città di Rimino in Giovedì Santo li 14 Aprile 1672 (Copia tratta da un mss. lacero di quel Secolo posseduto da Ag. Gubaldi), in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, pp.961-968.
Rimini 1888
(46)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.

(47)
Baruffaldi G.
Dell’istoria di Ferrara libri nove, ne’ quali diffusamente si narrano le cose avvenute in essa, dall’Anno MDCLV, fino al MDCC (ristampa anastatica, Bologna 1974).
Ferrara 1700
(48)
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Memorie istoriche della città di Fano, 2 voll. (ristampa anastatica, Bologna 1967).
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(49)
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Compendio della storia civile, ecclesiastica e letteraria della città d’Imola, 2 voll.
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(50)
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Compendio della storia ecclesiastica e letteraria della città di Imola.
Bologna 1810
(51)
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Ristretto storico della città d’Imola.
Bologna 1847
(52)
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Ancona illustrata.
Ancona 1832
(53)
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Annali della città di Faenza, 3 voll.
Faenza 1840
(54)
Tonini L.
Storia civile e sacra riminese, 6 voll. (ristampa anastatica, Rimini 1971).
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(55)
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Compendio della Storia di Rimini, 2 voll. (ristampa anastatica, Bologna 1969).
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Bologna 1991

Effects in the social context

L’area più colpita faceva parte dello Stato della Chiesa ed era soggetta alla Legazione di Romagna, con sede a Ravenna. La città di Rimini era retta da un governatore pontificio, dotato di poteri amministrativi e giudiziari; i "castelli" del "contado" dipendevano dalla città, che esercitava il suo controllo attraverso capitani o podestà.
Il terremoto causò complessivamente la morte di circa 200 persone. Una lista provvisoria dei sepolti redatta il giorno 1 maggio 1672 dai parroci di Rimini elenca 115 vittime, ma a quella data risultavano ancora numerosi cadaveri non estratti dalle macerie. Una relazione ufficiale del vicelegato valuta in circa 150 le persone morte e in 100 quelle ferite, una decina delle quali in pericolo di vita. Sulla base di tali cifre si può ritenere che morì circa l’1,8-2% delle persone, su una popolazione complessiva di quasi 8.000 abitanti. A Fano ci furono circa 30 morti, in gran parte a causa del crollo del tetto del Duomo; 2 persone morirono a Pesaro e 1 a Cervia.
Le distruzioni e le vittime causate dal terremoto suscitarono grande impressione e forti sentimenti di paura negli abitanti dei centri più colpiti e aggravarono notevolmente una preesistente situazione di depressione economica. Concomitanti scorrerie di corsari turchi, che depredavano i contadini e rapivano intere famiglie per farne schiavi, acuirono inoltre la situazione di miseria e il sentimento di scoraggiamento delle popolazioni locali.
Il vicelegato di Romagna, inviato a Rimini dal legato all’indomani dell’evento, scrisse alla Segreteria di Stato di avere trovato la popolazione fuori dalla città, in uno stato di confusione e smarrimento. La condizione di forte disagio portò a fenomeni di accattonaggio e vagabondaggio; vi fu anche un movimento di emigrazione di varie famiglie dalla città, che le istituzioni cercarono di frenare, accelerando i provvedimenti volti a favorire il ripristino della normalità e la ripresa delle attività produttive.
La risposta istituzionale fu in gran parte delegata al vicelegato Anguisciola che nell’immediato, oltre a stabilire un rito annuale a memoria dell’evento e altre celebrazioni di carattere religioso, assicurò che la città e il suo territorio sarebbero stati esentati dal versamento di contributi in grano alla Camera pontificia e fissò il prezzo del medesimo in 40 paoli lo staio. Fu rafforzata la guardia che vigilava sul porto e sulla piazza e fu pubblicato un bando di divieto del vagabondaggio, per impedire che accadessero disordini e furti. Per contrastare il movimento migratorio furono inoltre emanate norme restrittive della circolazione nell’area.
Le carte dell’archivio furono recuperate dalle macerie del Palazzo pubblico, e riposte nella chiesa della Rocca malatestiana, che non era stata danneggiata dal terremoto; si provvide anche alla pulizia dei canali di scolo della città che rischiavano di restare intasati dal materiale caduto nei crolli. Vennero presi provvedimenti riguardanti i muri pericolanti, che rischiavano di aggravare la situazione, se non fossero stati abbattuti al più presto. Si minacciò di ricorrere a provvedimenti penali nel caso in cui ufficiali pubblici non avessero svolto accuratamente le proprie mansioni. Quasi subito vennero a mancare i materiali da costruzione e la manodopera; furono perciò emanati provvedimenti per calmierare i prezzi e predisposte delle fornaci per la fabbricazione della calce.
La comunità di Rimini, pochi giorni dopo la scossa, mandò un’ambasceria a Roma per richiedere consistenti interventi economici, mentre si procedeva alla stima dei danni. La perizia ufficiale, redatta dall’architetto cesenate Pier Matteo Angeloni, coadiuvato dal delegato del vicelegato Gian Domenico Vermigli, stimò un danno complessivo di 160.623 scudi dei quali 142.550 (quasi il 90%) per i danni sull’edilizia della città e 18.073 per i danni nei centri extra urbani. Va tuttavia rilevato che le stime relative ai paesi del "contado" erano sensibilmente più basse di quelle rilevate dalle comunità locali, nelle quali i danni ammontarono a 25.845 scudi.
Riguardo alla distribuzione sociale dei danni a Rimini, il 43% riguardava proprietà di gentiluomini e cittadini, il 20% di artisti e poveri laici, il 29% le proprietà di ecclesiastici e religiosi e l’8% le proprietà comunali. Per i paesi del circondario, il 66% dei danni riguardava i contadini e i poveri, il 24% i gentiluomini e cittadini, il 10% il clero, regolare e secolare, e le monache.
Due chirografi di Clemente X forniscono notizie relative agli interventi decisi dalle autorità centrali per soccorrere le popolazioni colpite. Il chirografo datato 18 maggio 1672 assicurava l’esenzione annuale dalla gabella sul macinato (ammontante a circa 1.500 scudi) e la concessione di 12.000 scudi, che dovevano essere distribuiti alla popolazione danneggiata previo l’accordo fra vicelegato, governatore e vescovo. Un secondo chirografo, datato 13 luglio 1672, confermava la concessione dei 16.000 scudi già rimessi alla comunità, che comprendevano, oltre ai 12.000 già stanziati, 1.000 scudi da distribuire ai poveri e 3.000 scudi a vantaggio dei luoghi pii da distribuirsi a discrezione del vescovo. Inoltre, per tre anni, fu stabilita una esenzione di 10.500 scudi, sui circa 16.800 dovuti dalla città per i pesi camerali: l’esenzione avrebbe dovuto andare a beneficio dei proprietari laici ed ecclesiastici della città e dei centri del "contado" che avevano subito danni. Il complesso di questi interventi di sgravio ammontava a 33.000 scudi che aggiunti ai 16.000 elargiti in contanti sommavano la cifra di 49.000 scudi, equivalente a circa il 30% dell’ammontare dei danni, secondo la perizia ufficiale. All’amministrazione locale che chiedeva aiuti per riparare gli edifici pubblici venne concessa soltanto una dilazione di sei anni nel pagamento del debito di circa 11.000 scudi precedentemente contratto.
Riguardo ai criteri di ripartizione, le fonti attestano contrasti tra le istituzioni preposte, in particolare tra vicelegato e vescovo; vi furono difficoltà nella ripartizione di una somma così esigua rispetto ai bisogni della città e del territorio, difficoltà che derivavano soprattutto dal riuscire a distinguere i veri poveri dai sedicenti tali. Lo stesso pontefice intervenne nel settembre 1672 per ordinare una verifica delle liste dei bisognosi e per imporre al vicelegato di risiedere in città per vigilare e contenere gli abusi. Non stabiliva però criteri precisi per definire le categorie sociali, un compito probabilmente demandato dal vicelegato ai parroci.
Mentre il 2 novembre la Segreteria di Stato riceveva una nuova relazione rassicurante dal vicelegato Anguisciola, il 26 gennaio 1673 la comunità di Rimini rivolgeva supplica al pontefice per poter utilizzare i soldati almeno per ripulire le strade, ancora impraticabili per le macerie.
La risposta istituzionale fu dunque assai debole in relazione alla capacità di emanare provvedimenti atti a favorire la ricostruzione, il cui peso economico gravò soprattutto sui privati; gli interventi edilizi furono realizzati pertanto in modo non adeguato. Va infatti rilevato che lo studio del successivo terremoto di Rimini, del 25 dicembre 1786, ha messo in evidenza le carenze della ricostruzione seguita a quello del 1672: l’architetto Morigia osservò che i danni causati dalla scossa del 1672 erano stati riparati in modo sommario, con tamponature e reimpiego di materiali recuperati da demolizioni o dal greto del fiume, legati con malte scadenti e tenuti assieme da chiavi di legno. Si trattò quindi di una ricostruzione povera e affrettata, che incise sensibilmente sugli effetti sismici dell’evento di circa un secolo dopo.

Demography elements

Una lista provvisoria delle vittime, redatta dai parroci, fu inviata alla Segreteria di Stato dal governatore di Rimini Nicolò Grimaldi il 1º maggio 1672: vi sono elencati 115 morti. Il governatore commentava, tuttavia, che il numero era destinato a salire, poiché molte macerie non erano ancora state rimosse (1). Una relazione ufficiale del vicelegato Anguisciola valuta in circa 150 le persone morte e in 100 quelle ferite, una decina delle quali in pericolo di vita (2). Sulla base di tali cifre si può ritenere che morì l’1,8-2% su una popolazione complessiva di circa 8.000 abitanti.
Il terremoto influì sulla demografia di Rimini anche perché causò un movimento di emigrazione, che si cercò di frenare accelerando i provvedimenti volti a favorire il ripristino della normalità ed emanando norme restrittive della circolazione nell’area.

Note

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Nota de morti, e sepolti in varie chiese della città di Rimini, per causa del terremoto succeduto li 14 aprile prossimo passato, sino al giorno corrente primo maggio 1672, cavata dalli libri de parochi, e de sagrestani delle chiese de regolari, et altre" allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.

(2)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 28 aprile 1672.

Concurrent natural and man-induced destructive events

A Rimini il terremoto fu preceduto da una violenta tempesta che avanzò velocemente sulla città, provenendo da nord (1). A Faenza l’evento fu contemporaneo a una forte grandinata (2).

Note

(1)
Boni G.
Relazione del Terremoto del 14 aprile 1672 che quasi distrusse la Città di Rimini, Rimini 17 aprile 1672, in A.Potito, "Rimini dal secolo XV al XIX nei documenti del tempo", vol.2, pp.7-9.
Rimini 1979
Distinta Narrazione del Terremoto seguito nella Città di Rimino in Giovedì Santo li 14 Aprile 1672 (Copia tratta da un mss. lacero di quel Secolo posseduto da Ag. Gubaldi), in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, pp.961-968.
Rimini 1888
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Relatione del terremoto seguito in Rimino alli 14 d’aprile 1672 tra l’hore 21, e 22" allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].

Nova, e vera relatione del Spaventoso, & horribile Terremoto che sù l’hora 21 delli 14 Aprile 1672 si fé sentire per tutta Romagna, e Marca, ma particolarmente nella Città di Rimini con atterramento di Chiese, Palazzi, Torri, e Case con mortalità considerabile di persone, come leggendo intenderete.
Forlì 1672
Relatione più d’ogn’altra in qual si sia sua parte Veridica sopra il terremoto accaduto il dì 14 Aprile 1672 nella Città di Rimino, e sopra gl’effetti da quello in essa caggionati.
Ravenna 1672
Vera Relatione dello spaventoso Tremuoto seguito nella Città di Rimini il Giovedì Santo 14 Aprile del presente Anno 1672.
Bologna 1672
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca il Giovedì Santo à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22.
Bracciano 1672
Deplorabile Raguaglio dell’horribile, e spaventoso Terremoto sentitosi per tutta Romagna, e Marca, ma principalmente nella Città di Rimino sul’hore 22 incirca delli 14 Aprile 1672.
Rimini 1672
(2)
Righi B.
Annali della città di Faenza, 3 voll.
Faenza 1840

Elements of the local buildings

Secondo la perizia dell’architetto ravennate Camillo Morigia, redatta in occasione del terremoto che colpì Rimini nel 1786, l’edilizia riminese risultava molto vulnerabile ai danni sismici a causa della debolezza strutturale delle costruzioni. Tali fattori di debolezza strutturale venivano individuati da Morigia nei muri portanti, fatti per la maggior parte con i ciottoli del fiume Marecchia, di forma liscia e arrotondata e di piccole dimensioni; nei muri divisori, costituiti da sovrapposizioni di mattoni disposti a taglio; nei palchi e nei solai che non coincidevano fra loro nella distribuzione delle stanze e raramente si trovavano allo stesso livello. I legnami da travatura, infine, erano di qualità mediocre e venivano posti in opera in quantità modesta.
Nell’edilizia dei grandi edifici civili si osservava un’ottima qualità delle strutture portanti ma le pareti divisorie, dette "coltellate", risultavano deboli, dato che erano costruite con mattoni appoggiati sulla base più stretta. Anche i soffitti, realizzati in cannucciati e gesso, risultavano molto fragili alle sollecitazioni sismiche, così come la struttura orizzontale dei tetti: in presenza di scosse infatti, le travi allacciate ai muri portanti spingono le pareti verso l’esterno e tendono a slegarle l’una dall’altra (Ferrari 1986) (1).

Note

(1)
Ferrari G.
Le perizie Morigia e Valadier, in "Il terremoto di Rimini e della costa romagnola: 25 dicembre 1786. Analisi e interpretazione", a cura di E.Guidoboni e G.Ferrari, pp.103-122.
Bologna 1986

Administrative historical affiliations

L’area più colpita faceva parte dello Stato della Chiesa ed era soggetta alla Legazione di Romagna, con sede a Ravenna. La città di Rimini era retta da un governatore pontificio, dotato di poteri amministrativi e giudiziari; i castelli del Contado dipendevano dalla città, che esercitava il suo controllo attraverso capitani o podestà.

Social and economic effects

I danni del terremoto si sommarono a una preesistente situazione di depressione economica della città di Rimini e del suo territorio. Concomitanti scorrerie di corsari turchi che depredavano i contadini, assalivano le navi e rapivano intere famiglie per farne schiavi acuirono inoltre la situazione di miseria e il sentimento di scoraggiamento delle popolazioni locali (1).
La scossa causò grande impressione e forti sentimenti di paura negli abitanti dei centri colpiti. Il vicelegato di Ravenna, inviato a Rimini all’indomani dell’evento, scrisse alla Segreteria di Stato di aver trovato la popolazione fuori dalla città, in uno stato di confusione e smarrimento. C’era bisogno di generi di prima necessità, come il pane e i medicinali; inoltre i morti ritrovati tra le macerie non erano ancora stati sepolti (2).
La nobiltà, il vescovo e il governatore si erano ritirati in campagna da dove rientrarono sotto l’insistenza del vicelegato; tuttavia per giorni si alloggiò in baracche poste in luoghi aperti, per paura di crolli. I consigli cittadini si tennero presso il convento dei Cappuccini, uno dei pochi edifici risparmiati dal terremoto. Nei giorni successivi all’evento la popolazione, sotto la guida del clero, si dedicò a speciali riti e atti di devozione. Il vicelegato registrava che il vescovo però contribuiva a impaurire la popolazione con premonizioni di disastri imminenti (3).
A una settimana dal terremoto, la relazione che il vicelegato inviò alla Segreteria di Stato era di tenore assai rassicurante: i nobili erano sistemati nelle loro ville di campagna e solo pochi restavano nelle baracche di legno nelle piazze della città; una buona parte degli artigiani e dei bottegai aveva ripreso la propria attività, soprattutto in quei quartieri della città dove le case erano più basse e povere e avevano subito meno danni. Tuttavia veniva annotato che alcune famiglie di artigiani, avendo perso tutto, lasciavano la città (4). La condizione di estrema povertà della popolazione traspare dalla documentazione ufficiale: le suppellettili e i pochi beni dei privati erano andati distrutti nei crolli. Il grano era andato perduto solo in piccola parte, ma l’olio e il vino erano irrecuperabili, poiché i recipienti in cui venivano conservati erano stati distrutti (5).
Presto vennero anche a mancare materiali da costruzione e manodopera (6).
La condizione di disagio della popolazione portò a fenomeni di accattonaggio e vagabondaggio e alla folla dei poveri si aggiunse presto anche quella dei malintenzionati; ciò fece prendere alcune misure relative al transito in città, volte anche a contenere l’ondata emigratoria che interessò la città a causa delle perdite registratesi e della paralisi del commercio e dell’artigianato che ne seguì (7).
Una lettera del vescovo di Cervia alla Segreteria di Stato informa che anche nei territori della sua diocesi il terremoto aveva spinto la popolazione a soggiornare all’aperto e a dedicarsi con fervore a pratiche religiose (8).
Le comunità circonvicine alla zona più colpita, interessate solo marginalmente dall’evento, reagirono con un sentimento di timore e sollievo allo stesso tempo. A Parma, il 4 maggio, il Consiglio degli Anziani scrisse al duca per ottenere il denaro necessario a pagare messe e orazioni in ringraziamento dello scampato pericolo e per scongiurare il verificarsi di una sciagura (9). Il Consiglio comunale di Nonantola, come ricordato da una delibera del maggio 1672, concesse una somma per il pagamento dell’illuminazione della Cattedrale, al fine di tenervi pratiche religiose per scongiurare il ripetersi del fenomeno (10). Pratiche devozionali particolari sono testimoniate anche a Bologna, Carpi, Faenza, Modena, Ravenna, Reggio Emilia (11).

Note

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 26 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 23 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera dei consoli di Rimini al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 4 dicembre 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Fano Giovanni Battista Spinola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Fano 23 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 5 giugno 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Fano Giovanni Battista Spinola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Fano 1º luglio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 18 agosto 1672.

(2)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 16 aprile 1672.

(3)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al papa Clemente X sui danni causati alla città di Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672, Ravenna 19 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 21 aprile 1672.

(4)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 21 aprile 1672.

(5)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui danni causati a Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].

(6)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 6 maggio 1672.

(7)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui danni causati a Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 28 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui provvedimenti a favore dei danneggiati dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 28 aprile 1672].

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 5 maggio 1672.

(8)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vescovo di Cervia al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Migliarino Ferrarese 20 aprile 1672.

(9)
Archivio di Stato di Parma, Antico Comune, Minute delle Ordinazioni, b.352, Minuta di lettera del Consiglio degli Anziani al duca di Parma Panuccio II Farnese, Parma 4 maggio 1672.

(10)
Archivio Storico Comunale di Nonantola, Partiti del Consiglio, vol.102 (1672), cc.23v-24r, Verbale di seduta del 9 maggio 1672.

(11)
Archivio di Stato di Bologna, Demaniale, San Guglielmo, 80/814, Ricordi per il monastero di San Guglielmo (dal 1599 al 1696), sec.XVII.

Archivio Storico Comunale di Nonantola, Partiti del Consiglio, vol.102 (1672), cc.23v-24r, Verbale di seduta del 9 maggio 1672.

Archivio Storico Comunale di Carpi, Archivio Guaitoli, n.181, Alfonso Piccioli, Diario delle cose avvenute in Carpi dal giorno 14 ottobre dell’anno 1658 fino al giorno 6 maggio 1724 di Alfonso Piccioli Carpigiano, continuato fino all’anno 1737 dal dottore fisico Giulio Cesare Benetti pure Carpigiano, secc.XVII-XVIII

Biblioteca Comunale di Correggio, Manoscritti, Sezione microfilm, Sebastiano Carletti, Cronaca [1641-1693], sec.XVII.

Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza, Manoscritti, 48/I, Mario Baggioni, Memorie istoriche della città di Faenza dall’anno 1669 sino all’anno 1702 estratte dalle vacchette [...] di Mario di Camillo Baggioni, in cui le lasciò scritte, in "Annali della città di Faenza, tratti per lo più da croniche contemporanee. Raccolta fatta da me Giovanni Battista Borsieri nel 1767", vol.2.

Biblioteca Comunale Classense di Ravenna, Manoscritti, 3.4.C, Benedetto Fiandrini, Annali ravennati dalla fondazione della città sino alla fine del secolo XVIII [...] compilati da don Benedetto Fiandrini monaco casinense di San Vitale di Ravenna, 4 voll., sec.XVIII.

Institutional and administrative response

Le fonti, soprattutto la corrispondenza inviata da Rimini e Ravenna alla Segreteria di Stato, informano degli interventi adottati dalle istituzioni locali sia nell’immediato sia nel lungo periodo (1). Il giorno stesso dell’evento da Rimini fu inviata notizia dell’accaduto al legato di Ravenna, cardinale Giulio Gabrielli, da cui la città dipendeva, il quale inviò il suo vice, Carlo Anguisciola, sul luogo e mandò ragguagli alla Segreteria di Stato a Roma. I primi provvedimenti presi dal vicelegato sono elencati in una lettera da lui scritta due giorni dopo il terremoto: si era provveduto a far riaprire i forni e le spezierie, per le necessità della popolazione, in particolare degli ammalati e dei feriti; si procedeva intanto allo sgombero delle macerie che ricoprivano gli archivi pubblici per recuperare le carte. Successivamente, il 19 aprile, nel convento dei Cappuccini, si riunì in presenza del vicelegato il Consiglio cittadino, nel corso del quale furono prese alcune misure: si stabilì un rito annuale a memoria dell’evento e altre celebrazioni di carattere religioso; il vicelegato assicurò che la città e il suo territorio sarebbero stati esentati dal versamento di contributi in grano alla Camera pontificia e stabilì che il prezzo del medesimo fosse fissato in 40 paoli lo staio. Nella seduta del Consiglio del giorno successivo fu letta una lettera del cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, scritta anche a nome del pontefice, in cui si faceva coraggio alla popolazione e si confermavano le prime misure prese da Anguisciola; fu anche stabilito un calmiere dei prezzi dei materiali da costruzione e dei costi della manodopera. Il vicelegato rafforzò inoltre le misure relative all’ordine pubblico e fece pubblicare un bando di divieto del vagabondaggio, per impedire che si verificassero disordini e furti. Le carte degli archivi pubblici furono recuperate e riposte nella chiesa della Rocca malatestiana, che non era stata danneggiata dal terremoto e vennero puliti i canali di scolo della città, che rischiavano di restare intasati dal materiale caduto nei crolli. Vennero presi provvedimenti riguardanti i muri pericolanti, che rischiavano di aggravare la situazione se non fossero stati abbattuti al più presto. In particolare un muro del Palazzo pubblico causò parecchie difficoltà nelle operazioni di demolizione, poiché minacciava di cadere su alcune abitazioni vicine. Si minacciò inoltre di ricorrere a provvedimenti penali nel caso in cui ufficiali pubblici non svolgessero accuratamente le proprie mansioni.
Nel frattempo la comunità di Rimini, da parte sua, mandò un’ambasceria a Roma per richiedere consistenti interventi economici, mentre si procedeva alla stima ufficiale dei danni provocati dal terremoto e alla redazione della lista dei defunti, da parte dei religiosi addetti alle sepolture.
Il vicelegato incaricò l’architetto cesenate Pier Matteo Angeloni, coadiuvato da un suo delegato, Gian Domenico Vermigli, di redigere una perizia ufficiale dei danni subiti dall’edilizia di Rimini e del suo territorio. Questa fu eseguita rilevando soltanto il costo presunto degli interventi di ripristino degli edifici, senza descrizione dei danni. Venne stimato che fosse necessaria una spesa complessiva di 160.623 scudi, dei quali 142.550 (quasi il 90%) per i danni della città e 18.073 per i danni dei centri da essa dipendenti (2). Va tuttavia rilevato che le stime relative ai paesi del Contado erano sensibilmente più basse di quelle rilevate dalle comunità locali che ammontavano a 25.845 scudi (3).
Riguardo alla distribuzione sociale dei danni a Rimini, il 43% riguardava proprietà di gentiluomini e cittadini, il 20% di artisti e poveri laici, il 29% le proprietà di ecclesiastici e religiosi e l’8% le proprietà comunali. Per i paesi del circondario, il 66% dei danni riguardava i contadini e i poveri, il 24% i gentiluomini e cittadini, il 10% il clero, regolare e secolare, e le monache.
La città fu interessata da un movimento di emigrazione, che si cercò di contrastare non solo cercando di rendere più tempestivi possibili gli aiuti, ma anche con provvedimenti restrittivi della circolazione cittadina in entrata e in uscita, che avrebbero evitato anche l’ingresso di male intenzionati.
Due chirografi di Clemente X forniscono notizie relative agli interventi decisi dalle autorità centrali per soccorrere le popolazioni colpite. Il chirografo datato 18 maggio 1672 (4) assicurava l’esenzione annuale dalla gabella sul macinato (ammontante a circa 1.500 scudi) e la concessione di 12.000 scudi, che dovevano essere distribuiti alla popolazione danneggiata previo l’accordo fra vicelegato, governatore e vescovo. Un secondo chirografo, datato 13 luglio 1672 (5), confermava la concessione dei 16.000 scudi già rimessi alla comunità, che comprendevano, oltre ai 12.000 già stanziati, 1.000 scudi da distribuire ai poveri e 3.000 scudi a vantaggio dei luoghi pii da distribuirsi a discrezione del vescovo. Inoltre, per tre anni, fu stabilita una esenzione di 10.500 scudi, sui circa 16.800 dovuti dalla città per i pesi camerali: l’esenzione avrebbe dovuto andare a beneficio dei proprietari laici ed ecclesiastici della città e dei centri del Contado che avevano subito danni. Il complesso di questi interventi di sgravio ammontava a 33.000 scudi che aggiunti ai 16.000 elargiti in contanti sommavano la cifra di 49.000 scudi, equivalente a circa il 30% dell’ammontare dei danni, secondo la perizia ufficiale. All’amministrazione locale che chiedeva aiuti per riparare gli edifici pubblici venne concessa soltanto una dilazione di sei anni nel pagamento del debito di circa 11.000 scudi precedentemente contratto.
Riguardo ai criteri di ripartizione, le fonti attestano contrasti tra le istituzioni preposte, in particolare tra vicelegato e vescovo; vi furono difficoltà nella ripartizione di una somma così esigua rispetto ai bisogni della città e del territorio, difficoltà che derivavano soprattutto dal riuscire a distinguere i veri poveri dai sedicenti tali (6). Lo stesso pontefice intervenne nel settembre 1672 per ordinare una verifica delle liste dei bisognosi e per imporre al vicelegato di risiedere in città per vigilare e contenere gli abusi. Non stabiliva però criteri precisi per definire categorie sociali, un compito probabilmente demandato dal vicelegato ai parroci (Guidoboni 1983) (7).
Mentre il 2 novembre la Segreteria di Stato riceveva una nuova relazione rassicurante dal vicelegato (8), il 26 gennaio 1673 la comunità di Rimini rivolgeva una supplica al pontefice per poter utilizzare i soldati almeno per ripulire le strade, ancora impraticabili per le macerie (9).
La risposta istituzionale fu dunque assai debole in relazione alla capacità di emanare provvedimenti atti a favorire la ricostruzione.

Note

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 14 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 15 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 16 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 17 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 19 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al papa Clemente X sui danni causati alla città di Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672, Ravenna 19 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 21 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Relatione del terremoto seguito in Rimino alli 14 d’aprile 1672 tra l’hore 21, e 22" allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 21 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui danni causati a Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 28 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 28 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui provvedimenti a favore dei danneggiati dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 28 aprile 1672].

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 26 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 5 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 6 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 12 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 26 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 18 giugno 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 17 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 2 novembre 1672.

Distinta Narrazione del Terremoto seguito nella Città di Rimino in Giovedì Santo li 14 Aprile 1672 (Copia tratta da un mss. lacero di quel Secolo posseduto da Ag. Gubaldi), in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, pp.961-968.
Rimini 1888
Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, Manoscritti, 174-177, Giacomo Villani, De vetusta Arimini urbe et eius Episcopis, 4 voll., sec.XVII.

(2)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.

(3)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Nota della Congregazione del Buon Governo relativa alla somma dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli del Contado di Rimini, Roma maggio 1672.

(4)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.168, pp.208-209, Chirografo del papa Clemente X al tesoriere generale monsignor Girolamo Gastaldi, Roma 18 maggio 1672.

(5)
Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Chirografi, coll.A, reg.168, pp.270-271, Chirografo del papa Clemente X al tesoriere generale monsignor Girolamo Gastaldi, Roma 13 luglio 1672.

(6)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 26 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.

(7)
Guidoboni E.
Terremoti e politiche d’intervento per il recupero del patrimonio edilizio: Romagna toscana e pontificia fra XVII e XVIII secolo, in "Storia Urbana", a.7, n.24, pp.3-52.
Milano 1983
(8)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 2 novembre 1672.

(9)
Lettera della Comunità di Rimini al Pontefice per poter utilizzare i soldati nei lavori di sgombero delle macerie, Rimini 26 gennaio 1673, in A.Potito, "Rimini dal secolo XV al XIX nei documenti del tempo", vol.2, pp.15.
Rimini 1979

Reconstructions and relocations

La politica di ricostruzione fu gestita in modo da non garantire un accurato ripristino dell’edilizia: gli organi del governo centrale misero a disposizione una cifra pari a soltanto il 30% della stima complessiva dei danni. Il peso economico della ricostruzione gravò pertanto soprattutto sui privati e gli interventi edilizi furono realizzati pertanto in modo non adeguato (Guidoboni 1986) (1).
Lo studio delle perizie degli architetti Morigia e Valadier, eseguite in seguito al terremoto del 1786, ha messo in evidenza le carenze della ricostruzione seguita a quello del 1672. Tali carenze ebbero un’influenza notevole sugli effetti del terremoto successivo, riconosciuta dalle stesse relazioni dei periti. Per quanto attiene al cattivo stato di conservazione degli edifici, Morigia osservò che il terremoto del 1672 aveva causato danni riparati in modo sommario, con tamponature e reimpiego di materiali recuperati da demolizioni o dal greto del fiume, legati con malte scadenti e tenuti assieme da chiavi di legno (Ferrari 1986) (2).
Memoria della ricostruzione è conservata a Rimini in sei epigrafi. Nel 1687, a memoria della ricostruzione del Palazzo pubblico fu posta una lapide commemorativa delle sovvenzioni concesse da Clemente X e Innocenzo XI (3). Un’epigrafe fu posta nella cappella di S.Antonio da Padova subito dopo i primi interventi operati dal cardinale Rospigliosi (4). Nel 1683 fu sostituita da un’altra più estesa (5). Una lapide a memoria del crollo e della successiva ricostruzione fu collocata anche nella chiesa della Colonnella nel 1686 (6). Nel soffitto del coro della chiesa di S.Marino (ora S.Bartolomeo), nel 1673 fu apposta un’epigrafe attestante i lavori di restauro eseguiti (7). Un’ultima iscrizione ricorda la ricostruzione dell’arco detto "dei Magnani", nell’omonima strada (8).

Note

(1)
Guidoboni E.
La città debole. Quel terremoto di cent’anni prima, in "Il terremoto di Rimini e della costa romagnola: 25 dicembre 1786. Analisi e interpretazione", a cura di E.Guidoboni e G.Ferrari, pp.35-37.
Bologna 1986
(2)
Ferrari G.
Le perizie Morigia e Valadier, in "Il terremoto di Rimini e della costa romagnola: 25 dicembre 1786. Analisi e interpretazione", a cura di E.Guidoboni e G.Ferrari, pp.103-122.
Bologna 1986
(3)
Epigrafe posta sotto la loggia del Palazzo pubblico di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1687, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.1, p.517.
Rimini 1887
(4)
Epigrafe posta nella cappella di S.Antonio da Padova di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1672, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.580.
Rimini 1888
(5)
Epigrafe posta nella cappella di S.Antonio da Padova di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1683, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.580.
Rimini 1888
(6)
Epigrafe posta nella chiesa di S.Maria della Colonnella di Rimini a ricordo dei lavori di riparazione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1686, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.597.
Rimini 1888
(7)
Epigrafe posta nel soffitto del coro della chiesa di S.Marino (ora S.Bartolomeo) di Rimini a ricordo dei lavori di riparazione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1673, in A.Serpieri, "Il terremoto di Rimini della notte 17-18 marzo 1875 e considerazioni generali sopra varie teorie sismologiche", p.77.
Urbino 1878
(8)
Epigrafe posta nell’arco dei Magnani a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, in A.Serpieri, "Il terremoto di Rimini della notte 17-18 marzo 1875 e considerazioni generali sopra varie teorie sismologiche", p.77.
Urbino 1878

Major earthquake effects

La scossa avvenne il 14 aprile 1672 alle ore 15:45 GMT ca. (tra le ore 21 e le 22, in orario "all’italiana") e fu percepita della durata di circa 20 secondi; ebbe effetti distruttivi a Rimini e in una estesa area della costa e dell’entroterra romagnolo e marchigiano.
A Rimini il terremoto danneggiò molto gravemente quasi tutti gli edifici pubblici e privati: crollarono totalmente circa 100 case (5,5% delle 1.800 abitazioni totali presumibili); gran parte delle altre subirono crolli parziali o gravi dissesti nei tetti, nei solai e nei muri interni, numerose divennero inabitabili e dovettero essere demolite o puntellate; soltanto un terzo delle abitazioni, quelle più basse e di minori dimensioni, subirono danni leggeri o rimasero illese. Le distruzioni più estese riguardarono il Borgo di San Bartolomeo, dove tutte le abitazioni crollarono o dovettero essere puntellate, e le aree meridionali e occidentali della città. Danni minori furono riscontrati nella zona orientale della città, nel Borgo di Marina e nel Borgo di San Giuliano, dove vi furono soltanto 1-2 crolli totali.
Crollò quasi completamente il Palazzo pubblico, nel quale si riuniva il Consiglio cittadino e in cui erano collocati la segreteria e l’archivio pubblici, il catasto, la dogana e le carceri. Crollò totalmente l’annessa torre "delle Sentinelle", che cadendo danneggiò il tetto dell’edificio del Monte di Pietà. Nel palazzo del governatore crollarono i muri divisori interni; il palazzo del vescovo subì lesioni in vari punti: entrambi gli edifici divennero inabitabili. Subì gravi lesioni la torre dell’orologio posta nella piazza del Mercato (oggi piazza Tre Martiri), che minacciava di cadere; i granai pubblici crollarono parzialmente. Fu notevolmente danneggiato l’arco d’Augusto e franò un vicino bastione in terrapieno. Gli unici edifici pubblici rimasti illesi furono la Rocca malatestiana e la libreria Gambalunga.
Numerosi palazzi nobiliari furono danneggiati più o meno gravemente; in particolare crollarono quasi totalmente il palazzo Cavallini, situato sulla strada Maestra, e il palazzo Modesti, del quale rimase in piedi solo la facciata pericolante; in piazza del Mercato crollò parzialmente il palazzo Tingoli; subì gravi danni il palazzo Ricciardelli, che divenne pericolante.
Per quanto riguarda gli edifici di culto, fu danneggiato molto gravemente il Duomo (S.Colomba), dove crollarono le volte delle navate laterali, furono lesionate le colonne e le pareti esterne e cadde parzialmente il tetto. Crollarono quasi totalmente le chiese di S.Antonio di Padova dei Teatini, di S.Bernardino degli Zoccolanti e di S.Francesco di Paola; i relativi conventi furono gravemente danneggiati e resi parzialmente inabitabili. Subirono gravi danni i conventi e le chiese di S.Agostino, di S.Francesco di Paola, di S.Maria dei Servi e di S.Marino dove vi furono vaste lesioni e crolli parziali delle murature, dei soffitti, dei tetti e dei campanili. La chiesa di S.Cataldo dei Domenicani fu danneggiata dal crollo della cima del campanile, che sfondò una parte del tetto e del soffitto; il monastero subì solo leggere lesioni nei muri. Il convento del Carmine, situato nel Borgo di San Bartolomeo, subì gravi danni, restò invece illesa la chiesa; subirono pochi danni la chiesa e il convento di S.Nicolò dei Celestini, posti nel Borgo di Marina. Furono notevolmente danneggiati i monasteri di S.Chiara, S.Eufemia, dove crollò il dormitorio, S.Maria degli Angeli, S.Matteo, dove crollarono la parte vecchia del dormitorio e la cupola, S.Sebastiano. Fu quasi distrutto il seminario.
Crollarono completamente la chiesa parrocchiale di S.Bartolomeo, la chiesa di S.Maria della Colonnella, situata fuori dall’abitato a 1,5 km in direzione sud-est, e la cappelletta di S.Antonio in Piazza; la chiesa parrocchiale di S.Giorgio in Foro (o S.Apollonia) fu distrutta dal crollo della parte superiore del prospiciente palazzo Tingoli. Subirono crolli molto estesi le chiese parrocchiali di S.Innocenza, di S.Maria in Acumine, dei SS.Simone e Giuda e la chiesa della confraternita di S.Nicola da Tolentino. Subirono grandi lesioni o cadute parziali di muri e volte e furono rese impraticabili le chiese parrocchiali di S.Agnese, di S.Michele in Foro e di S.Tommaso e le chiese delle confraternite di S.Croce, di S.Omobono, di S.Sebastiano. Subì lesioni la chiesa parrocchiale di S.Maria in Corte, che fu rinforzata con l’apposizione di due grandi chiavi di ferro; il campanile pericolante fu demolito e ricostruito.
Rimasero pressocché illesi la chiesa e il convento dei Cappuccini, la chiesa e il collegio dei Gesuiti, le chiese parrocchiali di S.Croce e di S.Maria a Mare.
Furono gravemente danneggiati anche i paesi del "contado", in particolare quelli situati a sud della città. Nei "castelli" di Coriano, Monte Colombo, Agello, Albereto, Gemmano, Monte Tauro, Passano, San Clemente e nelle "ville" dei rispettivi territori alcune case crollarono totalmente e molte altre subirono lesioni e crolli parziali di muri, tetti, solai, colombaie, camini.
Gravi danni vi furono anche nelle città costiere vicine: a Fano il terremoto causò lesioni e crolli parziali in numerose abitazioni, la caduta di moltissimi comignoli e di alcuni tetti; alcune case dovettero essere abbattute; terrazze, muri e tetti riparati. Furono danneggiati il palazzo Pubblico e il palazzo del governatore; la parte superiore dell’antica torre annessa al Duomo crollò, sfondando la volta della cappella del SS.Sacramento; subirono danni la chiesa e il campanile di S.Marco, i campanili di S.Agostino e di S.Francesco, il tetto della chiesa del Ponte, situata poco fuori dall’abitato. A Pesaro crollò totalmente una casa e gran parte delle altre furono lesionate; caddero solai, loggiati e parecchi comignoli. A Cervia crollarono comignoli, tetti e muri, e fu danneggiata la torre pubblica; cadde parzialmente la volta della Cattedrale, che dovette essere demolita all’altezza del coro, e il resto dell’edificio risultò gravemente danneggiato; nel palazzo vescovile caddero una scala, due tetti e i camini.
Danni leggeri furono riscontrati a Cesena, Ravenna, San Marino, Senigallia e Urbino.
Gli effetti a Rimini furono aggravati dalla debolezza strutturale dell’edilizia locale, rilevata dalla perizia dell’architetto ravennate Camillo Morigia, redatta in occasione del terremoto che colpì la città nel 1786. I caratteri più diffusi di tale edilizia erano costituiti da muri portanti per la maggior parte in ciottoli del fiume Marecchia, di forma liscia e arrotondata e di piccole dimensioni; i muri divisori erano costituiti da sovrapposizioni di mattoni disposti a taglio; i palchi e i solai non coincidevano fra loro nella distribuzione delle stanze e raramente si trovavano allo stesso livello. A questi elementi si aggiungeva anche il fatto che i legnami utilizzati per le travature erano di qualità mediocre e venivano posti in opera in quantità modesta. Inoltre, nei grandi edifici civili, si osservava un’ottima qualità delle strutture portanti ma le pareti divisorie, dette "coltellate", risultavano deboli, dato che erano costruite con mattoni appoggiati sul lato più stretto. Anche i soffitti, realizzati in cannucciati e gesso, risultavano molto fragili alle sollecitazioni sismiche, così come la struttura orizzontale dei tetti.
L’area di risentimento si estese da Ferrara ad Ascoli Piceno e comprese quasi tutta l’Emilia, la Romagna, le Marche e l’Umbria settentrionale.

Effects on the environment

La costa antistante Rimini fu interessata da un leggero maremoto: le acque furono osservate prima allontanarsi dalla riva e poi tornare verso la spiaggia inondandola per un tratto di circa 15 m (20 passi). La forte agitazione del mare fu notata anche da alcuni marinai che si trovavano a bordo di navi a poca distanza dalla costa.

Sequence of the earthquake

La scossa avvenne il 14 aprile 1672 alle ore 15:45 GMT ca. (tra le ore 21 e le 22, in orario "all’italiana") e fu percepita della durata di circa 20 secondi. Fu preceduta da una leggera scossa avvenuta alle ore 7:15 GMT ca. dello stesso giorno e seguita da almeno 2 repliche nel corso della giornata e da varie altre nei giorni successivi (1).
Il 9 maggio alle ore 1:15 GMT ca. (tra le 6 e le 7 ore di notte, secondo l’uso orario "all’italiana") fu avvertita una replica molto forte, che non causò, tuttavia, danni ulteriori (2).

Note

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 14 aprile 1672.

Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.

Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.39, Mauro Verdoni, Cronache di Cesena, con aggiunte di vari autori e con note di Ettore Bucci, copia S.Zanotti 1821-1822.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 15 aprile 1672.

Distinta Narrazione del Terremoto seguito nella Città di Rimino in Giovedì Santo li 14 Aprile 1672 (Copia tratta da un mss. lacero di quel Secolo posseduto da Ag. Gubaldi), in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, pp.961-968.
Rimini 1888
Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, Manoscritti, 174-177, Giacomo Villani, De vetusta Arimini urbe et eius Episcopis, 4 voll., sec.XVII.

(2)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 12 maggio 1672.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 12 maggio 1672.

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*Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Relazione sopra il teremoto acaduto il dì 14 aprile 1672, sec.XVII.Direct source0017
*Archivio Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Firenze, Filippo Bernardi, Relazione dello stato di tutti li conventi dei frati Cappuccini d’Italia, sec.XVIII.Indirect source0018
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al papa Clemente X sui danni causati alla città di Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672, Ravenna 19 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 15 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui danni causati a Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 21 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 16 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 17 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Relatione del terremoto seguito in Rimino alli 14 d’aprile 1672 tra l’hore 21, e 22" allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 21 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 19 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera dei consoli di Rimini al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 4 dicembre 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 18 giugno 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 26 maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 23 maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 26 maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 12 maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 6 maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 5 maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Nota de morti, e sepolti in varie chiese della città di Rimini, per causa del terremoto succeduto li 14 aprile prossimo passato, sino al giorno corrente primo maggio 1672, cavata dalli libri de parochi, e de sagrestani delle chiese de regolari, et altre" allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 26 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 14 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui provvedimenti a favore dei danneggiati dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 28 aprile 1672].Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 28 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 28 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 17 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Fano Giovanni Battista Spinola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Fano 15 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vescovo di Cervia al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Migliarino Ferrarese 20 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 24 aprile 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 2 novembre 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Fano Giovanni Battista Spinola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Fano 1º luglio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 12 maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 18 agosto 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Fano Giovanni Battista Spinola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Fano 23 maggio 1672.Direct source1672
*Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 5 giugno 1672.Direct source1672
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*Archivio Storico Comunale di Cento, Manoscritti, 1.3.27, Jacopo Gatti, Storia di Cento dall’origine al 1795, sec.XVIII.Indirect source0018
*Archivio Storico Comunale di Cento, Manoscritti, 1.3.39-42, Giovanni Filippo Monteforti, Storia della città di Cento [origini-1782], 4 voll., sec.XVIII.Indirect source0018
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*Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.46, Ettore Bucci, Libro in cui si scriveranno da me Ettore Bucci diverse memorie antiche della città di Cesena mia patria, secondo che mi perverranno alle mani, o mi saranno suggerite da altri, sec.XVIII.Indirect source0018
*Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, XXXI, 23, Notizie dei terremoti avvenuti in Cesena e luoghi limitrofi, sec.XIX.Indirect source0019
*Biblioteca Comunale "M.A.Maldotti" di Guastalla, Manoscritti Galvani, 85, Giovanni Battista Benamati, Memorie del convento de Servi, e città di Guastalla (dalle origini al 1703, con aggiunta di altro autore sino al 1734), sec.XVIII.Indirect source0018
*Biblioteca Comunale "M.A.Maldotti" di Guastalla, Manoscritti Galvani, 88, Filippo Malcisi, Annali di Brescello dalle origini al 1840, sec.XIX.Indirect source0019
*Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza, Manoscritti, 48/I, Giulio Cesare Parini, Raccolta delle cose generali successe nella città di Faenza e nel convento di Sant’Agostino, come altresì qualche notizia generale del mondo fatta da frà Giulio Cesare Parini agostiniano, in "Annali della città di Faenza, tratti per lo più da croniche contemporanee. Raccolta fatta da me Giovanni Battista Borsieri nel 1767", vol.2.Direct source1767
*Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza, Manoscritti, 48/I, Mario Baggioni, Memorie istoriche della città di Faenza dall’anno 1669 sino all’anno 1702 estratte dalle vacchette [...] di Mario di Camillo Baggioni, in cui le lasciò scritte, in "Annali della città di Faenza, tratti per lo più da croniche contemporanee. Raccolta fatta da me Giovanni Battista Borsieri nel 1767", vol.2.Direct source1767
*Biblioteca dei Frati Francescani di Trento, Manoscritti, 1718, Giangrisostomo Tovazzi, Malographia tridentina [45-1773], sec.XVIII.Source chronologically near to the event0018
*Biblioteca dell’Accademia delle Scienze di Torino, Manoscritti, 315, G.A.De Morani, Notizie cronologiche degli anni che sono stati molto piovosi, secchi e freddi all’eccesso e ne’ quali si sono sentite scosse di terremoti successi incendi ed occorsi accidenti molto rimarchevoli in diverse parti del mondo sino al presente ricavati con somma diligenza da varii classici scrittori di cronologia e di storia, 1795.Repertory1795
*Biblioteca Municipale "A.Panizzi" di Reggio Emilia, Manoscritti Turri, C.40, Bernardino Rosati, Diario, sec.XVII, copia sec.XIX.Source chronologically near to the event0019
*Biblioteca Palatina di Parma, Manoscritti Parmensi, 978 (13), Patroni Civitate Parmae, sec.XVIII.Source chronologically near to the event0018
*Biblioteca Universitaria di Bologna, Manoscritti, 770, Antonio Francesco Ghiselli, Memorie antiche manuscritte di Bologna, raccolte, et accresciute sino à tempi presenti [origini-1729], 93 voll. + 2 di indici, sec.XVIII.Indirect source0018
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*Deplorabile Raguaglio dell’horribile, e spaventoso Terremoto sentitosi per tutta Romagna, e Marca, ma principalmente nella Città di Rimino sul’hore 22 incirca delli 14 Aprile 1672.Direct source1672Rimini
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*Distinta, e veridica Relatione del terribbile e spaventevole Terremoto seguito alli 14 di Aprile nel giorno del Giovedì Santo ad hore 22 incirca del presente Anno 1672 nelle Città di Rimini, Pesaro, e Fano, con l’eccidio della prima Città, e d’altri luoghi circonvicini.Indirect source1672Pesaro-Assisi
*Distinta Narrazione del Terremoto seguito nella Città di Rimino in Giovedì Santo li 14 Aprile 1672 (Copia tratta da un mss. lacero di quel Secolo posseduto da Ag. Gubaldi), in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, pp.961-968.Direct source1888Rimini
*Epigrafe posta fra i due ingressi della chiesa di S.Venanzo di Fabriano a ricordo della liberazione della città dai terremoti del 14 aprile 1672 e del 2 febbraio 1703 e da altre calamità naturali, 1703, in R.Sassi, "Il culto della Madonna del Buon Gesù a Fabriano", pp.33-35.Direct source1948Fabriano
*Epigrafe posta nella cappella di S.Antonio da Padova di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1683, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.580.Direct source1888Rimini
*Epigrafe posta nella cappella di S.Antonio da Padova di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1672, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.580.Direct source1888Rimini
*Epigrafe posta nella chiesa di S.Maria della Colonnella di Rimini a ricordo dei lavori di riparazione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1686, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.597.Direct source1888Rimini
*Epigrafe posta nell’arco dei Magnani a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, in A.Serpieri, "Il terremoto di Rimini della notte 17-18 marzo 1875 e considerazioni generali sopra varie teorie sismologiche", p.77.Direct source1878Urbino
*Epigrafe posta nel soffitto del coro della chiesa di S.Marino (ora S.Bartolomeo) di Rimini a ricordo dei lavori di riparazione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1673, in A.Serpieri, "Il terremoto di Rimini della notte 17-18 marzo 1875 e considerazioni generali sopra varie teorie sismologiche", p.77.Direct source1878Urbino
*Epigrafe posta sotto la loggia del Palazzo pubblico di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1687, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.1, p.517.Direct source1887Rimini
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*Nova, e vera relatione del Spaventoso, & horribile Terremoto che sù l’hora 21 delli 14 Aprile 1672 si fé sentire per tutta Romagna, e Marca, ma particolarmente nella Città di Rimini con atterramento di Chiese, Palazzi, Torri, e Case con mortalità considerabile di persone, come leggendo intenderete.Direct source1672Forlì
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*Relatione del tremendo e spaventoso terremoto occorso il Giovedì Santo in tutta la riviera di Mare della Marca d’Ancona, e stato della Romagna, con la morte d’infinite persone, e distruttione di molte Terre, e Città.Indirect source1672Napoli
*Relatione più d’ogn’altra in qual si sia sua parte Veridica sopra il terremoto accaduto il dì 14 Aprile 1672 nella Città di Rimino, e sopra gl’effetti da quello in essa caggionati.Direct source1672Ravenna
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*Vera Relatione dello spaventoso Tremuoto seguito nella Città di Rimini il Giovedì Santo 14 Aprile del presente Anno 1672.Direct source1672Bologna
*Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca il Giovedì Santo à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22.Indirect source1672Bracciano
*Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna e Marca il Giovedì Santo, à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22 con l’haggiunta dei nomi delle Chiese, Palazzi e Case cadute per detto tremuoto.Indirect source1672Ronciglione
*Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.Direct source1672Forlì
*Veridica Relatione di quanto è successo nella Città di Rimini et altre Città in congiontura del Terremoto seguito il Giovedì Santo 14 Aprile 1672.Indirect source1672Venezia
Zedde T.Un tentativo di ricerca attraverso l’annalistica locale: Ancona, Recanati, Fano, in "Proposte e ricerche", fasc.13, pp.77-82.Historiographical study1984Urbino

Felt Localities (92)

Locality Province Lat Lon Intensity
BesanigoRN43.975812.6203VIII

Villaggio dipendente dal castello di Coriano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando il crollo totale di alcune abitazioni, lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672

CastelnuovoPU43.864212.5783VIII

Il terremoto danneggiò gravemente il paese, causando il crollo quasi totale del castello (1). Secondo quanto attestato dalla lettera del capitano B.Pagliaccini al legato di Urbino cardinale Cerri del 20 aprile 1672, riportata in Camassi et al. (1991) (2), nel castello rimase illesa soltanto la chiesa e nel territorio circostante 4 case crollarono parzialmente, causando il ferimento di 4 persone.

(1)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, Manoscritti, B.324, n.42, Relatione del Terremoto sucesso nella Città di Rimini, Rimini 17 aprile 1672, copia sec.XVIII.
0018
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca il Giovedì Santo à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22.
Bracciano 1672
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672
(2)
Camassi R., Postpischl D. e Sangiorgi A.
Il terremoto riminese del 14 Aprile 1672, in "San Marino e il Terremoto", a cura di D.Postpischl, pp.115-137.
Bologna 1991

CorianoRN43.963912.6025VIII

Il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando il crollo totale di alcune abitazioni, lesioni e crolli parziali di muri, tetti, solai e colombaie; crollarono parzialmente la torre dell’orologio e la torre annessa all’archivio; divenne pericolante l’abitazione del podestà (1). Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 6.852 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 3.799 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Relatione del terremoto seguito in Rimino alli 14 d’aprile 1672 tra l’hore 21, e 22" allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 17 aprile 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

Il PoggioRN43.921712.5611VIII

Villaggio dipendente dal castello di Monte Colombo. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando il crollo totale di alcune abitazioni, lesioni e crolli parziali di muri, tetti e solai (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Monte Colombo e suo territorio effettuata dal maestro muratore Nicolò Casaccia redatta dal notaio Giorgio Cortellini, Monte Colombo 4 maggio 1672.
1672

La ConcaRN43.921412.5689VIII

Villaggio dipendente dal castello di Monte Colombo. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando il crollo totale di alcune abitazioni, lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Monte Colombo e suo territorio effettuata dal maestro muratore Nicolò Casaccia redatta dal notaio Giorgio Cortellini, Monte Colombo 4 maggio 1672.
1672

Monte ColomboRN43.919712.5533VIII

Il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando il crollo totale di alcune abitazioni, lesioni e crolli parziali di muri, tetti e solai; furono danneggiate le mura castellane, la casa della Comunità e la chiesa parrocchiale di S.Martino (1). Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 665 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 714 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Monte Colombo e suo territorio effettuata dal maestro muratore Nicolò Casaccia redatta dal notaio Giorgio Cortellini, Monte Colombo 4 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

RiminiRN44.059212.5667VIII

La città aveva circa 8.000 abitanti e un patrimonio edilizio presumibile di circa 1.800 abitazioni. La scossa danneggiò molto gravemente gli edifici pubblici e privati. Numerose fonti coeve forniscono notizie dettagliate sui danni: documentazione amministrativa ufficiale (1); epigrafi (2); memorie di testimoni dell’evento (3); relazioni a stampa (4).
Crollarono totalmente circa 100 case (5,5%); gran parte delle altre subirono crolli parziali o gravi dissesti nei tetti, nei solai e nei muri interni, numerose divennero inabitabili e dovettero essere demolite o puntellate; soltanto un terzo delle abitazioni, quelle più basse e di minori dimensioni, subirono danni leggeri o rimasero illese.
Le distruzioni più estese riguardarono il Borgo di San Bartolomeo, dove tutte le abitazioni crollarono o dovettero essere puntellate, e le aree meridionali e occidentali della città. Danni minori furono riscontrati nella zona orientale della città, nel Borgo di Marina e nel Borgo di San Giuliano, dove vi furono soltanto 1-2 crolli totali.
Crollò quasi completamente il palazzo pubblico, nel quale si riuniva il Consiglio cittadino e in cui erano collocati la segreteria e l’archivio pubblici, il catasto, la dogana e le carceri. Crollò totalmente l’annessa torre "delle Sentinelle", che cadendo danneggiò il tetto dell’edificio del Monte di pietà. Nel palazzo del governatore crollarono i muri divisori interni; il palazzo vescovile subì lesioni in vari punti: entrambi gli edifici divennero inabitabili. Subì gravi lesioni la torre dell’orologio posta nella piazza del Mercato (Tre Martiri), che minacciava di cadere; i granai pubblici crollarono parzialmente. Fu notevolmente danneggiato l’arco d’Augusto e franò un vicino bastione in terrapieno. Gli unici edifici pubblici rimasti illesi furono la rocca malatestiana e la libreria Gambalunga.
Numerosi palazzi nobiliari furono danneggiati più o meno gravemente; in particolare crollarono quasi totalmente il palazzo Cavallini, situato sulla strada Maestra, e il palazzo Modesti, del quale rimase in piedi solo la facciata pericolante; crollò parzialmente il palazzo Tingoli, posto sulla piazza del Mercato, e subì gravi danni il palazzo Ricciardelli, che divenne pericolante.
Per quanto riguarda gli edifici di culto, fu danneggiato molto gravemente il Duomo (S.Colomba), da poco restaurato per volere del cardinal Sforza, dove crollarono le volte delle navate laterali, furono gravemente lesionate le colonne e le pareti esterne e cadde parzialmente il tetto. Crollarono quasi totalmente le chiese di S.Antonio di Padova dei Teatini, di recente costruzione, di S.Bernardino degli Zoccolanti e di S.Francesco di Paola; i relativi conventi furono gravemente danneggiati e resi parzialmente inabitabili. Subirono gravi danni i conventi e le chiese di S.Agostino, di S.Maria dei Servi e di S.Marino dove vi furono vaste lesioni e crolli parziali delle murature, dei soffitti, dei tetti e dei campanili. La chiesa di S.Cataldo dei Domenicani fu danneggiata dal crollo della cima del campanile, che sfondò una parte del tetto e del soffitto; il monastero subì solo leggere lesioni nei muri. Il convento del Carmine, situato nel Borgo di San Bartolomeo, subì gravi danni, restò invece illesa la chiesa; subirono pochi danni la chiesa e il convento di S.Nicolò dei Celestini, posti nel Borgo di Marina. Furono notevolmente danneggiati i monasteri di S.Chiara, S.Eufemia, dove crollò il dormitorio, S.Maria degli Angeli, S.Matteo, dove crollarono la parte vecchia del dormitorio e la cupola, S.Sebastiano. Fu quasi distrutto il seminario.
Crollarono completamente la chiesa parrocchiale di S.Bartolomeo, la chiesa di S.Maria della Colonnella, situata fuori dall’abitato a 1,5 km in direzione SE, e la cappelletta di S.Antonio in Piazza; la chiesa parrocchiale di S.Giorgio in Foro (o S.Apollonia) fu distrutta dal crollo della parte superiore del prospiciente palazzo Tingoli. Subirono crolli molto estesi le chiese parrocchiali di S.Innocenza, di S.Maria in Acumine, dei Ss.Simone e Giuda e la chiesa della confraternita di S.Nicola da Tolentino. Subirono grandi lesioni o cadute parziali di muri e volte e furono rese impraticabili le chiese parrocchiali di S.Agnese, di S.Michele in Foro e di S.Tommaso e le chiese delle confraternite di S.Croce, di S.Omobono, di S.Sebastiano. Subì lesioni la chiesa parrocchiale di S.Maria in Corte, che fu rinforzata con l’apposizione di due grandi chiavi di ferro; il campanile pericolante fu demolito e ricostruito.
Rimasero pressocché illesi la chiesa e il convento dei Cappuccini, la chiesa e il collegio dei Gesuiti, le chiese parrocchiali di S.Croce e di S.Maria a Mare.
Una lista provvisoria dei sepolti redatta il primo maggio 1672 dai parroci elenca 115 vittime, ma a quella data risultavano ancora numerosi cadaveri non estratti dalle macerie. Una relazione ufficiale del vicelegato valuta in circa 150 le persone morte e in 100 quelle ferite, una decina delle quali in pericolo di vita. Sulla base di tali cifre si può ritenere che morì l’1,8-2% dei circa 8000 abitanti (5).
Fu stimato un danno complessivo di 142.550 scudi, di cui: il 43% riguardava proprietà di gentiluomini e cittadini, il 20% di artisti e poveri laici, il 29% le proprietà di ecclesiastici e religiosi e l’8% le proprietà comunali (6).

(1)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 16 aprile 1672.
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 17 aprile 1672.
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al papa Clemente X sui danni causati alla città di Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672, Ravenna 19 aprile 1672.
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 21 aprile 1672.
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Relatione del terremoto seguito in Rimino alli 14 d’aprile 1672 tra l’hore 21, e 22" allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Relazione sui danni causati a Rimini dal terremoto del 14 aprile 1672 allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].
1672
(2)
Epigrafe posta nel soffitto del coro della chiesa di S.Marino (ora S.Bartolomeo) di Rimini a ricordo dei lavori di riparazione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1673, in A.Serpieri, "Il terremoto di Rimini della notte 17-18 marzo 1875 e considerazioni generali sopra varie teorie sismologiche", p.77.
Urbino 1878
Epigrafe posta nell’arco dei Magnani a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, in A.Serpieri, "Il terremoto di Rimini della notte 17-18 marzo 1875 e considerazioni generali sopra varie teorie sismologiche", p.77.
Urbino 1878
Epigrafe posta sotto la loggia del Palazzo pubblico di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1687, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.1, p.517.
Rimini 1887
Epigrafe posta nella cappella di S.Antonio da Padova di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1683, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.580.
Rimini 1888
Epigrafe posta nella cappella di S.Antonio da Padova di Rimini a ricordo dei lavori di ricostruzione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1672, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.580.
Rimini 1888
Epigrafe posta nella chiesa di S.Maria della Colonnella di Rimini a ricordo dei lavori di riparazione eseguiti in seguito al terremoto del 14 aprile 1672, 1686, in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, p.597.
Rimini 1888
(3)
Fagnani G.G.
Memoria sul terremoto del 14 aprile 1672 del P. Giovanni Grisostomo Fagnani dei Predicatori, in G.Agnelli, I terremoti registrati nelle cronache lodigiane, "Archivio storico per la città e comuni del circondario di Lodi", s.II, vol.14, pp.92-94.
Lodi 1895
Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, Manoscritti, 225, Storia della città di Rimini antichissima, sec.XVIII.
0018
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Relazione sopra il teremoto acaduto il dì 14 aprile 1672, sec.XVII.
0017
Boni G.
Relazione del Terremoto del 14 aprile 1672 che quasi distrusse la Città di Rimini, Rimini 17 aprile 1672, in A.Potito, "Rimini dal secolo XV al XIX nei documenti del tempo", vol.2, pp.7-9.
Rimini 1979
Distinta Narrazione del Terremoto seguito nella Città di Rimino in Giovedì Santo li 14 Aprile 1672 (Copia tratta da un mss. lacero di quel Secolo posseduto da Ag. Gubaldi), in L.Tonini, "Storia civile e sacra riminese", vol.6, pt.2, pp.961-968.
Rimini 1888
Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, Manoscritti, 174-177, Giacomo Villani, De vetusta Arimini urbe et eius Episcopis, 4 voll., sec.XVII.
0017
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672
(4)
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna e Marca il Giovedì Santo, à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22 con l’haggiunta dei nomi delle Chiese, Palazzi e Case cadute per detto tremuoto.
Ronciglione 1672
Distinta, e veridica Relatione del terribbile e spaventevole Terremoto seguito alli 14 di Aprile nel giorno del Giovedì Santo ad hore 22 incirca del presente Anno 1672 nelle Città di Rimini, Pesaro, e Fano, con l’eccidio della prima Città, e d’altri luoghi circonvicini.
Pesaro-Assisi 1672
Nova, e vera relatione del Spaventoso, & horribile Terremoto che sù l’hora 21 delli 14 Aprile 1672 si fé sentire per tutta Romagna, e Marca, ma particolarmente nella Città di Rimini con atterramento di Chiese, Palazzi, Torri, e Case con mortalità considerabile di persone, come leggendo intenderete.
Forlì 1672
Relatione più d’ogn’altra in qual si sia sua parte Veridica sopra il terremoto accaduto il dì 14 Aprile 1672 nella Città di Rimino, e sopra gl’effetti da quello in essa caggionati.
Ravenna 1672
Vera Relatione dello spaventoso Tremuoto seguito nella Città di Rimini il Giovedì Santo 14 Aprile del presente Anno 1672.
Bologna 1672
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca il Giovedì Santo à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22.
Bracciano 1672
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672
Veridica Relatione di quanto è successo nella Città di Rimini et altre Città in congiontura del Terremoto seguito il Giovedì Santo 14 Aprile 1672.
Venezia 1672
Deplorabile Raguaglio dell’horribile, e spaventoso Terremoto sentitosi per tutta Romagna, e Marca, ma principalmente nella Città di Rimino sul’hore 22 incirca delli 14 Aprile 1672.
Rimini 1672
Relatione del tremendo e spaventoso terremoto occorso il Giovedì Santo in tutta la riviera di Mare della Marca d’Ancona, e stato della Romagna, con la morte d’infinite persone, e distruttione di molte Terre, e Città.
Napoli 1672
(5)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 28 aprile 1672.
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Nota de morti, e sepolti in varie chiese della città di Rimini, per causa del terremoto succeduto li 14 aprile prossimo passato, sino al giorno corrente primo maggio 1672, cavata dalli libri de parochi, e de sagrestani delle chiese de regolari, et altre" allegata alla lettera del governatore di Rimini Nicolò Grimaldi al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 1º maggio 1672.
1672
(6)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

AgelloRN43.935812.6103VII-VIII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante; sono documentati danni alla casa della Comunità e alle mura castellane (1). Per quanto riguarda le abitazioni, le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 842 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 379 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli di San Clemente, Castelleale, Agello, Croce e rispettivi territori redatta dal notaio Valentino Corputario, San Clemente 3 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli di San Clemente, Castelleale, Agello, Croce e rispettivi territori redatta dal notaio Valentino Corputario, San Clemente 3 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

AlberetoRN43.926412.5178VII-VIII

Il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri, tetti, camini e colombaie; fu danneggiata la chiesa di S.Bernardino. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 142 scudi (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella corte di Albareto redatta da Domenico Scambietti, Albareto 1 maggio 1672.
1672

Ca’ CastellanoRN43.924212.5556VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Monte Colombo. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Monte Colombo e suo territorio effettuata dal maestro muratore Nicolò Casaccia redatta dal notaio Giorgio Cortellini, Monte Colombo 4 maggio 1672.
1672

Ca’ CianciRN43.964412.6064VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Coriano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tramezzi (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672

Ca’ GhigiRN43.962812.6064VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Coriano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672

Ca’ MenghinoRN43.926412.5789VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Monte Colombo. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri, tetti e solai (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Monte Colombo e suo territorio effettuata dal maestro muratore Nicolò Casaccia redatta dal notaio Giorgio Cortellini, Monte Colombo 4 maggio 1672.
1672

Ca’ PepeRN43.898912.5861VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Gemmano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Gemmano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Luca Bedassi e Francesco Manenti redatta dal notaio Fabrizio Sensolini, Gemmano 13 maggio 1672.
1672

Ca’ ReRN43.961412.5936VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Coriano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672

Ca’ RighettiRN43.964212.5975VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Coriano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri, tetti, solai e colombaie (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672

CasiccioRN43.932212.5683VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Monte Colombo. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri, tetti e colombaie (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Monte Colombo e suo territorio effettuata dal maestro muratore Nicolò Casaccia redatta dal notaio Giorgio Cortellini, Monte Colombo 4 maggio 1672.
1672

CelleRN44.070312.5475VII-VIII

Il terremoto causò il crollo totale della chiesa parrocchiale di S.Maria Maddalena (1).

(1)
Relatione più d’ogn’altra in qual si sia sua parte Veridica sopra il terremoto accaduto il dì 14 Aprile 1672 nella Città di Rimino, e sopra gl’effetti da quello in essa caggionati.
Ravenna 1672
Deplorabile Raguaglio dell’horribile, e spaventoso Terremoto sentitosi per tutta Romagna, e Marca, ma principalmente nella Città di Rimino sul’hore 22 incirca delli 14 Aprile 1672.
Rimini 1672

FanoPU43.836713.0175VII-VIII

Il terremoto danneggiò notevolmente la città, causando lesioni e crolli parziali in numerose abitazioni, e la caduta di moltissimi comignoli e di alcuni tetti; furono danneggiati il palazzo Pubblico e il palazzo del governatore. La parte superiore dell’antica torre annessa al Duomo crollò, sfondando la volta della cappella del SS.Sacramento dove erano riunite molte persone per i riti del giovedì santo. Nel crollo morirono 25 persone; altre 5-6 vittime furono registrate in altre zone della città (1).
Deli (1989), in base a ricerche su fonti documentarie, segnala danni alla chiesa e al campanile di S.Marco, ai campanili di S.Agostino e di S.Francesco, al tetto della chiesa del Ponte, situata poco fuori dall’abitato. Varie case dovettero essere abbattute; terrazze, muri e tetti riparati (2). Due lettere del governatore di Fano G.A.Altemps al prefetto della Congregazione del Buon Governo, dell’autunno 1673, attestano che permanevano difficoltà finanziarie dovute alle spese gravose sostenute dai privati per le riparazioni dei danni causati dal terremoto (3).

(1)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del governatore di Fano Giovanni Battista Spinola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Fano 15 aprile 1672.
1672
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, Manoscritti, B.324, n.42, Relatione del Terremoto sucesso nella Città di Rimini, Rimini 17 aprile 1672, copia sec.XVIII.
0018
Biblioteca Comunale Federiciana di Fano, Manoscritti Amiani, 23, Pietro Maria Amiani, Appunti presi per la compilazione delle "Memorie istoriche di Fano", sec.XVIII.
0018
Nova, e vera relatione del Spaventoso, & horribile Terremoto che sù l’hora 21 delli 14 Aprile 1672 si fé sentire per tutta Romagna, e Marca, ma particolarmente nella Città di Rimini con atterramento di Chiese, Palazzi, Torri, e Case con mortalità considerabile di persone, come leggendo intenderete.
Forlì 1672
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca il Giovedì Santo à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22.
Bracciano 1672
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672
Veridica Relatione di quanto è successo nella Città di Rimini et altre Città in congiontura del Terremoto seguito il Giovedì Santo 14 Aprile 1672.
Venezia 1672
Relatione del tremendo e spaventoso terremoto occorso il Giovedì Santo in tutta la riviera di Mare della Marca d’Ancona, e stato della Romagna, con la morte d’infinite persone, e distruttione di molte Terre, e Città.
Napoli 1672
(2)
Deli A.
Il terremoto del 1672, in "Fano nel Seicento", a cura di A.Deli, pp.299-301.
Fano 1989
(3)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Fano III, b.1502 (1663-1678), Lettera del governatore di Fano Giovanni Angelo Altemps al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo cardinale Altieri, Fano 13 novembre 1673.
1673
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Fano III, b.1502 (1663-1678), Lettera del governatore di Fano Giovanni Angelo Altemps al prefetto della Sacra Congregazione del Buon Governo cardinale Altieri, Fano 17 settembre 1673.
1673

GemmanoRN43.903312.5831VII-VIII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti; furono danneggiati il palazzo della Comunità, l’annessa torre campanaria e la pieve di S.Lorenzo (1). Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 2.953 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 1.195 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Gemmano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Luca Bedassi e Francesco Manenti redatta dal notaio Fabrizio Sensolini, Gemmano 13 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Gemmano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Luca Bedassi e Francesco Manenti redatta dal notaio Fabrizio Sensolini, Gemmano 13 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

Ghetto CaffarelliRN43.959212.6061VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Coriano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672

La PietraRN43.899712.5778VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Gemmano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Gemmano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Luca Bedassi e Francesco Manenti redatta dal notaio Fabrizio Sensolini, Gemmano 13 maggio 1672.
1672

Le FornaciRN43.968312.5942VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Coriano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672

MaranoRN43.975312.605VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Coriano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672

Monte FarnetoRN43.892812.5836VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Gemmano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Gemmano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Luca Bedassi e Francesco Manenti redatta dal notaio Fabrizio Sensolini, Gemmano 13 maggio 1672.
1672

Monte TauroRN43.958912.5717VII-VIII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante. Le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 752 scudi (1); i periti della Legazione stimarono un danno di 365 scudi (2).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Monte Tauro e suo territorio effettuata dal maestro muratore Ascanio Banzi, Monte Tauro 9 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

PassanoRN43.952512.5956VII-VIII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante; sono documentati danni alla casa della Comunità e alle mura castellane (1). Per quanto riguarda le abitazioni, le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 2.186 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 1.872 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Passano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Passano 8 maggio 1672.
1672
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Relatione del terremoto seguito in Rimino alli 14 d’aprile 1672 tra l’hore 21, e 22" allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Passano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Passano 8 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

PedrolaraRN43.971712.59VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Coriano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Coriano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Giovanni Paolo Caffarelli e Matteo Olivieri redatta dal notaio Angelo Zannoni, Coriano 14 maggio 1672.
1672

PesaroPU43.904412.905VII-VIII

Secondo una fonte diretta, il terremoto danneggiò notevolmente la città, causando il crollo totale di una casa e lesionando gran parte delle altre; crollarono solai, loggiati e parecchi comignoli, uno dei quali cadendo uccise un bambino (1). Una coeva relazione riferisce del crollo del dormitorio dei Domenicani e di alcune case, con un danno stimato intorno ai 20.000 scudi; secondo questa fonte vi furono 2 morti e vari feriti, di cui uno grave (2). Varie altre relazioni a stampa riferirono di danni e vittime (3).

(1)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672
(2)
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, Manoscritti, B.324, n.42, Relatione del Terremoto sucesso nella Città di Rimini, Rimini 17 aprile 1672, copia sec.XVIII.
0018
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca il Giovedì Santo à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22.
Bracciano 1672
(3)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672
Veridica Relatione di quanto è successo nella Città di Rimini et altre Città in congiontura del Terremoto seguito il Giovedì Santo 14 Aprile 1672.
Venezia 1672
Relatione del tremendo e spaventoso terremoto occorso il Giovedì Santo in tutta la riviera di Mare della Marca d’Ancona, e stato della Romagna, con la morte d’infinite persone, e distruttione di molte Terre, e Città.
Napoli 1672

PoggioRN43.900812.5836VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Gemmano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Gemmano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Luca Bedassi e Francesco Manenti redatta dal notaio Fabrizio Sensolini, Gemmano 13 maggio 1672.
1672

San ClementeRN43.932212.6261VII-VIII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante; sono documentati danni alla casa della Comunità e alle mura castellane, fu anche gravemente danneggiata la pieve di S.Clemente situata a poca distanza dal paese (1). Per quanto riguarda le abitazioni, le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 4.340,90 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 3.114 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli di San Clemente, Castelleale, Agello, Croce e rispettivi territori redatta dal notaio Valentino Corputario, San Clemente 3 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli di San Clemente, Castelleale, Agello, Croce e rispettivi territori redatta dal notaio Valentino Corputario, San Clemente 3 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

San Felice d’AlberetoRN43.923312.5244VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Albereto. Il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri, tetti, camini e colombaie; fu danneggiata la chiesa parrocchiale, che subì lesioni nella volta (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella corte di Albareto redatta da Domenico Scambietti, Albareto 1 maggio 1672.
1672

Sant’Andrea in CasaleRN43.927512.6514VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di San Clemente. Il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante; sono documentati danni alla chiesa parrocchiale. Per quanto riguarda le abitazioni, le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli di San Clemente, Castelleale, Agello, Croce e rispettivi territori redatta dal notaio Valentino Corputario, San Clemente 3 maggio 1672.
1672

VillaRN43.905612.5889VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Gemmano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Gemmano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Luca Bedassi e Francesco Manenti redatta dal notaio Fabrizio Sensolini, Gemmano 13 maggio 1672.
1672

ZollaraRN43.900612.5697VII-VIII

Villaggio dipendente dal castello di Gemmano. Secondo la perizia effettuata per conto della Comunità, il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante, causando lesioni e crolli parziali di muri e tetti (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Gemmano e suo territorio effettuata dai maestri muratori Luca Bedassi e Francesco Manenti redatta dal notaio Fabrizio Sensolini, Gemmano 13 maggio 1672.
1672

CastellealeRN43.948112.6122VII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante; sono documentati danni alla casa della Comunità e alle mura castellane, fu anche danneggiata la chiesa parrocchiale di S.Martino (1). Per quanto riguarda le abitazioni, le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 1.523 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 953 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli di San Clemente, Castelleale, Agello, Croce e rispettivi territori redatta dal notaio Valentino Corputario, San Clemente 3 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli di San Clemente, Castelleale, Agello, Croce e rispettivi territori redatta dal notaio Valentino Corputario, San Clemente 3 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

CattolicaRN43.963112.7397VII

La lettera del vicelegato Carlo Anguisciola al cardinale Altieri, datata 16 aprile 1672, attesta danni notevoli non precisati (1).

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Rimini 16 aprile 1672.
1672

CerviaRA44.262512.3525VII

La lettera del vescovo della città al cardinale Altieri, datata 20 aprile 1672, attesta che il terremoto causò il crollo di parte della volta della cattedrale, provocando la morte di una bambina e il ferimento di un’altra persona. La volta della cattedrale, all’altezza del coro, dovette essere demolita e il resto dell’edificio risultò gravemente danneggiato; nel palazzo vescovile caddero una scala, due tetti e i camini. In città crollarono comignoli, tetti e muri, e fu danneggiata la torre pubblica, ma non vi furono danni alle persone (1). Una relazione coeva, pubblicata a Bologna, riferisce genericamente del crollo di torri e comignoli (2).

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vescovo di Cervia al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Migliarino Ferrarese 20 aprile 1672.
1672
(2)
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca il Giovedì Santo à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22.
Bracciano 1672

CesenaticoFC44.196712.4047VII

Non sono note descrizioni degli effetti. Camassi et al. (1991) hanno valutato l’intensità della scossa di VII grado MCS, in base a ricerche su fonti documentarie (1).

(1)
Camassi R., Postpischl D. e Sangiorgi A.
Il terremoto riminese del 14 Aprile 1672, in "San Marino e il Terremoto", a cura di D.Postpischl, pp.115-137.
Bologna 1991

CroceRN43.923612.5881VII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante. Le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 278,20 scudi (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nei castelli di San Clemente, Castelleale, Agello, Croce e rispettivi territori redatta dal notaio Valentino Corputario, San Clemente 3 maggio 1672.
1672

MarazzanoRN43.903612.5561VII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante. Le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 120 scudi (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nella terra di Marazzano effettuata dai priori della comunità Gaudenzo Zannoni e Pier Giovanni Sabbatini, Marazzano maggio 1672.
1672

Misano MonteRN43.958912.655VII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante. Le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Legazione i danni ammontarono complessivamente a 1.956 scudi (1).

(1)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

MombaroccioPU43.794712.855VII

Non sono note descrizioni degli effetti. Monachesi (1991) ha valutato l’intensità della scossa di VII grado MCS, in base a ricerche su fonti memorialistiche e documentarie (1).

(1)
Monachesi G.
Distribuzione delle intensità massime nel territorio marchigiano, in "Atti del Convegno, Pisa 25-27 giugno 1990", CNR-GNDT, vol.2 (Macrosismica), a cura di P.Albini e M.S.Barbano, pp.279-295.
Bologna 1991

MulazzanoRN43.959412.5367VII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante; sono documentati danni alla chiesa parrocchiale (1). Per quanto riguarda le abitazioni, le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 1.515 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 1.284 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Mulazzano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Mulazzano 3 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Mulazzano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Mulazzano 3 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

PantanaPU43.536112.8364VII

Non sono note descrizioni degli effetti. Monachesi (1991) ha valutato l’intensità della scossa di VII grado MCS, in base a ricerche su fonti memorialistiche e documentarie (1).

(1)
Monachesi G.
Distribuzione delle intensità massime nel territorio marchigiano, in "Atti del Convegno, Pisa 25-27 giugno 1990", CNR-GNDT, vol.2 (Macrosismica), a cura di P.Albini e M.S.Barbano, pp.279-295.
Bologna 1991

PergolaPU43.562812.8369VII

Non sono note descrizioni degli effetti. Monachesi (1991) ha valutato l’intensità della scossa di VII grado MCS, in base a ricerche su fonti memorialistiche e documentarie (1).

(1)
Monachesi G.
Distribuzione delle intensità massime nel territorio marchigiano, in "Atti del Convegno, Pisa 25-27 giugno 1990", CNR-GNDT, vol.2 (Macrosismica), a cura di P.Albini e M.S.Barbano, pp.279-295.
Bologna 1991

San SavinoRN43.938312.5956VII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante; sono documentati danni alla casa della Comunità, alle porte e alle mura castellane (1). Per quanto riguarda le abitazioni, le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 1.019,10 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 1.134 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di San Savino e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, San Savino 4 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di San Savino e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, San Savino 4 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

Santa Barbara in CampitelliPU43.789712.5933VII

Secondo quanto attestato nella "visita" del vescovo di Urbino Puccinelli del settembre 1672, riportata in Leonardi (1984) (1), la scossa danneggiò gravemente la chiesa parrocchiale, che era divenuta pericolante.

(1)
Leonardi C.
Movimenti tellurici della Massa Trabaria, in "Proposte e ricerche", n.13, pp.82-90.
Urbino 1984

Sant’Andrea in BesanigoRN43.980812.6214VII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante. Le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 952 scudi (1); i periti della Legazione stimarono un danno di 305 scudi (2).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Sant’Andrea in Besanico e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Sant’Andrea in Besanico 9 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

Sant’Andrea in PatrignanoRN43.986412.6233VII

Il terremoto danneggiò notevolmente l’abitato e le case rurali del territorio circostante; sono documentati danni alla casa della Comunità e alle mura castellane (1). Per quanto riguarda le abitazioni, le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica: secondo la perizia effettuata per conto della Comunità i danni ammontarono complessivamente a 1.288 scudi (2); i periti della Legazione stimarono un danno di 1.003 scudi (3).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Sant’Andrea in Patrignano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Sant’Andrea in Patrignano 9 maggio 1672.
1672
(2)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Sant’Andrea in Patrignano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Sant’Andrea in Patrignano 9 maggio 1672.
1672
(3)
Archivio di Stato Rimini, Carte Tosi, b.1, Perizia generale de risarcimenti alle ruine della città ed infrascritti castelli di Rimino ordinata da monsignor Anguisciola vice legato di Romagna per parte dell’e.mo e rev.mo signor cardinale Gabrielli legato della medesima provincia in esecuzione degli ordini della Santità di Clemente X sommo pontefice e fatta dal signor Pier Matteo Angeloni architetto di Cesena coll’assistenza del signor dottore Gian Domenico Vermiglj deputato dal signor vice legato, copia sec.XVII.
0017

Tomba BiancaRN43.987512.6564VII

Il terremoto danneggiò molto gravemente il palazzo della famiglia Agolanti (1).

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, "Relatione del terremoto seguito in Rimino alli 14 d’aprile 1672 tra l’hore 21, e 22" allegata alla lettera del vice legato di Romagna Carlo Anguisciola al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, [Rimini 21 aprile 1672].
1672

VeccianoRN43.955612.5581VII

Villaggio dipendente dal castello di Mulazzano. Il terremoto danneggiò gravemente l’abitato e le case rurali del territorio circostante; sono documentati danni alla chiesa parrocchiale. Per quanto riguarda le abitazioni, le fonti non riportano descrizioni delle tipologie di danno, ma soltanto la stima economica (1).

(1)
Archivio di Stato di Roma, Congregazione del Buon Governo, serie II (Atti per luoghi), Rimini III, b.3876 (1667-1678), Perizia dei danni causati dal terremoto del 14 aprile 1672 nel castello di Mulazzano e suo territorio redatta dal notaio Francesco Roggi, Mulazzano 3 maggio 1672.
1672

CovignanoRN44.035312.5478VI-VII

Il terremoto danneggiò in modo leggero le ville e le case rurali della zona (1).

(1)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672

Santarcangelo di RomagnaRN44.062512.4469VI-VII

Una relazione in versi, coeva all’evento e stampata a Forlì, riporta una generica segnalazione di danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

Savignano sul RubiconeFC44.091412.3989VI-VII

Una relazione in versi, coeva all’evento e stampata a Forlì, riporta una generica segnalazione di danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

CesenaFC44.138912.2431VI

La scossa fu avvertita molto fortemente e causò la caduta di alcuni comignoli (1).

(1)
Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, XXXI, 23, Notizie dei terremoti avvenuti in Cesena e luoghi limitrofi, sec.XIX.
0019
Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.14, Domenico Pulazzini, Raccolta di memorie varie concernenti la città e territorio di Cesena, sec.XVIII.
0018
Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.16, Mauro Verdoni, Mario Antonio Fabbri e Eduardo Fabbri, Memorie di Cesena, 2 voll., secc.XVIII-XIX.
0018
Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.46, Ettore Bucci, Libro in cui si scriveranno da me Ettore Bucci diverse memorie antiche della città di Cesena mia patria, secondo che mi perverranno alle mani, o mi saranno suggerite da altri, sec.XVIII.
0018
Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.39, Mauro Verdoni, Cronache di Cesena, con aggiunte di vari autori e con note di Ettore Bucci, copia S.Zanotti 1821-1822.
1821
Biblioteca Comunale Malatestiana di Cesena, Manoscritti, 164.37, Mauro Verdoni, Delle cose memorabili della città di Cesena dalla sua prima origine sino a nostri tempi, raccolte da varj autori da me d. M.V. cioè don Mauro Verdoni, sec.XVII, copia sec.XVIII.
0018

RavennaRA44.416912.1983VI

La lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale Altieri, datata 15 aprile 1672, attesta che la scossa fu avvertita fortemente, ma non causò danni (1). Secondo la coeva cronaca di Cristoforo Abbocconi, crollarono alcuni camini (2). Furono indetti riti religiosi di ringraziamento per lo scampato pericolo (3).

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Legazione di Romagna, vol.13, Lettera del legato di Romagna cardinale Giulio Gabrielli al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Ravenna 15 aprile 1672.
1672
(2)
Biblioteca Comunale Classense di Ravenna, Manoscritti, 3.4.E, Cristoforo Abbocconi, Pezzo di cronaca ravennate dal 1651 al 1691, sec.XVII.
0017
(3)
Biblioteca Comunale Classense di Ravenna, Manoscritti, 3.4.C, Benedetto Fiandrini, Annali ravennati dalla fondazione della città sino alla fine del secolo XVIII [...] compilati da don Benedetto Fiandrini monaco casinense di San Vitale di Ravenna, 4 voll., sec.XVIII.
0018

San Marino43.936112.4494VI

La scossa fu avvertita fortemente, con spavento della popolazione (1). Secondo quanto attestato dal verbale della seduta del Consiglio generale del 1º maggio 1672, riportato in Camassi et al. (1991) (2), un’edificio fu danneggiato e il proprietario chiese l’autorizzazione di potere murare il portico della facciata per rinforzarne la struttura.

(1)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672
(2)
Camassi R., Postpischl D. e Sangiorgi A.
Il terremoto riminese del 14 Aprile 1672, in "San Marino e il Terremoto", a cura di D.Postpischl, pp.115-137.
Bologna 1991

Sant’Angelo in VadoPU43.664212.4111VI

Secondo quanto attestato nell’editto del vescovo di Urbania e Sant’Angelo in Vado Honorati del 18 aprile 1672, riportato in Leonardi (1984) (1), la scossa fu avvertita molto fortemente, ma causò danni limitati e non fece vittime; furono indetti riti religiosi di ringraziamento per lo scampato pericolo.

(1)
Leonardi C.
Movimenti tellurici della Massa Trabaria, in "Proposte e ricerche", n.13, pp.82-90.
Urbino 1984

SchietiPU43.780312.6336VI

Secondo quanto attestato nella "visita" del vescovo di Urbino Puccinelli del settembre 1672, riportata in Leonardi (1984) (1), la scossa danneggiò la chiesa parrocchiale, causando la rottura dell’altare maggiore e lesionando una parete affrescata.

(1)
Leonardi C.
Movimenti tellurici della Massa Trabaria, in "Proposte e ricerche", n.13, pp.82-90.
Urbino 1984

SenigalliaAN43.713913.2231VI

La scossa fu avvertita fortemente, con spavento della popolazione (1). Secondo quanto attestato da una memoria pubblica conservata nell’archivio comunale, riportata in Anselmi (1984) (2), si aprì una leggera lesione nella volta della Cattedrale, dalla quale caddero alcuni calcinacci; non vi furono danni alle persone.

(1)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672
(2)
Anselmi S.
Sui terremoti a Senigallia: alcune fonti e appunti per la ricerca, in "Proposte e ricerche", n.13, pp.70-77.
Urbino 1984

UrbaniaPU43.667512.5228VI

Secondo quanto attestato nell’editto del vescovo di Urbania e Sant’Angelo in Vado Honorati del 18 aprile 1672, riportato in Leonardi (1984) (1), la scossa fu avvertita molto fortemente, ma causò danni limitati e non fece vittime; furono indetti riti religiosi di ringraziamento per lo scampato pericolo.

(1)
Leonardi C.
Movimenti tellurici della Massa Trabaria, in "Proposte e ricerche", n.13, pp.82-90.
Urbino 1984

UrbinoPU43.725812.6361VI

Secondo una fonte diretta, il terremoto fu avvertito molto fortemente e causò leggere lesioni nelle volte delle tre navate della Cattedrale, dalle quali caddero alcuni calcinacci (1). Una coeva relazione riferisce della caduta di comignoli (2).

(1)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672
(2)
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, Manoscritti, B.324, n.42, Relatione del Terremoto sucesso nella Città di Rimini, Rimini 17 aprile 1672, copia sec.XVIII.
0018
Vera Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca il Giovedì Santo à 14 Aprile del corrente Anno 1672 à hore 22.
Bracciano 1672

AnconaAN43.603113.5072V

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1). La storiografia locale ricorda lo spavento causato alla popolazione dal terremoto, che fece suonare la campana della torre del Palazzo del Governo; furono indetti riti religiosi di ringraziamento per lo scampato pericolo (2).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672
(2)
Biblioteca Comunale "L.Benincasa" di Ancona, Manoscritti, 254-275, Camillo Albertini, Storia di Ancona, 22 voll., secc.XVIII-XIX.
0018
Leoni A.
Ancona illustrata.
Ancona 1832
Ciavarini C.
Sommario della storia di Ancona raccontata al popolo anconitano.
Ancona 1867
Natalucci M.
Ancona attraverso i secoli, 3 voll.
Città di Castello 1961

ArgentaFE44.614411.8364V

La scossa fu avvertita fortemente, ma senza danni (1).

(1)
Ferrari G., Guidoboni E. e Postpischl D.
The Rimini earthquake of April 14, 1672, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de «La Ricerca Scientifica», n.114, vol.2A, pp.40-41.
Roma 1985

CagliPU43.545812.6508V

Secondo una fonte diretta la scossa fu avvertita fortemente, ma senza danni (1).

(1)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672

CentoFE44.726711.2892V

La scossa fu avvertita fortemente, spaventò la popolazione e fece suonare le campane dell’orologio, benché fossero legate come vuole la tradizione durante la settimana santa (1).

(1)
Archivio Storico Comunale di Cento, Manoscritti, 3.3.160, Biagio Bagni, Cronache di Cento del canonico generale D.Biagio Bagni dal 1156 perfino al 1621, seguitate da N.N. perfino a l’anno 1687, sec.XVII.
0017
Archivio Storico Comunale di Cento, Manoscritti, 1.3.27, Jacopo Gatti, Storia di Cento dall’origine al 1795, sec.XVIII.
0018
Archivio Storico Comunale di Cento, Manoscritti, 1.3.39-42, Giovanni Filippo Monteforti, Storia della città di Cento [origini-1782], 4 voll., sec.XVIII.
0018

FabrianoAN43.335312.905V

Una epigrafe, posta nel 1703 tra i due ingressi della chiesa di S.Venanzo, attesta che la scossa fu avvertita fortemente, ma non causò danni (1).

(1)
Epigrafe posta fra i due ingressi della chiesa di S.Venanzo di Fabriano a ricordo della liberazione della città dai terremoti del 14 aprile 1672 e del 2 febbraio 1703 e da altre calamità naturali, 1703, in R.Sassi, "Il culto della Madonna del Buon Gesù a Fabriano", pp.33-35.
Fabriano 1948

FaenzaRA44.287811.8811V

La scossa fu avvertita fortemente e spaventò la popolazione, ma non causò danni; furono indetti riti religiosi di ringraziamento per lo scampato pericolo (1).

(1)
Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza, Manoscritti, 48/I, Mario Baggioni, Memorie istoriche della città di Faenza dall’anno 1669 sino all’anno 1702 estratte dalle vacchette [...] di Mario di Camillo Baggioni, in cui le lasciò scritte, in "Annali della città di Faenza, tratti per lo più da croniche contemporanee. Raccolta fatta da me Giovanni Battista Borsieri nel 1767", vol.2.
1767
Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza, Manoscritti, 48/I, Giulio Cesare Parini, Raccolta delle cose generali successe nella città di Faenza e nel convento di Sant’Agostino, come altresì qualche notizia generale del mondo fatta da frà Giulio Cesare Parini agostiniano, in "Annali della città di Faenza, tratti per lo più da croniche contemporanee. Raccolta fatta da me Giovanni Battista Borsieri nel 1767", vol.2.
1767
Righi B.
Annali della città di Faenza, 3 voll.
Faenza 1840

FerraraFE44.835611.6183V

La scossa fu avvertita fortemente e spaventò la popolazione, ma non causò danni; furono indetti riti religiosi di ringraziamento per lo scampato pericolo (1).

(1)
Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Manoscritti, cl.I, 105, Carlo Olivi, Annali della città di Ferrara dalla sua prima origine fino al dominio degli ultimi duchi Estensi, 2 voll., 1790.
1790
Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Manoscritti, cl.I, 241, Giuseppe Antenore Scalabrini, Memorie sacre e profane della S[anta] Chiesa di Ferrara, nelle qualli si contiene la vita di S.Maurelio M[artire] Re di Mesopotamia e Vescovo della stessa Città, sec.XVII.
0017
Baruffaldi G.
Dell’istoria di Ferrara libri nove, ne’ quali diffusamente si narrano le cose avvenute in essa, dall’Anno MDCLV, fino al MDCC (ristampa anastatica, Bologna 1974).
Ferrara 1700
Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Manoscritti, cl.I, 671, Francesco Ferrazi Monici, Cronologia della città di Ferrara estratta da diversi scrittori e cronologia aggiunta della città di Ferrara (dalle origini al 1799), 19 voll., sec.XVIII.
0018

ForlìFC44.216712.0492V

La scossa fu avvertita fortemente, ma non causò danni; furono indetti riti religiosi di ringraziamento per lo scampato pericolo (1).

(1)
Nova, e vera relatione del Spaventoso, & horribile Terremoto che sù l’hora 21 delli 14 Aprile 1672 si fé sentire per tutta Romagna, e Marca, ma particolarmente nella Città di Rimini con atterramento di Chiese, Palazzi, Torri, e Case con mortalità considerabile di persone, come leggendo intenderete.
Forlì 1672

FossombronePU43.688112.81V

Secondo una fonte diretta la scossa fu avvertita fortemente, ma senza danni (1).

(1)
Biblioteca Apostolica Vaticana, Manoscritti, Ottoboniani Latini, 2481, cc.673-674, Relazione sul terremoto del 14 aprile 1672, Pesaro 28 aprile 1672.
1672

Massa FiscagliaFE44.808112.0133V

Secondo la testimonianza diretta del vescovo di Cervia, la scossa fu avvertita fortemente e spaventò la popolazione, ma non causò danni (1).

(1)
Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Vescovi e prelati, vol.58, Lettera del vescovo di Cervia al cardinale nipote Paluzzo Paluzzi Altieri, Migliarino Ferrarese 20 aprile 1672.
1672

Monte San VitoAN43.600613.2706V

Non sono note descrizioni degli effetti. Monachesi (1991) ha valutato l’intensità della scossa di V grado MCS, in base a ricerche su fonti memorialistiche e documentarie (1).

(1)
Monachesi G.
Distribuzione delle intensità massime nel territorio marchigiano, in "Atti del Convegno, Pisa 25-27 giugno 1990", CNR-GNDT, vol.2 (Macrosismica), a cura di P.Albini e M.S.Barbano, pp.279-295.
Bologna 1991

GubbioPG43.351412.5772IV-V

Secondo la testimonianza diretta del frate domenicano G.G.Fagnani, la scossa fu avvertita fortemente (1).

(1)
Fagnani G.G.
Memoria sul terremoto del 14 aprile 1672 del P. Giovanni Grisostomo Fagnani dei Predicatori, in G.Agnelli, I terremoti registrati nelle cronache lodigiane, "Archivio storico per la città e comuni del circondario di Lodi", s.II, vol.14, pp.92-94.
Lodi 1895

BondenoFE44.888311.4164IV

La scossa fu avvertita sensibilmente, ma non vi furono danni (1).

(1)
Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Manoscritti, cl.I, 704, Giacinto Bonatti, Memorie di Bondeno libro primo, sec.XVIII.
0018

CarpiMO44.783910.8847IV

La scossa fu avvertita senza alcun danno; furono indetti riti religiosi di ringraziamento (1).

(1)
Archivio Storico Comunale di Carpi, Archivio Guaitoli, n.181, Alfonso Piccioli, Diario delle cose avvenute in Carpi dal giorno 14 ottobre dell’anno 1658 fino al giorno 6 maggio 1724 di Alfonso Piccioli Carpigiano, continuato fino all’anno 1737 dal dottore fisico Giulio Cesare Benetti pure Carpigiano, secc.XVII-XVIII
0017

ImolaBO44.353311.7139IV

La scossa fu avvertita sensibilmente, ma non causò danni; furono indetti riti religiosi di ringraziamento per lo scampato pericolo (1). La storiografia locale ottocentesca riporta erroneamente che il terremoto danneggiò tutti gli edifici della città, citando una annotazione contenuta negli annali pubblici cittadini (2). L’analisi diretta del documento citato, conservato presso l’archivio comunale, ha consentito di verificare che il testo riferisce i danni causati dal terremoto a Rimini e a Fano, e non a Imola (3).

(1)
Archivio Storico Comunale di Imola, Campioni del Comune, vol.42 (1671-1685), cc.41v-42, Verbale di riunione del Consiglio comunale del 22 aprile 1672.
1672
(2)
Alberghetti G.
Compendio della storia civile, ecclesiastica e letteraria della città d’Imola, 2 voll.
Imola 1810
Cerchiari G.C.
Compendio della storia ecclesiastica e letteraria della città di Imola.
Bologna 1810
Cerchiari G.C.
Ristretto storico della città d’Imola.
Bologna 1847
(3)
Archivio Storico Comunale di Imola, Campioni del Comune, vol.42 (1671-1685), c.41v, Nota sul terremoto del 14 aprile 1672.
1672

JesiAN43.521913.2447IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

Ascoli PicenoAP42.853313.5781III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

BrescelloRE44.900310.515III-IV

La scossa fu avvertita senza alcun danno; furono indetti riti religiosi di ringraziamento (1).

(1)
Biblioteca Comunale "M.A.Maldotti" di Guastalla, Manoscritti Galvani, 88, Filippo Malcisi, Annali di Brescello dalle origini al 1840, sec.XIX.
0019

CamerinoMC43.135313.0681III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

FermoAP43.160313.7156III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

FolignoPG42.95512.7036III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

LoretoAN43.439413.61III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

MacerataMC43.299213.4522III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

MatelicaMC43.255613.0092III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

OsimoAN43.485313.4825III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

RecanatiMC43.402813.5497III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

SpoletoPG42.731712.7358III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

TolentinoMC43.209413.2825III-IV

Secondo una relazione in versi, coeva all’evento, la scossa fu avvertita sensibilmente, ma senza danni (1).

(1)
Vera, succinta Relatione del Terremoto seguito nella Romagna, e Marca, posto in ottava rima, con il lamento che fà la Città de Rimini, con l’altre Città offese, e l’avertimento, che danno le dette Città à i Peccatori ad emendarsi.
Forlì 1672

BolognaBO44.497811.3397III

La scossa fu avvertita leggermente soltanto da alcune persone (1).

(1)
Mezzavacca F.
De Terræmotu libellus in quo curiosa aperitur Terræmotus doctrina, & agitur de Terræmotu huius Anni 1672.
Bologna 1672